La destra ci riprova: la norma di Lega e FI contro i lavoratori sottopagati nel decreto Primo maggio

Il centrodestra ci riprova. Tra gli emendamenti al decreto Primo maggio ce ne sono tre identici di Lega e Forza Italia che ripropongono la norma salva-imprenditori nel caso dei lavoratori sottopagati. La proposta, leggermente modificata rispetto alle versioni finite in manovra e in vari decreti del governo (poi stralciate), consiste in uno scudo per i datori di lavoro che sfruttano i loro dipendenti: dovranno pagare un eventuale risarcimento solo una volta avviata la causa.
Gli emendamenti in questione sono tra quelli che hanno superato la tagliola della commissione Lavoro della Camera. Nello specifico, si prevede che "nei confronti dei datori di lavoro che applicano il trattamento economico complessivo previsto dai contratti collettivi l'eventuale rideterminazione giudiziale della retribuzione ha efficacia esclusivamente per il periodo successivo alla proposizione della domanda avente ad oggetto l'accertamento della non conformità ai principi dell'articolo 36 della Costituzione (ovvero il diritto ad una retribuzione proporzionata, ndr.)".
In parole più semplici, nelle cause che riguardano lavoratori sottopagati, in caso di condanna, l'imprenditore dovrà risarcire le differenze retributive solo a partire dall'avvio della causa.
Una norma simile era già stata inserita nell'ultima manovra per poi essere ritirata a causa delle polemiche seguite. In quel caso si scudava il datore di lavoro dalla condanna se nei confronti del dipendente sottopagato aveva comunque applicato lo standard retributivo previsto dal contratto collettivo. Ancora prima la norma era stata inserita nel decreto Ilva, l'estate scorsa, anch'essa stralciata.
Un altro tentativo era stato fatto qualche mese fa con il decreto Pnrr. Pure in quell'occasione, dopo la pioggia di critiche da parte di opposizioni e sindacati, lo scudo era saltato.
La maggioranza, evidentemente non intenzionata a cedere, ha tentato di rinfilare la norma nel provvedimento varato per la Festa dei lavoratori. Secondo i deputati del M5S in commissione Lavoro Davide Aiello e Riccardo Tucci, si tratta di "un fatto grave e inaccettabile: si tratta, difatti, dell'ennesimo tentativo della destra di introdurre una misura che assesta un colpo ferale ai diritti dei lavoratori sottopagati, indebolendo ulteriormente le tutele contro sfruttamento e precarietà", hanno affermato. "Parliamo di una norma che era già stata fermata dal Colle durante l'esame dell'ultima Manovra e che viene riproposta ostinatamente, provvedimento dopo provvedimento, ignorando rilievi e criticità evidenti. Auspichiamo che venga dichiarata inammissibile. In caso contrario, daremo battaglia in Parlamento con tutti gli strumenti a disposizione affinché venga respinta".
Per il leader di Avs, Nicola Fratoianni "la destra se ne inventa sempre una nuova per colpire i lavoratori e salvare gli imprenditori disonesti". "In questo caso specifico peraltro è da mesi che Lega e Forza Italia cercano di inserire una norma per impedire ai lavoratori sottopagati di chiedere risarcimenti per tutti i mesi di lavoro svolti prima della denuncia. In pratica, se dopo anni di sfruttamento decidi di denunciare, vedrai solo i soldi dei mesi successivi alla denuncia. Un salvacondotto per chi fa soldi sulla pelle dei lavoratori", ha rimarcato. "Meloni in tutto ciò non ha niente da dire? Chiediamo che palazzo Chigi si assuma le proprie responsabilità di fronte a questa vera e propria truffa E le associazioni degli imprenditori, da Confindustria alle associazioni che rappresentano i piccoli imprenditori e gli artigiani, resteranno in silenzio o difenderanno i loro associati che rispettano la legge e lavorano onestamente? Questo è l'ennesimo schiaffo della destra al governo contro chi lavora e contro gli imprenditori onesti. Non bisogna permettergli di farla franca con questa vergogna", ha concluso.