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Focolaio Hantavirus su nave da crociera

Moderna già al lavoro su un vaccino a mRNA per l’hantavirus: ma non sarà facile testarlo sul ceppo Andes

La casa biotecnologica Moderna ha annunciato di essere già a lavoro su un vaccino a mRNA contro l’hantavirus, responsabile del focolaio a bordo della nave da crociera MV Hondius. Tuttavia non sarà semplice condurre una sperimentazione di Fase 3 sul ceppo Andes.
A cura di Andrea Centini
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La società biotecnologica Moderna ha annunciato di essere già a lavoro su un vaccino a mRNA contro l'hantavirus, un lavoro iniziato ben prima che scoppiasse il focolaio sulla nave da crociera MV Hondius. Le radici di questo progetto, infatti, affondano sin nel 2021, in piena pandemia di COVID-19, sebbene passi avanti significativi in tal senso sono stati compiuti solo dal 2023, quando l'azienda produttrice del vaccino anti Covid “Spikevax”, fondamentale nel contrastare il coronavirus SARS-CoV-2, ha annunciato una stretta collaborazione con il College of Medicine dell'Università della Corea (VIC-K) per mettere a punto il nuovo preparato, attualmente ancora sottoposto a sperimentazione preclinica.

Non c'è da stupirsi che la Corea del Sud sia stata coinvolta in questo processo: fu proprio nel Paese asiatico che, come riportato da outbreaknewstoday.com, il professor Ho Wang Lee isolò per primo l'hantavirus, gettando le basi per il vaccino locale Hantavax, tuttavia considerato poco efficace e non al passo coi tempi. Inoltre va considerato che ogni anno, in Corea del Sud, si registrano centinaia di casi (dai 300 ai 400) di febbre emorragica con sindrome renale (HFRS) provocata dall'hantavirus, in particolar modo tra i giovani impiegati nel servizio militare. Moderna sta anche collaborando con l'Istituto di ricerca medica sulle malattie infettive dell'esercito statunitense (USAMRIID) per condurre sperimentazione preclinica sull'hantavirus. "Le attività di ricerca sono in fase iniziale e tuttora in corso, e riflettono la più ampia responsabilità di Moderna nello sviluppo di contromisure contro le malattie infettive emergenti", ha affermato al The Indipendent un portavoce dell'azienda.

Con il focolaio scoppiato sulla nave da crociera e l'annuncio del cittadino statunitense positivo, tra i 17 passeggeri della MV Hondius rientrati negli USA, Moderna ha annunciato di essere già a lavoro sul vaccino, ma ciò non ha nulla a che vedere con un rischio pandemico o la necessità di averne uno a disposizione al più presto per rischi per la popolazione generale. In altri termini, non siamo nella stessa situazione della pandemia di COVID-19, durante la quale è iniziata una corsa contro il tempo per avere un vaccino anti Covid il più velocemente possibile. Come sottolineato da Giovanni Rezza a Fanpage.it, le prossime settimane saranno cruciali per capire come si comporta il ceppo andino (Andes) dell'hantavirus coinvolto nel focolaio, l'unico noto per trasmettersi da uomo a uomo. “Quando potremmo dire che è tutto finito? Nel giro di 3-4 settimane se non ci saranno nel mondo (al di fuori dell’Argentina) nuovi casi di Hantavirus Andes slegati dal focolaio della nave”, ha spiegato in un post su Facebook l'infettivologo Matteo Bassetti. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e altre istituzioni sanitarie sottolineano che non vi è alcun rischio di pandemia come avvenuto con la COVID-19, quindi l'annuncio della lavorazione del vaccino di Moderna non ha nulla a che vedere con una situazione di alto rischio, ma è sicuramente positivo che ci sia un vaccino di nuova generazione in sviluppo.

A favorire questa circostanza è proprio la tecnologia a mRNA, inaugurata con i vaccini anti Covid di Moderna e Pfizer-BioNTech che hanno svolto un ruolo cruciale contro la pandemia. Questa piattaforma permette di sviluppare vaccini molto più rapidamente dei metodi tradizionali perché non prevede i passaggi più lenti come coltivazione dei virus in uova o cellule, purificazione, inattivazione, attenuazione e altro ancora. In sostanza, con i vaccini a mRNA è sufficiente conoscere il genoma del patogeno e impacchettarne le “istruzioni” di alcune sequenze – come ad esempio quella della proteina S o Spike del SARS-CoV-2 – per ottenere un preparato sicuro ed efficace. Un vaccino a mRNA consegna alle fabbriche delle proteine del nostro organismo (i ribosomi) il progetto per creare gli antigeni, che vengono presentati al sistema immunitario al fine di sviluppare una reazione in caso di esposizione al patogeno vero e proprio. È una piattaforma standardizzata (di base) in cui la differenza sta nella sequenza dell'RNA del patogeno da inserire; ciò accelera sensibilmente l'intera procedura. Non a caso, si dice che un vaccino sicuro ed efficace contro il ceppo andino dell'hantavirus possa essere pronto in circa 3 mesi. Ma come spiegato dal virologo Jay Hooper su Nature, sarà comunque difficile condurre una sperimentazione di Fase 3 specifica sul ceppo andino perché i casi umani sono "rari e sparpagliati".

Un preparato non è stato messo a punto fino ad oggi, nonostante i lavori in corso con l'istituto coreano, proprio perché si tratta di una malattia rara e le aziende farmaceutiche e biotecnologiche non ci hanno investito, come indicato a Fanpage.it dall'epidemiologo Pierluigi Lopalco. Moderna ha semplicemente annunciato di essere a lavoro su un vaccino, alla luce del focolaio sulla nave da crociera, ma il processo non è collegato a quanto avvenuto. Va tenuto presente che la sperimentazione condotta sino ad oggi è solo preclinica, pertanto non ci sono stati studi di efficacia e sicurezza su modelli animali o clinici. È quindi prematuro parlare di vaccino realmente disponibile in tempi brevi, nonostante la fiducia riposta nella piattaforma a RNA messaggero.

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