Freedom Flotilla 2

Flotilla, il racconto di chi ha subito l’abbordaggio israeliano: “Sparavano ad altezza uomo”

L’attivista Martina Comparelli, in un video per Fanpage.it, ha raccontato le testimonianze degli equipaggi della Global Sumud Flotilla che hanno subito l’abbordaggio da parte della Marina israeliana vicino a Creta. Gli spari, le perquisizioni, poi l’abbandono in mezzo al mare su una barca danneggiata. Ora si guarda alla sorte di Thiago Avila e Saif Abukeshek, rapiti e portati in Israele con accuse poco chiare.
A cura di Luca Pons
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"Le persone sono state perquisite dall'esercito e poi sono state lasciate sulla barca in avaria nel mezzo del Mediterraneo". Lo ha raccontato a Fanpage.it l'attivista Martina Comparelli, che si trovava a bordo della nave Trinidad sulla Global Sumud Flotilla quando la Marina israeliana ha attaccato la spedizione.

A causa di un'avaria dovuta alla tempesta, la sua barca era rimasta ad alcune miglia di distanza dal blocco di 22 imbarcazioni assaltate dalle navi di Israele in acque internazionali: Comparelli lo aveva raccontato già pochi minuti dopo, durante la puntata di Scanner Live di mercoledì sera. Dopo il trasferimento sulla barca di Open Arms, Comparelli ha raccolto le testimonianze di chi ha subito quell'abbordaggio, in particolare dalla Tamtam.

A quanto risulta, 175 attivisti sono stati fatti sbarcare a Creta, in Grecia, e le loro navi affondate. Non si sa nulla, invece, di due attivisti – e membri dello Steering Committee della Flotilla – che le autorità israeliane hanno detto di aver "arrestato" (anche se, trovandosi ampiamente al di fuori della propria giurisdizione, si tratta piuttosto di un rapimento): sono il brasiliano Thiago Avila, "sospettato di attività illegali", e lo spagnolo di origini palestinesi Saif Abukeshek, "sospettato di affiliazione a un'organizzazione terroristica". Sono stati portati in Israele per essere "interrogati", a quanto ha fatto sapere il ministero degli Esteri.

Il racconto dell'equipaggio della Tamtam: "Tre spari, uno è passato vicino alle costole"

"La barca è stata danneggiata, le persone sono state perquisite dall'esercito e poi sono state lasciate sulla barca in avaria nel mezzo del Mediterraneo, dove sarebbero stati praticamente condannati a subire una tempesta senza alcuna risorsa e collegamento", ha raccontato Comparelli riportando le testimonianze della Tamtam.

Alcuni dei membri dell'equipaggio hanno raccontato, sotto garanzia di anonimato, che "con le altre barche sono stati circondati dall'esercito e hanno sentito tre spari. Una persona", in particolare, ha detto che "gli spari le sono passati vicini". Non sappiamo di quale materiale fossero le pallottole, ma la testimone ha detto che "una le è passata vicino alle costole, quindi stavano sparando ad altezza uomo".

Dopo i primi tre spari i militari israeliani "sono saliti a bordo, li hanno perquisiti e poi se ne sono andati". Attorno alle due di notte sono tornati, "sparando altre due volte, e poi hanno fatto delle manovre attorno alla barca". L'imbarcazione "è stata abbandonata in mare aperto senza alcun collegamento, con il motore che poco dopo ha smesso totalmente di funzionare".

L'appello: "Le iniziative come la Flotilla fanno paura a Israele"

Comparelli ha lanciato una riflessione: se la Flotilla ha scatenato ancora una volta l'intervento di Israele, è perché "i movimenti di solidarietà con la lotta del popolo palestinese hanno una rilevanza". La reazione israeliana è "un chiaro segnale di paura da parte del regime".

Proprio per questo motivo, "è importantissimo che si continui a mobilitarsi, si continui a a parlarne, si continui a chiedere la liberazione di Thiago, di Seif, ma anche dei più di 9.500 ostaggi palestinesi che vengono arrestati tutti i giorni sia a Gaza che in Cisgiordania senza processo, senza protezione diplomatica, senza difesa". Questa volta, peraltro, l'intervento è avvenuto "sotto gli occhi di tutta l'Europa", a pochi chilometri da Creta. Secondo l'attivista, "da un certo punto di vista è allucinante, da un altro punto di vista è completamente comprensibile". D'altra parte, la popolazione palestinese subisce un genocidio da anni "e i nostri Stati continuano a essere completamente complici con il regime che opera questo genocidio".

Il caso di Avila e Abukeshek, gli attivisti rapiti con accuse poco chiare

Come detto, dell'arresto illegale di Thiago Avila e di Saif Abukeshek al momento non si sa nulla. I due erano figure di spicco della Flotilla. Avila ha 39 anni ed è molto seguito anche sui social, è uno dei volti del movimento brasiliano. Non è noto di quali "attività illegali" sia sospettato.

Saif Abukeshek è nato in Cisgiordania ma ha la cittadinanza spagnola e svedese e abita a Barcellona. Da anni organizza iniziative per la Palestina. L'accusa nei suoi confronti è di "affiliazione a un'organizzazione terroristica". Vale la pena di ricordare che, per gli atti di terrorismo, Israele ha recentemente reintrodotto la pena di morte mirata specificamente alla popolazione palestinese.

Il governo spagnolo ha chiesto subito che il suo cittadino venga rilasciato, parlando di "rapimento". Il governo Meloni non si è espresso sulla questione, ma il team legale della Flotilla ha depositato un esposto alla Procura di Roma chiedendo di sottoporre a sequestro la nave israeliana su cui si trova Abukeshek, fin quando è in acque internazionali.

Infatti, quando l'attivista spagnolo-palestinese è stato catturato si trovava su una barca battente bandiera italiana, la Eros 1. Quindi, legalmente, si trovava in territorio italiano. L'esposto depositato ai pm romani, peraltro, chiede anche di valutare se le autorità italiane abbiano commesso il reato di rifiuto di atti d'ufficio: avrebbero avuto il compito di tutelare "senza ritardo" l'incolumità del cittadino spagnolo, che si trovava sotto la loro giurisdizione, e invece non sono intervenute in alcun modo. In questo momento, afferma l'esposto, Abukeshek è esposto a un "rischio concreto e attuale per la sua incolumità personale, nonché al pericolo di subire tortura e trattamenti inumani e degradanti".

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