video suggerito
video suggerito

Accise, sconto carburanti rinnovato fino al 3 luglio: governo alza prezzo del gasolio

Il ministero dell’Economia ha varato il decreto che rinnova il taglio delle accise fino al 3 luglio. Da domani, 7 giugno, lo sconto sul gasolio scenderà da 10 a 5 centesimi al litro: significa che il prezzo alla pompa aumenterà, considerando l’Iva, di circa 6 centesimi. Dovrebbe trattarsi dell’ultimo rinnovo, per il taglio delle accise.
Avatar autore
A cura di Luca Pons
Immagine

Il governo rinnova il taglio delle accise sul carburante ancora una volta, portandolo fino al 3 luglio. E lo fa riducendo lo sconto sul gasolio: non più 10 centesimi al litro, ma 5. Tenendo conto anche dell'Iva, significa che il taglio passa da 12,2 a 6,1 centesimi al litro. Il decreto ministeriale annunciato negli scorsi giorni è stato ufficialmente approvato oggi, ultimo giorno in cui il vecchio taglio delle accise resta in vigore.

I nuovi sconti su benzina e gasolio fino al 3 luglio

È il quinto decreto che interviene sulle accise, da quando è iniziata la crisi energetica. Con tutta probabilità, sarà anche l'ultimo. I nuovi sconti saranno in vigore per quattro settimane, dal 7 giugno al 3 luglio, e varranno:

  • benzina: taglio di 5 centesimi al litro (considerando l'Iva, 6,1 centesimi al litro), invariato rispetto a prima
  • gasolio: taglio di 5 centesimi al litro (considerando l'Iva, 6,1 centesimi al litro, circa sei centesimi centesimi in meno rispetto a prima).

L'effetto alla pompa, in realtà, dovrebbe vedersi in modo limitato. L'obiettivo del governo è proprio fare in modo che il prezzo resti poco sotto (o comunque vicino) alla soglia dei due euro al litro. Nei prossimi giorni il diesel dovrebbe superarla, anche se per poco.

Nelle ultime settimane i prezzi stanno vedendo una discesa leggera ma costante a prescindere dalle accise: oggi la benzina costa in media 1,921 euro al litro, il gasolio 1,98 euro al litro. Se le accise tornassero a pieno regime, la super resterebbe leggermente sotto i due euro per il diesel li supererebbe ampiamente. La speranza dell'esecutivo è che questo calo graduale continui, e che quindi il taglio delle accise sia sempre meno necessario.

L'ultimo taglio delle accise e le altre misure contro il caro energia

Sembra che non ci saranno altri rinnovi per il taglio delle accise. Finora il costo complessivo è stato di circa 1,6 miliardi di euro. Il governo ha deciso di varare quest'ultimo sconto sui carburanti per un periodo più lungo e con un importo più contenuto. Così, in estate, dovrebbe essere meno ‘brusco' il ritorno al prezzo pieno di benzina e gasolio.

Nel frattempo, l'esecutivo sta studiando le misure con cui sostituire il taglio delle accise. Lo hanno chiarito tutti, dalla Banca d'Italia all'Ocse al Fondo monetario internazionale: tagliare le imposte sul carburante non è una buona soluzione, perché costa tantissimo e ci guadagna anche (anzi, soprattutto) chi è più benestante, usa macchine che consumano un sacco di benzina e potrebbe permettersi di pagarla a prezzo intero.

L'alternativa del voucher da 100 euro da rivolgere ai redditi più bassi sembrerebbe essere stata abbandonata. Sarebbe stata soprattutto la Lega – insieme anche a FdI – a opporsi, perché l'aiuto non sarebbe arrivato al ceto medio. L'ipotesi in lavorazione al momento sarebbe invece quella di aiutare indirettamente i lavoratori dipendenti, affidando la decisione alle aziende: un nuovo sconto fiscale per le imprese che erogano maggiori fringe benefit (cioè bonus in busta paga) rivolti proprio al pagamento del carburante per chi usa l'auto per lavoro. Una misura che costerebbe meno anche perché, come detto, il suo utilizzo resterebbe nelle mani dei datori di lavoro.

La questione di dove trovare i soldi, come sempre, sarà fondamentale. Ieri Matteo Salvini è tornato ad attaccare le banche, in particolare Unicredit e Intesa Sanpaolo, dicendo che "chiuderanno quest'anno di difficoltà per la stragrande maggioranza delle famiglie e imprese con 20 miliardi di utile" e chiedendo un "contributo alla crescita economica del Paese". Gli alleati, per il momento, lo hanno ignorato. Resta sul tavolo la questione dei fondi che l'Europa ha permesso all'Italia di usare: bisognerà capire come usarli esattamente per fare fronte al caro energia.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views