
La prima serata del Festival di Sanremo 2026 si è conclusa con l'annuncio della classifica provvisoria. Durante la serata, l'omaggio a Pippo Baudo e a Peppe Vessicchio sul palco poi è arrivata Gianna Pratesi, 105 anni, una delle prime donne a votare in Italia nel 1946. Sul palco con Carlo Conti Laura Pausini, co-conduttrice per tutte e cinque le serata, e Can Yama. Applausi e standing ovation per il super ospite Tiziano Ferro che ha festeggiato i 25 anni di Xdono, poi il pubblico ha ballato con Max Pezzali dalla nave Costa Toscana, infine l'incontro tra i due Sandokan Kabir Bedi e Can Yaman.
Sanremo 2026 corre: puntata in anticipo di un quarto d'ora
Una notizia che farà felice chi sta seguendo il Festival dal divano di casa con la sveglia puntata. La prima serata di Sanremo 2026 viaggia con circa un quarto d'ora di anticipo sulla tabella di marcia — il che significa che la chiusura prevista all'1.44 potrebbe scivolare intorno all'1.30, forse anche prima.
Serena Brancale e "Qui con me": scoppia in lacrime per la madre

Serena Brancale sale sul palco dell'Ariston e canta sua madre. La canta senza veli, senza metafore di protezione, con quella nudità emotiva che o si ha il coraggio di portare su un palco o non si porta affatto. La canzone racconta la perdita nel modo più diretto possibile — non il lutto come concetto astratto, ma il dettaglio preciso e insostituibile di una persona: le mani, il modo di mettere amore nelle cose, la somiglianza fisica che diventa specchio e memoria insieme.
Alla fine è standing ovation. E la cantante scoppia in lacrime.

Max Pezzali scatena la festa dalla Costa Toscana: medley e Disco Inferno

Il collegamento con la nave Costa Toscana poteva essere il momento di pausa della serata. Invece diventa uno dei picchi di energia più alti fin qui.
Max Pezzali attacca con "Sei un mito", passa per "Nella notte" e "La regina del Celebrità", e il medley funziona esattamente come deve funzionare un medley di Max Pezzali — ogni pezzo è un innesco, ogni ritornello è una macchina del tempo che riporta a qualcosa. La platea della Costa Toscana è già scatenata, ma anche l'Ariston si muove.
Poi arriva Disco Inferno. E lì è festa piena, senza se e senza ma.
Carlo Conti alla fine del pezzo di Ermal Meta: "Che questi fiori non siano per le tombe dei bambini"

Un pensiero di Carlo Conti che si attacca all'esibizione di Ermal Meta al momento della consegna dei fiori: "Che questi non siano per le tombe dei bambini".
Ermal Meta e "Stella stellina": applausi per un habitué dell'Ariston

Ermal Meta conosce questo palco, e si vede. "Stella stellina" arriva con quella solidità che contraddistingue un artista che non ha nulla da dimostrare — solo una canzone da cantare, e la canta bene.
Fedez e Masini: "Male necessario" è la canzone della serata

Ci sono momenti in cui il Festival smette di essere uno show e diventa qualcos'altro. Questo è uno di quelli.
Fedez e Marco Masini salgono sul palco con "Male necessario" e costruiscono qualcosa che nessuno dei due avrebbe potuto fare da solo. Da un lato Masini, la voce e il peso di una carriera intera, uno che il dolore lo ha sempre cantato senza sconti. Dall'altro Fedez, che in questo periodo ha materiale autobiografico sufficiente per riempire un disco intero — e si sente, si sente eccome.
La canzone parla di padri e figli, di fragilità che si tramandano, di toccare il fondo in una stanza d'albergo e dover ricominciare da lì. Parla di ego e di alibi, di giudizi facili e mostri che non stanno solo sotto al letto. È scritta con una franchezza che fa male nel modo giusto — quella rara onestà che non cerca la commozione ma la ottiene lo stesso, per forza di cose.
Il verso che fotografa tutto è brutale nella sua semplicità: Fedez canta di essere "come un latitante a un passo dall'arresto" che non ha più bisogno di scappare. Per chi ha seguito la sua storia recente, è impossibile non cogliere il peso specifico di quelle parole.
L'Ariston si alza. Standing ovation piena, meritata, inevitabile.
"Male necessario" è la canzone della prima serata. Punto.
Levante incanta con "Sei tu"

Levante sale sul palco e l'Ariston ammutolisce nel modo giusto. "Sei tu" è una canzone che le calza addosso come se fosse stata scritta per questo momento preciso, su questo palco preciso, davanti a questa platea precisa.
Vincenzo De Lucia imita Laura Pausini: "Non sono permalosa, ma i miei hater sono degli sfigati"

Arrivo a sorpresa per Vincenzo De Lucia, in un breve intermezzo, imitando Laura Pausini:
Io sono sempre la stessa di sempre. Non sono permalosa, volevo dire ai miei haters che sono dei sfigati. Non sono permalosa, frequento ancora tutte le persone delle mie origini, nonostante loro non abbiano vinto un Grammy.
De Lucia ha poi lasciato il pubblico urlando "yo la tengo como todas", citando l'ormai famoso momento relativo alla cantante.

Fulminacci canta "Stupida sfortuna": eleganza in doppio petto

Fulminacci sceglie il doppio petto per la prima serata del Festival e già questo dice qualcosa. C'è una certa consapevolezza nel look, la stessa che si ritrova nella musica: un artista che sa esattamente come vuole presentarsi, senza lasciare nulla al caso.
Carlo Conti e la gaffe sulla presentazione di Gaia, sbaglia il titolo della canzone
A metà serata arriva il momento dell'esibizione dal Suzuki Stage, il palco installato a piazza Castello, la piazza a due passi dal teatro Ariston. Per questa prima puntata a esibirsi c'è Gaia, che porta la sua "Chiamo io, chiami tu". Ma non per Carlo Conti, che nel presentarla sbaglia il titolo della canzone: "Chiamo io, chiama lui". È una serata che va così, tra piccole gaffe e qualche pronuncia sbagliata.
J-Ax porta il country all'Ariston: banjo, violini e cheerleader per "Italia Starter Pack"

Nessuno come J-Ax sa ribaltare le aspettative. L'ex frontman degli Articolo 31 arriva all'Ariston con un arsenale improbabile — un violinista, un suonatore di banjo, e un plotone di cheerleader con i pon pon — e lo trasforma in qualcosa di sorprendentemente coerente.
"Italia Starter Pack" è una ballata country, ma filtrata attraverso una sensibilità tutta italiana. Non Nashville, non imitazione: è il tentativo — riuscito — di prendere un genere lontanissimo dalla tradizione sanremese e farlo parlare in dialetto. Il banjo sull'Ariston è una cosa che non si vedeva, probabilmente mai.
J-Ax ci crede, e quando un artista ci crede davvero sul palco si vede. Il pubblico segue, divertito e incuriosito. Non è la serata più ortodossa del Festival, ma Sanremo ha bisogno anche di chi arriva con il banjo.
Raf canta "Ora e per sempre": una voce che non invecchia

Raf sale sul palco dell'Ariston e il tempo fa una cosa strana — si ferma. "Ora e per sempre" è un titolo che sembra scritto apposta per un artista che appartiene alla storia della musica italiana, uno di quelli che non ha bisogno di presentazioni né di hype social per farsi ascoltare.
Tredici Pietro all'Ariston: papà Gianni Morandi lo saluta con una foto emozionante di lui da bambino

Prima ancora che Pietro Morandi — in arte Tredici Pietro — salga sul palco dell'Ariston, suo padre ha già detto tutto quello che c'era da dire.
Gianni Morandi ha pubblicato su X una foto in bianco e nero: lui giovane, con il figlio piccolo sulle spalle. E sotto, parole semplici come sanno essere solo quelle vere: "Riguardo questa foto e mi sembra ieri: tu sulle mie spalle, piccolo, con il mondo davanti agli occhi. Stasera salirai sul palco di Sanremo. X tutti sei 13Pietro. x noi resti il nostro bambino. Comunque andrà, sarà un orgoglio vederti lì. Ti vogliamo bene. Mamma e Papà."
Una delle famiglie più amate della musica italiana, stasera, si ritrova su quel palco per la seconda generazione. Gianni Morandi ha calcato l'Ariston decine di volte. Adesso tocca a Pietro.
Il cerchio si chiude — o forse, più precisamente, ricomincia.
Tiziano Ferro riprende l'Ariston: sette minuti e vent'anni di storia

Quando sale Tiziano Ferro, l'Ariston cambia temperatura.
Inizia a cappella — niente orchestra, niente arrangiamento, solo la voce. "Ti scatterò una foto" parte così, nuda, e già nei primi secondi si capisce che questa è una di quelle performance che si ricordano. Poi l'orchestra entra, e il medley prende forma: "La differenza tra me e te", "Lo Stadio", "Perdono". Sette minuti che attraversano vent'anni di carriera e altrettanti di emozioni collettive.
Sono canzoni che gli italiani conoscono a memoria — non perché le hanno studiate, ma perché ci sono cresciuti dentro. Ferro non ha bisogno di effetti speciali né di scenografie elaborate. Ha le canzoni, ha la voce, ha il rapporto con questo pubblico che è qualcosa di difficile da spiegare a chi non lo ha mai visto dal vivo. L'Ariston è suo per sette minuti. E si vede.
Samuray Jay fa il suo esordio a Sanremo con Ossessione

È il turno di Samurai Jay che fa il suo esordio al Festival di Sanremo con il brano "Ossessione".
Dargen D'Amico fermato dallo stesso tecnico: era successo già due anni fa

Dargen D'Amico che entra prima di essere annunciato sembra essere una costante. Era già accaduto nel 2024 ed era stato lo stesso tecnico a fermarlo giusto in tempo.
A questo punto viene il dubbio: è una gaffe che si ripete, o è diventato un rito scaramantico? Oppure è tutto fieno in cascina per il FantaSanremo?
Patty Pravo: "Opera" e applausi a scena aperta per un'eternità

Patty Pravo sbarca a Sanremo ancora una volta con il brano "Opera" e arriva con quella presenza scenica che non si insegna e non si costruisce, si ha o non si ha. Lei ce l'ha da sessant'anni. Il pubblico non aspetta la fine. Gli applausi partono a scena aperta, mentre la canzone è ancora in corso.
Eterna è la parola giusta. E stasera lo dimostra ancora una volta.
Tommaso Paradiso canta I romantici: ingresso con mezzo scivolo, canzone da manuale
L'ingresso non è dei più regali — un piccolo scivolone sul palco dell'Ariston, leggerissimo, quasi impercettibile, ma abbastanza da far trattenere il fiato per un secondo. Poi Tommaso Paradiso si raddrizza, prende il microfono, e tutto il resto passa in secondo piano.
"I Romantici" è una ballata italiana nel senso più nobile del termine. Si sente Lucio Dalla, si sente Venditti, si sente tutta quella tradizione cantautorale che ha raccontato questo paese meglio di qualsiasi cronaca. Niente anglicismi, niente produzioni ibride che guardano oltreoceano: è un pezzo costruito con la lingua italiana come strumento principale, e si vede — anzi, si sente.
Il clamoroso refuso della Rai durante il momento dedicato a Gianna Pratesi: "Repubblica!"

Un momento istituzionale, solenne, dedicato a Gianna Pratesi — 105 anni, testimone vivente del primo voto delle donne il 2 giugno 1946. Sullo schermo le immagini in bianco e nero di quell'Italia che festeggiava la nascita della Repubblica, Carlo Conti inginocchiato accanto a lei, il pubblico in silenzio reverenziale.
E sul ledwall dell'Ariston, in caratteri cubitali visibili da tutta Italia: "Repupplica".
Non "Repubblica". "Repupplica" — con una P di troppo che trasforma uno dei momenti più toccanti della serata in un refuso che farà il giro dei social nel giro di minuti. La Rai celebra gli 80 anni della Repubblica italiana con un errore di battitura sulla parola "Repubblica".
Difficile immaginare una gaffe più clamorosa, nel momento meno adatto della serata.
Sayf svela come si pronuncia il suo nome: ecco cosa ha detto a Radio2

Ma quindi come si pronuncia Sayf o Safe? Ospite di RaiRadio2 da Ema Stockholma e Gino Castaldo, il cantante svela l'arcano: "Per me puoi chiamarmi come vuoi, io mi chiamo Adam, ma trovo giusto Sayf".
Luché canta Labirinto al suo esordio all'Ariston

Primo Festival di Sanremo per Luchè, storico membro dei Co'Sang, uno dei nomi più rispettati del rap napoletano. "Labirinto" è una canzone costruita in crescendo — parte sommessa, si stratifica, cerca il momento in cui esplodere.
Arisa porta a casa la prima standing ovation della serata

"Magica Favola" funziona. Funziona eccome.
Arisa sale sul palco e fa quello che sa fare meglio: sparisce dentro la canzone. La voce è quella — potente, viscerale, capace di passare dal sussurro all'esplosione senza preavviso. Lei è bellissima, la performance è Arisa in purezza, senza filtri né costruzioni inutili.
L'Ariston si alza. Prima standing ovation della serata, meritatissima.
E lei, con quel tempismo da artista consumata, saluta la platea in piedi con tre parole che valgono più di qualsiasi dichiarazione d'artista: "Grazie dell'amore, ciao mamma!"
Il pubblico scioglie anche quel poco che restava da sciogliere. Arisa è già tra le candidate a far parlare di sé questa settimana.
Can Yaman debutta come conduttore e annuncia Arisa

Il siparietto con Carlo Conti e Laura Pausini sulle canzoni turche — giusto il tempo di rompere il ghiaccio — e poi Can Yaman si guadagna il suo primo annuncio ufficiale della serata. Il nome è quello di Arisa, che porta in gara "Magica Favola".
L'attore turco, attesissimo questa sera, sembra a suo agio sul palco dell'Ariston. Il pubblico lo accoglie con calore — prevedibile, considerata la fanbase — e lui ricambia con la sicurezza di chi è abituato alle telecamere, anche se non quelle di Sanremo.
Arisa dal canto suo sa come usare un palco. "Magica Favola" è il banco di prova: vedremo se la magia regge.
L'omaggio a Peppe Vessicchio, ma la figlia a Fanpage ha protestato: "Non sono seduta in prima fila accanto alla figlia di Baudo"

L'omaggio a Peppe Vessicchio dura poco: appena tre minuti ed è un rvm con tutte le partecipazioni più importanti del Maestro d'orchestra scomparso prematuramente.
Ma fuori dall'Ariston, la serata ha già un'ombra.
La figlia esclusa dalla prima fila
Alessia Vessicchio, figlia del Maestro scomparso prematuramente, ha parlato in diretta a Non è la TV, la live YouTube di Fanpage.it, e le sue parole sono difficili da ignorare: "C'è già una certezza: io non sto seduta in prima fila insieme alla figlia di Pippo Baudo. Ma voglio dire: Sanremo non è 50% Baudo e 50% Vessicchio?"
Un ragionamento che fa male proprio per la sua semplicità. Da un lato i figli di Pippo Baudo, ospitati in prima fila in una serata ufficialmente dedicata al conduttore scomparso. Dall'altro Alessia, in platea — o fuori. "Non avete idea dell'amore della gente che sto toccando da due giorni", ha aggiunto. "Dalle persone comuni ai cantanti, ai maestri, agli artisti: sono tutti pieni d'amore nei confronti di mio padre. Lui era Sanremo quanto Pippo: uno alla conduzione e l'altro per la parte musicale. Però in prima fila ci sono solo i figli di Baudo."
Tre minuti di RVM e una sedia vuota. Il Festival ha reso omaggio al Maestro Vessicchio. Ma forse non abbastanza.
Il look di Laura Pausini: una principessa Armani sul palco dell'Ariston

Se c'è una certezza in questa prima serata, è che Laura Pausini ha lasciato il segno anche prima di aprire bocca. Il merito è anche della stylist Monica Serani, che ha costruito con lei ogni look di questo Festival.
Per il debutto, la scelta è caduta su Giorgio Armani — un omaggio doppio, alla moda Made in Italy e allo stilista scomparso lo scorso anno, con cui Pausini ha sempre condiviso un legame speciale. L'abito, creato appositamente per lei dalla collezione Giorgio Armani Privé, è in velluto di seta blu notte: gonna a sirena, bustier con scollo a barca, spalline che scivolano morbide sulle spalle. Niente eccessi, solo una costruzione sartoriale che sa dove vuole arrivare.
Ai piedi, tacchi a spillo Casadei. Al collo, qualcosa che vale più di tutto il resto: la collana Asimmetrico di Pomellato, dalla Collezione 1967, con 78 diamanti e una tanzanite da 55,96 carati taglio irregolare, con quelle sfumature blu-viola che sotto le luci dell'Ariston devono aver fatto perdere la testa a più di qualcuno. Capelli lisci, smokey eyes, sorriso da chi sa esattamente dove si trova.
Gli anni '90 e i completi oversize sono un ricordo lontano. Stasera Pausini è una diva — nel senso più preciso del termine.
Dargen D'Amico sbaglia il tempo ed esce prima che Laura Pausini lo annunci

Altro imprevisto della serata. Stavolta però non è colpa di Laura Pausini. Dargen D'Amico entra in scena prima di essere annunciato e viene quindi richiamato dai tecnici e dagli assistenti di studio. Un momento impercettibile però ripreso dalle telecamere. Dopo questo momento, entra in scena con la sua "Ai Ai". La regia ha fatto in modo di riprendere il momento che potrebbe valere qualche punto bonus al FantaSanremo.

Mara Sattei porta all'Ariston una canzone da Festival con la F maiuscola

Nessuna sorpresa, nessuna provocazione. Mara Sattei sale sul palco con "Le cose che non sai di me" e offre esattamente quello che il titolo promette: un pezzo costruito per Sanremo, nel senso più classico del termine. Melodia riconoscibile, arrangiamento orchestrale, testo che punta dritto alle emozioni.
Elegante nell'abito come nell'interpretazione, Sattei non cerca scorciatoie. È una canzone che potrebbe stare benissimo in qualunque edizione del Festival degli ultimi quarant'anni — e non è necessariamente un difetto. A volte Sanremo vuole anche questo: una voce pulita, una storia da raccontare, il palco dell'Ariston usato per quello che è sempre stato.
Il pubblico in sala apprezza. E si vede.
Laura Pausini e Carlo Conti sbagliano il nome di Sayf e lo pronunciano Safe

Due presentatori, un nome solo. Risultato: zero su due.
Laura Pausini annuncia il terzo artista in gara e lo chiama "Safe" — all'inglese, come se fosse una parola di sicurezza informatica. Succede nell'annuncio, poi si ripete nell'elenco degli autori. Due volte, stessa storpiatura. Sul palco dell'Ariston, davanti a milioni di italiani.
Poi tocca a Carlo Conti passare il microfono all'artista, e anche lui inciampa sulla pronuncia. Sayf — una sola sillaba, non complicatissima — diventa un rebus collettivo per i conduttori di Sanremo 2026.
L'artista, probabilmente, avrà apprezzato l'entusiasmo. Meno la fonetica. Carlo Conti poi dopo si corregge alla fine dell'interpretazione. Ma per Laura Pausini continua a essere "Safe"!
Michele Bravi fa il crooner con "Prima o poi"

Michele Bravi sceglie l'eleganza senza compromessi. "Prima o poi" arriva con movenze felpate, abito impeccabile, una presenza scenica che guarda indietro — non alla trap né al pop contemporaneo, ma ai grandi chansonnier. Il paragone che viene spontaneo è con Charles Aznavour: la stessa compostezza, lo stesso controllo, quella capacità di tenere il palco senza mai alzare la voce sopra il necessario.
In un festival che spesso premia chi urla più forte, Bravi gioca una carta diversa. E per ora funziona.
Ditonellapiaga canta Che Fastidio, è la prima cantante in gara

Ditonellapiaga canta Che Fastidio, è la prima cantante in gara. Momento molto ritmato, immagini che sembrano scorrere come un videoclip.