L’UE rassicura in vista dell’estate: “Nessun segnale di carenza di carburante per aerei”

Buona notizie in vista delle vacanze estive per quanti hanno in programma di viaggiare in aereo: nonostante lo Stretto di Hormuz non sia ancora stato riaperto a causa del perdurare della crisi in Medio Oriente, il responsabile dei trasporti dell'Unione Europea ha affermato che al momento non vi sono segnali di carenza di jet fuel in Europa. Intervistato da Reuters, Apostolos Tzitzikostas ha dichiarato: "Al momento non si registra alcuna carenza di carburante per aerei. Non abbiamo segnali che indichino una possibile carenza nel prossimo periodo".
Tzitzikostas ha spiegato che gli incrementi dei prezzi del jet fuel hanno spinto le compagnie aeree a tagliare le tratte non redditizie: "Ecco perché vediamo che alcune compagnie aeree stanno scegliendo di cancellare alcune delle loro rotte che non erano economicamente vantaggiose". Nel mese di maggio, le compagnie aeree hanno tagliato due milioni di posti dai loro programmi di volo, ovvero meno del 2% della capacità globale del trasporto aereo.
In vista del futuro, Tzitzikostas ha ipotizzato che la situazione sarà "molto difficile" entro la fine dell'anno se le forniture provenienti dal Medio Oriente dovessero continuare a essere interrotte. "È fondamentale che la guerra cessi e che lo Stretto di Hormuz venga riaperto, e questo deve accadere il prima possibile… Dobbiamo sempre tenere presente che l'Europa è preparata. Abbiamo le scorte di emergenza nei nostri Stati membri". Tuttavia, "al momento si registra un certo grado di stabilità".
Ad aprile, il capo dell'Agenzia Internazionale dell'Energia aveva affermato che l'Europa aveva a disposizione carburante per aerei sufficiente solo per sei settimane, prima che si verificasse una grave carenza. A distanza di sette settimane, i voli continuano – come sottolinea Tzitzikostas – ma le compagnie aeree hanno aumentato i prezzi dei biglietti per scaricare sui passeggeri l'aumento del costo del jet fuel e per frenare la domanda.