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Su Minetti indagini Interpol e ipotesi cooperazione con Uruguay, ospedale Padova: “Mai curato quel bambino”

Nella vicenda della grazia concessa a Nicole Minetti restano diversi punti oscuri. A partire dalla patologia di cui soffrirebbe il bambino adottato dall’ex igienista dentale: l’ospedale di Padova smentisce la versione di Minetti, e fa sapere “di non avere mai avuto in cura il bambino”. Intanto la Procura generale di Milano ha chiesto all’Interpol “di svolgere con urgenza le indagini”.
A cura di Annalisa Cangemi
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La grazia "per motivi umanitari" concessa dal Quirinale a Nicole Minetti, ex igienista dentale e consigliera Regionale in Lombardia, diventa un caso politico, dopo che il Quirinale ha chiesto ieri chiarimenti su "supposte falsità" nella domanda di clemenza. Il ministro della Giustizia Nordio, incalzato dalle opposizioni che chiedono le sue dimissioni, sarebbe arrivato a Palazzo Chigi, presumibilmente per discutere della vicenda con la presidente del Consiglio.

Il ministero della Giustizia ha autorizzato intanto la Procura generale di Milano ad avviare nuove indagini all'estero, per verificare se ci fossero effettivamente i presupposti per la concessione della grazia a Minetti – condannata in via definitiva a un anno e un mese per peculato nel processo "Rimborsopoli", oltre che a due anni e dieci mesi di reclusione per induzione alla prostituzione nell'ambito del processo "Ruby bis – alla luce di quanto emerso dall'inchiesta del Fatto Quotidiano. In base ai dettagli dell'inchiesta giornalistica, Minetti avrebbe dichiarato il falso riguardo alla condizione sua e di suo figlio, su cui si è basata appunto la concessione della grazia.

"Abbiamo chiesto all'Interpol di svolgere con urgenza le indagini", ha fatto sapere poco fa la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, la quale ha spiegato che dopo nuovi accertamenti dovrebbe pronunciarsi nuovamente sul caso,

Le verifiche, spiega Nanni, saranno "a tutto campo". I magistrati della Procura Generale Francesca Nanni e Gaetano Brusa svolgeranno verifiche "su tutte le persone" di cui si parla negli articoli del ‘Fatto Quotidiano', compreso Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti. Saranno acquisiti documenti dall'Uruguay" anche in merito a eventuali procedimenti penali. Dopo avere raccolto gli elementi utili Nanni e Brusa invieranno al Ministero un parere. "Siamo sempre tenuti a un parere che potremmo modificare", ha specificato la procuratrice generale. Nei confronti di Nicole Minetti la grazia concessa è ‘condizionata' alla non commissione di reati per un periodo di cinque anni, una sorta di ‘pena sospesa' che verrebbe revocata in caso di situazioni illecite.

"Forse non siamo stati perspicaci e intelligenti ma voglio verificarlo prima come cittadina e poi come magistrato – ha detto ancora Nanni -. Ora vediamo se coi nostri metodi riusciamo a fare chiarezza nell'interesse di tutti".

"Abbiamo agito sulla base della delega del Ministero, delega classica attivata in casi simili. Non ci interessa ciò che dicono di noi, abbiamo la nostra coscienza e sappiamo cosa fare e abbiamo fatto gli accertamenti. Il Ministero li ha ritenuti idonei per il proprio parere e la Presidenza della Repubblica li ha ritenuti sufficienti. Ora l'interesse di tutti è chiarire i fatti indicati", hanno aggiunto la Procuratrice generale e il sostituto Pg Brusa.

"Abbiamo ricevuto dal ministero un'autorizzazione ampia a svolgere tutti gli accertamenti a 360 gradi. Andremo ad indagare i dati che prima non emergevano e li andremo a sviscerare con tutti gli strumenti a disposizione", ha poi spiegato il sostituto procuratore Brusa. Riguardo al precedente mandato del ministero della Giustizia per le verifiche, avvenute nelle scorse settimane, Brusa ha spiegato: "Il ministero, come da prassi, ci ha fornito uno specchietto con tutti gli accertamenti che vanno svolti. Questa volta non abbiamo nessuno schema, abbiamo accertamenti liberi".

E sulle precedenti verifiche Nanni ha sottolineato: "Magari il giornalista è stato molto bravo o qualcuno non ha detto a noi ciò che doveva dire. Potremmo alla fine anche ammettere di non essere stati perspicaci, seppure diligenti, ma prima dobbiamo fare tutte le verifiche. Voglio accertare, prima come cittadina e poi come magistrato, i fatti indicati".

Ipotesi rogatoria in Uruguay

Solo dopo i primi esiti dell'attività dell'Interpol, la procuratrice generale di Milano e il sostituto pg potrebbero decidere, se i risultati non fossero soddisfacenti, di attivare una rogatoria per ottenere informazioni dall'Uruguay sia in merito all'affido del bambino, sia sui rapporti personali dell'ex consigliera regionale. Oltre all'Interpol anche altre forze di polizia potrebbero essere impegnate negli approfondimenti che vanno fatti "con urgenza".

Cosa non torna secondo l'inchiesta sul caso della grazia a Minetti: il bimbo non è orfano

Secondo un'inchiesta del Fatto Quotidiano, l'ex igienista dentale di Berlusconi avrebbe dichiarato il falso riguardo alla condizione sua e di suo figlio adottivo: tutta la procedura di adozione sarebbe costellata di opacità- La donna aveva ottenuto la grazia dalla Presidenza della Repubblica lo scorso febbraio, su indicazione del ministero della Giustizia, perché il bambino era affetto da una grave patologia. Questa versione è stata messa in discussione dalle ultime notizie giornalistiche: è vero che il bambino ha sofferto di una grave patologia che ha richiesto costose cure, ma non sarebbe orfano

Il minore, adottato in Uruguay e "abbandonato alla nascita" secondo un'istanza depositata dai legali di Minetti, avrebbe in realtà due genitori naturali, stando agli atti del Tribunale di Maldonado. Minetti e l'imprenditore Giuseppe Cipriani, suo compagno –  che compare più volte negli Epstein Files.  – avrebbero quindi intentato una causa verso i due genitori per togliere loro la patria potestà sul bambino.

Uno degli aspetti controversi della vicenda, sollevato dal Fatto, è legato proprio al fatto che il bambino avrebbe una madre biologica in Uruguay, che risulterebbe scomparsa nel febbraio del 2026. E dunque il bambino non sarebbe orfano. Mentre la legale che difendeva la mamma biologica è morta carbonizzata dopo che Minetti aveva fatto causa per ottenere l'affidamento del bambino.

Media Uruguay dicono che l'avvocata della madre biologica "morì accidentalmente"

Il sito uruguaiano Montevideo Portal in un lungo articolo dedicato al caso di Nicole Minetti e alle ricostruzioni dei media italiani che hanno messo in relazione la legale morta nel rogo ai genitori biologici del bimbo preso in affido in Sudamerica, scrive che la legale è morta in un incidente. "Nel novembre 2025, una terza perizia richiesta dal procuratore Sebastián Robles ha confermato la tesi dell'incidente: il rapporto ha indicato che l'incendio, costato la vita agli avvocati Mercedes Nieto e Mario Cabrera nel giugno 2024, è stato causato dall'esplosione di una stufa, smentendo una consulenza privata presentata dalla famiglia, che invece sosteneva l'ipotesi dell'omicidio con segni di ‘accanimento'", si legge.

Il sito affronta anche la vicenda della presunta madre biologica del bambino, María de los Ángeles González. "González Colinet, uruguaiana di 29 anni, è ufficialmente scomparsa. Il ministero dell'Interno dell'Uruguay ha diffuso un avviso nazionale con la sua foto il 14 aprile 2026. L'ultima traccia della donna risalirebbe a metà febbraio" in un quartiere di Maldonado, città del sud-est dell'Uruguay.

Ospedali di Padova e Milano: "Mai curato quel bambino"

Il Fatto Quotidino ha sollevato dubbi sulle cure mediche di cui necessiterebbe il bambino. Nell'istanza di grazia concessa all’ex igienista dentale si dice che già nel 2021 Minetti aveva portato il bambino negli Stati Uniti per un delicato intervento chirurgico al Boston Children's Hospital, dopo due pareri contrari all'operazione del San Raffaele di Milano e dell'ospedale di Padova. L'istanza firmata dai legali di Minetti specifica che l'intervento a Boston non sarebbe stato risolutivo, tanto che all'ultimo controllo del 16 aprile 2025 sarebbero emersi rischi di recidiva e complicazioni.

Ora però il professor Luca Denaro, direttore dell'Uoc Neurochirurgia Pediatrica e Funzionale dell'Azienda Ospedale Università di Padova sostiene di "non avere mai avuto contatti con la signora Nicole Minetti" e conferma "di non avere mai avuto in cura il bambino".

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