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Governo Meloni, Giuli licenzia i vertici del suo staff mentre riparte la Global Sumud Flotilla: news in diretta

Le notizie dell’ultima ora sul governo Meloni vedono la Premier impegnata a ricucire il delicato asse con Washington nell’incontro con Marco Rubio, mentre sul fronte interno il Ministro Giuli azzera i vertici del suo staff dopo il caso dei finanziamenti negati al documentario su Giulio Regeni. Sullo scacchiere internazionale resta alta la tensione dopo la liberazione degli attivisti della Flotilla, che erano stati prelevati illegalmente in acque internazionali a bordo della nave italiana Eros I.

11 Maggio 2026 07:38
Ultimo agg. 08:46
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Le notizie dell'ultima ora sul governo Meloni, a Palazzo Chigi pochi giorni fa è andato in scena il primo vero tentativo di distensione dopo i recenti attacchi di Donald Trump alla premier. Il Segretario di Stato USA, Marco Rubio, ha incontrato Meloni in un colloquio definito "franco", volto a ripristinare una collaborazione su priorità condivise. Il clima resta però sospeso: sulle basi americane in Italia Rubio è stato netto ("Decide Trump"), mentre il ministro Tajani ha provato a ricordare agli alleati che "anche gli USA hanno bisogno dell'Europa". Rubio ha cercato di gettare acqua sul fuoco anche con il Vaticano, incontrando Papa Leone XIV per confermare la tenuta dei rapporti nonostante le frizioni passate tra il tycoon e il Pontefice.

Spostandoci sullo scacchiere mediorientale, si è chiusa dopo dieci giorni la detenzione arbitraria di Saif Abukeshek e Thiago Ávila. I due attivisti della Global Sumud Flotilla erano stati prelevati illegalmente dalla Marina israeliana lo scorso 30 aprile mentre si trovavano a bordo della nave Eros I, battente bandiera italiana, in acque internazionali. Il rilascio dei due membri dello steering committee (arrivati rispettivamente in Spagna e Brasile) non spegne però le polemiche sul rispetto del diritto internazionale e sulle modalità del sequestro avvenuto in acque internazionali. Al contrario, il caso alimenta nuove denunce sulla gestione della solidarietà verso Gaza, mentre la Global Sumud Flotilla ha già ripreso la navigazione, facendo rotta verso la Turchia per proseguire la propria missione.

Nel frattempo, all'interno del Ministero della Cultura è esplosa una vera e propria rivoluzione: il Ministro Alessandro Giuli ha firmato i decreti di revoca per i vertici della sua segreteria, Emanuele Merlino ed Elena Proietti. Dietro il "pugno duro" del Ministro ci sarebbero frizioni insanabili, in particolare sul caso dei finanziamenti negati al documentario su Giulio Regeni, una decisione che Giuli ha definito "inaccettabile" e di cui "non sarebbe stato informato". Mentre il ministro Lollobrigida parla di "normali avvicendamenti", l'impressione è quella di una profonda operazione di pulizia per ripristinare, citando Giuli, un "sovrappiù di coscienza morale" nel dicastero.

08:45

Cultura, Renzi: "Ministero non merita tale scempio, Giuli si dimetta"

"Nelle ultime settimane il Ministro Giuli ha dimostrato tutta la propria arrogante incompetenza. E dopo essere riuscito a farsi dare dell’assenteista persino da uno come Salvini (!), dopo aver dichiarato guerra al cinema e agli intellettuali, dopo aver mandato i commissari ovunque a cominciare da Venezia Giuli oggi licenzia i suoi collaboratori. Che peraltro lui stesso aveva scelto.In questa furia distruttiva a Giuli, cavallo scosso di un palio inutile, rimane solo un ultimo gesto da compiere: licenziare se stesso, non gli altri. Si dimetta subito questo ministro incompetente e porti la sua tracotante incapacità lontano dal Collegio romano. Il ministero della Cultura non merita un tale scempio", lo ha scritto su X il leader di Italia Viva Matteo Renzi.

A cura di Francesca Moriero
08:30

Mic, Manzi (Pd): "Nuovo caos al ministero conferma fallimento legislatura"

"Sul caso dei mancati finanziamenti al documentario su Giulio Regeni il ministro Giuli sosteneva di non avere responsabilità, oggi invece giustifica con questa vicenda le dimissioni del suo staff al Ministero. Evidentemente qualcosa non torna e sarebbe opportuno fare piena chiarezza. In ogni caso, non può passare inosservato che ancora una volta il Ministero della Cultura – che la destra aveva indicato come il laboratorio di una nuova egemonia culturale – sia travolto da tensioni e scontri continui interni a FdI. È l'ennesima conferma del fallimento totale delle politiche culturali del governo in questa legislatura", lo ha detto Irene Manzi, capogruppo Pd in Commissione Cultura alla Camera.

A cura di Francesca Moriero
08:15

Giuli licenzia i vertici, le opposizioni chiedono le dimissioni

La mossa di Giuli, che ha deciso di silurare i suoi fedelissimi Emanuele Merlino ed Elena Proietti per il caso Regeni e per alcune defezioni durante le missioni estere, ha scatenato la durissima reazione delle opposizioni. Il centrosinistra legge l'episodio come l'ennesimo capitolo di una "resa dei conti" interna a Fratelli d'Italia e alle sue correnti. Sandro Ruotolo (Pd) parla di un Governo ormai logorato da guerre intestine, mentre il Movimento 5 Stelle definisce il Mic un ministero "commissariato" in cui va in scena un regolamento di conti continuo.

Ancora più duro il commento di Matteo Renzi: il leader di Italia Viva accusa Giuli di "arrogante incompetenza" e lo invita provocatoriamente a licenziare se stesso invece dei suoi collaboratori, chiedendone le dimissioni immediate per porre fine a quello che definisce uno "scempio". Se i decreti di revoca venissero confermati ufficialmente, si tratterebbe dell'ennesimo scossone per un ministero che, dalle dimissioni di Sangiuliano in poi, sembra non trovare stabilità, tra polemiche sui finanziamenti al cinema e continui incidenti comunicativi dello staff.

A cura di Francesca Moriero
08:00

Lollobrigida: "Al ministero della cultura normali avvicendamenti"

Alessandro Giuli ha azzerato la sua segreteria, silurando il responsabile tecnico Emanuele Merlino e la segretaria particolare Elena Proietti. Alla base della drastica rottura ci sarebbero tensioni accumulate per settimane e divergenze ormai insanabili, esplose definitivamente dopo il caso dei finanziamenti negati al documentario su Giulio Regeni, una scelta che il Ministro ha bollato come "inaccettabile" e presa a sua insaputa.

A smorzare i toni è intervenuto Francesco Lollobrigida, che ha derubricato l'operazione a "normale avvicendamento". Per il capodelegazione di FdI, modificare la squadra è un legittimo diritto di ogni Ministro per garantire quella totale sintonia necessaria nei ruoli apicali. Lollobrigida ha comunque difeso la professionalità dei due collaboratori, definendo "indiscussa" la loro capacità e dicendosi certo che troveranno presto nuovi incarichi istituzionali.

A cura di Francesca Moriero
07:50

Governo Meloni, Giuli licenzia i vertici del suo staff mentre riparte la Flotilla

Le notizie dell'ultima ora sul governo Meloni vedono la Premier impegnata a ricucire l'asse con Washington dopo gli attacchi di Trump. A Palazzo Chigi è andato in scena il faccia a faccia con il Segretario di Stato USA, Marco Rubio: un colloquio definito "franco" per collaborare sulle priorità comuni, anche se il nodo delle basi americane in Italia resta sospeso alla volontà del tycoon. Rubio ha incontrato anche Papa Leone XIV, confermando la tenuta dei rapporti tra USA e Vaticano nonostante le frizioni passate.

Sullo scacchiere internazionale resta alta la tensione per la vicenda della Global Sumud Flotilla: dopo dieci giorni di detenzione senza accuse formali, Israele ha liberato gli attivisti Saif Abukeshek e Thiago Ávila, prelevati illegalmente dalla Marina israeliana lo scorso 30 aprile mentre si trovavano a bordo della nave Eros I, battente bandiera italiana, in acque internazionali. Nonostante il rilascio, il caso non è affatto chiuso: le modalità del sequestro alimentano nuove denunce sul rispetto del diritto internazionale, mentre la missione ha già ripreso la navigazione facendo rotta verso la Turchia.

Sul fronte interno, esplode invece il caos al Ministero della Cultura: Giuli ha deciso di azzerare i vertici della propria squadra, rimuovendo ufficialmente Emanuele Merlino ed Elena Proietti. Alla base di questa brusca rottura ci sarebbero tensioni accumulate per settimane e diventate ormai ingestibili. A far traboccare il vaso è stato soprattutto il "no" ai finanziamenti per il documentario su Giulio Regeni: un caso che ha fatto infuriare il Ministro, il quale ha bollato l'esclusione dell'opera come una scelta "inaccettabile" presa a sua insaputa. Mentre dai banchi della maggioranza Lollobrigida minimizza parlando di semplici cambi di routine, l'azione di Giuli appare come una vera e propria bonifica politica, lanciata per riportare (come sottolineato dal Ministro stesso) un "sovrappiù di coscienza morale" negli uffici di via del Collegio Romano.

A cura di Francesca Moriero
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