Diario di viaggio in Lapponia, dall’aurora boreale alla motoslitta tra la neve: le esperienze da non perdere

La Lapponia Svedese è esattamente come l'ho immaginata per mesi attraverso lo schermo di un telefono: foreste coperte di neve, temperature artiche da far congelare persino le ciglia, l'incredibile spettacolo dell'aurora boreale nel cielo e il calore del fuoco acceso in una kata (la tradizionale capanna conica in legno). Trascorrere una settimana tra Kiruna e Abisko, all'estremo nord della Svezia e all'interno del Circolo Polare Artico, vuol dire trovarsi in una realtà silenziosa e sospesa nel tempo, in cui il sole non sorge mai e le notti sembrano durare il doppio. Tra slitte trainate da cani, viaggi alla ricerca dell'aurora boreale e passeggiate nella neve, ecco quali esperienze non possono mancare.
Il "Polar Express" non esiste: la verità sul treno Stoccolma – Kiruna
Se vi hanno detto che, durante il vostro viaggio in Lapponia Svedese, avreste viaggiato a bordo del Polar Express sappiate che non è esattamente così: in Svezia non c'è nessun treno che ha quel nome. L'originale "treno di Babbo Natale" si chiama Santa Claus Express e collega Helsinki a Rovaniemi in Finlandia. Tuttavia, un treno che porta da Stoccolma a Kiruna c'è, ma non ha niente di fiabesco o magico. Si tratta di un viaggio di circa 15 ore che effettua diverse fermate e che all'interno è diviso in carrozze con poltrone e vagoni con 6 letti "da montare" in pochi metri quadrati, sconsigliate se soffrite di claustrofobia. Un'esperienza per niente tipica ma da provare se amate la condivisione e siete in cerca di nuova compagnia.

Fa davvero così freddo? Come affrontare 30 gradi sotto zero
Una delle domande a cui ho risposto più spesso, di ritorno dalla Lapponia, è stata: come hai fatto a sopportare il freddo? Quanti gradi c'erano? Nei miei giorni tra Kiruna e Abisko la temperatura è scesa fino a -34 gradi. Nessuno "strato" di vestiti è stato abbastanza per proteggermi del tutto. Quindi sì, il freddo in alcune occasioni è stato difficile da affrontare, ma c'è un piccolo trucco per non farsi spaventare dalle temperature artiche. Se avete in programma un viaggio nell'estremo Nord Europa assicuratevi di farvi dare la loro "attrezzatura": il primo giorno ho noleggiato una grande tuta, simile per aspetto a quella degli astronauti, da indossare sopra a pile e pantaloni da sci. Non preoccupatevi se la vestibilità è un po' oversize rispetto ai vostri standard, è fatto apposta: più larga è, più riesce a trattenere il calore del corpo e meno sentirete freddo. La stessa cosa per gli stivali, antiestetici ma decisamente caldi e consigliati, con l'aggiunta di un paio di calze in lana 100% merino.
Motoslitte, slitte e icehotel: le esperienze da non perdere
Arrivata in Lapponia e indossata la giusta “protezione”, la prima tappa è Kuravaara, appena fuori Kiruna, per una ciaspolata. Una passeggiata nella neve di circa un’ora immersa nella foresta svedese, sempre con gli occhi rivolti verso il cielo in attesa di una possibile aurora boreale. Sforzo fisico richiesto non troppo elevato e nell’ipotetico caso in cui la stanchezza dovesse farsi sentire, nessun problema: la guida accenderà un fuoco e senza nemmeno rendervene conto starete sorseggiando un bicchiere di lingonberry caldo (un succo di mirtillo rosso tipico della zona).

Secondo giorno direzione Icehotel a Jukkasjärvi, che dista circa 15-20 minuti in auto da Kiruna. Il nome parla da sé: un hotel costruito interamente con il ghiaccio del fiume Torne. Entrare nelle stanze è come trovarsi in un luogo incantato: ogni ambiente ha un tema diverso ed è allestito con una minuziosa attenzione ai dettagli. Ho visto pianoforti in ghiaccio, gufi, biblioteche in scala reale, lampadari, cocktail bar e persino scivoli da provare uno più bello (e divertente) dell'altro. Si può anche decidere di dormire all'interno di una delle stanze, ma forse le temperatura costantemente sotto lo zero renderebbe tutt'altro che piacevole il soggiorno. Da visitare? Assolutamente sì.

Terzo giorno: guidare una motoslitta e salire su una slitta trainata da cani. È vero che sono le due esperienze più turistiche quando si pensa a un viaggio in Lapponia, ma non si può sostituirle perché entrambe ne valgono la pena. Prima di salire sulla slitta c'è anche la possibilità di visitare un piccolo allevamento di cani e coccolare cuccioli, magari sotto l'aurora boreale e sorseggiando ancora una volta un bicchiere di lingonberry. La motoslitta è più adrenalinica e permette di mettersi alla prova in prima persona con la guida (a differenza della slitta), immersi nella foresta svedese coperta di neve. Casco in testa, indicazioni per muoversi in sicurezza e si segue la guida per circa un'ora in fila indiana, tra accelerazioni, svolte e soste per scattare foto. Nel mezzo anche una pausa pranzo in una tradizionale kata, una piccola capanna del popolo locale Sami, a base di zuppa di salmone e gáhkku (il loro pane tradizionale ripieno di formaggio).

Arrampicata sul ghiaccio e aurora boreale nel parco nazionale di Abisko
Guidando per circa 100 chilometri a nord-ovest di Kiruna si arriva al parco Nazionale di Abisko, quasi al confine con la Norvegia, che si estende per oltre 70 chilometri quadrati. Per la sua natura incontaminata e la lontananza da centri abitati è uno dei luoghi migliori per ammirare l'aurora boreale, che infatti non si è fatta attendere. Tra le attività con cui passare la giornata, oltre a una camminata nella neve per ammirare il panorama, anche un'adrenalinica arrampicata sul ghiaccio.

È adatta a tutti? Sì, anche a chi nella propria vita non avrebbe mai pensato di scalare qualcosa. Faticosa? Altrettanto. Vi verrà data tutta l'attrezzatura necessaria: scarpe e ramponi, elmetto, imbracatura e due picconi. Ci vorranno pazienza e un po' di forza nelle braccia e nelle gambe per risalire la parete ghiacciata e se anche non riusciste a raggiungere la cima ne varrà decisamente la pena perché, come dicono in Svezia, Ut på tur, aldri sur!, cioè "Quando si va in escursione, non si è mai di cattivo umore”.
Se sognate un viaggio in Lapponia in inverno non lasciate che sia il freddo a fermarvi. Si può affrontare con i giusti mezzi e non è il motivo per cui rinunciare alla Svezia innevata e alla ricerca dell'aurora boreale. Uno stile di vita lontano dalla frenesia della città che merita decisamente una visita, ancora meglio se nel periodo che va da dicembre a marzo, quando il paesaggio è ancora innevato e la possibilità di vedere le luci del nord raggiunge il suo massimo.