video suggerito
video suggerito

Remigrazione, burocrati di Bruxelles e pace: il discorso di Salvini non riscalda la piazza dei Patrioti

L’intervento di Matteo Salvini dal palco all’evento di Milano ‘Senza paura – In Europa padroni a casa nostra’, organizzato dai Patrioti europei e dalla Lega su remigrazione e contro i “burocrati di Bruxelles” è un mezzo flop: piazza Duomo non si riempie e gli alleati di centrodestra non si vedono.
A cura di Annalisa Cangemi
0 CONDIVISIONI
Immagine

Il vicepremier Matteo Salvini posta una foto della piazza di Milano di ieri pomeriggio, dal titolo ‘Senza paura – In Europa padroni a casa nostra': "Lavoro, Pace, Sicurezza e Libertà. Una piazza strapiena, pacifica, concreta e viva. A chi voleva impedirci di esserci, a chi insulta e minaccia, ai sinistri che sui social mostrano foto della piazza prima che cominciasse l'evento, mandiamo un bacione: i fatti parlano chiaro, il popolo della Lega e dei Patrioti è pronto!". Ha scritto oggi, rispondendo alle critiche di chi aveva segnalato una scarsa presenza di partecipanti, nemmeno un quarto di piazza Duomo riempita per il ‘Remigration Summit'. Anche se la parola ‘Remigrazione' è stata attentamente rimossa dal programma e dai manifesti dell'evento, boicottato dagli altri leader del centrodestra, Meloni e Tajani. E in teoria Salvini lo aveva presentato come "la prima grande manifestazione dell'area di centrodestra dopo la sconfitta al referendum".

"Remigrazione? Sono i giornali che ne stanno parlando, i manifesti li vedete: parliamo di sicurezza, di pace, di identità e di contrasto al fanatismo islamico. Non c'è in nessun manifesto il termine ‘remigrazione', che peraltro non mi spaventa perché siamo in democrazia e ognuno è libero di portare avanti le sue idee", aveva detto Salvini in vista dell'evento, che non ha poi avuto il successo immaginato dai promotori.

Piazza Duomo, dove c'è stato il raduno organizzato dal gruppo dei Patrioti europei, a cui aderisce la Lega, ha richiamato secondo i più critici appena 2mila persone in corteo, poco più del doppio a piazza Duomo. Lo testimoniano di versi scatti, come quello condiviso sui social dall'europarlamentare Ilaria Salis: "Quattro gatti in piazza Duomo per la manifestazione della Lega e i “Patrioti” europei sulla remigrazione.La prossima volta statevene a casa che fate più bella figura!".

Nelle stesse ore i collettivi della sinistra e i centri sociali hanno organizzato un corteo di segno opposto contro il ‘Remigration Summit', dove si sono registrati tafferugli, quando i manifestanti hanno deviato dal percorso concordato con la Questura. Il lancio di fumogeni da parte dei partecipanti al corteo ha provato la reazione dei reparti mobili, che hanno poi utilizzato gli idranti per respingere la pressione della folla.

Le parole di Salvini dal palco contro immigrazione e "burocrati di Bruxelles"

Salvini è intervenuto ieri pomeriggio dal palco, intorno alle 17, dopo l’olandese Geert Wilders e Jordan Bardella. Prima le critiche alle istituzioni di Bruxelles, definendo il proprio movimento come l’unico vero avversario dei burocrati.

Quindi le proposte per rispondere allo shock energetico, proponendo di seguire l'esempio degli Usa e "tornare a comprare gas e petrolio dalla Russia". "La genialata di Ursula von der Leyen – ha detto – è un nuovo lockdown. No, abbiamo già dato, non abbiamo nessuna intenzione di chiudere le scuole e le fabbriche, vogliamo vivere, studiare e lavorare".

Il leader della Lega ha inoltre rilanciato la sospensione del Patto di stabilità, minacciando iniziative autonome in caso di mancata ricezione da parte dell'Europa: "Per fronteggiare il caro luce e gas, chi è quella mente poco illuminata che risponde di spegnere l’interruttore di casa sua? Una delle cose da fare subito, lo chiedono la Lega e il governo e, se non arriva una risposta positiva nell’arco di alcuni giorni siamo pronti a fare da soli, è sospendere le regole fuori dal mondo del Patto di stabilità che stanno bloccando la nostra economia".

Sul fronte interno, il segretario ha espresso vicinanza a Viktor Orban, che a Milano non si è visto neanche con un video-messaggio, dopo la pensante sconfitta alle elezioni ungheresi della scorsa settimana. "L’abbraccio di piazza Duomo a un amico e a un patriota che si chiama Orban. Hai difeso i confini e combattuto contro i trafficanti di uomini e di armi, noi siamo qui per proteggere i confini, continuiamo insieme questa battaglia", ha detto ancora Salvini. "Questa è stata descritta come una piazza sovversiva, razzista, fascista e persino nazista", ma "vuole senza paura la pace, non le armi e la guerra. Torniamo a investire in dialogo e democrazia, non in armi e sanzioni. I nostri figli non hanno bisogno dell’esercito europeo, invocato da una persona abbastanza permalosa. Dico no all’esercito europeo voluto da Macron e dai suoi simili".

Di "remigrazione" Salvini non ha potuto però evitare di parlare, anche se ha provato a smorzare e sminuire il significato del termine, che in verità rimanda al progetto di espulsione di massa degli stranieri in Occidente, deportazione di massa indiscriminata di tutti, anche dei regolari. "Remigrazione non vuol dire mandare via chiunque incontri per strada, ma che il permesso di soggiorno e la cittadinanza sono un atto di fiducia. Tutti sono i benvenuti ma se commetti degli errori torni a casa tua. Non ti abbiamo dato fiducia all'infinito".

"Come la patente, anche il permesso di soggiorno a punti", ha aggiunto Salvini. "Per i criminali una sola scelta: a casa loro, tutti".

"Vogliamo dare precedenza a un'immigrazione da Paesi vicini a noi per cultura e valori, per garantire integrazione vera e non il caos che serve alla sinistra globalista per pagare di meno gli operai nelle fabbriche", ha detto ancora il vicepremier leghista. "Il problema non è l'Islam ma chi usa l'Islam e il Corano per cancellare i diritti. Chi ritiene che, nel nome della religione, una donna abbia meno diritti dell'uomo non è benvenuto in Italia e in Europa – ha proseguito -. Se qualcuno ancora nel 2026 ritiene che nel nome della sua religione l'infedele vada ammazzato, non è il benvenuto e può tornare al suo paese. Il problema non è l'immigrazione o il colore della pelle".

E sulla "remigrazione" si sono concentrati anche gli altri interventi, come quello del giornalista Mario Giordano, che ha scandito la parola dal palco. Del tema parlano anche i vari leader dei Patrioti europei: "Via l'Islam dai nostri paesi, via la propaganda immigrazionista", urla la greca Afroditi Latinopoulou, presidente del Foni Logikis, invocando "piazza pulita in tutta Europa, piazza pulita in ogni quartiere e in ogni strada". Lo stesso concetto espresso dall'olandese Geert Wilders, leader del PVV: "Milano è nostra, non è dell'Islam, l'Italia è un paese cristiano e non diventerà mai un paese islamico. Niente più Eurabia". Fino all'austriaco Udo Landbauer, esponente del Partito della Libertà d'Austria: "Diciamo sì a un'Europa cristiana e no all'islamizzazione. Abbiamo bisogno di una ‘Fortezza Europa' che protegga il proprio popolo e metta alla porta i nemici dell'Europa", è il messaggio,  utilizzando una locuzione della propaganda nazionalsocialista che oggi viene usata dalla destra più estrema.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views