Dopo il conflitto nato sulla questione Tav, il vicepresidente del Consiglio e capo politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, ha convocato una conferenza stampa a Palazzo Chigi. E ha risposto anche a Matteo Salvini: "Credo sia da irresponsabili mettere in discussione il governo su un passaggio marginale ma coerente che è quello di dire che lunedì non impegniamo soldi", con riferimento al fatto che Di Maio è contrario a vincolare i soldi lunedì con i bandi per la Tav. Di Maio sostiene che non si possono impegnare i soldi per i bandi per un'opera che – sulla base del contratto di governo e dell'analisi costi-benefici – dovrà essere ridiscussa con la Francia e con la Commissione europea, come spiegato ieri dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Di Maio, dicendosi "interdetto" per come la Lega abbia messo in discussione al governo, spiega che l'accordo nel governo non c'è, ma "la strada tecnica c'è sempre" per trovare una soluzione, che secondo il ministro del Lavoro è "a portata di mano". Ma non dal punto di vista politico, dove invece il problema permane.

Il capo politico del M5s ripercorre la questione Tav: "Mettere il tema nel contratto non è stata una volontà ideologica, non siamo contro l’alta velocità né il trasporto su rotaia. Tanto è vero che prima di dare seguito alla ridiscussione abbiamo commissionato un’analisi costi-benefici, portata avanti da studiosi e tecnici che hanno confermato che non c'era un motivo ideologico per la ridiscussione del progetto, aveva un fondamento scientifico, basato sul fatto che quest’opera non stava in piedi".

Adesso, per Di Maio, "deve iniziare l’interlocuzione tra Italia e Francia, che sarà onere del presidente del Consiglio e dei ministri dei Trasporti e degli Esteri, ai sensi di quanto previsto nel contratto, cioè la ridiscussione del progetto. Siamo consapevoli che c’è un accordo internazionale, ci sono i fondi europei, ci sono delle leggi, ma non puoi vincolare lunedì i soldi degli italiani a un’opera che si deve ridiscutere. Se stiamo parlando dei soldi degli italiani, di diversi miliardi di euro degli italiani, per un’opera la cui analisi ci dice che sono più i costi dei benefici, prima la ri-discuti poi decidi cosa fare dei soldi. Credo che questo richieda una serietà che io ho tenuto nei confronti del contratto di governo. Lo dico agli elettori della Lega: cosa poteva accadere se avessi messo in discussione la legittima difesa – che non ho fatto e non farò – nel contratto di governo? Vi sareste arrabbiati ed è per questo che c’è un certo disappunto all’interno del M5s".

Il vicepresidente del Consiglio afferma che "non si può mettere a rischio un governo per un punto che è all’interno del contratto di governo. Anche perché quando parliamo di mettere a rischio il governo, come ha detto il segretario della Lega, parliamo di mettere a rischio quota 100. Anche questo è il motivo della mia preoccupazione e credo sia da irresponsabili mettere in discussione il governo su un passaggio marginale ma coerente che è quello di dire che lunedì non impegniamo soldi. Se poi non si vuole ridiscutere l’opera, allora c’è un problema con il contratto di governo".

Di Maio risponde ancora a Salvini: "Non è una questione di testa dura, sono discorsi da bambini. Dobbiamo sederci al tavolo, iniziare la ridiscussione integrale di quest’opera e non vincolare soldi. Questa conferenza stampa l’ho voluta fare per mettere in ordine tutti i passaggi di questi mesi. Poi è abbastanza singolare che in questo momento il partito di opposizione – il Pd – sostiene quest’opera e sostiene una forza di governo per andare fino in fondo. Penso che la giornata di oggi debba essere una giornata in cui continuare a lavorare per avviare la ridiscussione con la Francia e per evitare di vincolare soldi degli italiani. Non mi si può dire ci vediamo lunedì, questo è un fine settimana di lavoro".

Di Maio parla anche di Conte, che ricorda di conoscere da prima della nascita del governo: "Conte non si era mai schierato sul tema Tav, il processo che l’ha portato ad avere dubbi è stato scevro da qualsiasi ideologia. Se su tre in due siamo critici, non può decidere solo uno anche se l’analisi costi benefici è negativa. Quindi ho chiesto a Conte di lavorare affinché lunedì non vengano vincolati i soldi degli italiani su un’opera da ridiscutere. Il Movimento 5 Stelle è compatto su questa posizione".