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Alex Zanardi nell’ultima intervista tv a Che tempo che fa 2019: “Nei momenti difficili ho la regola dei 5 secondi”

Nell’intervista a Che tempo che fa del 17 marzo 2019, Alex Zanardi offrì una delle sue testimonianze più toccanti e profonde. Dalla “regola dei 5 secondi” alla metafora della “statua di marmo”, con la quale invitò a riflettere su come si può somatizzare un incidente quando si scolpisce un’opera d’arte: “Può essere rovinata per sempre o la possibilità di creare qualcosa che prima non avevi immaginato”.
A cura di Eleonora D'Amore
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Possiamo dire che l'intervista a Che tempo che fa del 17 marzo 2019 è l'ultima vera apparizione tv di Alex Zanardi. Dopo di essa, a seguito del secondo incidente, non è mai più riuscito a farsi avvicinare per un tempo così prolungato. Da Fazio, offrì una delle sue testimonianze più toccanti e profonde, tra ricordi personali e la sua celebre filosofia di vita. Illustrò "la regola dei 5 secondi", che consiste nel resistere ancora un po' nei momenti di massima fatica, sia nello sport che nella vita, e la metafora della "statua di marmo".

La regola dei 5 secondi: "Resistere sempre un po' di più prima di mollare"

"È una metafora: il fatto di renderti conto che se provi ad andare avanti per altri 5 secondi possono accadere cose sorprendenti. Spesso l'avversario che ti sembra imbattibile molla un attimo prima di te. In quel momento preferisci che la sofferenza diventi dolore, perché il dolore lo controlli meglio, e vai avanti", spiegò. In quell'anno era reduce dall'incidente del 2001, che gli era costato l'amputazione di entrambe le gambe e l'utilizzo a vita delle protesi. A tal riguardo, volle parlare della sua "manutenzione quotidiana", mostrando anche come usava le pinze per sistemarle, e del fatto che, nonostante l'età, continuasse a migliorare i suoi tempi nelle gare di paraciclistmo, definendosi "un po' stanchino come Forrest Gump, ma sempre un grande esibizionista".

Inoltre, ricordò con affetto suo padre Dino e i primi anni sui go-kart (costruiti con semplici tubi saldati) e mostrò anche una foto del genitore con lui piccolissimo. Il dono più grande ricevuto dai genitori non è stato il talento bensì l'educazione alla curiosità: "Mio padre mi ha insegnato a girare la testa, a osservare tantissimo, a essere curioso di tutto quello che mi circonda". Poi l'aneddoto divertente di quando, a 5 anni, si buttò in acqua senza saper nuotare solo per dimostrare al padre quanto fosse determinato.

La metafora della statua di marmo

Spazio a un'altra metafora a supporto delle difficoltà della vita: La statua di marmo. Su come affrontare gli imprevisti tragici, Alex Zanardi disse: "Se stai scolpendo una statua e viene via un blocco di marmo più grosso del previsto, puoi pensare che l'opera sia rovinata per sempre, oppure puoi fermarti, riflettere e vedere in quel pezzo mancante la possibilità di creare qualcosa di diverso, che prima non avevi immaginato". Difficoltà che Zanardi ha sempre condiviso con la sua famiglia, la moglie Daniela Manni e il figlio unico Niccolò, non a caso uno dei momenti più commoventi fu quando Fazio gli ricordò che, dopo l'incidente del 2001, la sua paura più grande fu quella di non poter più tenere in braccio suo figlio: "Oggi  è un ragazzo di grande talento, spero solo che trovi la sua strada e che sia felice". E sono loro che oggi, nel giorno della sua morte, hanno chiesto il massimo rispetto per la privacy in questo momento di grande dolore, ringraziando tutti per l'immenso affetto mostrato in questi anni.

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