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Opinioni

Giorgia Meloni è stata sostituita da una sosia, non c’è altra spiegazione

Fino a un anno fa lodava Trump, le regole europee, difendeva Netanyahu e irrideva la Flotilla. Oggi fa l’esatto opposto. No, nessun sosia. Semplicemente, pessimi sondaggi e tanta paura di perdere le prossime elezioni.
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Immaginate di esservi presi una vacanza lunga un anno dall’attualità.

Aprite i giornali, e in un giorno solo, leggete che il governo ha condannato Israele per l’assalto in acque internazionali alle navi della Global Sumud Flotilla che portavano aiuti a Gaza, ha chiesto all’Unione Europea lo stop al patto di stabilità e ha litigato con Donald Trump al punto tale che lo stesso Trump ha minacciato di ritirare le truppe americane dall’Italia.

Ammettetelo: pensereste che è cambiato il governo, che Meloni, Salvini e Tajani sono finiti all’opposizione, che evidentemente ci sono state elezioni anticipate.

E invece no.

A prendersela con Israele è lo stesso governo che irrideva la Flotilla solo pochi mesi fa, difendendo Netanyahu a spada tratta, dicendo che era una missione umanitaria che rischiava di “compromettere la pace”, parlando di diritto internazionale che conta fino a un certo punto, rifiutandosi persino di pagare il biglietto di ritorno ai militanti, a i giornalisti e ai parlamentari rapiti da Israele.

A prendersela con l’Unione Europea e col nuovo patto di stabilità e crescita è lo stesso governo che ha firmato quel patto poco più di due anni fa, con una nota che lodava le “regole meno rigide”, i “meccanismi innovativi”, l’approccio “migliorativo rispetto al passato”.

A prendersela con gli Usa e con Trump, infine, è lo stesso governo che, meno di un anno fa, si è impegnato al vertice Nato dell’Aja ad aumentare le spese militari fino al 5% del PIL, che ha sostenuto Trump dal giorno uno della sua elezione, in tutti i suoi dazi, le sue cacce al migrante, i suoi omicidi agli attivisti politici, i suoi attacchi militari a Paesi terzi – guerre che bontà sua,  Giorgia Meloni è riuscita a definire come “difensive”.

Ora, delle due una.

O chi stava al governo fino pochi mesi fa è stato sostituito da sosia perfetti, replicanti con le medesime sembianze e il pensiero opposto.

Oppure chi sta a Palazzo Chigi oggi ha preso gli ultimi quattro anni e li ha buttati nella pattumiera, iniziando a dire e fare l’esatto contrario di quel che ha detto e fatto fino a pochi mesi fa.

Poi cambi pagina e sullo stesso giornale vedi che sei elettori su dieci non considerano più Israele e Usa come degli alleati, che non ci sono soldi per la legge di bilancio elettorale perché hanno sbagliato i conti e che il centrosinistra è avanti nei sondaggi, anche con Vannacci dentro la coalizione di destra.

E allora capisci che non ci sono sosia, replicanti, magie e folgorazioni sulla via di Damasco. Ma che, semplicemente, Meloni & co stanno semplicemente provandole tutte per non andare a casa alle prossime elezioni. Arrivando persino a fare finta di essere all'opposizione di se stessi.

Solo gli stupidi non cambiano mai idea del resto.
A meno che non si tratti di perdere la poltrona.

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Francesco Cancellato è direttore responsabile del giornale online Fanpage.it e membro del board of directors dell'European Journalism Centre. Dal dicembre 2014 al settembre 2019 è stato direttore del quotidiano online Linkiesta.it. È autore di “Fattore G. Perché i tedeschi hanno ragione” (UBE, 2016), “Né sfruttati né bamboccioni. Risolvere la questione generazionale per salvare l’Italia” (Egea, 2018) e “Il Muro.15 storie dalla fine della guerra fredda” (Egea, 2019) e"Nel continente nero, la destra alla conquista dell'Europa" (Rizzoli, 2024). Il suo ultimo libro è "Il nemico dentro. Caso Paragon, spie e metodi da regime nell'Italia di Giorgia Meloni" (Rizzoli, 2025)
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