Desalu può prendersi l’argento agli Europei: l’articolo 2.3 che mette nei guai Owen Ansah
Fausto Desalu ha definito "pesante come un oro" la medaglia di bronzo conquistata nei 200 metri agli Europei di Birmingham. Ma il colore e il valore del metallo può cambiare e trasformarsi in argento. Owen Ansah, vincitore del titolo continentale in 19″95, vede il successo offuscato dal sospetto del doping: non è stato sospeso in via provvisoria (da regolamento, non è prevista nel suo caso) e ha potuto gareggiare regolarmente ma la federazione tedesca ha scelto di non schierarlo nella staffetta in via precauzionale, nel timore di una squalifica. Un segnale che allunga ombre inquietanti su di lui, almeno fino a quando non verrà fatta piena chiarezza.
Perché il neo campione è oggetto del procedimento? Non sono state rilevate sostanze proibite in una sua provetta ma per presunta violazione dell'articolo 2.3 del Codice Nada per essersi rifiutato (versione che contesta apertamente attraverso il suo legale) di sottoporsi a un controllo prima di partecipare al meeting di Diamond League a Monaco. Ecco perché, in assenza di una decisione definitiva, ha potuto competere e i suoi risultati continuano a essere validi, ma la richiesta avanzata dall'agenzia antidoping tedesca può cambiare tutto.
L'accusa della NADA: cosa dice l'articolo 2.3 del codice antidoping tedesco
La contestazione mossa dalla NADA tedesca nei confronti di Ansah fa leva sull'articolo 2.3 del codice antidoping nazionale che censura sia la condotta intenzionale sia colposa di un atleta per "elusione del prelievo o il rifiuto o la mancata sottoposizione al prelievo, senza giustificato motivo, dopo essere stati debitamente informati da una persona debitamente autorizzata". Il tedesco adesso rischia una squalifica di 4 anni (con riduzione della pena a 3 anni in caso di ammissione di colpa) ma il procedimento è ancora aperto e il velocista ha venti giorni per accettare le conclusioni oppure impugnarle davanti al tribunale arbitrale sportivo tedesco.
È questo il prossimo passo, considerata la posizione esposta dal suo avvocato, Rainer Tarek Cherkeh. "Il nostro cliente non si è mai rifiutato di sottoporsi a un test antidoping né di fornire un campione. E non ha mai detto, né dato l'impressione, di non voler sottoporsi a un test antidoping". E allora come sono andate veramente le cose? Ansah sostiene che un agente antidoping si è presentato a casa sua mentre si stava recando all'aeroporto per recarsi a Monaco, di non aver potuto fornire immediatamente un campione di urina (era andato in bagno da poco) e di non essere stato informato delle conseguenze in caso di rifiuto. In sostanza ha respinto ogni addebito e si prepara alla battaglia legale che può durare mesi.
Perché Desalu può ritrovarsi con la medaglia d'argento
La finale dei 200 metri aveva incoronato Ansah nuovo campione europeo con il tempo di 19″95, l'argento era andato a Zharnel Hughes in 20″16, mentre Desalu aveva conquistato il bronzo ex aequo con lo svizzero Timothé Mumenthaler in 20″26. La presenza del tedesco, però, aveva sollevato grandi perplessità: ha potuto essere regolarmente in pista perché il procedimento aperto non comporta una sospensione automatica. E se alla fine di questo percorso sarà riconosciuto colpevole, il bronzo di Desalu diventerà argento.