Il Teatro La Fenice ‘licenzia’ Beatrice Venezi: “Annullate le collaborazioni, gravi dichiarazioni pubbliche”

La Fondazione Teatro La Fenice ha deciso di "annullare tutte le collaborazioni future con il maestro Beatrice Venezi". Arriva così, proprio con una nota della Fondazione, la notizia della definitiva la rottura tra il prestigioso teatro veneziano e la direttrice d'orchestra, un rapporto di collaborazione segnato fin dall'inizio da forti tensioni.
"Gravi dichiarazioni del maestro, offensive e lesive del valore della Fondazione Teatro La Fenice e della sua Orchestra"
"La decisione – si legge nel comunicato – è maturata anche a seguito delle reiterate e gravi dichiarazioni pubbliche del maestro, offensive e lesive del valore artistico e professionale della Fondazione Teatro La Fenice e della sua Orchestra".
"Tali affermazioni, non condivise nel merito e nei giudizi espressi, risultano incompatibili con i principi della Fondazione e con la tutela e rispetto dovuto ai professori d'Orchestra", prosegue.
"La Fondazione Teatro La Fenice – conclude la nota – ribadisce il proprio impegno nella promozione di un ambiente professionale fondato sul rispetto reciproco, sulla collaborazione costruttiva e sull'eccellenza artistica".
Le dichiarazioni di Venezi a cui fa riferimento la nota sono contenute in un'intervista rilasciata nei giorni al quotidiano argentino La Naciòn. "Io non ho padrini – aveva detto -, questa è la differenza. Non provengo da una famiglia di musicisti. E questa è un'orchestra dove le posizioni si tramandano praticamente di padre in figlio".
Un'accusa di nepotismo non così velata, un'affermazione dalla quale già ieri aveva preso le distanze il sovrintendente Nicola Colabianchi, affermando di non condividerla e sottolineando "l'ottima qualità" dell'orchestra.
Già dal settembre scorso l'orchestra e il coro erano in stato di agitazione contro la nomina di Venezi perché giudicata con un curriculum non all'altezza del prestigio della Fenice.
Il ministro Giuli: "Piena fiducia al sovrintendente de La Fenice"
Sulla decisione presa dalla Fondazione è intervenuto il ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha fatto sapere di aver "preso atto della decisione di Nicola Colabianchi, assunta in autonomia e indipendenza". In una nota il ministro inoltre "conferma al sovrintendente de La Fenice la sua più completa fiducia".
Giuli aggiunge: "Con l'auspicio che tale scelta possa sgomberare il campo da equivoci, tensioni e strumentalizzazioni d'ogni ordine e grado; nell'interesse del Teatro e della città di Venezia".
La Cgil Venezia: "La decisione su Venezi era l'unica scelta possibile"
Durissime le parole della Cgil Venezia. "La decisione della Fondazione Teatro La Fenice di annullare tutte le future collaborazioni con Beatrice Venezi è positiva ed era, francamente, l'unica scelta possibile", spiega in una nota il segretario generale Daniele Giordano.
"Peccato che ci siano voluti mesi per riconoscere ciò che era evidente fin dall'inizio – osserva -, quella nomina era sbagliata, inadeguata e profondamente contestata da chi il Gran Teatro La Fenice lo vive e lo fa vivere ogni giorno, a partire dalle lavoratrici, dai lavoratori e dai professori d'orchestra".
Per il sindacalista, "le dichiarazioni pubbliche di Venezi hanno ulteriormente confermato l‘incompatibilità di quella scelta con il rispetto dovuto alla professionalità, al valore artistico e alla dignità del Teatro e della sua Orchestra. Ma il problema non può essere archiviato come se nulla fosse accaduto".
"Ora il sovrintendente Colabianchi – prosegue – deve dimostrare con i fatti di voler davvero aprire una pagina nuova. Una pagina fondata sull'ascolto, sul rispetto del lavoro, sulla qualità artistica, sulla trasparenza delle scelte e su un rapporto diverso con tutte le maestranze del Teatro. Perché questa vicenda ha prodotto un danno grave all'immagine della Fenice e alla serenità di chi ci lavora".