Flotilla, liberati i due attivisti italiani detenuti in Libia da un mese: domani il ritorno a casa

"Sono felice di poter annunciare la liberazione di Domenico Centrone e Leonarda Alberizia, i due attivisti italiani della Flotilla, che erano detenuti da un mese in Libia". Lo ha scritto sui social il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Insieme a loro è stato affidato al nostro Console a Bengasi anche Matias Alvarez Rodriguez, uruguaiano con cittadinanza italiana, che abbiamo seguito e assistito in questi giorni". I tre, "grazie a un intenso lavoro diplomatico, in coordinamento tra il ministero degli Esteri e Palazzo Chigi, domani faranno finalmente rientro in Italia". Tajani ha ringraziato "il personale della Farnesina e la nostra intelligence per l’ottimo lavoro svolto". Hanno esultato sia i familiari, sia esponenti di centrodestra e di centrosinistra.
Il rapimento in Libia con altri attivisti della Flotilla e il silenzio
Centrone e Alberizia facevano parte di un gruppo di dieci attivisti della Flotilla di terra – composta da quasi 300 persone in tutto – che erano stati fermati in Libia il 21 maggio. Le milizie di Haftar li avevano arrestati al valico di Sirte e li avevano trasferiti a Bengasi, dove avrebbero dovuto subire un processo in quanto clandestini. La Flotilla aveva riportato che ci sarebbe stato un violento attacco alla carovana, con attivisti picchiati e trascinati su auto e autobus. Dietro l'attacco ci sarebbe stato il tentativo di bloccare la Flotilla, ripartita in modo pacifico dopo un ostacolo burocratico. La spedizione era arrivata a una zona di ‘confine' interna alla Libia pattugliata proprio dalle forze armate del generale Khalifa Belqasim Haftar.
Una delle persone scampate a quell'attacco aveva raccontato l'accaduto a Fanpage.it, durante una puntata speciale del programma di approfondimento politico Scanner Live. Marco Contadini aveva parlato di una vera e propria "trappola". Dal giorno dell'attacco, nonostante le verifiche della Farnesina, non si erano più avute notizie ufficiali di Domenico Centrone e Leonarda (detta Dina) Alberizia. Fino all'annuncio del ministro Tajani.
Il fratello di Alberizi: "Non ho parole, solo tantissima gioia"
"È vero. È bellissimo. Non ho parole. Solo tantissima gioia", ha detto all'Ansa Giuseppe Alberizia, fratello di Dina. "Mi ha chiamato il ministro Tajani attraverso il suo portavoce. Sono stato felicissimo. Mi ha confermato la liberazione e mi ha detto che dovrebbe andare in Tunisia presso il consolato italiano questa sera e domani fare rientro in Italia. Sono emozionato. È da mezz'ora che sto condividendo questa notizia con tantissime persone. Devo ancora dirlo a nostro padre (98 anni, ndr). Non l'ho sentita anche perché Dina non ha più il suo telefono. Ma ora mi interessa soltanto sia libera".
Sara Suriano, attivista pugliese che faceva parte della spedizione, ha detto che la liberazione "non cancella il dolore di averli saputi il trattenuti in maniera illegittima per 30 giorni, solo perché parte di un convoglio umanitario. Il ministro ha sottolineato il lavoro diplomatico svolto per la loro liberazione, ma ricordiamo anche che questi volontari e volontarie sono lì perché i governi non rispettano il diritto internazionale. Se non ci fosse un genocidio in atto a Gaza, nessuno partirebbe e nessuno sarebbe catturato".
Boldrini: "Non avrebbero dovuto essere arrestati". Gasparri: "Azione discreta e determinata del governo"
Anche dalla politica è arrivata un'esultanza bipartisan. "Finalmente liberi Dino Alberizia e Domenico Centrone. Detenuti a Bengasi per un mese intero soltanto per aver partecipato alla missione via terra della Global Sumud Flotilla. La criminalizzazione della solidarietà è un pezzo del genocidio che si è consumato", ha commentato il deputato del Pd Arturo Scotto.
"Domenico, Dina, le loro compagne e i loro compagni non avrebbero neanche dovuto essere arrestati perché avevano l'unico scopo di portare aiuti a Gaza tramite il valico di Rafah con il convoglio di terra della Global Sumud Flotilla. In questi giorni ho sentito i familiari di entrambi per esprimere loro la mia vicinanza e assicurare il mio supporto", ha aggiunto Laura Boldrini. Maurizio Gasparri, presidente della commissione Esteri al Senato, ha parlato di "un'azione discreta e determinata portata avanti dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, insieme alla nostra rete diplomatica. Ancora una volta il governo ha scelto la strada del lavoro concreto e della responsabilità. I risultati contano più delle polemiche e confermano la capacità dell'Italia di tutelare i propri cittadini in qualsiasi contesto, nazionale e internazionali".