
Le notizie del 28 aprile sulla crisi interna al governo Meloni. È il giorno del decreto Primo maggio, approvato oggi dal Consiglio dei ministri. L'esecutivo prolunga il bonus giovani under 35 e il bonus Zes fino al 31 dicembre 2026. Le misure, però, sono rivolte solo alle imprese che applicano il "salario giusto". Il governo affronterà anche la questione del taglio delle accise, che scade il 1° maggio, e il Piano Casa, due provvedimenti che però andranno nel Cdm del 30 aprile.
Non è chiuso il caso di Nicole Minetti. La ex consigliera regionale lombarda, condannata a 3 anni e 11 mesi di carcere per i casi Ruby e Rimborsopoli, aveva ottenuto la grazia dal presidente Mattarella. Ma è emerso che qualcosa, nella storia presentata dalla 41enne, non tornerebbe. Il ministero della Giustizia ha disposto, su richiesta del Quirinale, una nuova istruttoria.
Gli accertamenti disposti con urgenza "potrebbero portare ad una modifica del nostro parere", che prima era stato positivo, ha spiegato la procuratrice generale di Milano. Intanto le opposizioni continuano a chiedere le dimissioni del Guardasigilli Nordio, che invece Giorgia Meloni ha difesa: "Ho fiducia in lui, escludo le dimissioni. Spetta alla procura fare gli accertamenti sulle richieste di grazia, è giusto fare ulteriori approfondimenti adesso ma l'iter è stato corretto".
Sono in corso le audizioni sul Documento di finanza pubblica. Ieri i sindacati e Confindustria, tra gli altri, hanno denunciato le dure conseguenze del caro energia e chiesto interventi più decisi da parte del governo. Oggi alle ore 19.30 si svolgerà l'audizione del ministro dell'Economia Giorgetti, chiamato a rispondere alle domande dei parlamentari.
- Cosa non torna nella vicenda della grazia concessa da Mattarella a Minetti
- Ospedale Padova smentisce versione Minetti: "Mai curato quel bambino"
- Le misure del decreto Primo Maggio: rider, bonus donne e giovani, salario giusto
- Bonus giovani, donne e Zes: tutti gli incentivi prorogati nel decreto Primo Maggio
- Carburanti, addio allo sconto generalizzato sulle accise: il governo studia aiuti selettivi per i redditi bassi
Il ministro Giorgetti spera che i numeri del Superbonus siano ricalcolati e a settembre arrivino buone notizie
L'Istat ha già iniziato degli approfondimenti sul Superbonus, e questa attività anche nei prossimi mesi "consentirà di disporre di un quadro informativo ancora più completo e aggiornato, che auspico potrà essere considerato nell'aggiornamento delle stime di settembre, al pari di altre poste per cui sono in corso approfondimenti con Istat". Lo ha detto il ministro Giorgetti. Il punto è che proprio le spese del Superbonus sono tra i fattori che hanno impedito all'Italia di raggiungere la soglia del 3% di deficit. Se i numeri venissero aggiornati al ribasso, il governo potrebbe portare quel dato al tavolo delle trattative in Europa in autunno.
L'economia italiana crescerà pochissimo anche l'anno prossimo, dice Giorgetti
"A consuntivo dell’anno trascorso, l’economia italiana risultava in ripresa, con una variazione congiunturale del Pil positiva e in accelerazione nel quarto trimestre. Lo scenario complessivo, tuttavia, è decisamente mutato, alla fine di febbraio con l’acuirsi della crisi in Medio Oriente", ha detto il ministro Giorgetti. "Per il 2026 si stima, al momento, una crescita del Pil pari allo 0,6%, lievemente inferiore rispetto alle precedenti attese. Nel 2027 la crescita si manterrebbe allo 0,6%, per poi rafforzarsi moderatamente nel 2028 e nel 2029".
Schlein sul caso Nicole Minetti: "Non mi stupisce che Meloni difenda Nordio"
"Bisogna attendere gli accertamenti che speriamo si svolgano veramente molto in fretta, proprio perché se le notizie emerse fossero confermate sarebbero davvero molto gravi. Dopodiché, non mi stupisce che Giorgia Meloni difenda il suo ministro" Nordio sul caso di Nicole Minetti. "L'ha difeso anche sul gravissimo caso Almasri, di cui non si parla più: hanno liberato un torturatore libico e l'hanno riportato in Libia con un volo di Stato mentre deportavano i suoi torturati in quegli inutili, inumani centri che hanno fatto in Albania a spese degli italiani per violare diritti fondamentali delle persone". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein a DiMartedi' su La7.
Il ministro Giorgetti dice che le regole europee sui conti pubblici devono essere "flessibili"
"Resta da valutare, se le nuove regole mostreranno un livello sufficiente di flessibilità anche nelle fasi non ordinarie, come quella attuale, e misurarne quindi l'adeguatezza alla prova dei fatti", ha detto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti in audizione in Parlamento sul Documento di finanza pubblica. "La disciplina di bilancio non può e non deve essere disgiunta da una lettura complessiva e approfondita del contesto economico". Serve un "equilibrio tra rigore, crescita e capacità di adattamento, che l'Italia considera decisivo nella nuova fase che l'Europa si trova ad affrontare".
Meloni: "Lavoro non si difende con la propaganda ma con misure concrete"
"Per noi il lavoro non si difende con la propaganda, ma con misure concrete, diritti veri e rispetto per chi ogni giorno manda avanti questa Nazione". Lo ha scritto Giorgia Meloni sui social, annunciando le misure del nuovo decreto Primo maggio.
Minetti lamenta la "ingiustificata esposizione mediatica" di suo figlio e annuncia querele
"Ritengo doveroso intervenire per tutelare la mia persona, la mia famiglia e soprattutto mio figlio, gravemente esposti a una indebita e ingiustificata esposizione mediatica". A dirlo, in una nota, è stata Nicole Minetti. "Sono state diffuse ricostruzioni false, gravemente lesive della mia reputazione, accompagnate dalla divulgazione di informazioni riguardanti un minore che, per legge, non avrebbero mai dovuto essere rese pubbliche, in palese violazione dei principi posti a tutela dei minori". La 41enne ha aggiunto che "l'intero percorso adottivo si è svolto nel pieno rispetto della legge", che non hai mai "intrapreso contenziosi con i genitori biologici" del bambino, e che ricorrerà alle vie legali contro "chiunque abbia contribuito alla diffusione di notizie false e lesive".
Patuanelli (M5s): "Bankitalia conferma che la crescita a zero è la causa di deficit e debito sballati"
"In audizione sul Dfp, Bankitalia ci ha appena detto che con una crescita reale sotto l'1% annuo l'Italia non può pensare di risolvere i suoi problemi. Bene, da quando Meloni e Giorgetti sono al Governo la sequenza della crescita del Pil è la seguente: 2023 +0,9%, 2024 +0,8%, 2025 +0,5%, 2026 +0,4/0,6%, in quest'ultimo caso secondo stime destinate, a detta di tutti gli auditi, a essere verosimilmente riviste al ribasso". Lo comunica il senatore Stefano Patuanelli, vicepresidente del M5S e componente della Commissione bilancio del Senato. "Senza crescita Paese muore. Noi lo diciamo dalla prima legge di bilancio del governo Meloni, dalla quale emergeva chiaramente che l'esecutivo aveva preso come solo e unico fine del suo operato l'avanzo primario, pensando che questo avrebbe garantito chissà quali risultati contabili: senza crescita il Paese muore. Perché senza dinamismo del Pil qualsiasi misura di spesa, ben oltre il Superbonus, potrebbe essere considerata singolarmente responsabile di uno sforamento del parametro deficit/pil. La discussione relativa al 3,1% o al 2,99% è quindi surreale, perché nessuno vuole aumentare il deficit, ma non possiamo ancora illuderci, dopo 30 anni di storia economica italiana, che il deficit e il debito si possano abbassare solo a colpi di avanzi primari, di azzeramento della crescita, di crollo della produzione industriale e di arretramento delle retribuzioni reali".
Taglio delle accise verso la proroga, ma più per il gasolio che per la benzina
"Stiamo valutando una ulteriore proroga, potrebbe essere più breve delle precedenti. Cerchiamo di tenerci sempre ancorati all'andamento della situazione internazionale, non abbiamo ancora definito la tempistica precisa. Stiamo valutando di non operare il taglio in maniera orizzontale. L'aumento del gasolio è stato molto più significativo di quello della benzina: potrebbe essere un taglio che impatta più sul gasolio che sulla benzina". Lo ha detto Giorgia Meloni anticipando le misure che il governo varerà nel prossimo Consiglio dei ministri.
Meloni dice che adesso la priorità non è il riarmo, ma il caro energia: "Non devo giustificarmi con Trump"
"Non credo di dovermi giustificare per quello che faccio a difesa dell'interesse nazionale italiano" con il presidente Trump, ha detto Meloni. Il punto è che le priorità del governo dovranno spostarsi dalla difesa – dove ci sono gli impegni presi con la Nato, su pressione degli Stati Uniti – alla crisi energetica. "Senza venir meno alle mie responsabilità sul tema della difesa, devo oggi dare la priorità a quello che accade a livello economico. Se non ho più una nazione, non c'è più neanche bisogno che la difendo. Magari non faremo tutto quello che potevamo o avremmo dovuto fare, cerchiamo di far quadrare i conti. Per me le spese di difesa rimangono una priorità assoluta, non nell'attuale contesto. Nella crisi internazionale che abbiamo, il tema di calmierare i prezzi dell'energia, di impedire che impatti sull'inflazione che massacra la crescita e il prodotto interno lordo, lo devo considerare un passo avanti", ha detto la premier.
Meloni sul caso Minetti: "Mi fido di Nordio, niente di errato nella procedura"
"Mi fido del ministro Nordio" e la "competenza per la grazia non è mia", ha detto Giorgia Meloni rispondendo in conferenza stampa a una domanda sulla grazia concessa a Nicole Minetti. "Le procure dispongono degli strumenti" per verificare le richieste di grazia, "non il ministero della Giustizia". Meloni ha chiarito che le richieste "vengono tutte inviate dal ministero alla Procura", sono state circa mille dall'inizio della legislatura, "e tornano indietro con un parere favorevole poche decine". La premier ha continuato: "Sono d'accordo che vadano fatti ulteriori aggiornamenti, ma non posso dire che nell'iter ci sia stato qualcosa di errato rispetto alle altre richieste di grazia".
La ministra Roccella: "Nuovo sgravio per le aziende che conciliano vita e lavoro"
"Abbiamo introdotto uno sgravio contributivo per le aziende che mettono in campo strumenti per la conciliazione vita-lavoro", ha detto la ministra della Famiglia Eugenia Roccella. Ci sarà una certificazione apposita "che riguarda sette aree di intervento": chi riesce a ottenerla, come avvenuto per il certificato di parità di genere, otterrà uno sconto sulle tasse.
La ministra Calderone e la norma sui rider: "Accesso con Spid o Cie? Basta il doppio fattore"
"Ho letto anticipazioni di stampa che parlavano di accesso tramite Cie o Spid. Sono dei normali canali con cui i cittadini si confrontano spesso, ma per noi è importante anche l'accesso con doppio fattore, a cui siamo tutti abituati", ha detto la ministra del Lavoro Marina Calderone
Meloni difende il salario "giusto" e critica il salario minimo: "Con il decreto chi sottopaga lavoratori non avrà bonus"
Il decreto Primo maggio "stanzia quasi un miliardo di euro per il rinnovo di alcuni importanti ed efficaci incentivi occupazionali", ha detto Meloni: si tratta di bonus donne, bonus giovani under 35 e bonus Zes. Ma "con una novità molto importante: a quegli incentivi si può accedere solo ed esclusivamente se si applica ai propri lavoratori quello che noi definiamo il ‘salario giusto'". La premier ha sottolineato la differenza con il salario minimo. Non si parla solo della paga oraria, ma del "trattamento economico complessivo".
Se ci fosse un salario minimo orario, "rischieremmo di costruire non un ulteriore parametro di garanzia, ma un parametro sostitutivo di un ammontare complessivo che oggi i contratti costruiscono, rischiando di rivedere al ribasso i diritti dei lavoratori". Meloni ha fatto l'esempio della Puglia: "La giunta regionale ha deciso di applicare un salario minimo orario nel bando per i servizi di portierato delle sedi regionali, il risultato è che i lavoratori si sono visti riconoscere una retribuzione più bassa".
Il salario "giusto", invece, è quello riconosciuto dai contratti collettivi stilati dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative: "Chi sottopaga i lavoratori non avrà diritto a incentivi pubblici sul lavoro".
Giorgia Meloni conferma che questa settimana il governo approverà anche il Piano casa
"Entro la fine di questa settimana" ci sarà "il varo del famoso Piano casa". Lo ha confermato Giorgia Meloni. "Abbiamo voluto dividere i due provvedimenti, molto significativi". È da mesi che la presidente del Consiglio annuncia il Piano casa, finora sempre slittato.
Meloni fa un bilancio del lavoro del governo finora, parla come in campagna elettorale
"Quando ci siamo insediati era attivo un taglio del cuneo contributivo provvisorio, noi abbiamo deciso di ampliarlo e di renderlo strutturale. È una misura molto concreta: per un lavoratore che guadagna circa 32mila euro l'anno, vale circa mille euro all'anno in più in busta paga". Lo ha detto Giorgia Meloni, che ha rivendicato le misure varate negli scorsi anni dall'esecutivo. Dai premi di produzione alla riforma dell'Irpef, un discorso da ‘fine mandato' che sembra già guardare alla prossima campagna elettorale.
Meloni in conferenza stampa: "Nuovo decreto per il lavoro, la nostra strategia sta funzionando"
"Questo è il modo migliore per ringraziare gli italiani che ogni giorno contribuiscono con il loro lavoro a fare grande la nostra nazione", ha detto Giorgia Meloni in apertura della conferenza stampa. "L'obiettivo è sostenere la creazione di maggiore occupazione ma anche di occupazione stabile e di qualità. Strategia che sta dando i suoi frutti". La premier ha elencato alcuni dati: "Rispetto all'inizio della legislatura abbiamo quasi 1,2 milioni di occupati oltre 550mila precari in meno".
Il viceministro Sisto difende Nordio: "Sulla grazie segue gli atti della Procura"
"Non è detto" che sul caso Minetti "le indagini fossero carenti", ha dichiarato il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto che intervistato a La7 aggiunge: "È possibile ci fossero elementi criptati scoperti dal giornalismo d'inchiesta. Bisogna verificare ed essere prudenti"."Noi gli atti non li conosciamo, ma debbo ritenere che sulla scorta di quegli atti arrivati dalla procura generale il ministro abbia ritenuto di esprimere parere favorevole alla grazia", ha aggiunto. "Il ministro esprime un giudizio sulla scorta degli atti della procura generale", "non è un passacarte".
Meloni in Aula al Senato, parlerà il 13 maggio alle 16.30
Mercoledì 13 maggio alle 16.30 avrà luogo, in Aula del Senato, il premer time con la presidente del Consiglio Meloni. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama.
Anche Giorgia Meloni in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri
Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni parteciperà alla conferenza stampa post-Consiglio dei ministri, per commentare l'approvazione del decreto Primo maggio. È una delle poche occasioni in cui la premier si confronterà con i giornalisti.
Finito Cdm, via libera al decreto Primo maggio
È terminato il Consiglio dei ministri: il governo ha approvato il decreto Primo maggio, anche chiamato decreto sul "salario giusto". All'interno c'è il rinnovo di bonus per l'occupazione e norme di contrasto sul caporalato digitale.
Bonelli sul caso Minetti: "Nordio si dimetta subito"
"Carlo Nordio deve dimettersi subito. Un ministro della Giustizia divenuto ormai il campione delle decisioni censurabili e inaccettabili di questo governo che istruisce una domanda di grazia con questa superficialità, che mette in imbarazzo il Capo dello Stato e costringe il Quirinale a chiedergli pubblicamente spiegazioni, non può più restare al suo posto in quanto non ha più né la credibilità né dignità istituzionale". Così in una nota Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde. "Un ministro già travolto dalla sconfitta referendaria e dalle dimissioni forzate della sua capo gabinetto Giusi Bartolozzi, è ora al centro di uno scandalo che ha trascinato nel fango la reputazione del dicastero e imbarazzato la Presidenza della Repubblica. Via Arenula è un ministero allo sbando: senza guida, senza controllo, senza autorevolezza. Rivolgo una domanda diretta alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che di questo ministro è la garante politica: per quanto tempo ancora Nordio resterà al suo posto?", conclude.
Da Forza Italia fiducia a Nordio: "Dimissioni? Assolutamente no"
"Sulla base dell'Istruttoria il Ministero e il Colle hanno concesso la grazia, se poi ci sono stati documenti falsi lo accerterà l'autorità competente. Dimissioni Nordio? Assolutamente no, non ci sono evidenze di errori da parte del suo ministero. Abbiamo fiducia nel ministro che ha dimostrato capacità istituzionali e qualità nel gestire un dicastero molto complesso". Lo ha dichiarato a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, il portavoce e deputato di Forza Italia Raffaele Nevi, parlando della vicenda della grazia a Nicole Minetti.
Scotto (Pd): "Se Nordio si dimette cade il governo"
Il caso Minetti? "Diciamo che, almeno secondo le inchieste del Fatto, la donna non si era trasformata in Maria Goretti. Se si dimette Nordio è probabile che cada il governo". Lo dice a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, il deputato Pd Arturo Scotto.
Renzi fa gli auguri a Conte per l'intervento chirurgico
"In bocca al lupo a Giuseppe Conte che si è fermato per un intervento". Lo ha detto Matteo Renzi a L'Aria che Tira, su La7.
Ospedale Padova smentisce la versione di Minetti: "Mai curato quel bambino"
Il direttore dell'unità operativa complessa Neurochirurgia Pediatrica e Funzionale dell'Azienda Ospedale Università di Padova, il professor Luca Denaro, in una dichiarazione "ribadisce di non aver mai avuto contatti con la signora Nicole Minetti e conferma di non aver mai avuto in cura il bambino". Il nome di Denaro era emerso in articoli di stampa sul percorso che ha portato alla concessione della grazie presidenziale a Nicole Minetti, ex igienista dentale e consigliera Regionale in Lombardia.
Calenda: "Su Minetti campagna d'odio indegna"
"C'è stata una campagna d'odio montata dal Fatto Quotidiano, che fa questo nella vita. Il problema è che non viene detto che la grazia è proposta dal Procuratore Generale di Milano: se c'è un errore, riguarda chi ha dato parere favorevole. Il Quirinale non entra nel merito, valuta solo i documenti che riceve. Ancora una volta si parte con campagne indegne, senza alcuna attenzione per le vite private delle persone, che vengono disintegrate". Lo ha detto Carlo Calenda a ‘Ping Pong' su Rai Radio1.
Opposizioni chiedono informativa urgente al ministro Nordio sul tema carceri
Le opposizioni (M5s, Avs, Pd, Iv e Azione) hanno chiesto in aula alla Camera un'informativa urgente del ministro della Giustizia, Carlo Nordio sul tema delle carceri. "Il tema dei frigo è solo ultimo degli aspetti di accanimento nei confronti dei detenuti – ha sottolineato tra gli altri Bobo Giachetti (Iv) – C'è un disegno del Governo affinché si crei una situazione di disordine al fine di passare da un'impostazione securitaria a un'impostazione securitaria materiale".
Fratoianni incalza Nordio: "Ennesimo disastro, si dimetta"
Quello che è accaduto sulla grazia a Nicole Minetti dovrebbe portare il ministro Carlo Nordio a dimettersi, secondo Nicola Fratoianni di Avs. "In attesa delle doverose verifiche richieste dal Quirinale e dei necessari e urgenti chiarimenti del ministro della giustizia, è del tutto evidente che siamo di fronte all'ennesimo disastro istituzionale, politico ed etico firmato Nordio". Per Fratoianni "non è un pasticcio quanto pare essere accaduto al ministero della giustizia, sulla concessione della grazia a Nicole Minetti. Le lacune nella documentazione e con ogni probabilità i veri e propri falsi nella ricostruzione su cui Nordio ha messo la firma rappresentano il punto di vista della destra sulla giustizia: se sei potente, se sei amico di persone influenti, un ministro può anche fare carte false per concederti la grazia. Per tutti gli altri ci sono pene di ogni tipo".
Per questo "Nordio avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni già ai tempi del caso Almasri con la vergognosa liberazione con tutti gli onori dello Stato di un trafficante e torturatore, non lo ha fatto nemmeno dopo la batosta del referendum. Ora – conclude Fratoianni – farebbe bene a dimettersi, dopo questo ennesimo disastro, nel quale è riuscito a coinvolgere, suo malgrado, persino la più alta carica istituzionale del Paese".
Istat a governo: "Noi autonomi e indipendenti"
Il processo di validazione dei Conti pubblici prodotti da Istat da parte delle istituzioni comunitarie "segue modalità e tempistiche dettate dai regolamenti europei". La verifica dei Conti viene effettuata con cadenza semestrale (entro il 1 aprile e il 1 ottobre di ogni anno) "sotto il coordinamento tecnico di Eurostat. In questo contesto, Istat, pur mantenendo un ruolo autonomo e indipendente come responsabile ultimo della qualità dei dati prodotti, svolge una funzione di coordinamento e sintesi tra le diverse istituzioni nazionali coinvolte, a vario titolo, nella produzione dei dati di finanza pubblica (come Banca d'Italia e ministero dell'Economia), assicurando la coerenza tra le varie fonti informative nazionali". Lo sottolinea il presidente Francesco Maria Chelli, in audizione sul Dfp, in risposta anche agli attacchi del governo della settimana scorsa. Meloni aveva detto: "Il paradosso è che, da molti anni ormai, i primi dati Istat sottostimano il Pil effettivo, per poi rivederlo al rialzo. Con buona probabilità, questo accadrà anche per il 2025, rivelandosi una beffa per l’Italia e per gli italiani".
Istat ha dedicato ampio spazio dell'audizione per spiegare la procedura di Notifica del disavanzo a livello europeo. "Nel Focus viene spiegato bene tutto il processo di stima e revisione, vorrei specificare che le nostre interlocuzioni sono sempre state molto dirette e intense con Eurostat che ha ricevuto da noi tutto quanto è stato a noi trasmesso", ha detto il presidente Chelli, riferendosi agli approfondimenti consegnati alle commissioni Bilancio. "Dal punto di vista dell'acquisizione dei dati è un processo continuo, siamo tenuti a valutarle dal punto di vista statistico, ma acquisire una fonte non significa necessariamente inserirla nella stima e Istat deve valutarlo, dal 31 marzo si è attivata una finestra codificata dalla procedura di Notifica e tutte le informazioni sono acquisite ma valutate congiuntamente da Istat ed Eurostat che esprime un parere, l'elemento importante è evitare la riserva sui conti, sarebbe un segno di non affidabilità, abbiamo sempre evitato la riserva. La valutazione è congiunta con Eurostat, collaboriamo con la Ragioneria generale dello Stato ma la valutazione finale è sempre di competenza dell'istituto, il processo di revisione è codificato, siamo tenuti a seguire tassativamente, non facciamo altro che seguire un processo armonizzato a livello internazionale, e per questioni evidenti c'è maggiore attenzione sulla finanza pubblica", hanno spiegato i dirigenti Istat.
Nordio ha incontrato Mantovano: non avrebbe affrontato il caso Minetti
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha incontrato a palazzo Chigi il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. Secondo quanto si apprende, l'incontro avrebbe avuto ad oggetto l'esame di questioni pregresse in materia di giustizia, e non si sarebbe parlato del caso della grazia a Minetti.