
Anche quest'anno la Festa della Repubblica si è svolta all'insegna delle polemiche. A far discutere l'assenza alla tradizionale parata del vicepremier Matteo Salvini, che ha poi fatto saper di aver "passato la mattinata a lavorare sui trasporti e sulle opere pubbliche da completare". La maggioranza ha contrattaccato evidenziando le assenze di peso sul fronte delle opposizioni. Sia Elly Schlein che Giuseppe Conte infatti non erano presenti.
Tajani in serata insiste: "Se i leader della sinistra avessero voluto partecipare davvero non ci sarebbe stato bisogno di chiedere il permesso al cerimoniale. Potevano unirsi". La Russa: "Tutti i parlamentari possono assistere".
Con 83 voti favorevoli, 49 contrari e nessuna astensione, l'aula del Senato approva il ddl Rimpatri, che passa ora all'esame della Camera. Intanto sembra giungere a conclusione il caso Minetti. La procura di Milano ha confermato il parere positivo sulla grazia concessa all'ex consigliera lombarda, smentendo le notizie diffuse dalla stampa sul processo di adozione del minore preso in carico da Minetti e sul suo stile di vita.
Schlein: "La destra non vuole una legge sul fine vita, noi continueremo a insistere"
"È successo qualcosa di grave: la destra ha appena rinviato la proposta di legge Bazoli firmata da tutte le opposizioni sul fine vita". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, in un video sui social. "Oggi in Senato la maggioranza ha affossato di nuovo la pdl sul infine di vita dignitosa firmata da tutte le opposizioni. Non è accettabile, noi continueremo a batterci, non possiamo ignorare ciò che una sentenza della Corte costituzionale ha chiesto al Parlamento di fare. È la dimostrazione che la destra non vuole una legge sul fine vita. Noi continueremo a insistere".
Calenda: "Su energia successo del governo Meloni, ma ci sono dei paletti"
Nella maggiore flessibilità ottenuta da Bruxelles, Carlo Calenda vede "un successo del governo, un fatto positivo". Ma, aggiunge il leader di Azione intervistato dal Tg2 Post, "l'Europa non gliela farà usare nel modo in cui Meloni vuole usarla". Calenda ricorda i ‘paletti' posti per "gli investimenti green che aiutino famiglie e imprese", e l'Europa "fa delle raccomandazioni, indicando la questione delle accise come una questione sbagliata. Avendo lavorato in Europa è come il negoziato poteva finire. Si arriverà a un consiglio a giugno e quello è fondamentale".
Prodi: "La Nato l'ha rotta Trump, non noi"
"Sul riarmo il problema è non solo quanto denaro spendi, ma come decidiamo di spenderlo. Un esercito comune europeo rappresenta una sintesi, anche per non buttare via i fondi. L'Europa non arriverebbe al livello di Cina e Usa, ma potremmo difenderci a sud ed est. Meloni non vuole la difesa comune? Allora spenderà sempre più nella difesa nazionale per contare sempre meno", ha detto Romano Prodi a Otto e mezzo su La7. "La Nato l'ha rotta Trump, non noi. Sia chiaro: se è un'alleanza, gli alleati devono parlare; se c'è un solo paese dominante e gli altri devono tacere, non è più un'alleanza. Se avessimo un esercito europeo avremmo invece un dialogo con lui".
Fine vita, Bazoli (Pd): "La scelta di Forza Italia di rimandare testo in commissione fa perdere occasione"
"La presidente Craxi sa bene che il testo di legge sul fine vita a mia prima firma oggi in discussione in Senato era stato sottoscritto da tutti i senatori di opposizione. Così come sa bene che quel testo, che pure è assai equilibrato recependo integralmente le indicazioni della Corte Costituzionale, era per noi una base di discussione, e che saremmo stati pronti a valutare emendamenti, miglioramenti e modifiche che la maggioranza avesse voluto. La scelta di Forza Italia di allinearsi invece alla destra e rimandarlo in commissione ha fatto perdere un'occasione al parlamento e pregiudica fortemente la possibilita' di approvare una legge in questa legislatura". Lo sottolinea il senatore Alfredo Bazoli, capogruppo Pd in commissione Giustizia a Palazzo Madama tornando sullo ‘stop' della maggioranza al ddl. "Apprezziamo i toni di apertura e disponibilità di Forza Italia ma purtroppo sono tardivi", prosegue il dem constatando che "alle parole non sono ancora seguiti i fatti".
"La verità – conclude Bazoli – è che oggi hanno vinto le forze della maggioranza che una legge sul fine vita semplicemente non la vogliono".
Fine vita, maggioranza rinvia ddl in Senato, ira del Pd: "FI schiava della peggiore destra"
"Spiace e sorprende leggere le dichiarazioni della capogruppo di FI al Senato. Lei per prima sa che è la maggioranza che, divisa, affossa definitivamente una legge necessaria, attesa, invocata dalla Corte costituzionale. Il rinvio in Commissione è solo un espediente, l'ennesima foglia di fico per una destra che non sa assumersi le proprie responsabilità di fronte al Paese". Lo dichiarano i presidenti dei gruppi parlamentari del Pd Francesco Boccia e Chiara Braga.
"Stefania Craxi sa bene che il ddl Bazoli era già stato approvato alla Camera nella passata legislatura e che in questa sono state fatte centinaia di audizioni e un comitato ristretto. Come sa bene che come opposizioni eravamo pronti a discutere degli emendamenti. La verità è che da anni la destra rinvia, nonostante la Corte Costituzionale abbia indicato una strada chiara e i tribunali siano costretti a colmare i vuoti lasciati dalla politica. Il compito della politica dovrebbe essere quello di dare certezza ai diritti, non continuare a nascondersi dietro tatticismi. Il ddl Bazoli firmato da tutte le opposizioni rappresentava un punto di equilibrio serio tra autodeterminazione della persona, responsabilità pubblica e tutela della dignità umana. Per questo il voto di oggi della maggioranza è un tradimento per chi soffre. Si può essere favorevoli o contrari. Ma quello che non si può fare è continuare a rinviare con motivazioni che calpestano la dignità delle persone. Oggi si dimostra che la maggioranza è schiava della peggiore destra", concludono i capigruppo.
Dl Sicurezza bis approvato in Senato: c'è la modifica del 'premio' per gli avvocati favoriscono i rimpatri
Via libera del Senato al dl Sicurezza ‘bis', con 83 Sì, 49 No e nessun astenuto. Il decreto riguarda i rimpatri volontari dei migranti e modifica la norma con cui si prevedeva un compenso economico specifico solo per gli avvocati che assistono i cittadini stranieri nella presentazione della domanda di rimpatrio volontario assistito con esplicito riferimento al Consiglio nazionale forense. Il compenso era, nella precedente previsione, erogato dal Viminale e riconosciuto esclusivamente a esito positivo della partenza dello straniero. Nel nuovo testo non si fa più esclusivo riferimento ai difensori come unici titolari dell'attività di assistenza allo straniero nella procedura di rimpatrio volontario assistito e si amplia la platea dei soggetti abilitati.
Ok Senato a dl rimpatri, testo passa alla Camera
Via libera dell'aula del Senato al dl rimpatri con 83 voti a favore e 49 contrari. Il provvedimento, varato dal governo dopo un inedito cortocircuito istituzionale con il Quirinale, passa ora all'esame della Camera, in seconda lettura. Il ‘correttivo' fa saltare la norma del dl sicurezza che prevede una sorta di ‘premio' di 615 euro per i rimpatri dei migranti (il compenso verrà corrisposto a conclusione del procedimento amministrativo e non solo "ad avvenuto rimpatrio") e lo slega dall'esclusiva assistenza fornita dagli avvocati (è stato tolto ogni riferimento al Consiglio nazionale forense). Sarà un decreto del ministero dell'Interno (entro 60 giorni) a decidere i criteri per l'individuazione dei soggetti che possono svolgere l'attività di assistenza al rimpatrio e per la corresponsione dei compensi.
2 giugno, La Russa: "Tutti i parlamentari possono assistere alla parata"
"Mi continuano a chiedere qual è la mia opinione sulle assenze di ieri alla parata del 2 giugno. Non posso che confermare quello che ho già detto e cioè che personalmente non sono mai interessato a fare la conta a ogni manifestazione o appuntamento su chi c'è e chi non c'è. Ognuno decide dove voler andare e se ne assume la responsabilità, non sarò certo io ad andare a spulciare chi c'è e chi non c'è a differenza di quello che altri in molte occasioni hanno fatto nei mei confronti. Però per onore del vero, per tornare a ieri, senza dare alcun giudizio posso dire come funzionano gli inviti: nella tribuna delle autorità effettivamente sono invitate alcune categorie ufficiali e non sono invitati i capi di partito, hanno ragione Schlein e Conte. Ma, contemporaneamente ai capigruppo viene data la disponibilità di un numero X di inviti quindi tutti i parlamentari che ritengono di voler andare ad assistere non hanno bisogno di invito. Devo dire che se uno ritiene di non andare, ha pieno diritto secondo me di non andare, ma non può dire che non va perché non invitato e comunque i capigruppo erano invitati e solo quelli del partito di Renzi c'erano mentre tutti gli altri dell'opposizione erano assenti ma nessuno dica che il motivo era perché non erano invitati". Lo afferma, in un video sui social, il presidente del Senato Ignazio La Russa tornado sulle assenze di ieri alla parata del 2 giugno.
Ponte sullo Stretto, i 12 mln di finanziamento da ridare all'Ue sono stati ottenuti con dichiarazioni errate
La Società Stretto di Messina deve restituire 12 milioni di euro di finanziamenti europei, già incassati nel 2024. Come si apprende da un accesso agli atti effettuato dal WWF, il governo italiani si è aggiudicato quei soldi inserendo dati errati (e omettendone altri) nel form di partecipazione al bando. L'ad Ciucci ha dichiarato che è stata la stessa Società a chiedere l'interruzione del finanziamento, per via dei ritardi. Ma in realtà i termini erano scaduti, ed è per questo che la Commissione ha deciso di interrompere l'erogazione, chiudendo l'accordo.
Tajani continua la polemica sul 2 giugno: "Partecipare alla parata è scelta politica, non di protocollo"
"Partecipare alla sfilata del 2 giugno non è una questione di protocollo. È una scelta politica di vicinanza a forze dell'ordine, forze armate, vigili del fuoco, volontariato. Un modo per essere riconoscenti a donne e uomini che servono gli altri cittadini". Lo scrive su X il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani continuando sui social la polemica sull'assenza alla parata del 2 giugno dei leader dell'opposizione. La segretaria dem Elly Schlein in mattinata aveva accusato il vicepremier di "ignorare il cerimoniale" non prevedendo quest'ultimo "la presenza dei segretari di partito".
"Se i leader della sinistra avessero voluto partecipare davvero – replica Tajani – non ci sarebbe stato bisogno di chiedere il permesso al cerimoniale. Potevano unirsi alle migliaia di italiani arrivati spontaneamente. Ad applaudire, innanzitutto, il Presidente della Repubblica", conclude il leader di FI.
Il video di Meloni: "Su energia e rimpatri l'Italia indica la strada all'Europa"
L'accordo raggiunto qualche giorno fa in Europa sul regolamento rimpatri è "un accordo storico, frutto anche del nostro lavoro grazie al quale chi non ha diritto di restare in Ue potrà essere rimpatriato in modo più rapido ed efficace". Lo afferma la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un video postato sui social. "Inoltre, con le nuove regole sarà possibile aprire centri di rimpatri nei Paesi terzi seguendo la strada aperta dal protocollo con l'Albania: una soluzione innovativa che la sinistra ha tentato di contrastare in ogni modo, ma che grazie a questo governo è diventato uno strumento a disposizione dell'Europa intera", aggiunge. "Difendere i confini, ridurre drasticamente gli sbarchi, rimpatriare chi non ha titolo a stare qui: l'Italia ha indicato la strada e oggi l'Europa la sta percorrendo", conclude la presidente del Consiglio.
I legali di Minetti: "Chiediamo danni a Fatto, Cartabianca e Report"
I legali di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani "prendono atto dell'esito delle verifiche condotte dalla Procura Generale di Milano in seguito alla diffusione delle notizie – rivelatesi tutte non vere come accertato dall'Autorità Giudiziaria – da parte del Fatto Quotidiano" e "ribadiscono di avere intrapreso le iniziative giudiziarie per il risarcimento dei danni subiti dai loro assistiti", scrivono in una nota gli avvocati Antonella Calcaterra, Emanuele Fisicaro e Paolo Siniscalchi.
"Oggetto delle prime richieste risarcitorie – spiegano – sono oltre cinquanta articoli pubblicati anche nelle rispettive edizioni online dalla testata ‘Il Fatto Quotidiano', nonché le trasmissioni ‘È sempre Cartabianca' andata in onda su Rete 4 in data 28.04.2026 e ‘Report', trasmessa su Rai 3 il 3.05.2026".
Fine vita, Senato approva sospensiva: testo torna in commissione
L'aula del Senato ha approvato la richiesta di sospensiva avanzata dal capogruppo di Fdi Lucio Malan circa il ddl sul fine vita. Il testo tornerà quindi in Commissione. I voti a favore sono stati 88, i contrari 59, nessun astenuto.
Tridico (M5S) sulla flessibilità: "Giorgetti festeggia ma la Commissione Ue certifica il suo fallimento"
“Le raccomandazioni economiche della Commissione europea sono disastrose per il governo italiano e certificano il fallimento totale delle sue politiche economiche e sociali", così in una nota Pasquale Tridico, capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, commenta la notizia del Pacchetto di primavera del Semestre europeo 2026 e la soddisfazione espressa dai membri del governo Meloni. Secondo Tridico, l'esecutivo italiano "sta portando l’Italia in bancarotta: debito alle stelle, salari da fame, politiche del lavoro inefficaci, calo delle nascite" e "non sarà il contentino della flessibilità per gli investimenti nel settore energetico a rimettere in sesto questo Paese ".
L'eurodeputato pentastellato attacca poi il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, che "esulta per questa vittoria di Pirro mentre la casa brucia; ma si rende conto che la Commissione europea ha vincolato le spese per l’energia agli investimenti green che il suo governo ha finora rinnegato? Lo sa il Ministro Giorgetti che non potrà utilizzare quelle risorse per prorogare il taglio delle accise?". Secondo il pentastellato, "siamo davanti a dilettanti allo sbaraglio che stanno impoverendo l’Italia e obbligando centinaia di migliaia di giovani a fuggire all’estero per garantirsi un futuro dignitoso”.
Fidanza (FdI) sulla flessibilità sull'energia: "Governo Meloni smentisce scettici e gufi"
"Ancora una volta il governo Meloni smentisce gli scettici e i gufi e ottiene un significativo risultato in sede europea", festeggia così la decisione della Commissione Ue di estendere l'ambito di applicazione della Clausola nazionale di salvaguardia per affrontare la crisi energetica il capodelegazione di Fratelli d'Italia al Parlamento europeo, Carlo Fidanza. "Una flessibilità di cui potranno beneficiare tutti gli Stati membri, superando così la risposta parziale data alcuni giorni fa dalla Commissione Ue con l'allentamento del regime sugli aiuti di Stato, che avrebbe finito col favorire soltanto gli Stati con maggiore capacità fiscale", prosegue l'eurodeputato di FdI. "Portiamo a casa questo risultato importante, grazie alla tenacia di Giorgia Meloni, che per prima e con coraggio ha posto il tema nel consesso europeo, e al lavoro del ministro Giorgetti". "Un risultato che l'opposizione dovrebbe riconoscere e accogliere con favore, mettendo da parte le sparate polemiche di questi giorni", conclude Fidanza.
Energia, Misiani e Corrado (Pd): "Decisione Ue passo avanti, ma rischio maggiori divari tra Stati"
Accolgono con favore la decisione della Commissione Ue sulla flessibilità per gli investimenti energetici Antonio Misiani, responsabile economia, e Annalisa Corrado, responsabile ambiente, nella segreteria nazionale del Partito democratico. I due dem considerano la misura "un passo avanti positivo", ma auspicano "un'iniziativa comunitaria fondata su investimenti comuni finanziati con debito Ue". Misiani e Corrado avvertono sul rischio che la decisione dell'esecutivo Ue possa "favorire i Paesi che dispongono già di maggiori margini e acuire i divari tra gli Stati: l'esatto contrario di quanto avviene con gli investimenti comuni, per i quali chiediamo al governo di battersi".
Il senatore e l'eurodeputata ricordano, inoltre, che questa flessibilità potrà essere impiegata per realizzare investimenti, e non per ridurre le accise o alleggerire le bollette dei cittadini e, a parere loro, "consente cioè di fare ciò che il governo italiano non ha fatto in questi quattro anni, con la sua inspiegabile guerra alle rinnovabili". Per questo, secondo Misiani e Corrado, "rimane aperto il nodo di come sostenere nell'immediato le famiglie e le imprese più vulnerabili, con misure quanto più possibile mirate e selettive". I due propongono al governo di "finanziarle attraverso la tassazione degli extraprofitti delle società energetiche, dando così seguito concreto, a livello nazionale, alla proposta avanzata in sede europea dal suo stesso ministro dell'Economia insieme ai colleghi di Austria, Germania, Portogallo e Spagna".
Energia, Procaccini (FdI): "Lettera di Meloni ha aperto breccia nel muro dell'integralismo contabile"
"La lettera della presidente italiana ha aperto una breccia nel muro dell'integralismo contabile, dalla quale e' entrato finalmente un po' di sano buon senso". Lo afferma l'europarlamentare di Fratelli d'Italia e responsabile energia e ambiente del partito, Nicola Procaccini, dopo le parole del commissario Ue, Valdis Dombrovskis, sulla flessibilità fiscale. Secondo l'eurodeputato, consentire maggiore flessibilità per la difesa ma non per la resilienza energetica, "sarebbe stato un grave errore da parte delle istituzioni europee, che i popoli europei non avrebbero compreso ne' accettato". Per questo, la possibilità di utilizzare "un maggiore spazio di bilancio per aumentare la produzione energetica, soprattutto rinnovabile, libera risorse finanziarie che i governi potranno utilizzare alleviare il costo dell'energia su famiglie e imprese".
La Commissione Ue boccia il decreto carburanti: "Socialmente ed economicamente inefficiente"
La Commissione europea scrive nelle raccomandazioni per l'Italia contenute nel Pacchetto di primavera del Semestre europeo 2026 che le misure fiscali adottate dal governo per attenuare l'impatto dei prezzi dell'energia su famiglie e imprese, come il decreto carburanti e il credito d'imposta per le imprese di trasporto su strada, pesca e agricoltura, sono "misure ampie e non mirate, che comportano elevati costi fiscali e sono socialmente ed economicamente inefficienti".
Secondo le previsioni dell'esecutivo Ue, il costo fiscale di questi interventi dovrebbe ammontare a circa lo 0,1% del Pil nel 2026. I provvedimenti sono scaduti ma, se fossero proseguiti fino alla fine dell'anno, il loro costo salirebbe allo 0,3% del Pil. Nelle raccomandazioni specifiche per l'Italia, la Commissione parla inoltre di "squilibrio macroeconomico", legato all'elevato debito pubblico e la debole crescita della produttività. In questo quadro, "la continua ed efficace attuazione di riforme e investimenti volti a stimolare la crescita, unitamente a una prudente politica fiscale, rimane fondamentale per ridurre tali vulnerabilità". Il rapporto debito/Pil è tornato ad aumentare nel 2024 e nel 2025 "a causa del rallentamento della crescita del Pil nominale, dell'impatto ritardato dei crediti d'imposta per la ristrutturazione degli alloggi degli anni precedenti e dei disavanzi pubblici ancora consistenti". Secondo la Commissione, il rapporto debito/Pil dovrebbe continuare a crescere nel 2026 e nel 2027.
La decisione della Commissione Ue "non è una risposta diretta" alle richieste del governo Meloni
Rispondendo alle ipotesi su un possibile ruolo del governo Meloni nella decisione della Commissione Ue di avere maggiore flessibilità nei conti pubblici per sostenere spese legate alla sicurezza energetica, un portavoce dell'esecutivo europeo ha spiegato ad Agenzia Nova che "non è una risposta diretta" alle proposte avanzate dalla premier, ma "una risposta generica a sentimenti e questioni sollevate da tutti gli Stati membri".
La possibilità di utilizzare la clausola per finanziare interventi legati alla resilienza energetica riguarda anche i Paesi ancora sottoposti alla procedura per deficit eccessivo, tra cui l'Italia. Nel pacchetto presentato oggi, la Commissione precisa infatti che la procedura può essere formalmente sospesa soltanto per Malta. Per Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Ungheria, Italia, Polonia, Romania e Slovacchia, Bruxelles ritiene invece che siano state adottate "misure efficaci per correggere il disavanzo eccessivo" e che "in questa fase non e' necessario intraprendere ulteriori azioni".
Commissione Ue: "Flessibilità deve servire a competitività e transizione green, non per le bollette"
Come si apprende da fonti di agenzia, un alto funzionario dell'esecutivo dell'Unione europea ha spiegato che gli Stati membri sono autorizzati a invertire attraverso "misure che riducano la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili" e che "la compensazione per gli elevati costi energetici non rientra in questa descrizione". Il riferimento è alla decisione della Commissione Ue di estendere agli investimenti energetici la clausola di salvaguardia nazionale. Come precisato dal funzionario, però, l'obiettivo è spingere li Stati a investire nella transizione energetica e per questo lo spazio dello 0,3% "non può essere utilizzato per sovvenzionare le bollette delle utenze". La spesa dovà quindi essere orientata verso "un investimento legato a misure con un impatto complessivo sulla transizione energetica".
Bruxelles promuove i conti dell'Italia: "Azioni efficaci sulla spesa, crescerà entro i limiti"
La Commissione europea stima che nel 2025 la crescita della spesa netta dell'Italia sia stata dell'1,5%, meno dell'1,9% previsto dal governo nel Piano strutturale di bilancio di medio termine e nei documenti programmatici nazional. Lo indica la raccomandazione per l'Italia pubblicata oggi nell'ambito del Semestre europeo.
Secondo Bruxelles, però, la crescita della spesa è stata leggermente superiore al limite raccomandato dell'1,3%, con uno scostamento pari allo 0,1% del Pil. Considerando insieme il 2024 e il 2025, la deviazione resta comunque inferiore allo 0,1% del Pil. Per il 2026, la Commissione stima una crescita della spesa dell'1,4%, sotto il tetto raccomandato dell'1,6%. Per questo Bruxelles conclude che l'Italia ha adottato "azioni efficaci" per tenere sotto controllo i conti pubblici e che la procedura per deficit eccessivo resta sospesa, senza ulteriori interventi.
Fonti di agenzia spiegano che la differenza tra le stime della Commissione e quelle del governo italiano dipende da diversi criteri di calcolo. In particolare, la Commissione valuta in modo diverso alcune spese legate alla disoccupazione ciclica e alcune misure fiscali temporanee. Le stesse fonti sottolineano inoltre che l'Italia tende abitualmente a utilizzare previsioni più prudenti nei documenti di bilancio.
Energia, Pichetto Fratin: "Bene l'Ue sugli investimenti, accolte le richieste italiane"
Il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, esprime soddisfazione per la decisione della Commissione europea di estendere agli investimenti energetici la clausola di salvaguardia nazionale, definendo la misura "concreta" perché offre agli Stati membri "maggiori margini di intervento per sostenere famiglie e imprese, accelerare la transizione energetica e rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti".
Come sottolinea Pichetto Fratin, le risorse previste potranno favorire lo sviluppo delle reti energetiche, dell'efficienza energetica, dei sistemi di accumulo e della produzione di energia pulita, contribuendo a ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili. Per il ministro si tratta inoltre di "un segnale importante", che "recepisce anche le sollecitazioni avanzate dal Governo italiano" e conferma come "competitività industriale, sicurezza energetica e sostenibilità ambientale siano obiettivi strettamente connessi e strategici per il futuro dell'Europa".
Bonelli (Avs) sul 2 Giugno: "La posizione di Salis non è quella di Avs, può dire quello che vuole"
"Lei è libera di dire quello che vuole; la posizione di Avs è di Avs", taglia corto il co-portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi Sinistra, Angelo Bonelli. Ospite a "Un giorno da pecora" su Rai Radio1, Bonelli risponde alle dichiarazioni dell'eurodeputata del suo partito, Ilaria Salis, che ha chiesto di cancellare la parata militare del 2 Giugno. Il leader di Avs replica: "Non sono d'accordo, penso però che vada fatta una riflessione sul fatto che il 2 Giugno non possa essere una manifestazione muscolare e militare". La proposta di Bonelli è quella di trasformare la parata "dando una rappresentazione di quella che oggi è l'Italia, mostrando chi manda avanti la sanità pubblica o i nostri cooperanti all'estero". "Io non sono per abolire l'esercito però eviterei la prova muscolare", conclude.
Caso Minetti, Nordio trasmette al Quirinale la relazione della Procura di Milano
Il ministero della Giustizia, presieduto da Carlo Nordio, ha trasmesso al Quirinale gli atti della Procura generale di Milano sugli approfondimenti svolti in merito al caso della grazia ricevuta da Nicole Minetti, come richiesto dalla Procura stessa.
Nella relazione della Procura si legge che “i presupposti per la grazia a Nicole Minetti sono stati confermati” e che “non emergono irregolarità nel procedimento di adozione riconosciuto in Italia dal Tribunale per i minorenni di Venezia”.
Meloni risponde alla mamma dell'11enne annegato in piscina: "Siete un esempio per tutti"
La premier Giorgia Meloni ha scritto una lettera a Nicoletta Sprecacè, mamma di Matteo Brandimarti, undicenne sambenedettese morto il 9 aprile all'ospedale Infermi di Rimini dopo essere stato risucchiato il giorno di Pasqua dal bocchettone di un idromassaggio nella Spa di un hotel di Pennabilli, nel riminese.
La donna si era rivolta alla presidente del Consiglio, chiedendo un intervento legislativo urgente per la sicurezza delle strutture acquatiche a tutela della vita dei figli. "Carissima Nicoletta, grazie della tua lettera, e della forza che hai avuto a scriverla", scrive oggi Meloni. "Cercherò di risponderti, come posso, consapevole di quanto ogni parola possa sembrare inutile. Perdere un figlio è un dolore talmente grande che non esiste al mondo un modo per descriverlo. Non c'è nel nostro vocabolario un termine capace di codificare e descrivere questa sofferenza, perché è qualcosa di impensabile, innaturale, inconcepibile. Ecco perché vorrei prima di tutto esprimere a te, a tuo marito Maurizio e ai tuoi cari la mia vicinanza e il mio affetto. State vivendo momenti che nessuno vorrebbe vivere, e la prova che state sostenendo supera ogni immaginazione".
"Ho visto alcune immagini del funerale del piccolo Matteo -scrive- . La lettera che gli avete dedicato e che è stata letta durante la celebrazione dal suo catechista mi ha commosso profondamente, perché esprimeva pienamente l'amore che provavate e provate per vostro figlio. Un amore che vi ha spinto anche a compiere un altro gesto meraviglioso: donare gli organi di Matteo, per regalare ad altri bambini la possibilità e l'opportunità di avere un futuro. Nel momento più buio, avete testimoniato con la vostra vita che la morte non ha l'ultima parola e che l'amore è più forte dell'abisso. Siete un esempio, per tutti".
Quindi la premier risponde alla richiesta della signora: "Non userò mezzi termini. Hai ragione: serve una legge nazionale che riduca al minimo il rischio che si possa morire in una piscina, com'è purtroppo accaduto a Matteo e ad altri bambini e ragazzi in questi mesi. Oggi questa normativa non c'è, e il quadro di riferimento risulta insufficiente. È necessaria una legge quadro, che fissi standard di protezione uniformi su tutto il territorio nazionale e che assicuri requisiti chiari a tutela della salute e della sicurezza delle persone nelle piscine. È una questione che il Governo ha attenzionato da tempo e a cui ha dato risposta con il disegno di legge approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 30 luglio 2025. Parliamo di un provvedimento di sistema, che individua i requisiti di sicurezza, impiantistici, igienico-sanitari e gestionali, disciplina le figure professionali che intervengono nella gestione della piscina e prescrive controlli e sanzioni in caso di infrazioni".
"Al momento, però, il provvedimento non ha ancora concluso il suo esame parlamentare. Ecco perché ci tengo a dirti che scriverò al Presidente del Senato La Russa e al Presidente della Camera Fontana, affinché si possano trovare le condizioni per accelerare l'iter di questo disegno di legge e arrivare nel più breve tempo possibile alla sua approvazione definitiva. Perché, te lo assicuro, il nostro obiettivo coincide con il tuo e con quello di tutte le mamme e di tutti i papà che si stanno battendo per la medesima causa. Faremo la nostra parte per arrivare a questo risultato. Contate su di me".
Ue apre alla flessibilità su energia, Fdi: "Grazie a Meloni Italia traccia la rotta anche contro la crisi"
"Oggi l'Europa fa un passo in avanti decisivo solo grazie a Giorgia Meloni, l'unica ad aver perseverato nel chiedere flessibilità per affrontare il caro energia quando tutti dicevano che era una richiesta impossibile. La risposta della Commissione Europea alle proposte italianeè la conferma che la linea di pragmatismo tracciata dal Governo paga. Ottenere margini di manovra sull'energia significa poter difendere la competitività delle nostre imprese e il potere d'acquisto delle famiglie. Smentiti ancora una volta i gufi rimane il fatto che l'unica proposta concreta per abbattere la crisi energetica è di Giorgia Meloni e del suo esecutivo che hanno osato dove altri non avevano neanche pensato di affacciarsi. Anche contro la crisi energetica, così come avvenuto in tema di immigrazione, è l'Italia che traccia la rotta". Esulta così in una nota la vice capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati, Augusta Montaruli.
Bruxelles ha fatto sapere all'Italia che potà estendere la deroga al Patto di stabilità per la difesa anche all'energia. Esclusa però la possibilità di nuovi tagli delle accise.
Ponte sullo Stretto, l'ad Ciucci dice che l'obiettivo è tornare al Cipess entro giugno
"Stiamo lavorando forte, con decisione, per rispettare il cronoprogramma che ci siamo dati. Abbiamo già ottenuto risultati importanti, dall'accordo di programma registrato dalla Corte dei Conti al parere dell'Autorità di regolazione dei trasporti sul piano finanziario. Stiamo lavorando con il Consiglio superiore dei lavori pubblici e siamo in contatto continuo e giornaliero con l'Europa, alla quale abbiamo fornito ulteriori informazioni e chiarimenti. Non c'è nessuna procedura di infrazione sul progetto Ponte. Tutta la macchina è in movimento e questo ci deve consentire di tornare al Cipess per una nuova delibera entro la fine di questo mese". Lo ha detto Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina, intervenendo oggi su Giornale Radio.
"Se i tempi di registrazione della Corte dei Conti saranno quelli ordinari e se riusciremo a rispettare le scadenze che ci siamo dati, nell'ultimo trimestre del 2026 passeremo alla fase realizzativa. Questo significherà avviare sia la progettazione esecutiva sia le prime attività sul territorio: bonifiche belliche, indagini archeologiche, risoluzione delle interferenze, allestimento dei campi base e realizzazione delle prime opere richieste dai territori di Messina e Villa San Giovanni. Sono interventi che riguardano reti idriche, strade e illuminazione e che ci auguriamo possano essere percepiti dai cittadini come un primo effetto positivo di questa grande opera", ha aggiunto.
Pozzolo fuori strada col Suv, Silvestri (M5s): "Cosa prevede il programma di Vannacci per chi guida ubriaco?"
"Mi chiedo cosa preveda il programma di Vannacci e del suo partito per coloro che guidano ubriachi e sparano alle feste di capodanno. Ma immagino che in questa vicenda ci sia tutta la credibilità della nuova destra vannacciana. D'altronde è piuttosto evidente che dentro la sua classe dirigente si è fatta un'accurata selezione all'ingresso", è il commento di Francesco Silvestri, deputato M5s, intercettato dall'Adnkronos.
Energia, Tajani sulla decisione della Commissione Ue: "Successo del governo, merito nostra credibilità"
"La Commissione europea accoglie le proposte dell'Italia a favore di una maggiore flessibilità per affrontare le sfide della crisi energetica. È un altro successo del governo italiano, frutto della nostra credibilità in Europa". Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, commenta sul suo profilo X la decisione della Commissione europea di concedere all'Italia un margine massimo dello 0,3% del Pil annuo per il triennio 2026-2028, con un limite dello 0,6% cumulativo, per mettere in campo delle misure mirate a contrastare la crisi energetica derivante dalla chiusura dello Stretto di Hormuz.
Schlein: "Tajani ignora il cerimoniale del 2 giugno, nelle occasioni importanti io ci sono"
"Non dovete chiedere a me ma a Tajani, non so come abbia potuto ignorare che il cerimoniale non prevede la presenza dei segretari di partito. Altrimenti, come sempre faccio nelle occasioni importanti, ci sono, come ho avuto piacere ieri sera di rispondere positivamente all'appello del presidente della Repubblica per una bellissima serata di festeggiamento e di celebrazione dei volti della Repubblica", lo dice la segretaria Pd Elly Schlein rispondendo alle affermazioni di Tajani sulla sua assenza alla sfilata del 2 giugno. Ieri il ministro, interpellato sull'assenza di Salvini, aveva osservato che mancavano anche i leader di Pd e M5s.
