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Rider, salario giusto, bonus giovani e donne: decreto 1 maggio in arrivo con le misure per il Lavoro

Nel decreto Primo Maggio, atteso oggi in Consiglio dei ministri con l’obiettivo di aumentare l’occupazione, c’è il prolungamento di alcune misure, Bonus giovani, bonus donne e bonus Zes, confermando i sostegni fino al 31 dicembre. Previsti anche rinnovi contrattuali e individuazione dei criteri per un giusto salario.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il governo lima in queste ore il decreto 1 maggio, con le misure per il lavoro. Il Consiglio dei ministri di oggi, previsto alla ore 17, dovrebbe esaminare la bozza del testo, composta da 26 articoli: il provvedimento si concentra sul salario giusto, prevedendo incentivi alle aziende che lo applicano. Previsto anche il via libera al Piano Casa, con 100mila alloggi per le categorie fragili, insieme alla possibile proroga dello sconto sulle accise dei carburanti che scade il 1 maggio, due misure che però dovrebbero approdare in Cdm giovedì.

La bozza del decreto Lavoro contiene anche la proroga fino a fine anno dei bonus (in scadenza il 30 aprile) per le assunzioni dei giovani under 35, di donne lavoratrici svantaggiate e nell'area Zes. Le misure attualmente in scadenza il 30 aprile prevedono uno sgravio contributivo di 500 euro mensili, che sale a 650 euro per le assunzioni nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria. Le risorse a disposizione per questa proroga ammonterebbero a circa 500 milioni di euro.

Altra novità riguarda le tutele per i rider: l'accesso alla piattaforma digitale può avvenire con Spid, Carta di identità elettronica (Cie), Carta nazionale dei servizi (Cns) oppure con un account rilasciato dalla stessa piattaforma con un sistema di autentificazione a più fattori.

La bozza del decreto 1 maggio: incentivi per il "salario giusto"

Il governo esaminerà oggi il decreto Lavoro, che include incentivi all'occupazione solo per le aziende che applicano il "salario giusto", e cioè il "trattamento economico complessivo definito dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale". Lo specifica l'articolo 7 della bozza del testo. Il governo ha deciso così di non esercitare la delega, scaduta il 18 aprile, mentre le parti sociali stanno portando avanti un confronto con l'obiettivo di arrivare ad un accordo sulla rappresentanza e contro i contratti pirata.

L'accesso ai benefici previsti dal decreto "è consentito in caso di trattamento economico individuale corrisposto non inferiore a quello complessivo", mentre per i settori non coperti da contrattazione collettiva, il trattamento economico complessivo – si legge ancora – "non può essere inferiore a quello previsto dal contratto collettivo nazionale, stipulato dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, il cui ambito di applicazione sia maggiormente connesso all'attività effettivamente esercitata dal datore di lavoro, tenuto conto del settore e della categoria produttivi di riferimento nonché dell'attività principale o prevalente esercitata, e della dimensione e della natura giuridica del datore di lavoro".

Bonus giovani per aumentare l'occupazione

Al fine di incrementare l'occupazione giovanile stabile, ai datori di lavoro privati che dal primo gennaio 2026 e fino al 31 dicembre 2026 assumono personale non dirigenziale con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato è riconosciuto, per un periodo massimo di ventiquattro mesi, "l'esonero dal versamento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati, nella misura del 100 per cento, con esclusione dei premi e contributi dovuti all'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail), nel limite massimo di importo pari a 500 euro su base mensile per ciascun lavoratore e comunque nei limiti della spesa autorizzata", ma "resta ferma l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche". Lo dice l'articolo 3 della bozza del decreto. L'esonero spetta con riferimento ai soggetti che, alla data dell'assunzione incentivata, "non hanno compiuto il trentacinquesimo anno di età e sono privi da almeno 24 mesi di impiego regolarmente retribuito ovvero sono privi da almeno 12 mesi di impiego regolarmente retribuito" e appartengono alla "definizione di ‘lavoratore svantaggiato'", si legge ancora.

Bonus donne: cosa dice il testo del decreto 1 maggio

Per favorire le pari opportunità nel mercato del lavoro per le lavoratrici svantaggiate, anche nell'ambito della Zona economica speciale per il Mezzogiorno – Zes unica, "ai datori di lavoro privati che dal primo gennaio 2026 al 31 dicembre 2026 assumono, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, donne di qualsiasi età, ovunque residenti, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi ovvero prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno dodici mesi e che appartengono ad una delle categorie di cui alle lettere da b) a g) della definizione di ‘lavoratore svantaggiato'" viene "riconosciuto, per un periodo massimo di ventiquattro mesi, l'esonero dal versamento del 100 per cento dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail), nel limite massimo di importo pari a 650 euro su base mensile per ciascuna lavoratrice e comunque nei limiti della spesa autorizzata ai sensi del comma 8 e nel rispetto delle procedure, dei vincoli territoriali e dei criteri di ammissibilità previsti dal Programma nazionale giovani, donne e lavoro 2021 – 2027. Resta ferma l'aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche". È quanto si legge all'articolo 2 della bozza del provvedimento. Il beneficio "è riconosciuto nel limite massimo di importo pari a 800 euro su base mensile se la lavoratrice" è "residente nelle regioni della Zes unica per il Mezzogiorno, ammissibili ai finanziamenti nell'ambito dei fondi strutturali dell'Unione europea", si legge ancora.

Le misure per i rider nel decreto Primo Maggio

Nella bozza del testo, una parte è dedicata al rafforzamento di tutela per i ciclo fattorini delle piattaforme digitali. Per i rider l'accesso alla piattaforma digitale può avvenire con Spid, Carta di identità elettronica (Cie), Carta nazionale dei servizi (Cns) oppure con un account rilasciato dalla stessa piattaforma con un sistema di autentificazione a più fattori. La piattaforma – si legge ancora nella bozza del testo – non può rilasciare più di un account per ogni singolo codice fiscale, né commissionare prestazioni temporalmente inconciliabili allo stesso lavoratore. La violazione comporta una sanzione che nella bozza resta da quantificare.

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