
Oggi solo fatti, niente opinioni.
Thiago Avila e Saif Abukeshek sono due attivisti.
Avila è brasiliano, Abukeshek è palestinese.
Entrambi erano sulle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla che stavano portando aiuti alla popolazione civile a Gaza, provando a forzare un blocco navale illegale di Israele, che quella popolazione la sta facendo morire di fame, nel silenzio di tutti i governi dell’Occidente, o quasi.
Le barche su cui stavano viaggiando Avila e Abukeshek sono state abbordate dalla marina israeliana al largo di Creta, in acque internazionali.
La marina greca, un Paese dell’Unione Europea, ha supervisionato a quello che nei fatti, è stata Meloni ha usare questo termine, può essere assimilato a un "sequestro illegale". Cioè, a un rapimento.
Nessun leader dell’Unione Europea ha avuto nulla da ridire in merito.
Dopo essere stati rapiti in acque internazionali, Avila e Abukeshek sono stati bendati e isolati per tutta la durata del viaggio, picchiati fino a far perdere loro conoscenza, e condotti nel carcere israeliano di Shikma.
A oggi, sono detenuti illegalmente da sei giorni e due giorni fa si sono presentati in tribunale coi ceppi alle mani e alle caviglie.
Le accuse nei loro confronti sono accusati di assistenza al nemico in tempo di guerra, ma non esiste alcuna base giuridica per andare ad arrestare due cittadini stranieri al di fuori del territorio israeliano, in ragione di questo capo d’accusa.
Valesse questo principio, chiunque accusato di supportare Hamas, magari perché ha fatto una donazione a Gaza, potrebbe essere rapito da Israele a casa sua, in qualunque momento. E, se palestinese, come Abukeshek, rischierebbe la pena di morte.
Giorgia Meloni ha condannato l’abbordaggio israeliano e il rapimento degli attivisti, ma ha detto anche che non capisce l’utilità della Flotilla, che crea problemi ai governi.
Ignazio La Russa, seconda carica dello stato, ha detto che quella degli attivisti della Flotilla è “propaganda a basso rischio”. E che gli attivisti come Avila e Abukeshek “se hanno la fortuna di essere fermati”, possono “gridare alla tortura”.
Matteo Piantedosi, ministro dell'interno, ha liquidato gli aiuti a Gaza come "irrisori", mentre la popolazione civile muore letteralmente di fame, con gli aiuti raccolti attraverso canali ufficiali che restano bloccati in Israele.
Mentre La Russa e Meloni giustificano l’ingiustificabile, tutti noi, italiani ed europei, siamo testimoni silenziosi e acquiescenti di una gigantesca violazione dei diritti umani e dei diritto internazionale, perpetrata da un Paese che sta commettendo un genocidio, di fronte al quale siamo, allo stesso modo silenziosi e acquiescenti.
E anche questo è un fatto, non un’opinione.