
Guerra tra Iran, Usa e Israele, con il fronte che coinvolge anche il Libano: le notizie del 5 giugno. Netanyahu non fa votare l'intesa con Libano: "Nessun accordo". Cnn: "Israele ha schierato truppe in Azerbaigian nella guerra con l'Iran". Hezbollah ha respinto l'accordo raggiunto a Washington tra Israele e governo libanese, definendolo "una capitolazione e una sconfitta" e chiedendo il ritiro totale delle forze israeliane. Il leader del movimento, Naim Qassem, ha invitato Beirut a interrompere i negoziati con Tel Aviv. Intanto Donald Trump ha detto che sarebbe "onorato" di incontrare l'ayatollah Mojtaba Khamenei se ciò potesse favorire un accordo per porre fine alla guerra. In Oman, il porto di Al-Fahal ha sospeso il carico di greggio dopo un'esplosione vicino alle banchine, attribuita a un probabile attacco di droni.
Attacco israeliano a Zebdine in Libano: 5 morti
Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che un attacco israeliano nel sud del Paese ha ucciso cinque persone, tra cui una donna e un operatore dei servizi di emergenza. Il ministero ha condannato l'attacco nei confronti di paramedici impegnati nelle operazioni di soccorso. Interessata la città di Zebdine, nel distretto di Nabatiye. Ferite anche due persone, tra cui un paramedico, si legge in una dichiarazione del ministero, riferendosi agli operatori dei servizi di emergenza affiliati a Hezbollah e al movimento Amal.
Media: "58% degli israeliani non vorrebbe Netanyahu in carica dopo il voto"
Secondo un sondaggio di Channel 12, la maggioranza degli israeliani non ritiene che il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu debba rimanere in carica dopo le elezioni. Per il 58% degli intervistati, un altro candidato dovrebbe diventare primo ministro, mentre solo il 32% indica Netanyahu e il 10% afferma di non saperlo. Alla domanda su chi ritengano il leader di partito più affidabile, il 38% indica Gadi Eisenkot, leader di Yashar, il 27% Netanyahu e il 12% l'ex primo ministro Naftali Bennett. Il 53% inoltre ha risposto di "essere preoccupato per il futuro democratico di Israele", mentre il 38% ha detto di non esserlo e il 9% di non saperlo. Le elezioni devono tenersi entro la fine di ottobre. La fonte non specifica il margine di errore del sondaggio.
Libano, Tajani: "L'Onu ha ignorato più volte allarmi Unifil"
Sull'Unifil "sono stati commessi anche degli errori, perché i militari italiani per più volte hanno inviato rapporti alle Nazioni Unite a New York dicendo quello che stava facendo Hezbollah". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo al 55esimo Convegno dei Giovani Imprenditori in corso a Rapallo. "È rimasto lettera morta il messaggio italiano che dicevano ‘attenzione , si stanno armando, stanno facendo i tunnel'", ha aggiunto Tajani. "Noi però, se crediamo che Hezbollah debba essere disarmato, che è l'unica cosa giusta da fare, dobbiamo rinforzare l'esercito libanese", ha continuato il titolare della Farnesina. "Noi possiamo partecipare a questa formazione con numeri superiori a quelli che abbiamo oggi, e siamo pronti a fare la nostra parte. In Libano credo che l'Italia da sola possa giocare un ruolo da protagonista", ha concluso.
Putin: "La Russia non ha fornito armi all'Iran"
La Russia non ha fornito armi all'Iran e Teheran non le ha richieste, ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin. "L'Iran non ci ha chiesto nulla al riguardo e noi non abbiamo fornito armi all'Iran", ha dichiarato Putin intervistato durante il Forum economico internazionale di San Pietroburgo. Il leader russo ha poi ribadito la posizione di Mosca circa la guerra: l'Iran non ha commesso alcuna provocazione che poteva giustificare un attacco. "Non vedo alcuna provocazione da parte dell'Iran. Mi sembra che a un certo punto avessimo raggiunto e adottato un accordo sul programma nucleare iraniano, e tutto era sotto il controllo dell'Aiea. Ma, sfortunatamente, la situazione si è evoluta secondo uno scenario diverso, con un approccio diverso. Tutto ciò, francamente, ha portato alla tragedia di oggi", ha affermato Putin.
Gli Usa impongono nuove sanzioni contro l'Iran e i suoi alleati
Gli Stati Uniti hanno annunciato nuove sanzioni contro l'Iran e i suoi alleati. In particolare le misure colpiscono "una rete sofisticata che ha trasferito illegalmente verso i mercati dell'Asia meridionale e orientale ingenti quantitativi di gas di petrolio liquefatto iraniano, per un valore di centinaia di milioni di dollari", si lege in una nota del dipartimento di Stato che spiega come la rete si sia avvalsa di società di facciata negli Emirati Arabi Uniti e in Cina, nonché della "flotta ombra" di navi iraniane, per occultare la provenienza del carburante e aggirare le sanzioni Usa. Nuove sanzioni anche contro una società di cambio valuta iraniana e i suoi operatori.
Nucleare: inviati di Iran, Cina e Russia incontrano il capo dell'Aiea
Oggi a Ginevra, gli ambasciatori di Iran, Cina e Russia presso l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) hanno tenuto un incontro congiunto con il direttore generale Rafael Grossi, per discutere l'ordine del giorno della prossima riunione del Consiglio dei Governatori dell'agenzia. Secondo l'agenzia di stampa statale iraniana Mehr, i rappresentanti Reza Najafi (Iran), Li Song (Cina) e Mikhail Ulyanov (Russia) hanno esaminato le questioni che si prevede saranno sollevate durante la sessione del consiglio.
Bbc: "L'Irlanda vieta l'ingresso ai ministri israeliani Smotrich e Ben Gvir"
L'Irlanda ha introdotto oggi divieti di viaggio per i ministri del governo israeliano Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, condannando il loro comportamento nei confronti degli attivisti filo-palestinesi. Il mese scorso il ministro di estrema destra Ben Gvir derise gli attivisti arrestati dai soldati israeliani su una flottiglia di aiuti umanitari diretta a Gaza: in quella occasione il Taoiseach (primo ministro irlandese) Micheal Martin dichiarò che l'Irlanda avrebbe agito impedendo l'ingresso ai funzionari israeliani considerati fomentatori di conflitti a Gaza. Il comportamento dei due ministri, "non solo nel contesto della flottiglia, ma anche le loro dichiarazioni costanti… equivalgono essenzialmente al desiderio di vedere l'eliminazione dei palestinesi dalla Palestina", ha detto Martin ai giornalisti oggi durante un vertice in Montenegro. "A mio avviso, il loro comportamento giustifica sanzioni anche a livello Ue", ha aggiunto.
Flotilla, procura Francia apre inchiesta per crimini di guerra e torture
La procura nazionale antiterrorismo di Parigi ha aperto un'inchiesta per "crimini di guerra" e "torture" in merito al caso degli attivisti francesi della Global Sumud Flotilla arrestati da Israele in acque internazionali. L'indagine preliminare è stata aperta per "tortura, ai sensi della Convenzione di New York del 10 dicembre 1984" e "crimini di guerra", all'Ufficio centrale per la lotta contro i crimini contro l'umanità.
Tajani: "Ci sia un'iniziativa europea per continuare l'azione dell'Unifil in Libano"
"Credo che l'Italia potrà avere un ruolo importante soprattutto in Libano, l'Unifil finirà la sua missione a fine anno, dobbiamo capire cosa si potrà fare dopo, siamo d'accordo sul fatto che dopo ci dovrà essere un'iniziativa europea per continuare l'azione dell'Unifil" ha detto il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari esteri Antonio Tajani a Rapallo (Genova) al 55esimo convegno nazionale dei giovani imprenditori di Confindustria. "In Libano sono stati commessi degli errori: i militari italiani più volte hanno inviato rapporti alle Nazioni Unite a New York, dicendo quello che stava facendo Hezbollah, il messaggio italiano ‘fate attenzione, si stanno armando’ è rimasto lettera morta" ha sottolineato Tajani. "Crediamo che Hezbollah debba essere disarmato, è l'unica cosa giusta da fare, dobbiamo rinforzare l'esercito libanese, noi possiamo partecipare a questa formazione con numeri superiori a quelli che abbiamo oggi con Unifil, cosa che sarebbe gradita, ne abbiamo parlato con i libanesi, gli americani e i francesi, in Libano credo che l'Italia possa giocare un ruolo da protagonista".
Gli Usa smentiscono l'Iran: "Nessun attacco alle nostre navi"
Il Comando centrale americano ha smentito un attacco da parte dell'Iran contro sue navi. "Le forze iraniane NON hanno attaccato né aperto il fuoco contro navi da guerra della Marina Usa", si legge in un post del Centcom su X. "Un'azione del genere costituirebbe una grave violazione del cessate il fuoco. Le forze Usa continuano a operare liberamente nelle acque della regione, garantendo al contempo la piena attuazione del blocco in corso contro l'Iran", si sottolinea.
Presidente Aoun contro Hezbollah e Iran, "il Libano non è il vostro Paese"
Il presidente libanese Joseph Aoun, in un'intervista con Christiane Amanpour della Cnn, ha dichiarato che il leader di Hezbollah, Naim Qassem, non rappresenta il popolo libanese, in una rara critica pubblica al leader militante sciita sostenuto dall'Iran, il giorno dopo che quest'ultimo aveva respinto il fragile accordo di cessate il fuoco tra Libano e Israele. "Il popolo libanese non è il tuo popolo", ha detto Aoun che rivolgendosi all'Iran lo ha accusato di sfruttare la sua nazione dilaniata dalla guerra come merce di scambio nel conflitto con gli Stati Uniti e Israele e chiedendo a Teheran di cessare le interferenze negli affari libanesi. "Non state cercando di aiutarci, il popolo libanese sta pagando il prezzo per il bene dei vostri interessi. I nostri interessi… non coincidono con i vostri", ha aggiunto.
Irlanda vieta ingresso a ministri Israele, Smotrich e Ben Gvir
L'Irlanda ha vietato l'ingresso sul suo territorio al ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben Gvir, e al titolare delle Finanze, Bezalel Smotrich. La decisione di deve al "ruolo strumentale" dei due esponenti di estrema destra "nell'escalation della catastrofe in corso a Gaza", si legge in una nota del ministero della Giustizia irlandese.
Germania sconsiglia viaggi in Kuwait e Bahrein, rischio escalation
Il ministero degli Esteri tedesco ha emesso un avviso di viaggio per il Kuwait e sconsiglia vivamente i viaggi in Bahrein. "La situazione della sicurezza nella regione rimane estremamente instabile; non si può escludere un'ulteriore escalation della situazione della sicurezza, comprese significative restrizioni al traffico aereo", ha dichiarato il ministero citando gli attacchi aerei iraniani del 3 giugno, che hanno colpito una base militare statunitense in Bahrein e danneggiato l'aeroporto internazionale del Kuwait.
Teheran: "Sparati colpi avvertimento contro navi militari Usa"
La Marina iraniana ha annunciato di aver sparato "colpi di avvertimento" contro due cacciatorpediniere statunitensi nel Mare dell'Oman, costringendole a lasciare l'area e a dirigersi verso l'Oceano Indiano. In una dichiarazione delle forze armate di Teheran, citata dall'agenzia di stampa Irna, si precisa che l'operazione è stata condotta con missili Qadir e droni Shahed contro le unità Ddg-103 e Ddg-87, nell'ambito di attività contro "azioni ostili" e interferenze statunitensi nei confronti di navi commerciali e petroliere iraniane. Le forze armate iraniane sostengono inoltre che l'azione avrebbe spinto altre unità navali Usa, incluse navi del gruppo d'attacco della portaerei Uss George H. W. Bush e la nave d'assalto anfibia Tripoli, a lasciare l'area.
Imam di Karaj: "Se Israele commette errore gli Usa ne pagheranno il prezzo"
Se Israele commette un errore, data la sua coordinazione con l'America, saranno gli Stati Uniti a doverne pagare il prezzo. Lo ha dichiarato l'imam della preghiera del venerdì a Karaj, Mohammad Mehdi Hosseini Hamedani. "Nessun colpo dei nemici deve rimanere senza risposta e deve essere contrastata con una reazione di intensità molte volte superiore a quella iniziale", ha detto.
Media Iran: "La Marina spara colpi di avvertimento contro navi Usa nel Golfo dell'Oman"
La marina iraniana ha sparato colpi di avvertimento contro cacciatorpedinieri statunitensi nel Golfo dell'Oman, dopo che le navi Usa si erano avvicinate allo Stretto di Hormuz ignorando gli avvertimenti radio di Teheran. Lo riportano i media statali della Repubblica Islamica, citati da Al Arabiya.
Hezbollah rivendica tre attacchi contro l'esercito israeliano in 24 ore
Hezbollah ha rivendicato tre attacchi contro posizioni militari israeliane nel Libano meridionale nell'arco di 24 ore. In dichiarazioni diffuse tramite Telegram, il gruppo ha riferito di un lancio di razzi contro soldati israeliani alla periferia di Wadi al-Hujayr, un'area a est della città costiera di Tiro, vicino al fiume Litani, alle 21 di ieri sera. Successivamente, ha rivendicato due distinti bombardamenti di artiglieria contro assembramenti di veicoli e truppe israeliane alla periferia della città di Haddatha, situata a nord-est di Tiro, vicino al confine israeliano. Gli attacchi seguono i raid aerei e i bombardamenti israeliani nel Libano meridionale.
Libano, la parlamentare Saliba: “Iran interferisce e impone decisioni a Hezbollah”
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L’intervento dell’Iran rappresenta una “minaccia alla sovranità libanese” e Hezbollah agirebbe contro la volontà del governo e del popolo libanese su ordine di Teheran. Lo ha dichiarato la parlamentare libanese Najat Aoun Saliba in un’intervista ad Al Jazeera.
Secondo Saliba, l’Iran avrebbe espresso la propria posizione sull’accordo e sui negoziati “prima ancora che Hezbollah potesse farlo”, segnale di una forte ingerenza. La deputata ha aggiunto che il governo di Beirut punta a “negoziati guidati dal Libano” e al rafforzamento dell’esercito, definito l’unica forza in grado di garantire stabilità nel Paese.
Teheran: "Irrealistica l'ipotesi di un incontro Khamenei-Trump"
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha escluso di fatto qualsiasi possibilità di un incontro fra la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei e Donald Trump, auspicato proprio dal presidente americano. "Ho visto un articolo in cui Trump lasciava intendere che sarebbe pronto per un incontro o che vorrebbe organizzarlo", ha detto Araghchi in un'intervista sul canale libanese Al-Mayadeen. "Ma penso che dobbiamo essere realistici", ha chiarito.
Commissione UE: “Israele e Hezbollah cessino subito le ostilità”
“Sia Israele che Hezbollah devono cessare immediatamente ogni azione militare e l’Ue esorta Hezbollah a rispettare pienamente i termini dell’accordo affinché Israele e Libano possano proseguire i negoziati diretti in uno spirito costruttivo”. Lo ha detto un portavoce della Commissione europea durante il briefing con la stampa, ribadendo la posizione dell’Ue sull’escalation in Medio Oriente.
Iran, Al Arabiya: “Disponibile a trasferire uranio all’estero”
L’Iran ha comunicato ai mediatori pachistani la propria disponibilità a trasferire all’estero una parte dell’uranio arricchito in suo possesso. Lo riferisce l’emittente panaraba Al Arabiya, citando fonti informate.
Resta però aperto il nodo centrale dei negoziati sui beni iraniani congelati all’estero. Teheran chiede il rilascio immediato di almeno una parte degli asset e la progressiva rimozione delle sanzioni, mentre l’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump insiste perché ogni misura venga adottata solo dopo la firma di un accordo complessivo.
Tzitzikostas: "No segnali di carenze di jet fuel in Europa"
Apostolos Tzitzikostas, responsabile dei trasporti dell’Unione Europea: “Al momento non si registra alcuna carenza di carburante per aerei. La situazione è stabile, ma è fondamentale che la guerra cessi e che lo Stretto di Hormuz venga riaperto”.
Ministro Tajani: "Solidarietà al Kuwait per gli attacchi al suo territorio"
A margine di un incontro con i giornalisti ad Aosta, il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha condannato con fermezza l'ultimo attacco all'aeroporto internazionale di Kuwait City, esprimendo vicinanza a tutte le vittime e alle loro famiglie. "Questi attacchi – ha dichiarato secondo quanto si legge in una nota della Farnesina – sono totalmente inaccettabili e vanno contro ogni tentativo di pacificazione e stabilizzazione della regione. È indispensabile evitare ogni ulteriore escalation. Rivolgo un appello all'Iran affinché scelga la strada del dialogo e del negoziato. Solo attraverso la de-escalation, nel pieno rispetto della sovranità degli Stati e del diritto internazionale, sarà possibile costruire una pace duratura". Tajani ha quindi ribadito la piena solidarietà dell'Italia e la vicinanza del governo italiano alla leadership e al popolo kuwaitiano: "L'Italia è pronta a contribuire alla sicurezza della regione del Golfo, ma insisto: la pace può essere raggiunta solo attraverso il negoziato, bisogna tornare alla politica", ha concluso il ministro.
Iran, Araghchi: “Non vogliamo la guerra, ma se imposta ci difenderemo”
L’Iran non intende avviare nuovi conflitti nella regione, ma in caso di guerra reagirà per difendersi. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un’intervista all’emittente libanese Al Mayadeen, considerata vicina a Hezbollah.
“Nei miei viaggi nei Paesi della regione ho detto chiaramente che non vogliamo la guerra, ma se ci viene imposta ci difenderemo”, ha affermato Araghchi. Il ministro ha aggiunto che, in caso di escalation, Teheran considererebbe le basi americane presenti nei Paesi dell’area come obiettivi militari legati alle operazioni contro l’Iran.
“Questo è stato comunicato chiaramente”, ha sottolineato, spiegando di aver avvertito i governi regionali già all’inizio del conflitto. “Lo stesso giorno in cui è iniziata la guerra ho contattato i Paesi della regione e ho detto che, in risposta all’aggressione subita, avremmo preso di mira le basi americane”, ha proseguito.
Araghchi ha precisato che tali eventuali azioni non sarebbero dirette contro i Paesi ospitanti, ma “esclusivamente contro le basi americane”. Secondo il ministro, alcuni Stati della regione non avrebbero preso sul serio questi avvertimenti.
Media, sale a 12 uccisi il bilancio dei raid di Israele in Libano
Sale a 12 uccisi in poche ore il bilancio delle persone uccise in Libano in raid israeliani secondo il ministero della sanità di Beirut. L'agenzia governativa di notizie Nna riferisce che ai 7 uccisi nella notte nella città costiera di Tiro si aggiungono 5 uccisi, tre dei quali a Jwaya (distretto di Tiro), uno a Kfardunin (Tiro) e uno a Burj Qalawiye (Nabatiye).
Turchia: "A Gaza Israele ha inflitto profonde ferite a coscienza umanità"
"Ciò che Israele sta facendo a Gaza ha inflitto profonde ferite alla coscienza dell'umanità". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan all'agenzia di stampa Shehab. "Bisogna impedire a Israele di violare gli accordi di cessate il fuoco a Gaza e in Libano", ha aggiunto, affermando che "è Israele che ostacola l'attuazione della soluzione dei due Stati e deve porre fine alle sue azioni criminali a Gaza".
Israele, CNN: "Unità d’élite e intelligence dispiegate in Azerbaigian durante la guerra con l’Iran"
Israele avrebbe dispiegato in modo segreto unità militari e di intelligence d’élite in Azerbaigian, all’interno di una rete di basi clandestine utilizzate in diverse aree del Medio Oriente per supportare le operazioni contro Teheran. Lo riporta la CNN in esclusiva, sulla base di quattro fonti a conoscenza delle attività. Le forze israeliane avrebbero operato in più località dell’Azerbaigian meridionale, vicino al confine con l’Iran, a circa 96 chilometri dalla città di Tabriz. Secondo la ricostruzione, unità speciali sarebbero state impiegate per attività di raccolta informazioni e operazioni con droni.
Libano, Idf: "Ucciso comandante unità ingegneria di Hezbollah"
Il comandante dell'unita' di ingegneria di Hezbollah, Abd Harb, e' stato ucciso la scorsa settimana dalle Forze di difesa israeliane (Idf. Lo ha annunciato oggi il portavoce dell'esercito israeliano, precisando che il terrorista operava in un'unita' incaricata dell'assemblaggio e dell'utilizzo di ordigni esplosivi destinati a colpire le forze israeliane impegnate nel Libano meridionale. Harb era inoltre un veterano e un alto comandante dell'organizzazione terroristica, responsabile di numerosi attacchi terroristici contro i soldati delle Idf, dalla seconda guerra del Libano fino a oggi. L'esercito israeliano ha aggiunto che ieri e' stato distrutto un lanciatore da cui i terroristi di Hezbollah sparavano razzi contro le forze israeliane nel sud del Libano
Nucleare Iran, l’Aiea: "Impossibile verificare le scorte di uranio dopo la guerra"
L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) non è stata finora in grado di ispezionare gli impianti nucleari iraniani colpiti durante il conflitto dello scorso giugno. È quanto emerge da un rapporto riservato dell'agenzia, distribuito agli Stati membri e visionato dall'Associated Press.
Nel documento, l'Aiea afferma di non poter fornire informazioni aggiornate sulle dimensioni, la composizione o l'ubicazione delle scorte di uranio arricchito presenti in Iran. L'agenzia precisa inoltre di non essere in grado di verificare se Teheran abbia effettivamente interrotto tutte le attività legate all'arricchimento dell'uranio.
Per questo motivo, l'organismo delle Nazioni Unite segnala di non poter svolgere pienamente le proprie funzioni di controllo previste dall'Accordo di Salvaguardia del Trattato di Non Proliferazione Nucleare (Tnp). Nel rapporto viene quindi ribadita l'urgenza che l'Iran torni a rispettare gli obblighi previsti dal trattato e consenta la ripresa delle attività di verifica internazionale.
Libano, Protezione civile: "Sette morti in raid Israele a Tiro"
I raid aerei israeliani avvenuti nella notte sulla citta' di Tiro, nel sud del Libano, hanno causato la morte di sette persone, secondo quanto riferito all'AFP da una fonte della protezione civile. Un attacco nei pressi dell'ospedale Jabal Amel ha ucciso quattro persone e ne ha ferite altre sette, danneggiando leggermente la struttura. Un altro attacco ha provocato la morte di tre persone e il ferimento di altre cinque, tra cui due bambini, secondo la fonte.