
Gli aggiornamenti dalla guerra tra Iran, Usa e Israele: il presidente del Libano Joseph Aoun e il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu "hanno concordato che, al fine di raggiungere la pace tra i loro Paesi, inizieranno formalmente un cessate il fuoco di 10 giorni alle 17 EST (le 23 in Italia, ndr)".
Lo ha annunciato il presidente Usa Donald Trump su Truth Social. Sul fronte iraniano invece gli Stati Uniti hanno riferito di aver “completamente attuato” il blocco dello Stretto di Hormuz. Da Teheran, però, arrivano segnali contrastanti: apertura a una riapertura parziale, ma anche minacce di “affondare le navi americane”.
Esercito libanese esorta residenti alla prudenza fino ad entrata in vigore del cessate il fuogo
L'esercito libanese ha esortato i residenti alla prudenza nei villaggi e nelle aree del Libano meridionale dopo il cessate il fuoco. L'esercito raccomanda la prudenza fino all'entrata in vigore dell'accordo, chiedendo di evitare le zone occupate dall'esercito israeliano. Il comunicato avverte inoltre del pericolo rappresentato dalla potenziale presenza di ordigni inesplosi nella regione.
BBC: "Nessun piano israeliano per il ritiro delle truppe in Libano durante il cessate il fuoco"
Secondo quanto riporta la BBC, il gabinetto di sicurezza israeliano è riunito in una seduta d'urgenza convocata da Netanyahu: i partecipanti avrebbero avuto solo cinque minuti di preavviso e non vi sarebbero piani per il ritiro dei soldati schierati in Libano durante il cessate il fuoco di 10 giorni.
Libano, Von der Leyen: "Tregua è un sollievo, ora percorso verso pace duratura"
"Accolgo con favore il cessate il fuoco di 10 giorni annunciato tra Israele e Libano, mediato dal Presidente Trump. È un sollievo, poiché questo conflitto ha già mietuto troppe vittime". Lo ha scritto su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
"Ora non abbiamo bisogno solo di una pausa temporanea, ma di un percorso verso una pace duratura -ha aggiunto – L'Europa continuerà a chiedere il pieno rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale del Libano. E continueremo a sostenere il popolo libanese attraverso un consistente aiuto umanitario".
Il ministro Crosetto: "Serve consolidare rapidamente tregua Libano-Israele"
Ora "serve consolidare rapidamente la tregua anche in Libano e penso ci siano tutte le condizioni perché possa essere fatto in tempi rapidi". Lo ha scritto in un messaggio su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto, dopo l'annuncio di cessate il fuoco tra Libano e Israele proclamato dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
Crisi del carburante, il direttore dell’AIE avverte: “L’Europa ha circa 6 settimane di riserve per i voli”

Il direttore dell’Agenzia Internazionale dell’Energia avverte: “L’Europa ha circa 6 settimane di carburante se la chiusura dello Stretto di Hormuz prosegue, con possibili cancellazioni di voli a breve”. L’UE intanto studia contromisure per gestire la crisi.
Trump: "Inviterò Aoun e Netanyahu alla Casa Bianca per i colloqui di pace"
Donald Trump ha annunciato che inviterà i leader di Israele e del Libano alla Casa Bianca per colloqui di pace, poco dopo aver annunciato un cessate il fuoco temporaneo tra i due Paesi. "Inviterò il Primo Ministro di Israele, Bibi Netanyahu, e il Presidente del Libano, Joseph Aoun, alla Casa Bianca per i primi colloqui significativi tra Israele e Libano dal 1983", ha scritto il presidente su Truth, aggiungendo che "entrambe le parti desiderano la pace, e credo che ciò accadrà, e in fretta!".

Media israeliani: "Netanyahu convoca riunione d'urgenza dopo annuncio cessate il fuoco"
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha convocato d'urgenza una riunione telefonica con i membri del gabinetto di sicurezza di Israele per discutere del cessate il fuoco con il Libano. Lo riferiscono i media israeliani.
Netanyahu avrebbe avvisato i membri del gabinetto in concomitanza con l'annuncio del presidente statunitense, Donald Trump, di un cessate il fuoco di dieci giorni tra Israele e Libano, che dovrebbe entrare in vigore questa sera alle 23, ora italiana.
Secondo le stesse fonti, diversi ministri hanno manifestato disappunto per essere venuti a conoscenza della notizia tramite i media e senza aver prima espresso un voto sull'accordo.
Il ministro Tajani: "Chiesto a Pechino d'intervenire su Medio Oriente e Ucraina"
Il vicepremier e ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani, ha riferito d'aver chiesto alla Cina "d'intervenire da un lato sull'Iran, ma dall'altro lato anche sulla Russia" per fermare i conflitti in corso. Lo ha riferito oggi in un punto stampa a Pechino dopo il colloquio con l'omologo, Wang Yi, ravvisando il "grande potere d'influenza" di Pechino nei confronti di Teheran e Mosca.
Trump annuncia 10 giorni di cessate il fuoco tra Israele e Libano dalle 23 di oggi
Il presidente del Libano Joseph Aoun e il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu "hanno concordato che, al fine di raggiungere la pace tra i loro Paesi, inizieranno formalmente un cessate il fuoco di 10 giorni alle 17 Est (le 23 in Italia, ndr)".
Lo ha annunciato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump su Truth Social, sottolineando che: "Ho dato istruzioni al vicepresidente JD Vance e al segretario di Stato Marco Rubio, insieme al presidente del Joint Chiefs of Staff, il generale Dan Caine, di lavorare con Israele e Libano per ottenere una pace duratura". "È stato un mio onore aver risolto 9 guerre nel mondo, e questa sarà la decima, quindi andiamo: FACCIAMOLO!", ha aggiunto il presidente.

Fonti israeliane: "Trump ha sentito Netanyahu per il cessate il fuoco in Libano"
Secondo due fonti israeliane, il presidente Donald Trump ha parlato con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, mentre gli Stati Uniti premono per un cessate il fuoco tra Israele e Libano. Una delle fonti ha affermato che un cessate il fuoco potrebbe essere possibile entro poche ore, sebbene non sia chiaro chi dovrebbe fare un annuncio del genere. Anche un'altra fonte regionale a conoscenza dei colloqui ha indicato che un cessate il fuoco sembrava imminente.
Hezbollah lancia razzi verso sobborgo di Haifa
Poco fa Hezbollah ha lanciato una raffica di cinque razzi contro il sobborgo di Krayot ad Haifa. Lo hanno reso noto i media israeliani. Secondo l'Idf, alcuni dei razzi lanciati dal Libano sono stati intercettati, mentre altri hanno colpito aree aperte.
La presidenza del Libano: "Trump si è impegnato a soddisfare richiesta cessate il fuoco"
Durante la conversazione con il presidente libanese Joseph Aoun, il presidente Usa Donald Trump ha espresso "il suo sostegno al presidente Aoun e al Libano, sottolineando il suo impegno a soddisfare la richiesta libanese di un cessate il fuoco il prima possibile".
Lo si legge in un post su X della presidenza libanese, nel quale si spiega che "durante la conversazione, il presidente Aoun ha rinnovato i propri ringraziamenti per gli sforzi che Trump sta compiendo al fine di raggiungere un cessate il fuoco in Libano e garantire una pace e una stabilità durature, aprendo la strada al completamento del processo di pace nella regione. Ha auspicato il proseguimento di tali sforzi per porre fine ai combattimenti il prima possibile".
14 navi hanno invertito la rotta per conformarsi al blocco navale imposto da Stati Uniti
Quattordici navi hanno invertito la rotta per conformarsi al blocco imposto dagli Stati Uniti sui porti e sulle aree costiere iraniane. La notizia arriva dal Comando centrale degli Stati Uniti, che supervisiona le forze statunitensi in Medio Oriente. Secondo quanto riferito da funzionari statunitensi al "Wall Street Journal", nessuna nave finora ha violato il blocco nelle 72 ore dall'inizio dell'operazione da parte degli Stati Uniti, avvenuto lunedì. Il generale Caine, presidente del Joint Chiefs of Staff, ha tenuto a precisare che l'azione degli Stati Uniti "è un blocco dei porti e della costa dell'Iran, non un blocco dello Stretto di Hormuz".
Presidente del parlamento iraniano: "Cessate il fuoco in Libano per noi importante quanto quello in Iran"
"Un cessate il fuoco in Libano è altrettanto importante quanto quello in Iran", lo ha precisato il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf in una intervista riportata dal Guardian. Tutto in una conversazione telefonica con il suo omologo libanese, Nabih Berri: durante la chiamata il funzionario iraniano ha precisato che Teheran sta "cercando seriamente di costringere i nemici a stabilire un cessate il fuoco permanente in tutte le aree di conflitto in conformità con l’accordo" raggiunto con gli Stati Uniti l’8 aprile. E ancora: "Un cessate il fuoco in Libano è importante per noi quanto un cessate il fuoco in Iran".
Libano, raid israeliano su alcune squadre di soccorso: uccisi quattro paramedici nel sud del Paese
Le forze armate israeliane hanno effettuato tre raid consecutivi contro alcune squadre di soccorso impegnate in una missione umanitaria nel sud del Libano, secondo le autorità libanesi. Il bilancio è di almeno quattro paramedici uccisi e diversi altri feriti.
Il Ministero della Salute pubblica libanese ha riferito che Israele ha colpito le squadre di emergenza “per tre volte consecutive” nella città di Mayfadoun, nel sud del Paese, nella giornata di mercoledì. In un primo bilancio, il ministero ha indicato almeno tre morti e sei feriti tra i paramedici.
Successivamente, il conteggio delle vittime è salito ad almeno quattro paramedici uccisi, secondo l’Agenzia nazionale di stampa libanese (NNA). Le squadre si trovavano “in missione di soccorso a seguito di un raid che aveva colpito la città”, ha riferito l’agenzia.
“Mentre erano nell’area, sono stati presi di mira da un attacco con drone, che ha causato la morte dei quattro paramedici”, ha aggiunto la NNA.
Infantino: “L'Iran deve essere ai Mondiali negli Usa”, escluso lo spostamento delle partite
“L'Iran deve esserci negli Stati Uniti per il Mondiale”: così il presidente della FIFA Gianni Infantino, che si dice convinto della partecipazione della nazionale iraniana alla Coppa del Mondo, nonostante le tensioni politiche e le richieste di esclusione o spostamento delle partite.
Secondo Infantino, la squadra iraniana giocherà negli Stati Uniti “di sicuro”. Una posizione espressa mentre il ministro dello Sport iraniano sostiene l’impossibilità di partecipare a causa della guerra, e mentre Donald Trump avrebbe avanzato minacce legate alla “vita e alla sicurezza” dei giocatori.
Nel frattempo, nel contesto della tregua di due settimane mediata dal Pakistan nel conflitto tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran, Teheran continua a chiedere lo spostamento delle proprie partite in Messico, uno dei tre Paesi ospitanti insieme a Stati Uniti e Canada.
La FIFA, però, ha escluso ogni ipotesi di relocation, menzionando problemi logistici e ribadendo le garanzie di sicurezza per giocatori e staff della nazionale iraniana.
Allarme energia, IEA: "In Europa possibili cancellazioni di voli per carenza di carburante"
Se le forniture di petrolio dovessero rimanere bloccate a causa del conflitto con l’Iran, in Europa potrebbero verificarsi cancellazioni di voli. A lanciare l’allarme è il direttore dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, citato dall’Associated Press.
Secondo Fatih Birol, il continente europeo disporrebbe ancora di “forse sei settimane circa” di carburante per aerei. Una stima che riprende un precedente avvertimento diffuso in un podcast del 1° aprile, in cui aveva già segnalato il rischio di carenze di jet fuel e diesel entro fine mese o, al più tardi, l’inizio di maggio.
Nel suo intervento più recente, Birol ha spiegato che, se lo Stretto di Hormuz non dovesse riaprire, “presto sentiremo la notizia che alcuni voli da una città A a una città B potrebbero essere cancellati a causa della mancanza di carburante per aerei”.
Le sue previsioni risultano leggermente meno allarmistiche rispetto ad altri scenari delineati negli ultimi giorni: il 9 aprile, infatti, ACI Europe — l’associazione che rappresenta gli aeroporti europei — aveva indicato una finestra ancora più ristretta, parlando di sole tre settimane prima di una possibile carenza.
Intanto le compagnie aeree stanno già reagendo all’aumento dei prezzi del carburante, iniziando a ridurre o cancellare alcune tratte meno redditizie, mentre il costo del jet fuel continua a salire dall’inizio del conflitto.
UK, ministro Falconer: "Deve esserci un cessate il fuoco in Libano”
“Deve esserci un cessate il fuoco in Libano”: così il ministro britannico per il Medio Oriente, Hamish Falconer, ha chiesto lo stop delle ostilità e ha accolto positivamente l’avvio di colloqui diretti tra Israele e Libano. “Questo non è un conflitto causato dal Libano… deve esserci un cessate il fuoco. Accogliamo con favore i colloqui già avviati”, ha dichiarato Falconer.
Il ministro ha aggiunto che “gli attacchi in Libano hanno avuto un effetto devastante sui civili”. Ha poi ribadito che “Hezbollah deve smettere di sparare” e deve essere disarmato, sottolineando che “deve essere il governo libanese ad avere il monopolio dell’uso della forza nel Paese”.
Falconer non ha invece fatto riferimento agli attacchi israeliani, che dall’escalation delle ostilità hanno causato oltre 2.100 morti e più di un milione di sfollati in Libano.
Martedì Israele e Libano hanno concordato l’avvio di negoziati diretti dopo un incontro tra gli ambasciatori dei due Paesi negli Stati Uniti.
Hegseth all'Iran: "Scelga saggiamente o blocco dello Stretto di Hormuz continuerà"
Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha avvertito i leader iraniani che il blocco dei porti, con riferimento allo Stretto di Hormuz, e la pressione economica continueranno, a meno che non “scelgano saggiamente”.
“Nel frattempo, e per tutto il tempo necessario, manterremo questo blocco di successo. Ma se l’Iran sceglierà male, allora si troverà di fronte a un blocco e a bombardamenti contro infrastrutture, energia e settore energetico”, ha dichiarato Hegseth nel corso di una conferenza stampa, aggiungendo che anche il Dipartimento del Tesoro sta “massimizzando la pressione economica”.
“Prego che scegliate un accordo alla vostra portata, per il bene del vostro popolo e del mondo”, ha aggiunto.
Il capo di Stato Maggiore congiunto, generale Dan Caine, ha ribadito le dichiarazioni di Hegseth, affermando: “Vorrei sottolineare che, durante questa pausa, la forza congiunta degli Stati Uniti resta schierata e pronta a riprendere il combattimento su larga scala”.
Hegseth: “Usa pronti a combattere se l’Iran rifiuta l’accordo”
Gli Stati Uniti sono pronti a riprendere le operazioni militari nel caso in cui l’Iran rifiuti un accordo. Lo afferma il capo del Pentagono Pete Hegseth, secondo cui le forze americane sarebbero in grado di riattivare il combattimento qualora Teheran non accetti un’intesa.
Hegseth sostiene inoltre che gli Stati Uniti stiano controllando il traffico nello Stretto di Hormuz, affermando che l’Iran “non ha più una marina militare”. Una dichiarazione con cui rivendica il ruolo della US Navy nell’area strategica.
Il segretario alla Difesa ha infine ribadito che Washington manterrà un blocco navale dell’Iran “per tutto il tempo necessario”, nel corso di un briefing tenuto a Washington, DC.
Libano, Israele distrugge ponte strategico di Qasmiyeh tra Tiro e Sidone
L’Agenzia Nazionale di Notizie del Libano (NNA) riferisce che l’esercito israeliano ha distrutto un ponte strategico nel sud del Libano. "Aerei nemici hanno effettuato due attacchi consecutivi sul ponte di Qasmiyeh, l’ultimo ponte rimasto tra le regioni di Tiro e Sidone, distruggendolo completamente", ha riportato la NNA.
Turchia: "Necessario adottare approccio costruttivo nei negoziati Usa-Iran"
La Turchia ha esortato Stati Uniti e Iran ad adottare un approccio "costruttivo" nei negoziati in corso per porre fine alla guerra, ribadendo il proprio sostegno agli sforzi diplomatici per trasformare l'attuale tregua temporanea in un accordo di pace duraturo. In una dichiarazione, il ministero della Difesa turco ha affermato che Ankara continuerà a sostenere i colloqui di pace tra le due parti e a collaborare con partner regionali e internazionali per prevenire un'ulteriore escalation.
"Continueremo a fornire il sostegno necessario affinche' l'attuale cessate il fuoco si trasformi in una tregua permanente e, infine, in una pace duratura, senza diventare piu' complesso e difficile da gestire", ha dichiarato il ministero della Turchia, membro della Nato e Paese confinante con l'Iran. Il dicastero ha sottolineato che l'impegno diplomatico rimane l'unica via praticabile, esortando sia Washington che Teheran a rimanere "costruttivi" nel processo negoziale.
Ing: "-13 milioni di barili di petrolio da inizio guerra, Brent a 96 dollari nel secondo trimestre"
A causa del blocco dello Stretto di Hormuz si è registrata una riduzione di circa 13 milioni di barili al giorno di petrolio provenienti dal Golfo Persico. Questo dato tiene conto delle deviazioni degli oleodotti, delle petroliere iraniane che continuano a transitare attraverso lo Stretto (sebbene la situazione potrebbe cambiare con il recente blocco statunitense), nonché di altre petroliere che attraversano questo punto strategico.
Lo rileva una nuova analisi di Ing, secondo cui sebbene il rilascio di scorte di emergenza e lo svuotamento delle riserve galleggianti abbiano contribuito a sostenere il mercato, "la carenza rimane significativa".
"Stiamo già assistendo razionamenti energetici, soprattutto in alcune zone dell'Asia, con diversi governi della regione che hanno annunciato misure per ridurre il consumo"; ha spiegato Warren Patterson, analista capo Materie prime di Ing.
"Chiaramente, più a lungo persisterà questa situazione, maggiore sarà la riduzione della domanda necessaria, che dovrà avvenire anche in altre regioni. Per stimolare ulteriormente la riduzione della domanda, sarà necessario un aumento dei prezzi del petrolio".
Ing stima che una graduale ripresa dei flussi energetici nel corso del secondo trimestre anche se rimarranno al di sotto dei livelli prebellici almeno fino alla fine dell'anno. Ciò porterebbe il Brent a una media di 96 dollari al barile nel secondo trimestre del 2026 e di 89 dollari al barile per l'intero anno 2026.
Domani Meloni a Parigi per la conferenza su navigazione nello stretto di Hormuz
La Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, parteciperà domani, 17 aprile, alla conferenza sulla navigazione marittima nello Stretto di Hormuz, organizzata a Parigi con il Presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, e il Primo Ministro del Regno Unito, Keir Starmer. È quanto si legge sull'agenda di Palazzo Chigi.
Presidente del Parlamento libanese sente omologo iraniano: "Cessate il fuoco includa anche nostro Paese"
Il presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri, ha ricevuto oggi una telefonata dall'omologo iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, nel corso della quale le parti hanno sottolineato la necessità che il cessate il fuoco regionale includa anche il Libano.
Berri, figura chiave del sistema politico libanese e leader del movimento sciita Amal, è considerato uno degli interlocutori centrali nel campo filo-iraniano nel Paese, insieme a Hezbollah.
Dal 1992 alla guida del Parlamento, Berri rappresenta uno dei pilastri dell'equilibrio istituzionale libanese e un mediatore ricorrente nelle crisi interne e regionali, con un ruolo consolidato nei rapporti tra Beirut, Teheran e gli attori del cosiddetto Asse della resistenza.
Ghalibaf, esponente di primo piano dell'ala conservatrice iraniana ed emerso come interlocutore negli ultimi negoziati con gli Stati Uniti, ha ribadito in questi giorni la linea di Teheran sulla necessità di rispettare gli accordi di cessate il fuoco e sul legame tra Iran e i suoi alleati regionali.
Il contatto si inserisce nel quadro delle gravi tensioni lungo il fronte meridionale del Libano, dove proseguono gli scontri tra Israele e Hezbollah, e riflette il coordinamento politico tra le componenti sciite dell'area.
Usa: ambasciatore Iran in Vaticano: "Parole di Trump sul Papa sono segno di debolezza"
"Recentemente, con profondo rammarico, il mondo ha assistito alle offese e alla mancanza di rispetto manifestate da Donald Trump nei confronti di Sua Santità, promotore della pace, della giustizia e dell’opposizione alla violenza e alla guerra. Nel condannare fermamente tali comportamenti irragionevoli, sostengo che nessun governo o potere ha il diritto di biasimare o insultare una voce che invita alla pace. Il potere, quando si svuota dell’etica, si trasforma in uno strumento cieco; la religione, nella sua forma più autentica, è sempre vigile e critica nei confronti del potere, non sua subordinata. Offendere le guide religiose che parlano in favore della pace e della giustizia equivale, in verità, a offendere quei valori che costituiscono il fondamento di ogni società umana. Tali comportamenti non sono segno di forza, bensì manifestazione di debolezza dinanzi a una verità che non può essere messa a tacere". Così l'ambasciatore dell'Iran presso la Santa Sede, Mohammad Hossein Mokhtari, in una lettera indirizzata a Papa Leone XIV
Media: "Iran valuta parziale riapertura dello Stretto di Hormuz da lato dell'Oman"
L’Iran starebbe valutando – e in parte avrebbe già messo sul tavolo – l’ipotesi di consentire la libera navigazione delle navi lungo il lato omanita dello Stretto di Hormuz. La proposta, emersa nelle ultime ore attraverso fonti diplomatiche internazionali, si inserirebbe in un possibile accordo più ampio con gli Stati Uniti e verrebbe letta come un primo, cauto segnale di allentamento della tensione in un passaggio strategico da cui transita circa il 20% dei flussi globali di petrolio e gas.
Il quadro, però, resta estremamente fragile. Da Teheran, il consigliere della guida suprema Mohsen Rezaei ha attaccato duramente il presidente americano Donald Trump, accusandolo di voler “fare il poliziotto” nello Stretto. Rezaei ha anche avvertito che le unità statunitensi coinvolte nelle operazioni di controllo e blocco potrebbero trasformarsi in bersagli in caso di un’ulteriore escalation.
A complicare il quadro si è aggiunta un’altra indiscrezione, rilanciata dal Financial Times ma subito smentita da Pechino: secondo il quotidiano, l’Iran avrebbe impiegato asset militari cinesi per colpire gli Stati Uniti. In particolare, si fa riferimento al satellite spia TEE-01B, che – stando alle ricostruzioni – sarebbe stato acquistato nel 2024 dalla Forza aerospaziale del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica per circa 250 milioni di renminbi (pari a 36,6 milioni di dollari), dopo il lancio avvenuto dalla Cina.
Libano, presidente Aoun: “Il cessate il fuoco con Israele punto di partenza per i negoziati”
Il cessate il fuoco che il Libano “chiede a Israele” rappresenta un “naturale punto di partenza per negoziati diretti tra i due Paesi”. Lo ha dichiarato il presidente libanese Joseph Aoun durante un incontro con il ministro britannico per il Medio Oriente.
In una nota diffusa sui social, Aoun ha sottolineato che “il Libano è impegnato a fermare l’escalation nel sud e in tutte le regioni del Paese, affinché cessino gli attacchi contro civili – donne, uomini e bambini – e si interrompa la distruzione di case nei villaggi e nelle città libanesi”.
Il presidente ha inoltre precisato che i negoziati con Israele “devono essere condotti esclusivamente dalle autorità libanesi”, nel rispetto della sovranità nazionale.
Aoun ha aggiunto che “il ritiro delle forze israeliane dai territori libanesi è un passaggio essenziale per consolidare il cessate il fuoco” e che l’esercito libanese dovrà essere
L'intervista di Fanpage.it all'esperto di energia: quali sono le conseguenze del blocco di Hormuz per l'Italia
Pierpaolo Cazzola, studioso esperto di energia, ha spiegato a Fanpage.it quali sono le conseguenze del blocco dello Stretto di Hormuz. Non solo petrolio e gas, ma cibo e fertilizzanti passano per lo stretto. In Europa, l’Italia ha puntato storicamente sul gas: oggi paga quella scelta, mentre i Paesi che hanno scelto nucleare o rinnovabili sono meno esposti alla crisi energetica.
Media libanesi: ipotesi di telefonata trilaterale su tregua tra Israele e Libano
Il quotidiano libanese Al-Jadeed riferisce che sarebbero in corso iniziative diplomatiche per organizzare una telefonata trilaterale tra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il presidente libanese Joseph Aoun e il Segretario di Stato americano Marco Rubio.
Secondo quanto riportato dal giornale, il contatto avrebbe come tema centrale la possibilità di un cessate il fuoco tra Israele e Libano e l’avvio di un percorso condiviso per l’attuazione di misure reciproche, finalizzate a raggiungere un’intesa più stabile tra le due parti.