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Abusi, privazioni e violenze sugli animali: ci siamo infiltrati nello “spettacolo” dei circhi

Frustati, richiusi in spazi angusti e costretti a subire diverse forme di abuso. Gli animali utilizzati nei circhi patiscono questo e molto altro. Metodi che potrebbero essere fermati con una legge che esiste già, ma che rischia di diventare “lettera morta”.
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Immagine con parziale intelligenza artificiale
Immagine con parziale intelligenza artificiale

Il sipario si è appena chiuso e gli spettatori iniziano a defluire, lasciandosi alle spalle il tendone del circo. Gli animali fanno il percorso inverso. Un percorso che non vede nessuno, ma che è ormai conosciuto e che sembra quasi accettato nella sua destinazione finale: tornano nelle gabbie. Lo spettacolo di luci e acrobazie è finito e nell’immaginario collettivo il Paese dei Balocchi continua altrove. La realtà pero è molto diversa. Ed è fatta spesso di abusi, violenze e privazioni che oggi siamo in grado di mostrarvi, dopo mesi di infiltrazione. Quello che abbiamo documentato, insieme a LAV e Fondazione Franz Weber, sono animali la cui volontà viene costantemente piegata per spezzarne la resistenza e costruire l'esibizione perfetta. Un sistema che si poggia sull’uso della forza e sulla detenzione in spazi inadeguati. Su fruste, botte anche a mani nude e umiliazioni. Se vi siete sempre chiesti quale fosse il prezzo che gli animali pagano per costruire l'universo del circo, questa inchiesta potrebbe darvi una risposta.

L'infiltrazione nei circhi in Italia

I circhi su cui abbiamo indagato sono diversi e sparsi in tutta Italia. Quello che abbiamo documentato è un metodo che non risparmia nessuno. Per ricostruire cosa avviene quando cala il sipario, abbiamo seguito questi universi itineranti nella loro quotidianità, imparando anche a riconoscere le "stereotipie", movimenti ripetuti che all'occhio umano a volte possono sembrare privi di significato. Diventano evidenti soprattutto quando gli animali sono rinchiusi nelle gabbie, in quei pochi metri che percorrono senza sosta, avanti e indietro. Rivelano l'effetto di punizioni, colpi e costrizioni che vivono per obbedire al comando dell'uomo. A raccontarlo a Fanpage.it è il Dottor Enrico Moriconi, che non è un semplice medico veterinario, è l'esperto che conosce le immagini contenute nell'inchiesta, che le sta analizzando.

"Nelle immagini ci sono animali su cui vengono usate delle fruste, dei bastoni. Vengono tirati per la coda, gli viene strappato il pelo. Ci sono cammelli che risultano con vaste aree alopeciche. E ci sono le stereotipie, comportamenti degli animali non finalizzati e che vengono effettuati ripetutamente".

Guardando le condizioni in cui vivono, la domanda che sorge spontanea non può che essere una: chi si prende cura di questi animali?

Uno degli abusi sugli animali
Uno degli abusi sugli animali

Abusi anche su chi lavora nel circo

I lavoratori che dovrebbero "domarli" e accudirli subiscono a volte un trattamento simile a quello degli animali. Alcuni dormono in alloggi angusti e subiscono le stesse violenze. Durante la nostra indagine giornalistica, un lavoratore ha mostrato segni sul braccio. Spiega che il suo capo lo ha picchiato con un tubo di ferro. Aggiunge di non poterlo muovere e di non essere andato in ospedale. Un racconto che dura pochi secondi, perché nel frattempo deve continuare a svolgere le sue mansioni. Ma non è un caso isolato. C'è chi sostiene di lavorare in nero. Senza nessun contratto. Senza nessuna tutela. Ma non solo. Qualcuno, con un sorriso amaro, spiega di non aver ricevuto alcuna formazione. Un uomo, che sostiene di essere un domatore di oche, alla domanda diretta "ti hanno insegnato [come si fa ndr]?", senza nessuna esitazione risponde di no. Aggiungendo: "ringrazio che non hanno i leoni, se no mi buttavano in pista con i leoni".

Uno dei lavoratori nei circhi
Uno dei lavoratori nei circhi

Queste immagini tuttavia raccontano più di una storia. Da una parte quella di lavoratori sfruttati e non tutelati. Dall'altra quella di recinti improvvisati, bastoni, calci, spazi angusti. Abusi sugli animali che sono evidenti. E che mostriamo non solo per documentare la loro sofferenza. Ma anche perché raccontano di un immobilismo politico che dura da quasi dieci anni.

Il ruolo della politica e una legge che non viene attuata

Quello che abbiamo documentato avviene da tempo. Ed è stato raccontato dalle cronache negli ultimi anni. Ed è il motivo per cui c'è chi chiede che l'utilizzo degli animali esotici nei circhi venga abolito. Una svolta sembrava possibile nel 2017. Lo spiega Gianluca Felicetti, presidente della LAV:

"Dopo manifestazioni e petizioni, nella legge delega sullo spettacolo è stato inserito un criterio che prefissava l'obiettivo del superamento dell'uso degli animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti. Questa legge, dal 2017 al 2022, non ha trovato attuazione da parte dei Ministri della Cultura dell'epoca".

Gianluca Felicetti, Presidente LAV
Gianluca Felicetti, Presidente LAV

Cosa impedisce a una legge, che ha visto succedersi esponenti di diversi partiti alla guida del MiC, di essere pienamente operativa? Un decreto attuativo, ovvero una serie di misure che indichino il modo in cui questo superamento dell'utilizzo degli animali dovrebbe avvenire. Un'occasione che ora è nelle mani del Ministro Alessandro Giuli, che ha tempo fino al 31 dicembre 2026, come spiega ancora il presidente della LAV:

"Entro questa data il Ministro Giuli deve firmare, ai sensi peraltro dell'obbligo previsto da una legge di diversi anni fa, il decreto con cui specifica quali sono le regole per questo superamento dell'uso degli animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti. È quindi nelle sue mani il futuro prossimo della continuazione dell'abuso degli animali nei circhi. È un enorme paradosso che una legge dello Stato così, da tanti anni, non trova un'attuazione perché manca una volontà. Manca una firma".

Quella che sembra una semplice formalità è tuttavia al centro del dibattito da anni. Nel 2025 durante uno scambio tra il deputato di AVS Francesco Emilio Borrelli e proprio il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, già era evidente la complessità della materia. L'interrogazione di Borrelli era proprio volta alla comprensione dei tempi necessari per una svolta tanto attesa.

 "Ancora oggi il nostro è uno dei pochi Paesi che non ha ancora limitato o vietato l'uso degli animali nei circhi. Un'azione barbarica, superata oramai dal tempo, dalla modernità e anche dal rispetto degli altri esseri umani. Nel 2022 il precedente Parlamento, poco prima che si sciogliesse, approvò una norma. Questa norma prevedeva il graduale superamento dei circhi con animali nel nostro territorio. Ebbene, da allora, di anno in anno, l'attuale Governo sta rinviando i decreti legislativi. La nostra domanda al Ministro è, visto che sono anche in campo una serie di iniziative – il 76 per cento degli italiani intervistati dalla Doxa hanno detto che sono contrari ai circhi degli animali -, se entro l'agosto di quest'anno ha intenzione di firmare questi decreti. La penna sta qua, Ministro, basta solo firmare".

A queste domande il Ministro Giuli risponde in modo deciso.

Il tema dell'impiego degli animali negli spettacoli circensi, nonché delle modalità di attuazione del principio del graduale superamento dell'uso degli animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti, è stato affrontato nel corso delle consultazioni e delle audizioni condotte con le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali. Lo schema di decreto legislativo a cui stiamo lavorando affronterà anche questa tematica; nel frattempo, l'amministrazione che mi onoro di rappresentare ha comunque intrapreso alcune iniziative al riguardo. Mi riferisco, più precisamente, al decreto ministeriale del 23 dicembre 2024, recante i nuovi criteri per l'erogazione di contributi a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo. In linea con il precedente decreto ministeriale del 17 luglio 2017, esso stabilisce un sistema di premialità in favore degli organismi che dichiarano di non utilizzare gli animali negli spettacoli da finanziare, prevedendo l'attribuzione di un punteggio diverso a seconda dell'utilizzo o meno degli animali nell'ambito della valutazione della qualità artistica del progetto. Ciò in attuazione di quanto previsto dall'articolo 9, comma 1-bis, del decreto-legge n. 91 del 2013. Si osserva che, in caso di segnalazioni specifiche, la Direzione generale spettacolo, nella fase di monitoraggio delle attività continuative degli organismi ammessi al contributo a valere sul Fondo nazionale per lo spettacolo dal vivo, effettua verifiche e controlli precisi. A tal proposito, si fa presente che il Ministero provvederà ad avviare il procedimento di revoca del contributo nei confronti di un organismo assegnatario che è stato condannato – condannato – per reato di maltrattamento degli animali, con recente sentenza della Suprema Corte di cassazione. Tutto ciò in ragione del divieto, previsto dal citato decreto ministeriale, di finanziare soggetti che abbiano riportato condanne definitive per i delitti contro il sentimento per gli animali previsti dal codice penale ovvero che abbiano commesso violazioni di altre normative statali o dell'Unione europea in materia di tutela, detenzione e utilizzo degli animali.

La legge non riforma solo l'universo del circo, ma il mondo dello spettacolo. E nonostante quello scambio in aula, oggi il decreto attuativo da tutti atteso non è ancora stato firmato. Quella firma non ha solo una valenza politica, lo ricorda lo stesso Ministro quando spiega di aver emesso un decreto che, citiamo, "stabilisce un sistema di premialità in favore degli organismi che dichiarano di non utilizzare gli animali negli spettacoli da finanziare, prevedendo l'attribuzione di un punteggio diverso a seconda dell'utilizzo o meno degli animali nell'ambito della valutazione della qualità artistica del progetto". Lasciando quindi, per il momento, la decisione di non utilizzare animali negli spettacoli agli stessi circensi, con un sistema di premialità.

Il finanziamento pubblico agli spettacoli dal vivo

Il vero tema, oltre la sofferenza di questi animali, è proprio questo: i circhi e gli spettacoli viaggianti a volte ricevono anche denaro pubblico. Soldi dei contribuenti. Questo mondo, o meglio la parte di questo mondo che si macchia di questi abusi e violenze sugli animali, non sopravvive solo grazie ai biglietti venduti. Ed è il vero paradosso di tutta questa vicenda, come sottolinea il presidente della LAV Felicetti:

"Negli ultimi dieci anni i finanziamenti sono stati dal milione e mezzo anche a più di dieci milioni di euro. Quindi complessivamente stiamo parlando di cifre anche molto importanti. La violenza nei confronti degli animali che viene esercitata nei circhi è pagata purtroppo anche da tutti noi attraverso questi fondi"

Ma come si accede a questi fondi? È ancora una volta il presidente della LAV a spiegarlo a Fanpage.it:

"Un'attività di spettacolo deve candidarsi riempendo dei moduli da parte del Ministero della Cultura. Vi sono poi delle sottosezioni. Le attività che riguardano in toto il mondo circense. Si è poi giudicati da una commissione interna, presieduta a sua volta da un circense".

Le somme di alcuni finanziamenti pubblici
Le somme di alcuni finanziamenti pubblici

Il futuro del circo e dell'utilizzo degli animali

Mentre la politica ha sempre meno tempo per prendere una decisione, quello che abbiamo documentato è un mondo che sembra impermeabile a leggi e decreti. Che non vuole fare a meno dell'utilizzo degli animali. E che, a parte alcune eccezioni, sembra un sistema chiuso in decenni di tradizioni che non sembrano poter conoscere una fine. Se non credete sia possibile, guardate la nostra inchiesta fino alla fine. Guardate i minori che utilizzano gli stessi metodi violenti che hanno probabilmente osservato a loro volta all'interno del mondo del circo. Una "scuola" che sembra promettere resistenza a qualsiasi sofferenza.

Un minore in uno dei circhi che abbiamo documentato
Un minore in uno dei circhi che abbiamo documentato
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