Matteo Salvini visita il cantiere Tav di Chiomonte
in foto: Matteo Salvini visita il cantiere Tav di Chiomonte

Il leader della Lega e vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, non ha dubbi: la Tav si farà. E i bandi partiranno. Dopo il braccio di ferro interno al governo sull’alta velocità Torino-Lione tutti si dicono vincitori: i Cinque Stelle per il sostanziale rinvio di sei mesi e la Lega perché, almeno per il momento, i bandi e l’opera non vengono bloccati. Così Salvini, in un colloquio con il Messaggero, rivendica il risultato ottenuto: “La Tav andrà avanti, i bandi partono, ma non c’è soltanto la Tav, di cui comunque discuteremo, sulle modifiche e sulla revisione dei finanziamenti con La Francia e con la Ue, ma ci sono altri 300 cantieri da sbloccare. Conte, Di Maio e il sottoscritto siamo assolutamente d’accordo che l’Italia abbia bisogno di uno choc sulle infrastrutture. La discussione sulla Torino-Lione è stata molto utile. Perché tutti i colleghi di governo hanno capito che la Tav va inserita in un discorso più generale, che diventarla operativo già nei prossimi giorni. Approveremo in Consiglio dei ministri un decreto urgente, per riavviare, da Nord a Sud, quei 300 cantieri fermi che rappresentano un Paese che non è quello dei cittadini ma era quello del Pd e di chi ha governato prima di noi. Un’Italia immobile. Noi le diamo una scossa”.

Salvini ci tiene a sottolineare che maiDi Maio, neanche per sogno, ha barattato la questione della Tav con il voto sulla Diciotti che ci sarà il 20 marzo in Senato. Ero tranquillo prima e sono tranquillo adesso su quel voto”. “Se uno tiene il pezzo, ma senza arroccarsi, agendo in maniera elastica come tutti noi e anche Di Maio e Conte abbiamo agito sulla Tav, i risultati arrivano – prosegue il ministro dell’Interno -. L’alta velocità si farà non come la vuole Salvini, ma come verrà fuori da un confronto generale. Non bisogna immiserire tutto nel solito schema mediatico e finto di rottura e ricucitura. Anche basta con questi cliché che non fanno bene all’Italia”.

Il tema centrale per Salvini è quello delle opere pubbliche: “Dobbiamo portare l’alta velocità in tutto il Mezzogiorno, fino alla Sicilia. E realizzare la Pedemontana, fare il Terzo valico, ingrandire l’aeroporto di Firenze e via così. A questo si aggiunge la riforma del codice degli appalti. Troppe lungaggini burocratiche inchiodano il Paese a tutto svantaggio dell’economia, del turismo, della libertà di movimento delle persone. Il nostro Paese ha bisogno di gente che costruisca e non che demolisca”.

Per Salvini non c’è nessuna crisi di governo

Il leader della Lega parla anche del diario della crisi di governo: “Sapevo dall’inizio come sarebbe andata a finire. Bene”. Salvini assicura di non essersi preoccupati perché “conoscevo, e ne ho avuto conferma, la lealtà, la coerenza e la capacità di Di Maio. Se uno tiene duro sulle proprie convinzioni, ma senza impuntarsi ideologicamente, le diversità si superano e si trova un compromesso. Sulla Tav questo è stato”. E aggiunge ancora: “Questa caricatura mediatica di un governo che sa soltanto litigare, e ogni istante è sull’orlo della crisi, fa ridere”.