Hantavirus sulla nave da crociera, l’OMS conferma il ceppo Andes: si trasmette da persona a persona

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha confermato che il focolaio di hantavirus registrato a bordo della nave da crociera MV Hondius è legato al ceppo Andes, una variante nota per essere l’unica capace di trasmettersi da persona a persona. L’identificazione del virus è stata eseguita dall’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Trasmissibili del Sudafrica e dagli Ospedali Universitari di Ginevra, con il supporto dell’Institut Pasteur di Dakar e dell’ANLIS Malbrán in Argentina, coinvolti nella risposta sanitaria a questo evento.
Secondo le informazioni diffuse dall’OMS, al 6 maggio sono stati registrati 8 casi (tre confermati come hantavirus e cinque sospetti), inclusi tre decessi. Una persona si trova ricoverata in terapia intensiva in un ospedale sudafricano, mentre altri due passeggeri e il medico di bordo sono stati evacuati dalla nave mercoledì e trasferiti nei Paesi Bassi per ulteriori cure. Un ulteriore passeggero, che aveva lasciato la crociera alla fine di aprile, è risultato positivo al test in Svizzera. La nave ha successivamente lasciato Capo Verde con quasi 150 persone a bordo ed è ora diretta verso le Isole Canarie, in Spagna.
Il ceppo Andes, diffuso in Sud America, appartiene alla famiglia degli hantavirus, agenti patogeni trasmessi all’uomo attraverso l’inalazione di escrementi aerosolizzati di roditori infetti. A differenza delle altre varianti conosciute, il ceppo Andes è associato a episodi documentati di trasmissione interumana: il contagio per questa via si verifica durante la fase prodromica e la fase acuta iniziale, cioè dopo il periodo di incubazione e la comparsa dei primi sintomi. Questi possono includere febbre, malessere generale e, nei casi più gravi, complicazioni respiratorie.
Il direttore generale dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato che l’Organizzazione “continua a collaborare con gli operatori della nave per monitorare da vicino la salute dei passeggeri e dell’equipaggio, lavorando con i Paesi coinvolti per supportare un adeguato follow-up medico ed eventuali evacuazioni”. Per l’agenzia Onu, “a questo stadio il rischio complessivo per la salute pubblica rimane basso”.
Cos’è il ceppo Andes di hantavirus e come si trasmette
Il ceppo Andes (ANDV) è una variante di hantavirus identificata per la prima volta in Argentina nel 1995, durante un’epidemia nella regione della Patagonia. È associato alla sindrome polmonare da hantavirus (HPS), nota anche come sindrome cardiopolmonare da hantavirus (HCPS), una malattia rara ma potenzialmente grave, che può evolvere in insufficienza respiratoria. Il tasso di mortalità dovuto all'infezione è elevato, circa il 40%.
Come gli altri hantavirus, anche il ceppo Andes viene trasmesso all’uomo attraverso l’inalazione di particelle contaminate provenienti da urine, saliva o feci di roditori infetti. Questo ceppo rappresenta però un’eccezione, perché è l’unico hantavirus per cui sia stata documentata la trasmissione da persona a persona. Gli studi epidemiologici condotti in Sud America hanno infatti individuato cluster di contagio tra contatti stretti, successivamente confermati anche attraverso analisi genetiche del virus.
La trasmissione interumana viene considerata rara e associata soprattutto a contatti ravvicinati e prolungati durante la fase prodromica iniziale della malattia, cioè nei giorni in cui compaiono i primi sintomi di infezione.
Quali sono i sintomi del ceppo Andes di hantavirus
I primi sintomi dell’infezione da ceppo Andes possono comparire dopo un periodo di incubazione che varia generalmente da una a sei settimane. Nella fase iniziale, in genere la malattia si manifesta con disturbi simili a quelli influenzali, tra cui:
- febbre
- forti dolori muscolari
- mal di testa
- stanchezza
- disturbi gastrointestinali, come nausea, vomito e diarrea
- dolori addominali
Con il peggiorare dell’infezione possono però svilupparsi sintomi respiratori più severi, come tosse, difficoltà respiratoria e accumulo di liquidi nei polmoni, quadro associato alla sindrome polmonare da hantavirus (HPS). Nei casi più gravi, la malattia può evolvere rapidamente fino a provocare insufficienza respiratoria.
Secondo l’European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), la fase prodromica e iniziale dei sintomi è quella in cui, nei casi documentati, può verificarsi la trasmissione da persona a persona del ceppo Andes. Per questo motivo, nei casi sospetti viene raccomandato il monitoraggio stretto dei contatti e l’isolamento dei pazienti sintomatici.
Perché l’OMS ritiene basso il rischio per la popolazione
Nonostante la conferma del ceppo Andes sulla MV Hondius, l’OMS ritiene che il rischio per la popolazione generale resti “basso”. A sottolinearlo è stata anche Maria Van Kerkhove, direttrice dell'OMS per la preparazione e la prevenzione delle epidemie e delle pandemie, che ha spiegato come non vi siano elementi che facciano pensare a uno scenario simile a quello del COVID-19.
“Non si tratta del prossimo Covid, ma è una grave malattia infettiva” ha dichiarato Van Kerkhove, aggiungendo che “la maggior parte delle persone non verrà mai esposta a questo virus”.
Gli esperti sottolineano infatti che l’infezione da hantavirus resta rara e che la trasmissione legata principalmente al contatto con roditori infetti, in particolare attraverso l’inalazione di particelle contaminate provenienti da urine, saliva o feci, è molto più comune rispetto ai casi documentati di contagio da persona a persona. Il contagio può avvenire anche toccando superfici contaminate e portando poi le mani a naso o bocca, oppure più raramente tramite morsi, graffi o alimenti contaminati.