Mancini dopo Turchia-Italia: “Vittoria che equivale a una sconfitta col Belgio, non conta nulla”
Una vittoria importante, di squadra, di gruppo, e fortemente voluta dal Ct Roberto Mancini e da tutta la delegazione azzurra. In Turchia il 4-1 infatti non è solo un risultato, ma la risposta da parte del nostro commissario tecnico al clima di sfiducia – inevitabile – che si era creato attorno all'Italia dopo il ko all'Olimpico contro il Belgio all'esordio in Nations League. Ed è stato proprio questo che ha voluto far emergere Mancini nel corso della sua intervista alla Rai subito dopo la sfida vinta contro la Turchia. Il Ct dell'Italia, trovandosi a rispondere a una domanda su Raspadori, e dunque sul singolo, ha colto l'occasione per far passare subito un concetto molto chiaro a tutti:
"Raspadori? Non facciamo menzioni per nessuno, ma per tutti – ha spiegato -. Tutti hanno fatto una grande partita mentre lui è uscito per un problema perché avevamo paura di toglierlo dopo 5 minuti. Ma se lo meritano, hanno fatto una grandissima partita". Il concetto del gruppo l'ha ribadito anche quando si è parlato del prossimo impegno contro la Francia: "Ora dovevamo pensare a questa partita che era difficile, poi cercheremo di recuperare le forze e andiamo a Parigi ricordando di avere anche tanti altri giocatori freschi rimasti a casa". Guarda avanti Mancini e lo fa spiegando al meglio – a Sky – cosa pensi di questa vittoria: "Sono orgoglioso ma questa vittoria equivale a una sconfitta col Belgio, non conta nulla, conta che i ragazzi abbiano capito che possono fare delle buone cose, la strada è lunga".
Mancini non ha trovato nulla da dire alla sua squadra. È chiaro che questa vittoria non cancella tutto d'un tratto tutti i problemi dell'Italia e degli azzurri in un periodo di grosso rinnovamento di tutto il movimento del calcio italiano, ma è una segnale importante. "Debuttanti? Per essere la prima partita hanno fatto bene – ha risposto soddisfatto Mancini il quale può ritenersi di certo felice per le prove dei vari Kayode, Ruggeri e Sebastiano Esposito su tutti -. Tutta la squadra ha giocato bene, alta, ha tenuto palla, ha imbucato, Raspadori poi ha fatto bene perché ha cercato lo spazio che gli hanno detto di cercare". Insomma, nulla da dire ma un unico pensare: ragionare da squadra. Niente più analisi sui singoli calciatori o attenzioni particolari per qualcuno. Mancini ha dimostrato di poter tenere fuori anche senatori del calibro di Barella pur di creare un'Italia coesa.
Su ciò che è accaduto in campo invece Mancini non si è sentito nemmeno di bacchettare la sua squadra dopo il gol subito a inizio secondo tempo sul punteggio di 0-3 per l'Italia: "Giocavamo su un campo dove piove da un giorno era anche normale la reazione da parte loro nel secondo tempo". Mancini può dirsi soddisfatto dunque di questa Italia. Al Ct va dato anche il merito di aver avuto il coraggio di accantonare i cosiddetti big facendo esordire qualche giovane nonostante l'Italia rischiasse in Turchia di avere stasera 0 punti in due partite. Questo vuol dire che ha grande fiducia del gruppo e delle sue scelte: fattore importante per poter ricostruire di nuovo una nazionale che un giorno dovrà far paura a tutto il mondo come la sua storia insegna.