Possibilità di avere diversi conti correnti con il medesimo istituto bancario

E' possibile che il medesimo soggetto  abbia aperto più conti correnti presso il medesimo istituto bancario (diversa è la situazione relativa alla proprietà del denaro versato sul conto corrente e/o della titolarità del conto corrente intestato a più persone).

L'apertura di diversi conti correnti presso la medesima banca non sono operazioni inusuali, basta pensare ad una società che ha l'esigenza di tenere distinti i conti relativi alle vendita da quelli relativi al pagamento dei dipendenti o al pagamento delle tasse ed imposte oppure ad un condominio che decide di avere un conto corrente dove depositare il Tfr ed un altro conto dove far confluire quote condominiali e spese.

Natura giuridica dei diversi conti correnti

In queste situazioni il primo problema che si pone è se si è in presenza di un unico contratto o rapporto giuridico (un unico conto correte) anche se formalmente i saldi (e le relative entrate o uscite) sono tenuta separate oppure se si è in presenza di diversi contratti o rapporti giuridici (autonomi ed indipendenti)

La risposta a questa domanda non può essere unica e definitiva, ma dipende da come sono stati strutturati i singoli rapporti e i singoli contratti, infatti, nulla esclude che le parti decidono, di volta in bvolta, di scegliere una o l'altra opzione, occorre, in altri termini, leggere le singole clausole contrattuali.

Una delle conseguenze che deriva dalla scelta relativa all'unico conto corrente (anche se formalmente suddiviso in diversi conti) oppure di più (autonomi ed indipendenti) conti correnti si intuisce subito quando ci si chiede in quale momento sussiste un debito o un credito per il correntista ?

Il saldo a debito o a credito per il correntista è dato dalla somma di tutti i saldi di tutti i conti correnti, alcuni dei quali potrebbero essere a debito e altri a credito (ad esempio conto alfa – 500, conto beta + 800 saldo attivo 8è pari a 300 ottenuto dalla differenza tra 800-500 = 300) ? di solito questo è possibile in tutti quei rapporti giuridici che presuppongono la presenza di un unico conto corrente anche se formalmente suddiviso in diversi conti.

Oppure il saldo a debito o a credito per il correntista è dato dal saldo di ogni singolo conto corrente e non è influenzato dal risultato degli altri conti correnti (ad esempio conto alfa – 500, conto beta + 800 saldo passivo è 500) ? di solito questo è possibile in tutti quei rapporti giuridici che presuppongono la presenza di diversi ed autonomi conti correnti.

L'art. 1853 cc e la posizione del legislatore

L'art. 1853 cc stabilisce che "se tra la banca e il correntista esistono più rapporti o più conti, i saldi attivi e passivi si compensano reciprocamente, salvo patto contrario" questo significa che il legislatore ha optato per il principio dell'unicità dei conti (anche se non ha affermato espressamente tale principio) ed, invece, si è occupato codificare, in modo, espresso la compensazione dei diversi saldi dei diversi conti (proprio come se si fosse in presenza di un unico conto anche se formalmente suddiviso in più conti).

La norma di cui all'art. 1853 cc ha, da un lato, lo scopo di scopo di garantire la banca contro ogni scoperto non specificamente pattuito che risulti a debito del cliente quale effetto di un qualsiasi rapporto o conto corrente fra le due parti, dall'altro, ha lo scopo di tutelare il cliente contro richieste di copertura di scoperti unitili, quando sussistono i fondi su altri conti.

Quindi, al fine di determinare il saldo (attivo o passivo) nell'estratto conto devono confluire tutti saldi dei rapporti intessuti tra correntista e banca creditore.

Dal punto di vista giuridico, la procedura da seguire è quella della compensazione tra saldi attivi e saldi passivi (anche a favore del correntista) dei diversi conti, in concreto questa procedura è attuata, sia attuata mediante annotazioni in conto, e, in particolare (alla luce del principio dell'unità dei conti), attraverso la immissione del saldo di un conto, come posta passiva, in un altro conto ancora aperto (con le modalità proprie di tale tipo di operazione), salva manifestazione di volontà di segno contrario da parte del cliente.

Se questo tipo di operazioni non vengono effettuate il cliente può eccepire la compensazione e/o contestare l'estratto conto.

Cass., civ. sez. I, del 22 giugno 2016, n. 12953 in pdf