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Manovra 2024

Sanità, più fondi per assunzioni personale e taglio liste d’attesa: emendamenti delle opposizioni

Le opposizioni presentato tre emendamenti congiunti alla legge di Bilancio sulla Sanità.
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A cura di Annalisa Cangemi
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M5s, Pd, Avs e Più Europa presentano emendamenti comuni alla manovra economica su salario minimo e sanità. Lo hanno confermato fonti del Movimento, che domani presenterà la sua contromanovra. Il termine per il deposito degli emendamenti alla manovra in Commissione Bilancio in Senato è scaduto oggi pomeriggio alle 18.

"La manovra di questo governo non risponde in alcun modo alle domande di cura dei cittadini e taglia servizi e pensioni di medici e infermieri. Per questo motivo, il nostro giudizio non può che essere fortemente negativo. Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi Sinistra, Più Europa e Partito Socialista Italiano hanno pertanto condiviso un pacchetto composto da tre emendamenti comuni sulla sanità che saranno depositati oggi al Senato", scrivono in una nota la responsabile sanità Pd Marina Sereni, i capigruppo in Commissione Sanità Sandra Zampa e Marco Furfaro, i parlamentari del M5s Mariolina Castellone, Orfeo Mazzella e Andrea Quartini, la capogruppo Luana Zanella e il senatore Tino Magni per Avs, gli esponenti di +Europa Tania Pace e Giordano Masini, e Livio Valvano responsabile sanità PSI.

Il primo emendamento riguarda lo stanziamento di 4 miliardi di euro per l'anno 2024 al fine di avviare un percorso di progressivo incremento del Fabbisogno Sanitario Nazionale per raggiungere gradualmente una percentuale di finanziamento annuale non inferiore al 7,5 % del Prodotto Interno Lordo. Di queste risorse aggiuntive 1 miliardo sarà destinato all'assunzione di nuovo personale sanitario.

Il secondo emendamento prevede la costituzione di un Fondo di 600 milioni finalizzato a dare avvio all'attuazione della legge delega n.33 del 2023 sull'assistenza delle persone anziane non autosufficienti per la quale la legge di Bilancio non prevede alcun finanziamento.

Il terzo emendamento riguarda le misure per l'abbattimento delle liste d'attesa e sostituisce integralmente la proposta del governo, puntando su più personale, costi dell'intramoenia a carico del Servizio sanitario nazionale e non del cittadino, gestione centralizzata delle liste, limitando il ricorso al privato accreditato al solo 2024. "Si tratta di risposte concrete alle criticità della sanità italiana e alle necessità dei nostri cittadini", si legge nella nota delle opposizioni.

Contromanovra di Azione da 24,4 miliardi

Anche Azione ha presentato alla Camera una sua contromanovra, che vale 24,4 miliardi e che si tradurrà in 91 emendamenti alla legge di Bilancio. Anche in questo caso il focus principale è sulla sanità, con uno spazio importante ad altre due voci, istruzione e crescita e sviluppo.

"Proposte che indicano le emergenze reali del Paese. Ma l'agenda delle priorità del governo è un altra", ha sottolineato Mara Carfagna.

"Abbiamo utilizzato il metodo del ‘se toccasse a noi'", ha spiegato il capogruppo alla Camera, Matteo Richetti. Per Carfagna: "Il governo lavora sulle piccole emergenze dettate dalla cronaca quotidiana, che esistono ma ci sono questioni ben più grandi che richiederebbero investimenti. Rave, granchio blu, borseggiatrici in gravidanza: tutti temi che garantiscono titoli su giornali e ospitate in Tv ma che non affrontano le emergenze strutturali". Secondo la presidente di Azione c'è "una logica suicida" nello "smantellare tutto quello che è stato fatto prima solo perché lo hanno fatto governi precedenti: perché non potenziare l'assegno unico o Industria 4.0?".

Dagli incontri con le associazioni di categoria, ha spiegato poi Mariastella Gelmini, quello che è emerso "è un giudizio unanime molto negativo su una manovra che ha il fiato corto, non affronta le questioni fondamentali del Paese".

Tra gli emendamenti di di Azione ci sono quelli che riguardano il capitolo pensioni: "Sosteniamo che l'articolo 33 della manovra vada cassato. Non riguarda solo il taglio alle pensioni dei medici, ma anche degli insegnanti, dei dipendenti degli enti locali e degli infermieri. Facciamo appello al governo – ha detto Gelmini- perché calino un emendamento soppressivo di quell'articolo".

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