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Governo Meloni, Trump accusa ancora: “L’Italia si è comportata molto male”. La premier in Cdm: “Preservare i rapporti Usa”. Schlein: “Uscite da Board of Peace”

Le notizie del 23 giugno sul governo dopo la lite tra la premier e Trump. Dallo Studio Ovale il presidente Usa ribadisce: “L’Italia si è comportata male, spesi miliardi per loro”. Meloni in Cdm chiede di salvaguardare i rapporti con Washington, confermando l’evento a Villa Taverna, ma Elly Schlein incalza: “Il governo passi dai tweet ai fatti ed esca dal Board of peace di Trump”. Nel frattempo Vannacci lancia la campagna per le scuole “L’Italia agli italiani”.

23 Giugno 2026, 07:28
A cura di Francesca Moriero
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Le notizie in diretta sulla crisi interna al governo Meloni dopo la lite con Donald Trump. Il presidente Usa torna ad attaccare l'Italia e, parlando direttamente dallo Studio Ovale, ribadisce le accuse alla premier e agli alleati Nato: "L'Italia si è comportata molto male. Non ci sono stati per noi e noi abbiamo speso miliardi di dollari per loro". Dichiarazioni che si sommano ai precedenti sfoghi ("L'Italia e il suo premier non sembrano nemmeno disposti a prendere parte all'azione contro l'Iran", aveva detto). Trump ha poi esteso il suo dito accusatorio anche verso altri Paesi dell'Alleanza: "Anche la Germania si è comportata molto male. E Starmer".

Dopo i feroci scambi del weekend, Giorgia Meloni è tornata sul botta e risposta con il Tycoon in Consiglio dei ministri per cercare di gettare acqua sul fuoco: "Il nostro scambio – avrebbe detto ai suoi – non deve impattare sui rapporti del governo con gli Stati Uniti". La premier ha quindi invitato i ministri a partecipare al ricevimento a Villa Taverna del 2 luglio per l'Independence Day, sottolineando come l'ambasciatore Fertitta sia sempre stato "estremamente disponibile e professionale".

Sulla questione interviene duramente la segretaria del Pd Elly Schlein: "Abbiamo duramente condannato gli attacchi inaccettabili di Trump a Meloni, ma il governo passi dai tweet ai fatti ed esca dal Board of Peace di Trump, visto che è l'unico governo che ci è entrato da osservatore. Il punto è difendere il diritto internazionale da chi vuole sostituirlo con la legge del più ricco e più forte".

Intanto, nel dibattito politico irrompe anche il generale Roberto Vannacci, che ha presentato le proposte del programma di Futuro Nazionale sul tema scuola. L'ex generale ha lanciato per settembre la campagna ‘L'Italia agli italiani': "Metteremo uno striscione in ogni scuola, e vediamo se ci sospendono", ha dichiarato ai microfoni di Fanpage.it, difendendo lo slogan come "una frase normalissima che proviene dal Risorgimento addirittura mazziniano" e che servirà, ha spiegato, "per riportare le cose nel giusto ordine, perché è giusto che un popolo cresca con i propri valori".

09:30

Conte: "Meloni emarginata tra UE e Nato, i suoi errori pesano sugli italiani"

Anche il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, va all'attacco della presidente del Consiglio, dipingendo un quadro di profondo isolamento internazionale per Palazzo Chigi. Intervistato dal Tg3, l'ex premier sottolinea come Meloni si ritrovi "di fatto ora emarginata sia sul fronte atlantico che su quello europeo". Un isolamento geopolitico che, secondo il leader pentastellato, non si limita ai palazzi della diplomazia ma ha ricadute concrete e pesanti sulla vita dei cittadini: "Gli italiani pagano gli errori in politica estera", incalza Conte. Nel mirino del M5S finiscono così le ultime scelte economiche e internazionali dell'esecutivo, a partire da un patto di stabilità accusato di aver "tagliato la spesa sociale", fino ad arrivare alla gestione della difesa, con gli italiani costretti a pagare "per il piano di riarmo che riarma la Germania e per l'aumento delle spese Nato".

A cura di Francesca Moriero
09:00

Renzi sul "fattore Vannacci": "Idee preoccupanti, ma se corre da solo toglie il 5% a Meloni"

Oltre allo scontro sull'asse Roma-Washington, Matteo Renzi analizza anche i delicati equilibri della politica nostrana, soffermandosi sulle manovre del generale Roberto Vannacci. Ospite di Otto e mezzo su La7, il leader di Italia Viva smentisce categoricamente le voci su un suo presunto ruolo di suggeritore dietro le quinte: "Io consigliere di Vannacci? Non soltanto non è vero, ma tra noi c'è un abisso". Per rimarcare la distanza, l'ex premier ricorda la propria identità politica, rivendicando la paternità della legge sulle unioni civili e il progetto della lista "Stati Uniti d'Europa", posizioni sideralmente lontane da quelle del generale. Se dal punto di vista dei contenuti Renzi definisce le tesi di Vannacci un "elemento di preoccupazione", sul piano puramente tattico ed elettorale ne riconosce il potenziale dirompente. Secondo il leader di Italia Viva, infatti, una discesa in campo autonoma di Vannacci finirebbe per colpire direttamente Palazzo Chigi: "È evidente che se va da solo, Meloni perde circa il 5%".

A cura di Francesca Moriero
08:30

Renzi: "Da Meloni e Tajani diplomazia da influencer. L'abbraccio a Trump ci isola in Europa"

Nel dibattito sullo scontro tra Roma e Washington si inserisce anche Matteo Renzi, che a Otto e mezzo su La7 lancia un duro attacco sia alla premier che alla gestione diplomatica della crisi. Per il leader di Italia Viva, se da un lato gli attacchi di Donald Trump sono "insulti da asilo nido", dall'altro il tentativo di Meloni di accreditarsi ora come l'argine anti-Trump è del tutto inverosimile. Secondo Renzi, la premier non può cancellare il passato: l'abbraccio politico con il leader americano e la condivisione della cultura MAGA hanno finito per trascinare l'Italia verso il basso, compromettendo gravemente il ruolo del nostro Paese in Europa e isolandoci dai partner UE. L'obiettivo politico, spiega, deve essere chiaro: costruire entro un anno un'alleanza capace di "mandare in pensione anche i MAGA italiani". Renzi non risparmia critiche nemmeno al ministro degli Esteri Antonio Tajani, definendo una vera e propria "idiozia" la scelta di annullare la sua partecipazione al business forum di Miami come reazione diplomatica. Secondo Renzi, le tensioni istituzionali non dovrebbero mai compromettere i canali economici: "Non è che siccome due capi di governo si mettono a litigare via X allora fai saltare un business forum", incalza l'ex premier. La tesi di Italia Viva è che l'esecutivo stia gestendo una crisi internazionale con i modi sbagliati: se si volessero seguire le reali regole della diplomazia, Palazzo Chigi avrebbe dovuto convocare l'ambasciatore statunitense per porre un tema politico elevato, anziché ridurre il rapporto tra Stati a uno "scontro tra influencer".

A cura di Francesca Moriero
08:00

Tajani: "L'alleanza con gli USA va oltre Trump. E a Washington sappiamo dire di no"

"Il rapporto transatlantico è solido e va ben oltre l'inquilino del momento alla Casa Bianca". Ne è convinto Antonio Tajani, che a Quarta Repubblica su Rete4 traccia la linea diplomatica del governo dopo le recenti tensioni con Trump. L'alleanza tra Europa e Stati Uniti, spiega il vicepremier, è "strutturale e necessaria per entrambe le sponde dell'Oceano: se l'Italia e l'Europa hanno bisogno di Washington, è altrettanto vero che gli Stati Uniti hanno bisogno dei partner europei per difendere gli interessi complessivi dell'Occidente". Tajani ha poi rivelato un retroscena, raccontando di aver avuto un colloquio con il segretario di Stato USA, Marco Rubio, per comunicargli la decisione di annullare la propria partecipazione a un business forum a Miami, una scelta legata direttamente alle dure accuse di Trump contro Giorgia Meloni. Di fronte a questo passo indietro, Rubio sarebbe rimasto spiazzato: "si è reso conto della delicatezza della situazione e, pur senza commentare, ha accettato la decisione". Il titolare della Farnesina ha poi colto l'occasione per rispedire al mittente le critiche delle opposizioni, che accusano il governo di essere troppo appiattito sulle posizioni del leader repubblicano. Liquidando queste accuse come pura propaganda della sinistra, Tajani ha lanciato una stoccata diretta al leader del Movimento 5 Stelle: "A me Trump non ha mai chiamato ‘Giuseppi', per esempio. Non mi pare che Conte fosse sembrato meno sottomesso". Al contrario, il ministro ha rivendicato l'autonomia delle scelte italiane di fronte a Washington, ricordando i dinieghi già espressi in passato: "Quando abbiamo dovuto dire no, abbiamo detto no. Sulla questione della Groenlandia abbiamo detto di no, e alla guerra in Iran non abbiamo partecipato semplicemente perché non era la nostra guerra".

A cura di Francesca Moriero
07:35

Tajani smorza il caso Trump: "In Italia contano i fatti, non le foto"

"Non credo che una foto con Trump avrebbe portato consensi in Italia". Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, interviene così a Quarta Repubblica su Rete4, minimizzando le tensioni con il leader statunitense. Tajani ha poi blindato l'operato dell'esecutivo, rivendicando la concretezza dell'azione politica: "Giorgia Meloni prende i voti dagli italiani, e noi del governo otteniamo consensi per quello che facciamo. E di cose, finora, ne abbiamo fatte".

A cura di Francesca Moriero
07:15

Trump accusa: "L'Italia si è comportata molto male". Meloni frena: "Lite non impatti sui rapporti con Usa". Schlein: "Uscite dal Board of Peace"

Nuovo affondo di Donald Trump dallo Studio Ovale: il presidente USA accusa l'Italia (insieme a Germania e al premier britannico Starmer) di essersi comportata "molto male" non supportando l'azione contro l'Iran.

Giorgia Meloni prova a spegnere l'incendio in Consiglio dei ministri, raccomandando ai suoi che la lite non intacchi i rapporti con Washington e confermando la presenza del governo a Villa Taverna. Intanto l'opposizione incalza: Elly Schlein condanna le parole di Trump, ma chiede alla premier di passare dai tweet ai fatti uscendo dal suo Board of Peace. Sullo sfondo si muove anche il generale Roberto Vannacci, che apre il fronte interno lanciando per settembre la provocatoria campagna "L'Italia agli italiani" nelle scuole.

A cura di Francesca Moriero
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