La Flotilla è stata intercettata e circondata da navi israeliane: “Prima i droni poi l’accerchiamento”

Le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla sono state intercettate e circondate in acque internazionali. A Fanpage.it i referenti italiani dell'organizzazione spiegano che l'attacco è avvenuto intorno alle 21.30 ora italiana da parte di altre navi che si sono identificate come di provenienza israeliana. Da quel momento i contatti si sono interrotti.
Le imbarcazioni si trovavano a sud della Grecia, non lontano dall'isola di Creta, quando sono state sorvolate da alcuni droni, per poi essere raggiunte da almeno due imbarcazioni della marina israeliana più alcuni gommoni. Gli ultimi contatti con la base italiana della Flotilla sono stati persi in concomitanza con l'accerchiamento. Al momento l'operazione è ancora in corso.
Tra le prime imbarcazioni prese di mira e accerchiate dalle forze israeliane c'è la nave italiana Bianca. Gli attivisti a bordo hanno attivato le procedure di emergenza previste in questi casi salendo tutti sul ponte.
I militari israeliani non sarebbero ancora salti ma avrebbero intimato ad alcuni equipaggi della Flotilla di stendersi a terra a bordo dell'imbarcazione sotto la minaccia di puntatori laser e armi. I referenti a terra stanno cercando conferme su quanto avviene in questi minuti a bordo.
La portavoce italiana: "Violazione del diritto inernazionale"
Quello che sta avvenendo al largo della Grecia è una lesione al diritto internazionale direttamente in territorio europeo. Ne è convinta la portavoce della Global Sumud Italia, Maria Elena Delia: "Se verrà confermata nei termini per ora noti si tratta di una ulteriore escalation del metodo repressivo e della violazione delle norme internazionali da parte di Israele".
E si chiede dove siano gli enti internazionali: "La UE è al corrente di quanto sta accadendo? La prossima volta verranno ad arrestarci direttamente a casa?".
Già contestato a Israele l'uso della forza contro la Flotilla
La Flotilla è salpata verso Gaza lo scorso 26 aprile dal porto di Augusta. Si tratta di 60 imbarcazioni che, come per la precedente missione, hanno preso il largo con l'obiettivo raggiungere i palestinesi della Striscia per portare aiuti umanitari e beni di prima necessità. Questa volta l'obiettivo però è ancora più ambizioso: restare e aiutare sul campo con medici, operatori sanitari e insegnanti.
Non è la prima volta che le forze israeliane intervengono per arrestare il viaggio della Flotilla. Già lo scorso autunno gli attivisti sono stati fermati per essere poi condotti nel carcere di Ketziot, dove sarebbero stati sottoposti a una serie di vessazioni prima di essere rilasciati. Tra questi c'era anche il giornalista di Fanpage.it Saversio Tommasi.
Per questi episodi, recentemente, la Procura di Roma recentemente ha contestato il reato di tortura nell’ambito dell'inchiesta sui fatti avvenuti durante la detenzione degli attivisti. È la prima volta che il reato di tortura viene contestato dall'Italia nei confronti di Israele.