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Bonus giovani, donne e Zes: tutti gli incentivi prorogati nel decreto Primo Maggio

Il dl Lavoro proroga gli incentivi per l’assunzione di giovani under 35, donne e nella Zes tramite un esonero contributivo del 100%. Tra le novità aiuti per le imprese che favoriscono la genitorialità e la conciliazione vita-lavoro e misure per il lavoro domestico. Ecco tutti bonus in vista del 1° Maggio.
A cura di Giulia Casula
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Immagine di repertorio
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Bonus giovani, donne e Zes cambiano nel nuovo decreto lavoro che il governo si prepara a varare in vista del Primo Maggio. Il provvedimento potenzia gli incentivi (già soprannominati bonus 2.0) per favorire assunzioni di giovani under 35, lavoratrici svantaggiate e lavoratori Zes tramite un esonero contributivo del 100%. Tra le novità aiuti per le imprese che favoriscono la genitorialità e la conciliazione vita-lavoro e misure per il lavoro domestico. Vediamo nel dettaglio tutti bonus per i lavoratori.

Bonus per i giovani under 35

Il decreto rinnova il bonus per chi assume a tempo indeterminato giovani disoccupati, in scadenza al 30 aprile, e lo estende fino al 31 dicembre 2026. L'incentivo consiste in un esonero contributivo del 100% per 24 mesi fino a un massimo di 500 euro al mese, che salgono a 65o euro al mese per le imprese con sede o unità produttiva collocata in una delle Regioni Zes (Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria).

I giovani assunti dovranno avere meno di 35 anni di età e rientrare nella categoria di "lavoratore svantaggiato". Lo sconto contributivo è condizionato al raggiungimento di un incremento occupazionale netto: in altre parole, l'assunzione dovrà comportare un aumento del numero complessivo dei dipendenti dell'azienda.

L'incentivo per l'assunzione delle donne

Un altro esonero contributivo riguarda l'occupazione femminile. Il decreto riconosce uno sconto totale dei contributi previdenziali entro il limite di 650 euro al mese per le imprese che dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 assumono lavoratrici donne con un contratto a tempo indeterminato. Possono essere di qualsiasi età e residenti ovunque a condizione che risultino disoccupate da almeno 24 mesi o prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno un anno e che appartengono alla categoria di "lavoratrici svantaggiate". 

L'importo massimo del beneficio sale a 800 euro su base mensile se la lavoratrice è residente nelle regioni della Zes unica per il Mezzogiorno, ammissibili ai finanziamenti nell'ambito dei fondi strutturali dell'Unione europea. Anche in questo caso è necessario raggiungere tramite l'assunzione un incremento occupazionale netto all'interno dell'azienda.

Esonero contributivo per il lavoro nelle regioni Zes

Gli incentivi elencati finora prevedono importi più alti per le imprese collocate nella Zes. In aggiunta, il decreto prevede ulteriori misure per sostenere l'occupazione in questi territori. Nello specifico, le aziende che tra il 1° gennaio il 31 dicembre 2026 effettuano delle assunzioni a tempo indeterminato possono beneficiare di un esonero contributivo del 100% fino a 650 euro al mese.  L'esonero, recita la bozza "è riconosciuto esclusivamente ai datori di lavoro privati che occupano fino a 10 dipendenti nel mese di assunzione e che assumono presso una sede o unità produttiva ubicata in una delle regioni della Zes unica per il Mezzogiorno lavoratori nelle medesime regioni".

Le novità su conciliazione vita-lavoro

La bozza introduce poi un esonero contributivo "non superiore all'1% e nel limite massimo di 50mila euro annui" per le imprese che investono in misure per la genitorialità e la conciliazione famiglia-lavoro. Quest'ultime dovranno dimostrare di adottare tali disposizioni tramite opportune certificazioni. Le modalità di attuazione e procedure per la domanda saranno definite tramite successivo decreto interministeriale.

Per quanto riguarda il lavoro domestico invece, il provvedimento stabilisce che "i percettori di Naspi che hanno esercitato come ultima occupazione attività di lavoro domestico sono tenuti alla frequenza di corsi di assistenza familiare, che vengono integrati nel Patto personalizzato di servizio". In caso di assunzione di disoccupati per assistere persone con disabilità viene riconosciuta una copertura figurativa dei contributi, per un valore corrispondente alle rate di Naspi a cui il lavoratore avrebbe avuto diritto se fosse rimasto disoccupato.

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