Era una delle promesse elettorali di entrambi i partiti al governo e ora il superamento della legge Fornero sembra avviarsi (almeno parzialmente) con l’approvazione della nota di aggiornamento al Def, arrivata ieri sera in Consiglio dei ministri. Sia MoVimento 5 Stelle che Lega hanno spinto, negli scorsi mesi, per una modifica della legge sulle pensioni introdotta nel 2011 dall’allora ministro del Lavoro, Elsa Fornero. Il governo ha previsto uno stanziamento da 8 miliardi di euro per avviare il superamento della legge, con l’introduzione della quota 100. Da applicare con alcuni paletti: si potrà andare in pensione a 62 anni ma con almeno 38 anni di contributi versati. Il superamento della legge Fornero, secondo quanto riportano alcuni sondaggi, era il tema più atteso dagli italiani. E 400mila persone, secondo le stime del governo, potranno andare in pensione anticipatamente.

Ai 400mila lavoratori che andranno in pensione faranno da contraltare altrettanti giovani che entreranno nel mondo del lavoro, secondo quanto pronosticato dall’esecutivo. Un’equazione, però, che per il momento è più ideale che reale e dovrà essere dimostrata. In tema di pensioni, la manovra prevederà anche altre novità. Da una parte c’è il taglio delle pensioni d’oro, che dovrebbe riguardare coloro che prendono più di 4.500 euro mensili. Non un ricalcolo contributivo, ma un vero e proprio taglio per chi ha anticipato i requisiti di età – a partire dal 2012 – rispetto alla legge Fornero, secondo quando emerso dai progetti di legge depositati finora. In più, il governo promette l’arrivo, a partire dal primo gennaio 2019, delle pensioni di cittadinanza: l’obiettivo è quello di far salire le pensioni minime a 780 euro, secondo quanto promesso dal M5s.

Quota 100: cos'è e come funziona

Il superamento della Fornero, che inizierà con questa manovra, partirà da quota 100. L’obiettivo del governo è quello di permettere l’uscita dal mondo del lavoro quando la somma tra l’età anagrafica e gli anni di contributi versati arrivi a 100. Con quota 100 si permette un addio anticipato al mondo del lavoro rispetto a quanto previsto dalla legge Fornero. Ci saranno però dei paletti. Innanzitutto, il limite minimo di età: la prima ipotesi del governo era una soglia di 64 anni, ma ora l’obiettivo dichiarato – soprattutto da Matteo Salvini – è di scendere a 62 anni. Altro limite minimo è quello dei contributi: si è partiti dall’ipotesi di 37 anni di contributi versati ma ora si vuole abbassare questa soglia a 36. A questo si aggiunge un’altra possibilità, quella della quota 41: permetterebbe di andare in pensione con 41 anni e mezzo di contributi indipendentemente dall’età anagrafica.

La quota 100 può essere raggiunta anche con altre combinazioni. Non solo, quindi, 62 anni di età e 38 di contributi. Ma anche 63 di età e 37 di contributi e, ancora, 64 di età e 36 di contributi. Ipotesi che devono comunque essere confermate dalla legge di bilancio. Dai 65 anni in poi, invece, gli anni di contributi dovrebbero rimanere almeno 36. Inoltre, per accedere a quota 100 non si potranno avere più di due o tre anni di versamenti figurativi.