Nadia Battocletti, campionessa vera e disincantata: “Non mi rendo conto del mio livello”
Un fenomeno. Nadia Battocletti ha vinto due medaglie d'oro anche in questi Europei. Ha conquistato l'oro nei 5000 e nei 10000. Mai nessuno ce l'aveva fatta. Una bacheca che si amplia sempre più. Il modo in cui ha vinto i 10000è stato strepitoso, gestione gara splendida. Poi la festa con il papà prima di mettersi la medaglia al collo e chiacchierare con le TV, e nelle interviste mostra sempre il suo straordinario candore e una semplicità che la rende totalmente unica.
Altri due ori agli Europei
Recentemente aveva rivelato di aver passato un periodo difficile, valori di ferritina bassi e dieta modificata, con la carne di struzzo. Battocletti, che tra una vittoria e l'altra trova il tempo per studiare, la laurea in architettura potrebbe arrivare nel 2027, è diventata la prima atleta a vincere per due volte di fila agli Europei 5000 e 10000 ed è la seconda donna a difendere l'oro vinto all'Europeo precedente tra gli italiani, decima in assoluto. Vittoria astuta, sagace, con le avversarie che la marcano stretta, nel finale, a circa 250 metri dal traguardo cambia marcia e le altre le lascia ferme sul posto.
Le belle parole per il papà: "Ci capiamo con un solo sguardo"
Vinta la gara, messa la medaglia al collo, e prima ancora festeggiato con un giro di pista insieme a Federica del Buono, ha reso merito al padre in diretta TV: "Sono a questo livello anche grazie a mio padre, che è la persona che ha creato il mio staff. Con lui ci capiamo con un solo sguardo".
"A volte non mi rendo conto del mio livello"
Poi dopo aver detto di essersi divertita tanto e aver ringraziato staff e famiglia ha parlato della sua gara: "Le mie avversarie hanno impostato una finale molto tattica, questo mi ha esaltato. Avrei voluto attaccare, ma mi hanno anticipato. Così ho detto: fate pure", e soprattutto ha chiuso il discorso con candore e semplicità dicendo: "A volte non mi rendo neanche io conto del mio livello, qualche volta mi dico che dovrei crederci ancora di più. I 10.000 metri dei Mondiali di Tokyo dell’anno scorso mi hanno insegnato molto: è una gara lunga anche per chi la corre, non solo per chi la guarda. Bisogna rimanere pazienti e non agitarsi".