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Manovra 2024

Manovra 2024, tutte le misure in arrivo nella legge di bilancio e quando verrà approvata

La manovra per il 2024 deve essere approvata entro il 31 dicembre 2023, per evitare che l’Italia vada in esercizio provvisorio. Al momento il testo è alla commissione Bilancio del Senato, dove sono stati presentati gli emendamenti del governo Meloni. La legge contiene la proroga del taglio del cuneo fiscale, la riforma delle pensioni e molte altre misure.
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A cura di Luca Pons
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Manovra 2024

La manovra finanziaria per il 2024 sarebbe dovuta arrivare in Aula al Senato già nella prima settimana di dicembre, ma la discussione è slittata. Non è ancora concluso il dibattito in commissione Bilancio a Palazzo Madama, infatti, perché  gli emendamenti del governo sono stati presentati da pochi giorni. Discusse queste modifiche, il testo arriverà all'Aula il 18 dicembre: il ddl andrà al voto dei senatori, si prevede che venga approvato il 22 dicembre e poi passerà alla Camera. Solo dopo l'ultima votazione, sicuramente dopo Natale, l'iter sarà completato. È importante per il governo Meloni che la procedura venga chiusa entro il 31 dicembre: in caso contrario, l'Italia andrebbe in esercizio provvisorio, una situazione di ‘stallo' finanziario che non si verifica dal 1988.

Come tutti gli anni, la legge di bilancio è la norma che contiene i principali impegni del governo per l'anno prossimo e le spese più importanti. C'è la riforma delle pensioni, ci sono i fondi per la riforma dell'Irpef e la conferma del taglio del cuneo fiscale degli stipendi. Ma anche alcune misure rivolte alla famiglia, come la decontribuzione per le madri lavoratrici. Nel complesso la manovra vale poco meno di 24 miliardi di euro. Di questi, circa 16 miliardi saranno presi a debito, cosa che ha portato alle critiche della Commissione europea.

In Senato sono stati presentati moltissimi emendamenti dalle opposizioni, mentre la maggioranza è riuscita a mantenere il suo proposito di non presentarne (con l'eccezione della Lega, che però li ha ritirati subito). L'unica eccezione è stato il ‘maxiemendamento' promesso dal governo, che contiene diversi cambiamenti. Queste saranno le uniche modifiche firmate centrodestra, e interverranno su problemi come le pensioni dei dipendenti pubblici.

La riforma delle pensioni

In tema pensioni il governo ha reso più complicato l'accesso alla pensione anticipata, non cambiando i requisiti per Quota 103 ma rendendola molto meno attraente dal punto di vista economico. Potrà accedervi chi ha 62 anni di età più 41 anni di contributi almeno, ma cambierà il metodo di calcolo dell'assegno (che sarà completamente contributivo, quindi decisamente più basso) e anche la cifra massima che è possibile erogare: al massimo 4 volte la pensione minima, quindi circa 2.100 euro lordi al mese.

L'Ape sociale resterà in vigore ma con un requisito anagrafico più alto (almeno 63 anni e 5 mesi d'età). Lo stesso vale per Opzione donna, che sarà rivolta a una fascia molto ristretta di lavoratrici. Questo per quanto riguarda le pensioni anticipate. In generale, tutti gli assegni al di sopra di una certa soglia avranno un ribasso dovuto al taglio delle rivalutazioni. In più, per alcuni dipendenti del settore pubblico (come medici e insegnanti delle scuole materne ed elementari) dall'anno prossimo diventerà molto più sconveniente andare in pensione, a causa di un ricalcolo dell'assegno per le pensioni di anzianità.

Stipendi e taglio del cuneo fiscale

La misura principale, che costerà più di dieci miliardi di euro per il 2024, è il taglio del cuneo fiscale. Questo avrà un impatto sulle buste paga dei lavoratori dipendenti che prendono meno di 35mila euro all'anno: i contributi da versare saranno tagliati di 7 punti fino ai 25mila euro di reddito, e di 6 punti fino a 35mila euro. Dato che la misura è già in vigore attualmente, lo stipendio netto ricevuto non cambierà da gennaio 2024. Senza questa conferma, però, la busta paga sarebbe stata più bassa per un importo di fino a 100 euro. Il taglio sarà in vigore per tutto l'anno, ma non è previsto per il 2025: tra un anno, quindi, sarà necessario trovare nuove risorse per prorogarlo di nuovo.

Riforma Irpef

Un decreto legislativo per mettere in atto la riforma fiscale, collegato alla manovra, porta anche una novità sugli scaglioni Irpef. Nel 2024 – e, anche in questo caso, solo per un anno – le aliquote dell'Irpef passeranno da quattro a tre e saranno le seguenti:

  • fino a 28mila euro di reddito si paga il 23% di Irpef
  • da 28mila a 50mila euro di Irpef si paga il 35% di Irpef
  • sopra i 50mila euro di Irpef si paga il 43% di Irpef

Rispetto alla divisione in vigore quest'anno, ci guadagneranno i redditi da 15mila euro in su, che pagheranno il 2% in meno. Al di sopra dei 28mila euro, questo significherà di fatto un risparmio da 260 euro all'anno. Sopra i 50mila euro, però, questo sarà compensato da un taglio lineare alle detrazioni fiscali, pari proprio a 260 euro.

Carta acquisti Dedicata a te

Nel 2024 ci saranno nuovi fondi per la carta acquisti Dedicata a te. La card, distribuita a circa 1,3 milioni di famiglie quest'anno, era nata come strumento per aiutare nell'acquisto di alimentari di prima necessità. Dal 2024 questi i soldi caricati sulla carta acquisti si potranno usare anche per comprare abbonamenti ai mezzi di trasporto o per fare rifornimento di carburante.

Non cambieranno i requisiti: possono ottenere la carta le famiglie con un Isee inferiore ai 15mila euro in cui nessun componente riceve altre misure di sostegno (ad esempio l'Assegno di inclusione, la cassa integrazione, la Naspi…). Nel 2024 saranno distribuiti ai beneficiari 600 milioni di euro. Nel complesso potrebbe trattarsi di circa 460 euro a famiglia, ma tutti i dettagli dovranno essere stabiliti più avanti, nel corso del 2024, con un apposito decreto.

Bonus mutui under 36 e bonus bollette

Il governo Meloni ha inserito nella manovra una proroga solo parziale del bonus mutui rivolto ai giovani under 36. Possono ottenere l'agevolazione coloro che hanno un Isee inferiore ai 40mila euro. Il bonus consiste in una garanzia dell'80% per i mutui dedicati all'acquisto della propria prima casa, purché la cifra richiesta in prestito sia pari ad almeno l'80% del prezzo della casa, e fino a un tetto massimo di 250mila euro di garanzia. Nel 2024, però, termineranno tutte le agevolazioni fiscali che fino a fine 2023 permettono di essere esentati dal pagamento di varie imposte collegate all'acquisto della casa.

Per quanto riguarda le bollette, da gennaio a marzo 2024 chi è beneficiario del bonus sociale elettrico avrà diritto a un "contributo straordinario": un bonus extra, del valore complessivo di 200 milioni di euro (in calo rispetto ai 300 milioni messi da parte per gli ultimi tre mesi del 2023). Il bonus sociale elettrico viene assegnato in automatico a chi ha ha un Isee inferiore ai 15mila euro, e riduce il costo della bolletta.

Aumenta l'Iva su pannolini e assorbenti

Tra le misure più discusse c'è un nuovo aumento dell'Iva su pannolini, prodotti per l'infanzia e assorbenti. Infatti, l'imposta salirà dal 5% al 10%. Il motivo è che secondo il governo il taglio dell'Iva, inserito nella manovra dello scorso anno, non è servito ad abbassare i prezzi più di tanto. Perciò, dal 2024 saliranno le imposte sia sui prodotti per i neonati che sugli assorbenti.

Decontribuzione per lavoratrici madri

Sempre in tema di natalità, il governo Meloni è intervenuto sulla decontribuzione per le madri lavoratrici. L'obiettivo dichiarato è di incentivare le nascite, abbassando le tasse alle lavoratrici con più figli, e al tempo stesso spingere le dipendenti a non lasciare il lavoro quando diventano madri. La misura prevede che chi ha due figli ottenga uno sgravio fiscale del 100% fino a 3mila euro e fino al decimo anno di età del figlio più piccolo.

La misura resterà in vigore solo per un anno, e non per tre anni come annunciato in precedenza. Sarà rivolta solo alle dipendenti a tempo indeterminato, escluso il lavoro domestico. Per le madri con tre figli, invece, la decontribuzione resterà in vigore per tre anni e durerà fino al 18esimo anno di età dell'ultimo figlio.

Superbonus, bonus edilizi e cedolare secca

La manovra non contiene nessuna proroga per il superbonus 110%, che quindi terminerà definitivamente il 31 dicembre 2023. Dall'anno prossimo l'aliquota del bonus scenderà al 70%. In tema di bonus edilizi, resterà il bonus mobili (ma con una spesa massima ridotta a 5mila euro invece di 8mila), così come sismabonus, ecobonus ed altri. Sarà aumentata la cedolare secca, dal 21% al 26% per chi affetta almeno due appartamenti in un anno per periodi brevi (meno di un mese).

Bonus asilo nido

Per l'accesso all'asilo nido, il bonus l'anno prossimo sarà destinato alle famiglie con un Isee fino a 40mila euro, per i nati a partire dal 1° gennaio 2024. Queto, però, vale solo se in famiglia c'è già un bambino che ha meno di dieci anni. Insomma, il bonus vale solo per il secondo figlio nato. In questa fascia, l'importo massimo del bonus per pagare la retta dell'asilo nido sarà di 2.100 euro. Inizialmente questa novità era stata annunciata come "asilo nido gratis per il secondo figlio", ma è evidente che ci sono dei paletti sia per l'età dei bambini, sia per l'Isee sia per il costo della retta: lo sconto massimo, come detto, sarà di 2.100 euro all'anno.

Taglio del canone Rai

Il governo ha deciso che dal 2024 il canone Rai sarà ridotto: da 90 euro a 70 euro all'anno. Anche il prezzo che si paga nella bolletta della luce, quindi, sarà leggermente ridotto. Per la Rai questo taglio porterebbe a circa 440 milioni di euro in meno di finanziamento ogni anno, ma il ministro dell'Economia Giorgetti ha già chiarito che gran parte dei fondi saranno recuperati prendendo i soldi da altre fonti. In pratica, il canone si abbasserà ma le stesse risorse (o quasi) per la Rai saranno prese da altre tasse. Una manovra che ha portato il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri a commentare: "La Rai avrà gli stessi soldi di prima, [il taglio] è stato una cosa fatta così, per raccontarla agli amici al bar, i cittadini pagheranno 20 euro in meno e poi si prendono dal monte tasse 420 milioni. Si poteva anche dire la verità agli italiani".

Ponte sullo Stretto di Messina

La legge di bilancio stanzia i fondi per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina, anche se per la maggior parte non indica da dove verranno presi. Si tratta in totale di circa 11,6 miliardi di euro, l'anno prossimo serviranno 780 milioni per completare la progettazione e dare il via al cantiere entro l'estate. Poi ogni anno verranno assegnati tra gli 1 e i 2 miliardi di euro, fino al 2032, quando il Ponte dovrebbe diventare operativo.

I nodi ancora da sciogliere

Al di là delle numerose richieste delle opposizioni (dal salario minimo alla maggiore assunzione di personale nella sanità pubblica), il governo Meloni ha presentato quello che era stato presentato come un un "maxiemendamento" al testo della manovra, per apportare alcune modifiche. Il punto più discusso, che ha causato anche lo sciopero dei medici, era quello delle pensioni dei dipendenti pubblici: dipendenti degli enti locali, ufficiali giudiziari, medici e insegnanti della scuola materna ed elementare avrebbero ricevuto un assegno ben più basso, lasciando il lavoro l'anno prossimo, rispetto a quello che avrebbero avuto quest'anno.

La novità penalizzava solo chi ha iniziato a lavorare tra il 1981 e il 1995, e il danno era più alto per chi ha lavorato più tempo in questo periodo di quindici anni. Infatti, i contributi versati in quel periodo sarebbero valsi ‘meno' di adesso nel calcolo della pensione. La stima dei sindacati è che qualcuno potrebbe ritrovarsi un assegno del 25% più basso. Il governo Meloni ha limitato questo taglio, applicandolo solo a chi vuole andare in pensione di anzianità.

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