
Il presidente statunitense è tornato a parlare con toni negativi della premier spiegando che "non c'è più lo stesso rapporto" da quando si è "rifiutata di aiutarci con la situazione in Iran". Dal governo Salvini e Tajani rassicurano che il rapporto con gli Usa rimane ma che Trump "ha sbagliato ad attaccare il Papa" e che "in amicizia è giusto dire ciò che si pensa anche quando non si è d'accordo".
Le opposizioni mettono in evidenza quello che giudicano essere un fallimento del governo in politica estera. "Meloni sta cercando di ricollocarsi improvvisamente, in modo non credibile, perché ha legato mani e piedi l'Italia ai compagni di viaggio sbagliati. Il supporto a Orban, la sudditanza a Trump, l'abbraccio folle alle politiche di von der Leyen in Europa, la complicità con Netanyahu: la politica estera e economica di Giorgia Meloni ha fallito, ci ha portato a sbattere dritto contro un muro", fa notare la deputata M5S Chiara Appendino.
Per il leader di Avs, Nicola Fratoianni, la presa di distanza di Meloni e del suo governo arriva troppo tardi. "Adesso c'è la corsa a prendere le distanze da Trump, da parte della destra italiana: ieri Meloni, oggi Salvini e Tajani, domani chi sa chi altri. Va bene però bisogna anche dire la verità agli italiani: c'è voluto che Trump attaccasse il Papa per dare la sveglia ai Maga italiani".
Il distanziamento da Trump però potrebbe avvantaggiare la premier, quantomeno tra gli elettori italiani, a prevalenza cattolici e in questo momento piuttosto preoccupati dalle conseguenze economiche del conflitto in Iran. Durante il punto stampa a margine dell'incontro a Palazzo Chigi con Zelensky per rinnovare il sostegno all'Ucraina, la premier ribadisce che l'Italia "è come sempre pronta a fare la sua parte" per far fronte alla crisi energetica. "È fondamentale per la nostra sicurezza – prosegue – oltre che per quella di Israele e dei paesi del Golfo, che l'Iran non possa dotarsi di armi nucleari. Dall'inizio abbiamo sostenuto un accordo in questo senso".
Craxi (FI): "Accogliamo con prudenza la tregua tra Israele e Libano"
Accogliamo con favore e con la dovuta prudenza "l'annuncio di una tregua di dieci giorni tra Israele e Libano, un passo che, pur nella sua natura contingente, rappresenta un segnale di speranza", lo afferma in una nota Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia al Senato. "La scelta delle parti di accogliere la mediazione statunitense conferma quanto il dialogo e l'impegno diplomatico siano strumenti indispensabili per allentare le tensioni e creare spazi di stabilizzazione. È un passaggio che rafforza anche le argomentazioni a sostegno dell'impostazione politica portata avanti dal nostro governo, fondata sulla centralità della diplomazia, sulla cooperazione internazionale e sulla ricerca costante di soluzioni condivise. È, infatti, la soluzione auspicata e su cui ha lavorato, anche con la recente visita nella regione, il ministro Tajani e che si inserisce in un percorso coerente di sostegno alla de-escalation. La tregua può e deve essere letta come un'opportunità, come un primo timido spiraglio che, se consolidato, potrebbe contribuire a creare le condizioni per affrontare anche i nodi più complessi della crisi regionale, ossia la questione iraniana", aggiunge.
Decreto sicurezza, ok dal Senato alle norme su coltelli, stupefacenti e manifestazioni
Al Senato prosegue l'esame degli emendamenti al decreto Sicurezza, che attende di essere convertito in legge. La scadenza è fissata al 25 aprile: entro quella data il provvedimento dovrà aver ricevuto il via libera definitivo da entrambi i rami del Parlamento. Oggi Palazzo Madama ha dato l'ok a una serie di proposte emendative della maggioranza, tra cui correttivi sul porto di coltelli, norme più stringenti in materia di traffico di stupefacenti, manifestazioni, furti, parcheggiatori abusivi e molto altro. Resta accantonato per ora l'emendamento della Lega per estendere gli sgomberi veloci anche anche le seconde case occupate abusivamente. Dopo la chiusura dei lavori sugli emendamenti al Senato sono attese le dichiarazioni di voto e il voto finale. Successivamente il testo passerà alla Camera. L'esame dovrebbe partire martedì 21 aprile per stare nei tempi e centrare la scadenza del 25. Al termine della discussione il governo dovrebbe porre la questione di fiducia e il voto è previsto per mercoledì 22.
A Padova un fermo di polizia si trasforma in un pestaggio. Arrestati e liberati 4 attivisti del Centro sociale Pedro
Un controllo di polizia, in breve tempo, si è trasformato in pestaggio e infine in un arresto di quattro persone. Questo è ciò che denunciano a Fanpage.it le attiviste e gli attivisti del Centro sociale occupato Pedro di Padova presenti in forze, nella mattinata odierna, di fronte al Tribunale di Padova, dove attendevano l’esito del processo per direttissima dei quattro attivisti arrestati nella nottata di mercoledì; poi rilasciati alle 20 di stasera pur dovendo sottostare a misure d’obbligo di dimora tra le 22 e le 7 del mattino.
Tajani: "Pronti a ospitare in Italia il dialogo di pace tra Libano e Israele"
"Noi siamo pronti a ospitare in Italia il dialogo israelo-libanesi". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto al termine dell'incontro con il Ministro degli Esteri Wang Yi a Pechino. Mi pare positivo il dialogo che Israele e Libano sia andato nella giusta direzione", ha spiegato sperando che "ora la situazione diventi meno tesa" anche con l'aiuto della Cina "che ha grande potere contrattuale nei confronti dell'Iran"
Meloni: "Cessate il fuoco tra Israele e Libano ottima notizia, grazie a mediazione Usa"
"L’annuncio di un cessate il fuoco tra Libano e Israele è un’eccellente notizia e mi congratulo con i Governi libanese e israeliano per aver raggiunto questo importante risultato grazie alla mediazione degli Stati Uniti", lo fa sapere in una nota la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. "È ora fondamentale che il cessate il fuoco sia pienamente rispettato. Hezbollah, che ha la responsabilità di aver dato il via a questo conflitto, deve cessare ogni azione contro Israele e rispettare le decisioni assunte dal Governo libanese. Auspico inoltre che il cessate il fuoco possa creare le condizioni per il successo dei negoziati tra Israele e Libano portando ad una pace piena e duratura", prosegue. "In questo quadro, l’Italia continuerà a fare la sua parte contribuendo al mantenimento della pace lungo la Linea Blu attraverso il suo contingente militare in UNIFIL, missione ONU di cui detiene il comando, e a sostenere la sovranità libanese anche attraverso il rafforzamento delle forze armate libanesi".
Decreto Sicurezza, dal Senato ok agli emendamenti sui coltelli
"Con un emendamento della Lega al decreto Sicurezza, siamo intervenuti con importanti correttivi sulla norma in materia di possesso di lame, evitando che la misura, voluta per questioni di ordine pubblico e rivolta ai minori, colpisse le categorie venatorie ed escursionisti, che sono molto attivi nei nostri territori", così i senatori della Lega, Marco Dreosto, primo firmatario, e Giorgio Maria Bergesio, secondo firmatario del correttivo sui coltelli che ha ricevuto oggi il via libera del Senato. "Si introduce così il giustificato motivo per chi è in possesso di coltelli anche con lama superiore ai 5 centimetri, se si dimostra che servono per uso ricreativo. Vengono ricompresi anche quelli apribili con una sola mano, per esigenze legate alla disabilità. Nessuna guerra, dunque, all'uso legale di armi e nessun freno all'attività di quanti frequentano le campagne, le montagne e portano avanti attività fondamentali".
Dl sicurezza, Lisei (FdI): "Gli spacciatori devono stare in carcere"
"Con l'approvazione dell'emendamento di Fratelli d'Italia a mia prima firma e condiviso da tutta la maggioranza, restringeremo la lieve tenuità sul possesso di sostanze stupefacenti", lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Marco Lisei. "Si tratta di un provvedimento con cui si dà una forte stretta allo spaccio di droga in strada, una norma sulla quale la sinistra ha votato contro perché ritengono che riempirà le carceri, in pratica la sinistra preferisce che gli spacciatori stiano sotto le case degli italiani piuttosto che in carcere. Ancora una volta tra i diritti dei cittadini ed i diritti dei criminali scelgono i criminali. Per noi, invece, gli spacciatori devono andare in galera, siamo fortemente convinti di essere dalla parte giusta, quella delle persone per bene".
Meloni incontra Edi Rama per "rafforzare" la collaborazione "contro l'immigrazione irregolare"
Il premier albanese Edi Rama è stato ricevuto a Palazzo Chigi dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per un colloquio. La premier ha scritto sui social, al termine, che l'incontro ha riguardato il "rafforzamento del partenariato" tra i due Paesi. Tra i temi interessati, naturalmente, anche la "collaborazione in materia di contrasto dell'immigrazione irregolare". I centri per il rimpatrio costruiti in territorio albanese, finora, hanno dato più grattacapi che soluzioni al governo Meloni.
Tajani esulta per il cessate il fuoco in Libano: "Passo avanti cruciale per negoziati in Iran"
"Accogliamo con grande favore l’annuncio di un prossimo e imminente cessate il fuoco tra Israele e Libano propiziato dal Governo americano", ha dichiarato Antonio Tajani, ministro degli Esteri. "Sosteniamo con convinzione questo cruciale passo in avanti per la stabilità di tutto il Medioriente, al quale abbiamo contribuito con la missione a Beirut di lunedì scorso, mantenendo un contatto costante con il Presidente Aoun e il Ministro degli Esteri israeliano Saar". Il cessate il fuoco in Libano, ha concluso Tajani "è cruciale per risolvere positivamente il negoziato sull’Iran e portare rapidamente la pace in tutta la regione".
Musolino (Iv): "Con il decreto sicurezza la maggioranza è nel caos"
"Sul decreto Sicurezza la maggioranza è nel caos. I continui rinvii, i plateali diverbi tra Fratelli d’Italia e Lega in Aula, i tira e molla del governo tradiscono le divisioni interne e l’imbarazzo per un provvedimento spot, che non migliorerà in nulla la sicurezza del nostro Paese. L'ennesimo decreto orientato sul fronte repressivo, senza attenzione alla prevenzione", lo dichiara la senatrice di Italia viva, Dafne Musolino, vicecapogruppo al Senato. "Mentre al Senato si stanno ancora votando gli emendamenti, il governo ha già annunciato la fiducia alla Camera. Una fretta che porta la maggioranza a marchiani errori procedurali e a forzature giuridiche, come la pretesa di riscrivere, con un emendamento di maggioranza, gli orientamenti consolidati dalla giurisprudenza in tema di spaccio di lieve entità. Una specie di riforma sugli stupefacenti – spiega – che richiederebbe un intervento legislativo a parte".
Bonus gite scolastiche da 150 euro anche nel 2026: la platea si allarga
Il ministero dell'Istruzione ha prolungato il bonus gite scolastiche, un contributo da 150 euro a studente, anche nel 2026. Ma non si tratta di nuove risorse in arrivo. Come hanno chiarito fonti interne al ministero contattate da Fanpage, è stata data alle scuole la possibilità di utilizzare le risorse residue dello stanziamento di 50 milioni di euro nel 2023, rendendo i requisiti meno stringenti. Le condizioni d'accesso, soglie di Isee incluse, non saranno decise dall'alto ma potranno variare da scuola a scuola.
Dl Sicurezza, Cataldi (M5S): "Governo insiste con decreti legge ma ha fallito"
"Questo governo continua a insistere a fare decreti-legge in materia di sicurezza. Ne ha fatti diversi, ha iniziato col decreto Rave party e poi è andato avanti con il decreto Caivano e vari altri. Se anche uno solo di questi provvedimenti avesse funzionato, noi oggi non saremmo qui, dopo tre anni e mezzo di governo, ancora a parlare di un decreto sicurezza. Invece, lo facciamo perché questo governo non è in grado di risolvere il problema della sicurezza, vuole legiferare da solo e poi si accorge che non è in grado di farlo. Se la cura che mi dà un medico non funziona, il medico stesso mi cambia la cura". Così il senatore M5S, Roberto Cataldi, in aula al Senato durante la discussione degli emendamenti al dl Sicurezza. "Se invece mi dà sempre la stessa cura e questa per sei volte non funziona, io devo cambiare medico. Qui invece con il governo Meloni si va avanti sempre allo stesso modo, in particolare con un panpenalismo sempre più assurdo. A questo proposito, vorrei leggervi la definizione di ‘panpenalismo' che viene data sull'enciclopedia Treccani, che cita due autori, Carlo Nordio e Giuliano Pisapia, i quali dicono che le pene non devono essere aumentate, semmai diminuite, che bisogna smetterla con il panpenalismo e che l'idea di poter risolvere tutto con il codice penale è solo propaganda, pericolosa demagogia. Non lo dice il Movimento 5 Stelle, lo dice il vostro ministro della Giustizia. Un ordinamento giuridico serio deve punire delle condotte, nella misura in cui ci sono delle colpe, c'è del dolo. Voi qui invece state respingendo tutti gli emendamenti che inseriscono un correttivo proprio in quella direzione. Voi punite a prescindere", conclude Cataldi.
Flash mob di +Europa davanti a Chigi, Magi: "Basta lager in Albania"
"Stop lager in Albania". È lo striscione esposto da +Europa davanti Palazzo Chigi in vista dell'incontro tra il presidente albanese Edi Rama e la premier Giorgia Meloni. "I centri in Albania non hanno funzionato e non funzioneranno: oggi la presidente del consiglio Meloni insieme al presidente albanese Edi Rama dovrebbe trovare la via d'uscita da questo fallimento epocale – ha detto il segretario di +Europa, Riccardo Magi, durante il flash mob -. Il nostro Paese va incontro a una procedura di infrazione per sforamento del deficit per 680 milioni di euro: esattamente il costo di questo sperpero enorme di denaro pubblico, una cattedrale nel deserto dove ad oggi ci sono circa 100 persone recluse e non le 3000 che nelle previsioni del governo avrebbero dovuto riempire quei centri". "Noi – ha proseguito Magi – non vogliamo che quei centri si riempiano: noi vogliamo che quei centri vengano chiusi perché sono un fallimento definitivo del governo Meloni, delle sue politiche migratorie e non potranno funzionare neanche con il nuovo patto europeo su migrazioni e asilo perché saranno dichiarati illegittimi dalla corte di giustizia dell'Unione europea".
Terminato l'incontro tra Meloni e il premier albanese Eda Rama a Palazzo Chigi
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha incontrato oggi a Palazzo Chigi il primo ministro della Repubblica d’Albania, Edi Rama. Lo riferisce il sito del governo
Definì Salvini "ministro della malavita", Saviano assolto nel processo per diffamazione
Il giudice monocratico del tribunale di Roma ha assolto lo scrittore Roberto Saviano, accusato di diffamazione nei confronti di Matteo Salvini perchè in alcuni post che pubblicò sui social nel 2018, quando era ministro dell'Interno, definì il leader leghista "ministro della malavita". Lo scrittore aveva affermato che la sua critica nasceva da una posizione culturale e politica ben precisa, citando Salvemini per sottolineare una tradizione di denuncia morale nei confronti del potere. Saviano è stato assolto perché il fatto non sussiste.
Tajani a Pechino: "Alla Cina abbiamo chiesto di svolgere un ruolo positivo per Hormuz"
"Abbiamo parlato anche dello Stretto di Hormuz, insistendo affinché la Cina possa svolgere un ruolo positivo nei confronti dell’Iran e poi anche della Russia", lo dice il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa a Pechino dopo l'incontro con Wang Wentao, ministro del Commercio cinese
Renzi: "Meloni indebolita, la sinistra vince nel mondo grazie a effetto Trump"
"La presidente Meloni nelle ultime tre settimane ha avuto molti problemi interni in Italia”. Lo ha detto il leader di Iv, Matteo Renzi, ai microfoni della Cnn. "Innanzitutto ha perso un importante referendum costituzionale, ma ha deciso di non dimettersi nonostante il voto contrario dei cittadini – ha aggiunto -. Poi c’è un problema politico: la pressione fiscale in Italia è salita troppo, al 43,1%, nonostante la promessa di scendere sotto il 40%. Terzo punto, non meno importante, il costo dell’energia. I problemi nello Stretto di Hormuz continueranno ad aumentare nelle prossime settimane. Questo crea un clima molto negativo attorno a Giorgia Meloni – ha proseguito Renzi -. Ha quindi scelto di non rafforzare troppo l’alleanza con Trump, anche perché il rapporto con Trump è stato problematico per l’Ungheria. Ricordiamo quanto accaduto domenica scorsa a Budapest con la sconfitta di Viktor Orbán. E prima ancora, in tutti i paesi in cui Trump ha cercato di influenzare la politica – Canada, Australia, Groenlandia – hanno vinto le forze di sinistra, anche grazie all’effetto Trump. In questo mondo caotico, credo che Meloni sia molto indebolita. E la rottura del rapporto con Trump sarà probabilmente uno dei problemi nei prossimi mesi”, conclude Renzi.
Decreto sicurezza verso la conversione in legge entro il 25 aprile
Inizierà martedì 21 aprile l'esame nell'aula della Camera del decrto Sicurezza, attualmente in via di conversione al Senato. Nella mattinata del 21 aprile (dopo l'esame di eventuali questioni pregiudiziali), è prevista la discussione generale al termine della quale (non prima delle 11.30) il Governo porrà la questione di fiducia. È quanto emerge dalla riunione della conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Le dichiarazioni di voto sulla fiducia sono quindi previste a partire dalle 11.50 di mercoledì 22 aprile. Mentre le votazioni per appello nominale avranno luogo dalle 13.30.
Nomine Mps, Turco (M5S): "Colossale messinscena, governo complice"
"Sulle nomine di Mps stiamo assistendo a un passaggio che impone chiarezza e verità, non operazioni di facciata. La conferma alla guida della banca senese di Luigi Lovaglio, manager già indicato in passato dal ministro Giorgetti e figura centrale nella strategia che ha portato Mps al centro del risiko bancario, viene oggi presentata come il segno di una spaccatura tra diversi azionisti e centri di potere. E quindi come una sconfitta dell’asse Caltagirone-Meloni, che avrebbe sostenuto il profilo alternativo di Fabrizio Palermo, espressione della lista del Cda uscente. Si tratta però di una messinscena, che vede il governo complice" ha detto il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S e componente della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo.
"L'obiettivo, infatti, è accreditare questa spaccatura soltanto per provare ad allontanare le ombre ancora incombenti dell’inchiesta della procura di Milano, che indaga Caltagirone, Lovaglio e Milleri, numero uno di Delfin, per presunto concerto nell’utilizzo di Mps come mero strumento per scalare Mediobanca e a cascata Generali, vero obiettivo delle manovre. La tesi di una frattura netta non regge. Tra i sostenitori della lista che conferma Lovaglio figurano infatti Delfin e Banco Bpm, protagonisti anche dell’acquisizione dei pacchetti azionari Mps collocati dal Ministero dell’economia alla fine del 2025. A questi si aggiunsero Anima, sempre controllata da Banco Bpm, e il gruppo Caltagirone. Soggetti diversi, ma tutti riconducibili a un preciso piano di riassetto degli equilibri finanziari nazionali che, attraverso lo snodo decisivo di Mps, ha puntato dritto a Generali", ha aggiunto. "Proprio per questo, diventa sempre più urgente chiarire fino in fondo le complicità del governo in questa partita. Noi lo diciamo da tempo: il governo Meloni ha ceduto le residue partecipazioni pubbliche in Mps, banca risanata con 12 miliardi di euro dei contribuenti, ad alcune cordate finanziarie amiche, molto più granitiche di quanto oggi si voglia far apparire, senza spiegare in modo trasparente quale fosse l’interesse strategico nazionale perseguito e quale beneficio concreto ne derivasse per il sistema produttivo, per i lavoratori e per il risparmio degli italiani. Il punto politico resta intatto, al di là degli sviluppi giudiziari".
Dl Sicurezza, Musolino (Iv): "Servono maggiori controlli anche su armi da fuoco"
"Bisogna prevedere ulteriori controlli sul rilascio del porto d'armi, che oggi è affidato ad una procedura amministrativa che ha molta discrezionalità", ha detto la senatrice di Italia viva, Dafne Musolino, vicecapogruppo al Senato, durante il dibattito sul dl Sicurezza, sull'ordine del giorno che chiede di inasprire i controlli sulle procedure di rilascio del porto d'armi. "In questo decreto ci si focalizza solo sui coltelli", ha aggiunto, "ma anche le armi da fuoco vanno disciplinate e sottoposte a controlli incrociati. Non si può chiudere gli occhi su un problema così grande. Non sono state pochi i casi in cui persone che detenevano legalmente un'arma hanno ucciso qualcuno".
Governo, Faraone (Iv): "Da Meloni nuova disciplina olimpica: lo slalom tra le sue stesse parole"
"Giorgia Meloni ha scoperto una nuova disciplina olimpica: lo slalom tra le proprie dichiarazioni", ha scritto sui social Davide Faraone, vicepresidente di Italia viva. "Fino a ieri Viktor Orbán era il faro della democrazia ‘diversa', oggi diventa un dettaglio fastidioso. Poi c'è Donald Trump. Prima candidato al Nobel, adesso che alza il tiro e critica, improvvisamente diventa ingombrante. Stesso copione con Benjamin Netanyahu. Silenzio tombale per mesi su tutto, ma proprio tutto. Poi, quando l'aria cambia, ecco la presa di distanza. Inversioni ad u, come con Vladimir Putin, con l'euro, l'Europa. Il punto non è cambiare idea ma farlo sempre, su tutto, senza mai riconoscere nulla. Senza un errore, senza una parola, senza un minimo di dignità. Alla fine resta questo: una linea politica che non è una linea, ma una curva. Anzi, una serie infinita di inversioni a U".
Sondaggio YouTrend: Schlein avanti alle primarie, il campo largo supera il centrodestra
Nel sondaggio YouTrend per Sky Tg24, la leader del Pd Elly Schlein risulta in testa in caso di primarie del centrosinistra con un vantaggio netto sugli altri candidati. Sul piano delle coalizioni, il cosiddetto "campo largo" (Pd, M5S e Avs) si attesta al 43%, superando così di misura il centrodestra fermo al 42,1%, in un quadro che torna quindi competitivo.
Il decreto Primo maggio prende forma: il governo Meloni studia le misure che andranno nel testo
Nel provvedimento che il governo dovrebbe varare in occasione del Primo maggio, dovrebbero rientrare la proroga del bonus giovani per le assunzioni degli under 35, una spinta all’occupazione femminile e interventi in favore dei rider. Meloni ieri ha partecipato a un vertice a Palazzo Chigi, per definire tutte le norme in arrivo.
Energia, Salvini: "Non possiamo sostenere troppe guerre, costi li pagano i cittadini"
"Noi come Lega stiamo lavorando per tornare subito nel contesto del nucleare. Sono assolutamente a favore, è la forma di energia più moderna, più sicura e meno costosa. Quasi in tutti i Paesi europei ci sono centrali nucleari" ha detto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, in collegamento telefonico con Aria Pulita su 7Gold.
"L'obiettivo è il nucleare ma, intanto, non chiudere alcune centrali a carbone, investire in rinnovabili senza fare danni all'agricoltura e in prospettiva tornare ad acquistare gas dalla Russia, perché ci è stato chiuso quel rubinetto. Non possiamo sostenere troppe guerre perché poi i costi li pagano i cittadini, non li pagano a Bruxelles".
Israele incontra Marine Le Pen: nuova apertura diplomatica e rapporti più distanti con Meloni
L'ambasciatore israeliano Joshua Zarka avrebbe incontrato in forma riservata Marine Le Pen, segnando una svolta nei rapporti tra Israele e il Rassemblement National, storicamente tenuto a distanza da Tel Aviv. Secondo la ricostruzione riportata da fonti internazionali, il dialogo rientrerebbe in un più ampio riposizionamento diplomatico israeliano in Europa, in un contesto segnato da forti tensioni con il presidente francese Emmanuel Macron e da frizioni anche con l'Italia di Meloni. Una mossa che viene letta come un segnale politico di apertura verso nuove interlocuzioni nella destra europea, in una fase di crescente ridefinizione degli equilibri internazionali.
Ugo Rossi condannato a sei mesi per lesioni e resistenza dopo i disordini al ricreatorio Toti legati al Green Pass

Il consigliere comunale di Trieste Ugo Rossi è stato condannato a sei mesi di reclusione con sospensione condizionale per i fatti avvenuti nel 2022 al ricreatorio Toti, legati al mancato rispetto delle procedure di controllo del Green Pass e ai successivi momenti di tensione con personale comunale e polizia locale. Una condanna che si somma a una precedente sentenza per un episodio analogo, per un totale di undici mesi con sospensione condizionale e con risarcimenti e spese legali a suo carico. Rossi risulta tra gli esponenti locali che hanno aderito a Futuro Nazionale, partito politico del generale ed europarlamentare Roberto Vannacci.
Meloni ricorda il rogo di Primavalle: "Una delle pagine più buie degli anni di piombo"
"Dieci e ventidue anni. Avevano queste età Stefano e Virgilio Mattei il 16 aprile 1973, quando rimasero uccisi, bruciati vivi di notte nella loro casa, stretti in un abbraccio mentre cercavano di salvarsi. Due vite innocenti spezzate in modo atroce senza alcuna ragione, se non l'odio politico e ideologico di chi appiccò quel rogo: tre militanti di Potere Operaio che volevano intimidire Mario Mattei, padre di Stefano e Virgilio, "colpevole" solo del suo impegno politico. Una tragedia che segna una delle pagine più buie degli anni di piombo e che ci mostra dove può arrivare la violenza quando sostituisce il confronto", lo ha scritto sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. "Ricordare oggi la barbarie del rogo di Primavalle non è solo un esercizio di memoria, è un modo per rendere omaggio a Stefano, Virgilio e tutte le vittime di quegli anni, di qualunque colore politico, e condannare senza ambiguità ogni forma di violenza politica. Affinché certi drammi non si ripetano mai più".
Meloni a Parigi per il vertice sullo Stretto di Hormuz: focus su energia e sicurezza marittima
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, parteciperà venerdì 17 aprile alle ore 14 alla Conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz, in programma al Palazzo dell'Eliseo, a Parigi. Lo si legge nell'agenda ufficiale pubblicata da Palazzo Chigi. Il vertice sarà co-presieduto dal presidente francese Emmanuel Macron e dal primo ministro britannico Keir Starmer, con l'obiettivo di discutere la possibile riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico fondamentale per il transito di petrolio e gas, attualmente chiuso dall'Iran dall'inizio del conflitto. Alla riunione prenderà parte anche il cancelliere tedesco Friedrich Merz, insieme ad altri leader europei, in un confronto centrato sulla sicurezza delle rotte energetiche e sulla stabilità dei flussi commerciali internazionali.
Iran, Calenda: "Trump ha fatto casino, sbloccare Hormuz per evitare stop fabbriche"
In Iran "Donald Trump ha fatto lui il casino, insieme a Netanyahu sono andati a fare una guerra senza un obiettivo. Prima a Hormuz le petroliere ci passavano senza pagare nulla perche' erano acque internazionali, adesso gli iraniani ti chiedono i soldi. Hanno fatto un macello incredibile, e questa storia va chiusa il prima possibile altrimenti avremo lo stop produttivo delle fabbriche, una cosa che non sperimentiamo dagli anni '70", ha detto il leader di Azione, Carlo Calenda, ospite della trasmissione Mattino Cinque su Canale 5 parlando della situazione in Iran e nel Golfo. "La situazione va risolta non con mezzi militari perché l'Iran è un Paese enorme, i pasdaran, che noi pensiamo siano quelli coi turbanti e gli AK-47 , lì sono signori in giacca e cravatta che gestiscono il Paese", ha poi aggiunto.
Italia-Usa, Calenda: "Postura di Meloni sbagliatissima nei mesi passati"
"La postura in questi mesi della premier Giorgia Meloni nei confronti del presidente degli Stati Uniti "è stata sbagliatissima", ha dichiarato Carlo Calenda, ospite della trasmissione Mattino Cinque su Canale5. "Che Trump fosse un pazzo lo sapevamo prima che fosse eletto, che la Meloni non potesse dirlo era ovvio, ma che ci si adagiasse sull'idea che l'Italia avesse un canale preferenziale con gli Usa era una cosa non vera. Trump un canale preferenziale lo crea solo con chi gli dà i soldi" ha aggiunto il leader di Azione. "Meloni è stata una di quelle che ha spinto l'Ue a non reagire sui dazi, abbiamo fatto accordo con 18 punti percentuali a sfavore per le nostre aziende, poi ha rallentato l'Ucraina, ha fatto campagna elettorale di Orban".