video suggerito
video suggerito

Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli licenzia il suo staff: partiti i decreti di revoca

Licenziate due figure centrali della sua segreteria. La decisione, anticipata dal Corriere della Sera, sarebbe arrivata dopo uno scontro all’interno del Ministero che si trascinava da settimane per diverse visioni di vedute su alcune questioni che avrebbero fatto infuriare Giuli come il caso dei finanziamenti negati al documentario su Giulio Regeni.
A cura di Antonio Palma
0 CONDIVISIONI
Immagine

Una vera e propria rivoluzione in vista al Ministero della Cultura dove il Ministro Alessandro Giuli avrebbe deciso di azzerare il suo staff facendo partire i decreti di revoca per alcuni dei più importanti collaboratori in ruoli apicali. Lo anticipa il Corriere della Sera secondo il quale la decisione sarebbe arrivata al culmine di uno scontro all’interno del Ministero che si trascinava da settimane per diverse visioni di vedute su alcune questioni importanti che avrebbero fatto infuriare Giuli.

Ad essere silurati il responsabile della segreteria tecnica del Ministero della Cultura, Emanuele Merlino, che aveva assunto l’incarico col precedente ministro Gennaro Sangiuliano ed era stato riconfermato dallo stesso Giuli. Decreto di revoca però anche per Elena Proietti, a capo della segreteria personale del Ministro. “Nessun commento” è l’unica dichiarazione che arriva per ora dal Ministero della cultura.

Secondo lo stesso quotidiano, il primo avrebbe scontato il caso dei finanziamenti negati al documentario su Giulio Regeni su cui il Ministro ha detto di non essere stato avvertito. La seconda invece sarebbe entrata nel mirino del Ministro per non essersi presentata all'aeroporto per  partecipare alla missione di Guli a New York lo scorso mese per la restituzione di 17 opere trafugate.

"Inaccettabile non finanziare il docufilm su Regeni" aveva dichiarato in effetti Giuli dopo la denuncia del mancato finanziamento pubblico all’opera “Tutto il male del mondo” dedicato a Giulio Regeni.  Il Ministro della Cultura aveva  promesso di “mettere ordine, e un sovrappiù di coscienza morale laddove hanno prevalso invece opacità o imperizia”.

Il nuovo caso è solo l’ultimo che investe in pieno il Ministro a pochi giorni dallo scontro che lo stesso Giuli ha avuto col presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, sulla riapertura del padiglione della Russia. Il Ministero infatti aveva inviato gli ispettori ritenendo “un pasticcio" quanto accaduto alla Biennale.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views