La viceministra dell’Economia, Laura Castelli, si difende ai microfoni di Fanpage.it da chi l’accusa di essere stata la responsabile della divulgazione – anticipata – della lettera che il ministro Giovanni Tria avrebbe inviato alla Commissione europea sul debito pubblico. “No, no”, risponde quando le si chiede se sia stata lei. “Non so chi l’ha diffusa – replica ancora Castelli – se Tria si sente di dover fare una denuncia sono convinta che ha fatto la cosa giusta”. Castelli non parla solo della lettera all’Ue ma anche della decisione della Commissione europea che propone di far partire la procedura d’infrazione contro l’Italia: “C’è una discussione perché Bruxelles ritiene che il debito del 2017 e del 2018, non di certo di questo governo, sia un problema ed effettivamente lo è, altrimenti gli italiani non avrebbero scelto altre persone da mandare al governo. Noi stiamo cercando di spiegargli che questo cambio di tendenza sulla manovra sta portando dati positivi”.

La viceministra dell’Economia non sembra essere preoccupata della crescita zero delle ultime previsioni: “Non è quello che dicono i numeri perché nel primo trimestre abbiamo entrate tributarie per cinque miliardi in più rispetto al trimestre dell’anno precedente”. Secondo Castelli, quindi, “i dati sono buoni e stanno entrando molte risorse”. Anche se le risorse da trovare per la prossima legge di Bilancio non sono poche, tra clausole di salvaguardia da disinnescare per evitare l’aumento dell’Iva e flat tax: “A lei paiono pochi – replica a Fanpage.it – cinque miliardi in più in un trimestre rispetto al precedente? Faccia cinque per quattro e trova quanto viene”.

Poi Castelli precisa: “Non dico che è l’unico modo, ma l’effetto delle politiche economiche del governo sta cambiando tendenza”. C’è poi la questione del deficit, che non sarà più al 2,04% come concordato con l’Ue: “Gli impegni precedenti non li avevamo presi noi. Ci sono dati che ci fanno dire a Bruxelles ‘parliamone’ perché stiamo cambiando la tendenza che voi stessi dite che hanno portato nel 2017 e 2018 grandi danni al debito pubblico italiano e su questo siamo d’accordo”. Per quanto riguarda il vincolo del 3% del deficit, la viceministra dell’Economia ribadisce: “Per noi non è un dogma, è una questione di cosa ci fai con i soldi. Non credo che si debba discutere su questo numero che è diventato ideologico”. Infine, una certezza: “Abbiamo fatto una manovra dicendo che il debito riuscirà a scendere, a consuntivo vedrete che il debito pubblico scenderà”.