Nel M5s c'è aria di scissione. Il terremoto che ieri ha scosso il Movimento nelle fondamenta, e che si è propagato fino alle alte sfere, è partito da un intervento del presidente dell'Associazione Rousseau, Davide Casaleggio, il figlio di Gianroberto, guru e cofondatore insieme a Beppe Grillo del M5s. Nel suo post c'è un avvertimento, per nulla velato, ai vertici: niente ‘partitismo', o verrà meno il supporto e l'impegno della piattaforma Rousseau. Un post che suona come una minaccia, mentre i pentastellati sono alla prese con una disaffezione della base da affrontare agli Stati generali, durante i quali deve essere deciso il cambio di leadership, e con tensioni e accuse lanciate dalle ormai sempre più battagliere ali distinte del M5s: quella militante, che predica un ripensamento dell'alleanza con il Pd e un ritorno alle origini, e quella ‘governista', che invece vuole andare avanti con questa maggioranza per continuare il percorso delle riforme.

"Garantiremo le attività che verranno richieste dal capo Politico del MoVimento 5 Stelle, così come abbiamo sempre fatto con serietà e lealtà, per la realizzazione del percorso che il Movimento riterrà di voler fare, ma qualora, per qualche motivo, si avviasse la trasformazione in un partito, il nostro supporto non potrà più essere garantito, dal momento che non sarebbe più necessario poiché verrebbero meno tutti i principi, i valori e i pilastri sui quali si basa l'identità di un Movimento di cittadini liberi e il suo cuore pulsante di partecipazione che noi dobbiamo proteggere", ha scritto Casaleggio.

Mentre Luigi Di Maio continua a chiedere unità, prova a mediare il presidente della Camera Roberto Fico: "Credo che il Movimento possa ancora dire e fare tanto. Non potrà essere più quello delle origini, ma da quelle radici deve comunque trovare nutrimento; è stato avanguardia e per questo non potrà smettere di guardare con curiosità e apertura a nuove avanguardie; ha sentito l'urgenza di portare un modo nuovo nel contesto politico italiano, e ora non deve dimenticarlo. Si è fatto portavoce della necessità del cambiamento e di introdurre temi nuovi nell'agenda politica e ora non solo ha responsabilità di governo, ma sta anche affrontando come forza di maggioranza uno dei periodi più difficili, delicati e complessi della storia del Paese".

La dura replica del M5s

Ferma risposta del Movimento 5 Stelle a Davide Casaleggio. Se il patron di Rousseau minaccia sul Blog delle Stelle di togliere il proprio sostegno al Movimento, il Comitato di garanzia dei pentastellati, composto dal reggente Vito Crimi, Giancarlo Cancelleri e Roberta Lombardi, ribatte così: "Il Blog delle Stelle è il canale ufficiale del Movimento 5 stelle e Davide Casaleggio non ricopre alcuna carica nel Movimento 5 Stelle". Il post pubblicato sul Blog delle Stelle "rappresenta una sua iniziativa, personale e arbitraria, diffusa attraverso uno strumento di comunicazione ufficiale del Movimento 5 Stelle. Il fatto che il Blog delle Stelle sia gestito dall'associazione Rousseau non autorizza il suo presidente a utilizzarla per veicolare suoi messaggi personali non condivisi con gli organi del Movimento 5 Stelle. Il Movimento 5 Stelle siamo noi, tutti, non è appannaggio di qualcuno in particolare".

Rousseau risponde al Comitato di garanzia

Una nota dell'ufficio stampa dell'Associazione Rousseau ha risposto questa mattina a quanto scritto ieri dai garanti del Movimento Cinque Stelle sull'utilizzo del blog: "In merito al comunicato del Comitato di Garanzia del MoVimento 5 Stelle pubblicato ieri su Facebook, si specifica che il Blog delle Stelle (come riporta anche la privacy policy del Blog) è il blog ufficiale sia del Movimento 5 Stelle che dell'Associazione Rousseau. Pertanto Davide Casaleggio, in quanto presidente dell'Associazione Rousseau, è pienamente titolato a pubblicare i suoi articoli sul Blog".

Grillo cita Gianroberto Casaleggio

Proprio poche ore prima Beppe Grillo, nel celebrare l'anniversario della nascita del M5s, aveva citato in un post sulla sua bacheca il defunto Gianroberto: "Nel libro ‘Il Grillo canta sempre al tramonto' scritto con Fo e Casaleggio quest'ultimo diceva: "Non deve essere un caso che non esista un papa che si sia fatto chiamare Francesco. Noi abbiamo scelto appositamente la data di San Francesco per la creazione del Movimento. Politica senza soldi. Rispetto degli animali e dell'ambiente. Siamo i pazzi della democrazia, forse molti non ci capiscono proprio per questo e continuano a chiedersi chi c'è dietro".

Le reazioni al post di Casaleggio

A dare voce e a interpretare il malcontento e l'insofferenza verso i vertici è soprattutto Alessandro Di Battista, che infatti proprio ieri, giorno dell'11esimo compleanno del Movimento rilancia proprio il post di Casaleggio: "Vi consiglio di leggere. Buon compleanno Movimento 5 Stelle", ha scritto su Facebook. E non è l'unico a essersi espresso favorevolmente: "Ringrazio Davide Casaleggio, una persona che non parla molto, ma quando lo fa è per ricordarci sempre la nostra rotta naturale", ha scritto il deputato pentastellato Raphael Raduzzi in un post in cui aggiunge il link alla pagina del Blog delle Stelle.

"Questo è un periodo difficile, inutile negarlo – ha aggiunto – ma sono profondamente convinto che possiamo uscirne più forti di prima. Possiamo e dobbiamo evolverci, cogliere le nuove sfide che questo periodo ci pone ma certi principi non vanno sacrificati. L'idea di essere un movimento dove scelgono tutti e non un partito, dove scelgono in pochi, di usare mezzi innovativi come Rousseau per scambiare opinioni e decidere collegialmente, di non essere politici di professione che si arenano per decenni in parlamento, di essere cittadini prestati alla politica che restituiscono parte del loro stipendio. Questi sono i principi che ci contraddistinguono dagli altri, queste sono le idee che ci hanno permesso di arrivare dove siamo!".

Per il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano l'ipotesi di scissione del M5s "sarebbe un fallimento verso le speranze di milioni di italiani", ha detto oggi in un'intervista a la Repubblica. "Rousseau è parte integrante del M5s, è ciò che ci ha permesso di essere diversi dagli altri – spiega – È stata la nostra arma vincente ma credo che, in tutta onestà, vada anche riconosciuto che nei momenti bui siano state le persone a fare la differenza".

Le responsabilità più grandi "se le sono sempre prese prima il direttorio, poi Beppe e infine i capi politici. Rischiamo di diventare un partito, nella cattiva accezione del termine? Se non e' accaduto in questi anni, non penso ci sia il rischio adesso". Di Stefano vorrebbe "che fino agli Stati generali si facesse tutto il possibile per ricucire una situazione onestamente difficile e complessa". Tutti nel M5s "riconoscono i meriti di Casaleggio padre e figlio", sottolinea. Rispetto a Di Battista che ha parlato del Pd come della ‘morte nera', il sottosegretario agli Esteri commenta che "in un mondo ideale, governeremmo da soli. La realtà invece è differente e difficilmente cambierà".

Spara a zero contro Beppe Grillo Mario Giarrusso, senatore del Gruppo Misto, ex M5S: "Alleanza col Pd? È la morte nera, come ha detto Di Battista. Sono i traditori di questo Paese, pronti a vendersi allo straniero per un tozzo di pane. Purtroppo Di Battista arriva troppo tardi, non c'è da salvare niente. C'è da ricominciare con tutti i temi del movimento che sono stati abbandonati. Provo una rabbia indicibile verso Casaleggio, lo statuto del 2017 ha concentrato i poteri su un'unica persona che si è creduto dio in terra ed ha ucciso il Movimento, ora Casaleggio si stupisce che il movimento si sia trasformato. L'ha ucciso lui con quello statuto dandolo in mano al piccolo democristiano campano che ha piazzato tutti i suoi amici, i Pomigliano boys", ha detti ai microfoni della trasmissione ‘L'Italia s'è desta' su Radio Cusano Campus.

"Grillo? L'ho amato e stimato, però la vecchiaia a volte è una brutta malattia che porta con sé un rincitrullimento. Ci ha messi nelle mani del Pd. Quando si è proposto di fare il contratto di governo, Grillo ha liquidato il contratto con una battuta e il M5S è rimasto in balia del Pd che ha fatto la parte del leone. Il M5S è in minoranza in Cdm pur avendo il 32%. Tutti quelli che vengono rivendicati come risultati del M5S sono risultati del primo governo Conte che aveva lavorato sulla base di un contratto".