Urso dice che ora i prezzi di diesel e benzina sono in linea con l’Ue. Ma l’Italia è tra i Paesi più cari

L'ultima proroga del taglio delle accise scadrà il 3 luglio. Rispetto ai picchi delle scorse settimane, i prezzi di diesel e benzina sono leggermente calati: rispettivamente, 1,892 euro al litro e 1,809 euro al litro sulle strade nazionali. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, che domani incontrerà i rappresentanti delle principali compagnie petrolifere per fare il punto sugli ultimi sviluppi dopo il memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran e la riapertura dello Stretto di Hormuz, sostiene che il costo dei carburanti in Italia sia in linea con quello degli altri Paesi europei. Ma è davvero così? Abbiamo provato a verificarlo.
Per garantire la trasparenza dei prezzi dei prodotti petroliferi, la Commissione europea pubblica il Weekly Oil Bulletin, un aggiornamento settimanale sui prezzi al consumo di diesel, benzina, combustibili e gpl di tutti i Paesi Ue. Secondo l'ultimo report, pubblicato mercoledì scorso, la benzina in Italia viaggia sull'1,850 euro al litro, il diesel attorno all'1,948 al litro.
Per entrambi i carburanti, il nostro Paese si colloca al di sopra della media europea e nella fascia di prezzo più altra tra i Ventisette. Nello specifico, per quanto riguarda la super, la media Ue è di 1,761 al litro. Questo significa che in Italia, la benzina costa circa 8,9 centesimi al litro in più rispetto alla media su cui viaggia l'Europa.
Il divario diminuisce se si confronta il prezzo italiano con il costo medio dei Paesi dell'Eurozona (1,818 al litro): 3,2 centesimi al litro in più.
Ma il dato più rilevante è quello del diesel, dove lo stacco rispetto alla media dei 27 (1,730 al litro) supera i 21 centesimi al litro. Anche nel confronto con l'area Euro (1,775 al litro), il differenziale è ampio: circa 17,3 centesimi al litro in più.
Ieri, intervistato da La Verità, il ministro Urso ha affermato che il prezzo dei carburanti in Italia "è in linea con quello degli altri Paesi europei anche grazie al monitoraggio e alle misure messe in campo dal governo fin dall'inizio del conflitto". "L'andamento delle quotazioni internazionali – ha proseguito – lascia tuttavia intravedere possibili margini di riduzione del prezzo alla pompa nelle prossime settimane: Per questo ho convocato le compagnie affinché accelerino il trasferimento di questi ribassi sui prezzi, che comunque calano progressivamente da quasi venti giorni, ancor prima della conclusione del negoziato. L'Aie, Agenzia internazionale dell'energia, ha indicato che il ritorno alla normalità sarà graduale: valuterò con le compagnie come garantire, anche in questo contesto, piena tempestività e trasparenza, a beneficio di cittadini e imprese".
In realtà, come abbiamo visto, l'Italia è tra i Paesi più cari dell'Unione. I prezzi dei carburanti sono sistematicamente sopra la media europea. Nel caso della benzina non parliamo di un divario enorme, ma è comunque significativo. Per quanto riguarda il diesel invece, lo stacco è netto.
Se proviamo a stilare una classifica dei prezzi della benzina, vediamo che l'Italia si colloca tra i primi 10 Paesi Ue con il prezzo più alto (all'ottavo posto). Con il diesel sfiora il podio, piazzandosi in quarta posizione.
Davanti a queste evidenze, l'affermazione di Urso sembra molto difficile da sostenere. Se non altro si tratta di una semplificazione che non descrive davvero la situazione italiana. Quindi, per concludere: no, sul prezzo finale alla pompa, l'Italia non è in linea con la media dell'Unione europea. Benzina e soprattutto diesel costano più della media Ue, e l'Italia resta tra i Paesi con i prezzi più alti.