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L’intervista di Salvini che è piaciuta tanto a Trump: “Grazie al presidente USA per il suo coraggio”

Donald Trump ha rilanciato sul proprio profilo Truth un’intervista della testata di estrema destra Breitbart a Matteo Salvini. Nel colloquio, avvenuto a febbraio ma pubblicato ieri, Salvini ha ringraziato Trump per il suo “coraggio” e per il “fondamento culturale” che sta dando al suo “progetto politico ed economico”.
A cura di Luca Pons
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Matteo Salvini nel 2020
Matteo Salvini nel 2020

"Ringrazio il presidente Trump per il suo coraggio, e per il fondamento culturale che sta dando a un progetto economico e politico, perché è fondamentale dare una base culturale, valoriale e ideale". Queste le parole usate da Matteo Salvini in un'intervista che il presidente degli Stati Uniti ha evidentemente apprezzato, tanto da rilanciarla sul suo profilo Truth (social network di sua proprietà). Lo stesso profilo da cui, poche settimane fa, aveva invece attaccato duramente l'Italia e Giorgia Meloni.

L'articolo è di Breitbart News, testata di estrema destra statunitense per molto tempo associata a Steve Bannon, stratega politico di Trump nel suo primo mandato alla Casa Bianca e anche molto vicino a Salvini, come hanno rivelato gli Epstein Files. Va detto che il colloquio è avvenuto a febbraio, quando la guerra in Iran non era ancora iniziata e i rapporti tra Roma e Washington erano decisamente più distesi, ma è stato pubblicato solamente ieri.

Le mire di Salvini sul Viminale

Nell'intervista, tra l'altro, Salvini parla delle sue future ambizioni politiche. In particolare, dice, "l'obiettivo quest'anno è approvare tutti i decreti Sicurezza in Parlamento, poi vincere le elezioni e ritornare al ministero dell'Interno". È dichiarata apertamente, quindi, la volontà di tornare al Viminale se il centrodestra dovesse vincere nel 2027.

Sul tema delle migrazioni, Salvini accusa la Francia di essere un Paese quasi "irrecuperabile" da questo punto di vista: "L'ultima occasione sarà la scelta tra l'attuale governo e i nostri buoni amici Jordan Bardella e Marine Le Pen per provare a salvare il salvabile". Il leader leghista dice che in Italia a bloccare la linea del governo c'è "l'ideologia di giornalisti, magistrati, sindacati", ma anche "un forte interesse economico, perché è un business multimiliardario ogni anno".

E non manca la lamentela per la "follia" delle scuole che "hanno sospeso le lezioni e le verifiche per gli studenti musulmani durante il Ramadan". Salvini attacca: "Nessuno sospende niente quando gli studenti cattolici digiunano per la Pasqua".

La difesa totale di Trump: "Sui dazi è chiaro che ha un piano. Immigrazione? Non ha bisogno di consigli"

Il punto centrale, su cui l'intervista torna a più riprese, è però il rapporto con gli Stati Uniti e Donald Trump. Sull'immigrazione "non penso che il presidente Trump abbia bisogno dei miei consigli", si schermisce il leader leghista: "Le immagini che sono uscite sono assolutamente impressionanti".

E non si risparmiano altri attacchi ai giornali italiani: "L'intero sistema mediatico italiano prova a far passare Trump come instabile. Gli attacchi sono quotidiani", ma nonostante questo "i rapporti tra Italia e Stati Uniti sono eccellenti". Vale la pena di ricordare che, poche settimane dopo queste frasi, Trump avrebbe iniziato insieme a Israele la guerra in Iran senza alcun preavviso agli alleati (certamente non all'Italia).

Quando si parla di Cina, Salvini afferma che il presidente statunitense sta facendo un "estremo tentativo di evitare quello che altrimenti sarebbe un evidente dominio. Senza uno shock, tra trent'anni potremmo tutti parlare cinese". Il leader leghista arriva a difendere i dazi ("il presidente Trump non si sveglia la mattina e parla di tariffe perché si annoia: è chiaro che ha un progetto, un obiettivo") e gli attacchi durissimi arrivati dal vicepresidente JD Vance all'Unione europea ("mi è piaciuto moltissimo").

Il "coraggio" di Trump per il suo lavoro "culturale" a destra

Nella conclusione, Trump viene elevato a una sorta di ‘padre nobile' della destra radicale: "Ringrazio il presidente Trump per il suo coraggio, e per il fondamento culturale che sta dando a un progetto economico e politico, perché è fondamentale dare una base culturale, valoriale e ideale", afferma Salvini. "Mi sembra che la differenza tra il primo e il secondo mandato del presidente Trump sia questa: ora c'è molta più attenzione su un profondo contesto culturale, e non solo su questioni economiche superficiali".

Salvini chiude con la rivendicazione di essere stato trumpiano fin dall'inizio: "È quello che stiamo provando a fare anche noi, con difficoltà. Noi siamo gli unici che hanno supportato apertamente il presidente Trump sia nel primo che nel secondo mandato".

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