
Il procuratore di Pavia Fabio Napoleone ha ascoltato Alberto Stasi, condannato in via definitiva per il delitto della fidanzata Chiara Poggi a Garlasco. È stato ascoltato il 20 maggio 2025 sui rapporti con Andrea Sempio, al momento indagato per omicidio aggravato dai motivi abietti. Stasi ha raccontato ai pm di non sapere delle presunte avance di Sempio alla fidanzata, né delle chiamate che lui aveva effettuato a casa mentre lei era da sola. Nelle dichiarazioni rilasciate il 20 maggio 2025 chiarisce anche la questione della circolazione dei video intimi che lo ritrarrebbero con Chiara. Secondo i pm, il 13 agosto 2007 sarebbe stato Sempio, e non Stasi, a uccidere Chiara, e tra i motivi ci sarebbe stato un interesse sessuale e la visione di quei video intimi.
Nuove analisi sul sangue nella cantina della villetta: tracce sulle scale
Per la nuova Bloodstain Pattern Analysis, l'analisi delle macchie di sangue presenti sulla scena del crimine, in diversi punti ci sarebbero alcune tracce a "forma di ‘C' rovesciata, con gli angoli squadrati". Queste tracce, secondo quanto riportato dal Corriere, sarebbero compatibili con l'arma del delitto e il gesto di posarla a terra. Chiara Poggi sarebbe stata aggredita al piano terra e solo dopo colpita e uccisa sulle scale della cantina. A dare nuovi elementi potrebbe essere anche la macchia trovata all'ingresso che sembra lo stampo insanguinato di una mano. Un indizio che per chi gli investigatori porterebbe direttamente all'assassino. Sono alcune delle novità raccolte dal Ris di Cagliari nell'ambito delle indagini del Nucleo Investigativo di Milano che da mesi è tornato a indagare sul delitto. Il sangue aveva già fornito indicazioni attraverso l'analisi della traccia palmare 33 trovata sulla parete destra della scala interna della villetta di Garlasco che secondo gli inquirenti sarebbe di Andrea Sempio.
Il video con la ricostruzione della scena del crimine con l'avatar di Andrea Sempio
La villetta di Garlasco in cui il 13 agosto 2007 è morta Chiara Poggi è al centro di una nuova ricostruzione 3d. In particolare, le scale che conducono alla cantina su cui fu trovato il corpo della giovane è stato oggetto della consulenza Simone Tiddia agli atti della Procura di Pavia. L'ingegnere ha realizzato la ricostruzione collocando Andrea Sempio, attualmente indagato per omicidio aggravato, per dedurre la possibile corrispondenza con le tracce lasciate sulla scena. Secondo le conclusioni, dal punto di vista metrico, ci sarebbe corrispondenza tra la mano destra dell'avatar di Sempio con la traccia 33 presente sulla scena.
Alberto Stasi ai pm: "Chiara non mi ha mai parlato di Sempio"
Alberto Stasi non aveva mai sentito Chiara Poggi parlare di Andrea Sempio, né era a conoscenza di avance di lui rivolte alla ragazza. L'uomo, unico condannato in via definitiva per l'omicidio della fidanzata, ha sottolineato che lei non gli aveva mai parlato di Sempio o delle chiamate che il ragazzo avrebbe effettuato a casa. Lo ha dichiarato lo stesso Stasi ai pm di Pavia già il 20 maggio 2025, come riportano Corriere e Repubblica. Non avrebbe saputo niente degli approcci che secondo gli inquirenti sarebbero stati tentati nei giorni prima del delitto, e sul perché non lo avesse fatto risponde: "Ragionando in termini ipotetici, credo sarebbe dipeso da altri fattori: se in quel momento l'avesse ritenuto importante, se non era distratta da altre cose". Conferma invece che Marco Poggi sapeva dei video intimi ma esclude che la ragazza se ne fosse accorta. L'esistenza di quelle immagini era già stata ipotizzata dagli inquirenti come possibile movente dell'omicidio a carico di Stasi. All'epoca, ipotizzarono che Poggi avesse scoperto la diffusione di quelle immagini a persone estranee alla coppia o che si fosse opposta a nuove richieste di realizzare filmati analoghi da parte di Stasi. Secondo le recenti ricostruzioni, invece, quei "video intimi e amatoriali" condivisi da Alberto Stasi e Chiara Poggi sarebbero finiti nelle mani di Andrea Sempio senza passare per l'allora fidanzato della vittima. Nelle ricostruzioni dei Carabinieri di Milano, i video sarebbero stati inviati da Stasi a Poggi il 17 settembre del 2006. Dalle chat di quel giorno si legge che uno di questi, troppo pesante per essere trasferito, Alberto lo avrebbe consegnato alla fidanzata attraverso un cd. Il 2 giugno, Chiara avrebbe caricato sulla sua pendrive dal pc di Stasi, due dei tre video oggetto delle conversazioni. La notte tra il 28 e 29 aprile 2007 sarebbe stato registrato un altro video denominato e il primo maggio dello stesso anno la vittima avrebbe creato un file zip sul suo pc nella cartella chiamata "albert". A questo punto siamo quattro mesi prima delitto. Tutti i file hanno nomi che non lasciano intendere si potesse trattare di filmati intimi, eppure, ascoltato dai Carabinieri, Marco Poggi ammette di essere stato a conoscenza del fatto che Alberto e Chiara si fossero scambiati video su Msn relativi alla loro intimità. Intuizione che poi stata confermata esplicitamente da Stasi a Sempio dopo la morte della ragazza, quando i due si sono incontrati al cimitero a seguito dei funerali. Informazioni che se erano a conoscenza del fratello di Chiara prima del delitto, lo erano anche di Sempio, e anzi, l'indagato sarebbe riuscito a vederli proprio grazie all'amico. "Questa operazione era possibile o con la presenza di Marco Poggi, le cui dichiarazioni sul tema appaiono incongruenti sul come fosse venuto a conoscenza di quei video e se ne avesse avuto accesso, oppure autonomamente agendo di nascosto da Marco Poggi e approfittando dell'accesso al pc o della pendrive", si legge nelle carte dell'indagine. Al momento, Stasi è l'unico condannato, in via definitiva, a 16 anni di reclusione per l'omicidio volontario di Chiara Poggi. Andrea Sempio invece è indagato per omicidio con l'aggravante della crudeltà e potrebbe presto arrivare a processo. Una situazione paradossale che vede un condannato e un indagato per il medesimo omicidio. E in entrambe le inchieste c'entrano i video intimi.
