Conflitto Israele-Palestina e in Medio Oriente

Israele, Ben Gvir compie 50 anni: per regalo riceve torte con il cappio della pena di morte ai palestinesi

Il Ministro della Sicurezza israeliano compie 50 anni, e sua moglie alla festa porta una torta con sopra disegnato un cappio da impiccagione. All’evento presenti cantanti, giornalisti e influencer: è la festa per la pena di morte.
A cura di Antonio Musella
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Il Ministro della sicurezza di Israele e leader del partito Potere Ebraico di estrema destra, Itamar Ben Gvir, ha festeggiato il suo compleanno nella serata di ieri, 2 maggio. È l'uomo dei provvedimenti più disumani, più cruenti e più discussi presi dal governo Netanyahu. L'uomo che ha organizzato il tour delle carceri con influencer e personaggi Tv per mostrare le brutalità e le torture a cui vengono sottoposti i prigionieri palestinesi, l'uomo che ha invocato e realizzato il genocidio a Gaza, quello che gira armato nei villaggi palestinesi minacciando le persone e – in ultimo – colui che ha reintrodotto la pena di morte in Israele solo per i palestinesi: una legge approvata a maggioranza risicata pochi mesi fa dalla Knesset  da cui ha preso spunto sua moglie per realizzare la sua torta di compleanno su cui ha raffigurato il cappio dell'impiccagione.

La festa con le torte con il cappio

Ha compiuto 50 anni Ben Gvir, da sempre militante dell'estrema destra sionista e suprematista israeliana, giunto al potere solo grazie all'ultimo governo di Bibi Netanyahu che pur di formare una coalizione, aprì le porte ai partiti che rappresentano gli interessi dei coloni, appunto Potere Ebraico e Sionismo Religioso, guidato dal Ministro delle Finanze Bezalel Smotrich.

La festa di compleanno di Ben Gvir – ampiamente documentata sui canali social del suo partito – è stata un grande evento, con tanti invitati, regali, e diverse torte, due delle quali raffigurano un cappio. La prima è quella realizzata dalla moglie, Ayala Ben Gvir, con cui è sposato dal 2004: una torta di panna con sopra il simbolo del cappio e la scritta: "Complimenti al Ministro Ben Gvir, a volte i sogni diventano realtà". Un "sogno" quindi, quello del leader dell'estrema destra di reintrodurre la pena di morte solo per i palestinesi.

Sui social del partito è possibile vedere anche una seconda torta con il simbolo del cappio dell'impiccagione, che è stata regalata al Ministro. Una torta di panna a tre piani, su cui viene raffigurato il volto di Ben Gvir, una cartina di Israele che comprende tutta la Cisgiordania e la Striscia di Gaza, quindi simboleggia l'annullamento totale dei palestinesi e l'annessione di tutti i territori, con ai lati due pistole. In cima a questa torta di tre piani, il simbolo del cappio, diventato ormai i marchio di riconoscimento di Ben Gvir e del suo partito. Siamo davanti ad una rappresentazione del male, dell'orrore, della barbarie, che non ha precedenti nella storia politica recente. Ben Gvir nell'ultimo anno ha mostrato attraverso i reel sui social delle scene raccapriccianti, senza alcun filtro, diventando il simbolo della malvagità manifesta, autocelebrata ed esaltata.

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Gli auguri di Netanyahu e lo stuolo di invitati influencer

Nei video pubblicati sul canale social di Potere Ebraico, Ben Gvir risponde alle telefonate di auguri direttamente al microfono per farsi sentire da tutti gli ospiti. Una sorta di show tra simboli di morte, festeggiamenti corali ed esaltazione della violenza. Tra le telefonate di auguri arriva anche quella del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il vero artefice del successo di Ben Gvir, avendo portato al governo la sua forza politica, che altrimenti non godrebbe certo di consensi maggioritari.

La festa si è tenuta in un lussuoso giardino di Emunim vicino alla città israeliana di Ashdod, un insediamento israeliano fondato durante gli anni 50 da coloni ebrei provenienti dall'Egitto. Si tratta di un moshav, una cooperativa agricola, un luogo quindi simbolico dove festeggiare il compleanno per il leader dei coloni, gli abitanti degli insediamenti dichiarati illegali dal diritto internazionale, e che rappresentano la frangia più violenta e aggressiva della società israeliana. Tra gli ospiti anche diversi influencer, figure che stanno accompagnando le gesta di Ben Gvir in questa stagione politica. Dal giornalista Dan Ezra, al cantante Shuki Salomon, l'inviata di Now 14 Milen Amar fino alla tiktoker Hadar Muchtar, giovane influencer e fondatrice del movimento giovanile di estrema destra "Tzeirim Boarim" ovvero "Giovani in fuoco". Presenze che raccontano molto del tipo di consenso che Ben Gvir ha costruito intorno a se, ed in un apparato di diffusione della sua propaganda che oggi si fonda non su figure politiche, non sugli ingombranti coloni violenti che sono la sua vera base elettorale, bensì da una macchina di influencer e comunicatori a lui legati. Una festa che è un inno all'odio, tra alcol, torte, simboli di morte e tanti video e foto di persone gioiose e sorridenti.

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