video suggerito
video suggerito
Grazia a Nicole Minetti

Caso Minetti, la testimone uruguaiana ritratta davanti al notaio: “Mai visti festini nella villa”

Nuovi elementi documentali si aggiungono alla vicenda della grazia concessa a Nicole Minetti. Graciela Mabel De Los Santos Torres, l’ex massaggiatrice citata dalle inchieste de Il Fatto Quotidiano, ha depositato una dichiarazione giurata in Uruguay in cui esclude il coinvolgimento dell’ex consigliera in attività illecite e afferma che le proprie parole sono state distorte dalla stampa. L’atto è stato trasmesso alla Procura generale di Milano e inviato al Quirinale.
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

La vicenda relativa alla verifica dei presupposti per la grazia di Nicole Minetti si arricchisce di un nuovo sviluppo formale. Graciela Mabel De Los Santos Torres, l'ex dipendente della tenuta uruguaiana di Giuseppe Cipriani la cui testimonianza era stata richiamata dalle inchieste giornalistiche del Fatto Quotidiano, ha sottoscritto una dichiarazione giurata davanti a un notaio in Uruguay, fornendo una versione totalmente contraria rispetto alle ricostruzioni riguardanti presunti festini e giri di prostituzione nella villa di Punta del Este.

I contenuti della dichiarazione giurata

L'atto notarile, redatto il 29 maggio scorso e composto da quattro pagine, è stato consegnato all'Interpol e alle autorità diplomatiche italiane. Nel testo, strutturato in capitoli, la donna dichiara esplicitamente: "Nel periodo in cui ho lavorato nella residenza ‘Gin Tonic' non ho mai visto che la signora Minetti fosse coinvolta in una presunta operazione destinata a reperire, attirare, assoldare o indurre a coinvolgere prostitute all’interno della residenza". All'interno del documento viene poi confermato il mutamento dello stile di vita dell'ex consigliera regionale lombarda, che rappresenta uno dei pilastri su cui si è fondato il decreto di clemenza firmato a febbraio dal Presidente della Repubblica.

La posizione della testimone

Riguardo ai colloqui precedentemente avuti con gli organi di informazione, la massaggiatrice ha messo a verbale di non aver mai autorizzato la pubblicazione della propria identità e ha sostenuto che il senso delle sue risposte "sia stato distorto". In precedenza, la testata diretta da Marco Travaglio aveva riportato dichiarazioni in cui la donna accusava Minetti di gestire il reclutamento di ragazze per gli ospiti della tenuta.

La stessa lavoratrice aveva comunque già manifestato prudenza a metà maggio in un'intervista emessa dalla televisione online uruguaiana Sin Piedad, spiegando che le sue parole "erano state travisate" e di "preferire il silenzio in attesa di essere eventualmente ascoltata dalle autorità giudiziarie italiane". I testi giornalistici riportano anche lo scambio di messaggi privati in cui la donna esprimeva timore per la propria incolumità a causa della rilevanza pubblica della figura di Cipriani in Uruguay.

I tempi della trasmissione degli atti

La documentazione formale è giunta alla Procura Generale di Milano tra venerdì pomeriggio e sabato mattina, dopo che l'istruttoria integrativa si era già conclusa lo scorso 3 giugno con l'invio della relazione a Roma. I magistrati milanesi guidati da Francesca Nanni, preso atto della smentita firmata dalla testimone, hanno provveduto a trasmettere immediatamente le carte al ministero della Giustizia come "seguito atti", per la successiva consegna al Quirinale. Sulla base di questi ultimi sviluppi, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha dichiarato che la questione può considerarsi "sostanzialmente risolta", ipotizzando "al massimo lievi passaggi integrativi" e leggendo la polemica mediatica delle ultime settimane come "un'azione politica indirizzata non verso il suo dicastero, bensì direttamente verso il Capo dello Stato".

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views