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Bonus gite scolastiche 2026, platea si allarga: i requisiti per i 150 euro e il rischio per il caro energia

Il caro energia pesa anche sulle scuole, e rischia di far saltare anche le gite scolastiche non ancora organizzate per la primavera. I costi dei biglietti aerei e dei viaggi d’istruzione sono altissimi. Il ministero ha prolungato il Welfare gite, un contributo da 150 euro a studente, anche nel 2026. Ma non si tratta di nuove risorse in arrivo: è stata data alle scuole la possibilità di utilizzare le risorse residue dello stanziamento di 50 milioni di euro nel 2023, rendendo i requisiti d’accesso meno stringenti.
A cura di Annalisa Cangemi
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In una fase di forti rincari energetici, legati alla guerra in Iran, le ripercussioni si fanno sentire anche sulle attività scolastiche. Accantonato per il momento il rischio di tornare alla Dad, la soluzione estrema delle lezioni da remoto che ha contraddistinto la scuola ai tempi del Covid, le proposte dei sindacati si sono orientate sulla necessità di svolgere almeno le riunioni del collegio dei docenti a distanza, se lo Stretto di Hormuz non dovesse riaprire in fretta e se non si dovesse normalizzare il prezzo dei carburanti.

Al momento il caro energia rischia di ripercuotersi soprattutto sull'organizzazione delle gite scolastiche, almeno su quelle su cui non sono stati ancora firmati gli appalti nei mesi scorsi. I viaggi d'istruzione, soprattutto quelli all'estero, pesano notevolmente sulle tasche delle famiglie. Si parla anche di pacchetti da 500 euro a studente, prezzi altissimi dovuti anche all'impennata dei biglietti aerei. Chi non ha alle spalle genitori in grado di sostenere ingenti spese rischia di rimanere escluso e di perdere un'importante occasione di crescita personale e culturale, uno dei momenti più intensi e davvero formativi, anche per la socialità.

I requisiti per il bonus gite scolastiche 2026: le soglie ISEE per ottenerlo

È qui che entra in gioco il cosiddetto Welfare gite, un contributo messo in campo dal ministero dell'Istruzione, che è stato rinnovato anche per l'anno scolastico 2025/2026. Ma non si tratta di un nuovo bonus, con uno stanziamento ulteriore di risorse. È lo stesso ministero di Viale Trastevere a chiarirlo, con una nota dello scorso 5 dicembre 2025, in cui si specifica che le alle scuole superiori è consentito utilizzare le risorse residue non spese per tre esercizi finanziari consecutivi, impiegandole anche per quest'anno scolastico per sostenere le spese di viaggi e visite didattiche. Quindi, ricapitolando: non ci sono aiuti aggiuntivi in arrivo da parte di Viale Trastevere per questa voce.

Ma andiamo con ordine. Nel 2023 il dicastero guidato da Valditara stanzia 50 milioni di euro destinati alle agevolazioni per viaggi d'istruzione per studentesse e studenti, il Welfare gite, con un'attenzione particolare a chi proviene da famiglie svantaggiate. Si tratta di una misura rivolta alle scuole secondarie di secondo grado, che di solito propongono gite didattiche all'estero. Inizialmente la platea è molto ristretta e i requisiti stringenti: possono accedere solo le famiglie con ISEE inferiore a 5.000 euro, per ottenere un beneficio pari a 150 euro a studente.

Ma le adesioni sono poche. Per rendere attrattiva la misura successivamente la soglia viene alzata, e la platea si allarga alle famiglie con ISEE inferiore a 15.000 euro (sempre nella misura massima di 150 euro per ogni studente, fino ad esaurimento delle risorse assegnate alle scuole). Fino ad arrivare alla circolare n. 41136 del 5 dicembre 2025, che permette in pratica alle scuole di utilizzare i residui di bilancio a disposizione per quest'iniziativa (i soldi rimasti inutilizzati per tre esercizi finanziari consecutivi, quel che resta di quei 50 milioni di euro iniziali ripartiti tra le scuole) per un altro anno destinandoli alla stessa finalità, per sostenere le famiglie con ISEE basso.

Nella nota si parla espressamente di risorse "rimaste anche soltanto in parte giacenti nel bilancio delle istituzioni scolastiche interessate". Si specifica quindi che

le somme trasferite alle scuole statali per la realizzazione di progetti a carattere nazionale e regionale in materia di formazione e sviluppo dell'autonomia scolastica, rimaste inutilizzate per tre esercizi finanziari consecutivi, vengono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate ad apposito capitolo del bilancio del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca. Pertanto, si comunica alle istituzioni scolastiche in indirizzo la possibilità di utilizzare per un ulteriore esercizio finanziario le somme rimaste non impiegate, rispettando l’originario vincolo di destinazione.

In pratica, dopo tre anni, senza la nota ministeriale di dicembre, le risorse non spese dagli istituti sarebbero tornate al bilancio dello Stato. In questo modo le istituzioni scolastiche possono disporne ancora, ma con una novità: i criteri e i requisiti d'accesso all'agevolazione non vengono fissati dal ministero, ma possono essere definiti, nel rispetto dell'autonomia scolastica, dalle singole istituzioni e dai singoli Consigli d'istituto, tenuto conto delle necessità dei territori. Per questo diversi giornali e siti hanno riportato la notizia di un ampliamento della platea, con l'inclusione dei nuclei con soglia ISEE fino a 20.000 euro. Non si tratta però di una direttiva dall'alto: le condizioni di accesso possono quindi variare da scuola a scuola, in base a quando deliberato dal Consiglio d'istituto, per viaggi che superino una spesa minima di 300 euro.

Come fare domanda per il Welfare gite 2026: le scadenze

La domanda va compilata tramite i moduli predisposti dalle segreterie scolastiche: il contributo può essere erogato tramite sconto diretto sul pagamento del viaggio o come rimborso. Per quanto riguarda le scadenze, non esiste una data unica per tutti gli studenti: proprio in virtù dell'autonomia scolastica, la data ultima per fare domanda può variare.

Le risorse del Welfare gite, lo ricordiamo, restano comunque molto limitate: 150 euro di contributo non riescono a rispondere ai bisogni di studenti e studentesse. E non sembra ci siano nuovi aiuti in programma da parte del governo a sostegno di queste attività.

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