Gennaro Cassese, il carabiniere che interrogò Sempio nel 2008: “Farei le stesse cose. Il malore non lo ricordo”

“Io non cambierei nulla di quell'interrogatorio ad Andrea Sempio. L'unica cosa che farei è inserire l'orario della sospensione, perché quello va messo". Al Tg1 è intervenuto questa sera Gennaro Cassese, ovvero l’ex comandante dei Carabinieri di Vigevano che il 4 ottobre 2008 interrogò l’uomo che per la Procura di Pavia ha ucciso Chiara Poggi il 13 agosto 2007 a Garlasco.
Nel 2008, Sempio fu ascoltato da Cassese in qualità di testimone. E chiese di andare a casa per recuperare quel famoso scontrino che poi sarebbe diventato il suo alibi per il giorno del delitto, ma nel verbale non c'è traccia. Uno scontrino, lo ricordiamo, che per chi indaga oggi non apparterrebbe neppure ad Andrea Sempio, ma forse a sua madre, che a sua volta venne ascoltata da Cassese pochi giorni dopo il figlio.
A Cassese verrebbe anche contestato di non aver riferito, quando è stato sentito lo scorso anno nella nuova indagine su Garlasco, del malore che Sempio accusò durante l'interrogatorio del 2008. L’amico di Marco Poggi avrebbe avuto uno svenimento durante l'interrogatorio tanto da essere soccorso dal 118, ma nel rapporto non ci sarebbe traccia di nulla. "Io non ricordo se allora si sentì male, se arrivò un'ambulanza, se ci fu un'interruzione. Sinceramente non lo ricordo", ha spiegato ancora Cassese. Per gli inquirenti attuali è difficile comprendere come possa aver rimosso un episodio così particolare.
Nell’intervista al Tg1 il colonnello ha anche aggiunto che per il momento non ha ricevuto alcun avviso di garanzia. "Non posso escludere che il mio nome si stato iscritto nel registro degli indagati, ma a me non è arrivato nulla", ha spiegato. L'ufficiale dell’Arma non accetta però le critiche di chi contesta agli investigatori del 2007 di aver concentrato le indagini solo su Alberto Stasi, poi condannato in via definitiva per l’omicidio della fidanzata.
"Come si fa a sostenere una tesi del genere? All'epoca sentimmo persone anche a Varese e in Puglia, solo per fare un esempio. Abbiamo raccolto sommarie informazioni da più di 300 persone. Certo, gli accertamenti scientifici dell'epoca conducevano a Stasi. Si potrà forse sostenere che sono stati commessi degli errori, ma ci siamo sempre comportati con buon senso e onestà intellettuale. Oggi il quadro investigativo può essere mutato, anche in conseguenza delle nuove conoscenze scientifiche: ma questa è un'altra storia", ha spiegato.
In seguito alla chiusura delle indagini su Sempio il militare oggi in pensione è finito, come anche altri protagonisti dell’epoca del delitto, di nuovo sotto i riflettori: secondo i magistrati di Pavia sarebbero state tralasciate piste che oggi invece porterebbero a una ricostruzione diversa del delitto di Garlasco e scagionerebbero colui che invece è stato condannato.