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Decreto Primo maggio, le ipotesi del governo Meloni: bonus giovani under 35, sostegni ai rider e Zes

Il governo Meloni sta studiando le misure che potrebbero entrare nel decreto Primo maggio, che dovrebbe essere approvato dal Cdm del prossimo 30 aprile. Sul tavolo diversi interventi, da quello sui rider alla proroga del bonus giovani per le assunzioni degli under 35.
A cura di Annalisa Cangemi
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Il governo è al lavoro sul decreto 1 maggio, di cui la presidente del Consiglio Meloni ha parlato anche durante l'informativa alle Camere della scorsa settimana. Fino a ieri si sono susseguiti incontri, in preparazione del provvedimento, che come negli passati verrà licenziato in occasione della festa del Primo maggio, e che potrebbe contenere una proroga del bonus giovani, misure per i rider e interventi su taglio accise e Piano Casa.

Il provvedimento, "attualmente in fase di messa a punto, si inserisce nel quadro delle iniziative del Governo volte a rafforzare le politiche attive del lavoro", ganno fatto sapere dall'esecutivo. Ieri sera c'è stato un incontro presieduto dalla presidente del Consiglio, al quale hanno partecipato i vicepresidenti del Consiglio, Antonio Tajani e Matteo Salvini (entrambi in videocollegamento) i ministri Marina Calderone e Tommaso Foti, i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, il sottosegretario con delega al Sud Luigi Sbarra, il consigliere per i Rapporti con le parti sociali Stefano Caldoro e rappresentanti tecnici del Mef. In particolare, l'incontro è stato dedicato a fare il punto sulle misure in fase di elaborazione, "con l'obiettivo di rafforzare le politiche per l'occupazione e contrastare il fenomeno del lavoro povero". Vediamo quali sono le misure in programma.

Il decreto primo maggio: le risorse sul tavolo e la norma sui rider

Partiamo dalle risorse a disposizione. Per il decreto sul lavoro povero, secondo quanto si apprende, sarebbero stati reperiti per ora almeno 400 milioni di euro, con l'obiettivo di arrivare probabilmente a 500, e finanziare le misure che verranno inserite nel testo.

L'obiettivo nell'esecutivo, riferiscono fonti informate sul dossier, sarebbe quella di poter arrivare fino ad 1 miliardo. Si valutano misure specifiche a sostegno dei rider, tra le categorie più fragili rispetto al dumping salariale dei contratti pirata, tema di cui si è parlato anche durante il vertice di ieri. Una delle ipotesi è quella di agganciare i rider alla contrattazione collettiva.

Le misure nel decreto primo maggio: incentivi sui contratti per under 35 e bonus Zes

L'intenzione del governo comunque è quella di realizzare un intervento sui bassi salari tra sostegno alla contrattazione e incentivi all'occupazione, soprattutto per donne e giovani, secondo quanto apprende l'AGI da fonti vicine al dossier.

Al momento l'esecutivo starebbe lavorando su diverse ipotesi: un testo unico o più probabilmente un decreto legge. La delega scade il 18 aprile, e secondo quanto scrive la Repubblica oggi, rimarrà probabilmente inattuata, e le norme sul salario potrebbero essere rimandate. Si tratterebbe dell'attuazione della delega di settembre scorso sulla retribuzione giusta ed equa e sulla contrattazione collettiva, con un richiamo all'articolo 51 del Jobs act sui contratti firmati dalle sigle comparativamente più rappresentative. L'obiettivo del governo resta comunque quello di innalzare il livello dei salari tramite la contrattazione, ma si dovrà attendere l'estate. Lunedì 20 aprile sarebbe in programma una nuova riunione per limare il testo e vagliare le risorse a disposizione. Non si esclude un possibile incontro con le parti sociali. E poi un nuovo vertice prima del Cdm che dovrebbe svolgersi presumibilmente il 30 aprile.

Tra le possibili misure che sarebbero allo studio: incentivi sui contratti, defiscalizzazione delle attività di secondo livello. E poi interventi su produttività, welfare e straordinari. Secondo quanto scrive la Repubblica dovrebbe esserci la proroga di almeno otto mesi sia del bonus giovani che del bonus Zes per il Meridione (entrambi scadono il 30 aprile). Nel primo caso parliamo dell'esonero dei contributi previdenziali previsti per i datori di lavoro privati che assumono dipendenti under 35, che non hanno mai avuto un contratto a tempo indeterminato. Lo sgravio contributivo per l'azienda è totale , se l'assunzione genera un incremento occupazionale netto (il numero totale dei dipendenti deve aumentare rispetto alla media dell'anno precedente), e del 70% se il numero complessivo dei dipendenti invece non aumenta. L'agevolazione, attiva nel 2025, è stata rinnovata nel decreto Milleproroghe solo per 4 mesi: senza una proroga quindi non sarebbe più possibile usufruirne dopo il 30 aprile.

Nel secondo caso, si tratta di un incentivo rivolto alle imprese del Mezzogiorno che assumono a tempo indeterminato lavoratori con più di 35 anni, disoccupati da lungo tempo. Il bonus prevede un esonero completo dal pagamento dei contributi previdenziali (esclusi i premi Inail) per un periodo di due anni, con un limite massimo di 650 euro al mese.

In programma anche un rafforzamento delle misure per le lavoratrici. E potrebbero esserci anche altri interventi, dal Piano Casa al taglio delle accise sui carburanti, che dovrebbe essere prolungato.

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