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Conflitto Israele-Palestina e in Medio Oriente

Brasile, morta la madre dell’attivista della Thiago Ávila, rapito da Israele. La Flotilla: “Rilasciatelo”

La mamma dell’attivista Thiago Ávila, detenuto in Israele dopo essere stato rapito durante una missione umanitaria diretta verso la Striscia di Gaza, è morta in Brasile. La Global Sumud Flotilla: “Thiago non sa nemmeno di aver perso sua madre. Verrà informato dagli stessi soldati dell’IDF che lo hanno sottoposto ad abusi, usando il suo dolore come un ulteriore strumento di guerra psicologica”.
A cura di Davide Falcioni
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Thiago Ávila e sua madre Teresa
Thiago Ávila e sua madre Teresa
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Teresa Regina de Ávila e Silva, madre dell'attivista Thiago Ávila, detenuto in Israele dopo essere stato rapito dallo stato ebraico durante una missione umanitaria diretta verso la Striscia di Gaza, è morta in Brasile. Lo ha reso noto il sito Poder360, aggiungendo che la famiglia ha richiesto alle autorità di Tel Aviv di autorizzare il rilascio temporaneo dell'attivista affinché possa partecipare ai funerali della donna.

Thiago Ávila infatti era stato arrestato il 29 aprile insieme allo spagnolo Saif Abu Keshek durante la seconda Global Sumud Flotilla, iniziativa salpata da Barcellona per consegnare aiuti umanitari a Gaza sfidando il blocco imposto da Israele. L'imbarcazione, come si ricorderà, è stata intercettata in acque internazionali vicino alla Grecia, a oltre 900 chilometri dalle acque territoriali di pertinenze israeliana.

In una nota, Global Sumud Flotilla ha ricordato he "Teresa lascia un'eredità di gioia e forza, definita dalla capacità di affrontare le sfide della vita con dignità e amore. Mentre la sua famiglia ha offerto un commovente esempio di devozione durante i suoi ultimi istanti, Thiago è stato forzatamente assente, privato persino della possibilità di sentire la sua voce per l'ultima volta. La profondità di questa perdita è intrecciata nel tessuto stesso della vita di Thiago; sua figlia porta il nome di sua madre, un tributo vivente a una donna che sua moglie, Lara, descrive come ‘la più potente che abbia mai incontrato'. Questa separazione è il segno distintivo di un'occupazione che prospera sulla frantumazione delle famiglie, rispecchiando il dolore di altri come Mahmoud Kallil, strappato via dalle autorità e costretto a perdere la nascita di suo figlio a causa della sua attività contro il genocidio del popolo palestinese da parte di Israele".

Global Sumud Flotilla: "Thiago non sa ancora di aver perso la madre"

"Ad aggravare questo incubo – aggiunge Global Sumud Flotilla – è la straziante constatazione che Thiago non sa nemmeno di aver perso sua madre. Poiché è tenuto in isolamento e gli è negato il contatto con il mondo esterno, è stato privato della possibilità di iniziare il suo lutto nell'abbraccio della sua comunità. Invece, questa notizia devastante gli sarà probabilmente consegnata dagli stessi soldati dell'IDF che lo hanno sottoposto ad abusi sistematici, usando il suo dolore come un ulteriore strumento di guerra psicologica".

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Le accuse di Israele a Thiago Ávila

Le autorità israeliane accusano Ávila di non aver preso parte a una missione umanitaria, bensì di rappresentare una minaccia diretta alla sicurezza dello Stato. Tel Aviv infatti sostiene che la partecipazione alla Global Sumud Flotilla costituisca una forma di assistenza al nemico, ipotizzando legami diretti tra gli attivisti e l'organizzazione Hamas, circostanza che è stata ampiamente smentita dai fatti.

Diametralmente opposta è ovviamente la posizione della difesa e della Global Sumud Flotilla, che descrivono la detenzione di Thiago Ávila come un esempio di "crudeltà" e persecuzione politica. I legali e le organizzazioni di supporto sostengono che le accuse di collaborare con Hamas siano prive di fondamento e create ad hoc per criminalizzare la solidarietà internazionale verso il popolo palestinese, da due anni e mezzo vittima di genocidio. Uno dei punti cardine della difesa riguarda il luogo dell'arresto, o meglio sequestro: Thiago Ávila infatti è stato catturato illegalmente in acque internazionali, un atto che vila apertamente il diritto marittimo e rende la sua detenzione priva di validità giuridica.

La linea difensiva è stata fortemente sostenuta dal presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, il quale ha etichettato l'imprigionamento di Ávila come "ingiustificabile", chiedendone il rilascio immediato. Ad aggravare il quadro sono le condizioni di detenzione: Ávila è tenuto in isolamento e, secondo quanto denunciato dalla Flotilla, gli è stato negato il diritto fondamentale di comunicare con la famiglia, al punto che l'attivista non sarebbe ancora a conoscenza del decesso della madre.

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