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Guerra tra Iran, Usa e Israele

Le notizie del 31 maggio sulla crisi in Iran

Negoziati di pace ancora in stallo, Trump insiste sulla riapertura senza pedaggi dello Stretto di Hormuz e sul no alle armi nucleari per Teheran.

31 Maggio 2026, 08:10 ULTIMO AGGIORNAMENTO 31 MAGGIO 2026 - 23:15
A cura di Giorgia Venturini, Giulia Casula, Antonio Palma
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Donald Trump avrebbe chiesto modifiche all'accordo con Teheran: la Casa Bianca insiste sulla riapertura senza pedaggi dello Stretto di Hormuz e sul no alle armi nucleari per l'Iran. Hegseth avverte che Washington è "più che in grado" di riprendere la guerra. Pezeshkian insite: "Un'intesa dignitosa è possibile". Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha accusato Israele di perseguire una "politica della terra bruciata" mentre le forze israeliane espandono l'invasione di terra.

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22:32

Media: "Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian presenta le dimissioni". Ma arriva subito la smentita

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian avrebbe presentato una lettera di dimissioni alla guida suprema, l'ayatollah Mojtaba Khamenei. Lo riporta il sito dell'opposizione iraniana Iran International, ma poco dopo il governo di Teheran ha smentito tutto accusando i media di "diffondere notizie false" a riguardo. Il presidente iraniano, citato da al Arabiya, ha poi così affermato: "Continuo a lavorare in questo campo e sono pronto a qualsiasi evenienza", sottolineando il suo impegno a proseguire il suo lavoro anche in questo periodo, sottolineando che l'Iran si trova "su un percorso irto di difficoltà e ostacoli".

A cura di Giorgia Venturini
21:59

L'Idf dice di ave ucciso "900 terroristi di Hezbollah dall'inizio del cessate il fuoco"

L'esercito israeliano ha ucciso "900 terroristi di Hezbollah dall'inizio del cessate il fuoco", il 16 aprile. Lo ha riferito l'Idf, aggiungendo che da stamattina ha colpito decine di siti di Hezbollah. "Parallelamente all'avanzamento delle operazioni nell'area di Beaufort Ridge – ha aggiunto in un post su Telegram – oggi l'esercito ha colpito depositi di armi, centri di comando presidiati e ulteriori infrastrutture di Hezbollah nell'area di Tiro e in altre zone del Libano meridionale". Il ministero della Salute libanese ha riferito che 3.412 persone sono state uccise e altre 10.269 ferite dall'inizio del conflitto del 2026 tra Hezbollah e Israele, lo scorso 2 marzo.

A cura di Giulia Casula
21:30

Netanyahu presiede riunione di sicurezza dopo l'invasione in Libano

Il primo ministro Benjamin Netanyahu sta tenendo una consultazione di alto livello sulla sicurezza a seguito dell'intensificarsi dei combattimenti contro Hezbollah in Libano, come confermato al Times of Israel da un funzionario israeliano. L'incontro si svolge nel contesto degli sforzi israeliani per ottenere il sostegno di Washington agli attacchi contro il gruppo terroristico a Beirut, secondo quanto riportato da Canale 12. Netanyahu ha avuto una discussione simile ieri sera, poiché Gerusalemme punta a passare da una strategia incentrata sul controllo del territorio nel Libano meridionale a operazioni aeree più ampie, che coinvolgano anche Beirut. Netanyahu ha parlato ieri al telefono con il Segretario di Stato americano Marco Rubio, cercando di convincere lui e altri alti funzionari dell'amministrazione Trump che Israele non puo' di fatto concedere l'immunita' a Hezbollah a Beirut.

A cura di Giulia Casula
21:00

Araghchi: "Dialogo con gli Usa in corso ma tutto ciò che viene detto ora è speculazione"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato che "il dialogo e lo scambio di messaggi sono in corso" con gli Stati Uniti, nonostante la fase di stallo dei negoziati. Lo riporta Al Jazeera citando l'agenzia iraniana Irna. Per Araghchi "non è possibile esprimere un giudizio finché non si giunge a una conclusione chiara; tutto ciò che viene detto ora è speculazione e non dovrebbe essere preso sul serio finché non ci saranno certezze".

A cura di Giulia Casula
20:30

Media: ayatollah Khamenei non ha ancora risposto a proposta Usa

La Guida Suprema iraniana, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, non ha ancora risposto all'ultima proposta presentata dagli Stati Uniti. Lo riferiscono al Jerusalem Post due fonti a conoscenza del dossier. Secondo le stesse fonti, Khamenei deve ancora esprimersi anche sulla precedente bozza di Memorandum d'intesa (MoU) concordata martedì scorso dai negoziatori iraniani e statunitensi. L'ultima proposta inviata da Washington, e condivisa con fonti israeliane, rifletterebbe una linea più dura dell'amministrazione del presidente Donald Trump sia sullo Stretto di Hormuz sia sul programma nucleare iraniano. "Il presidente Trump è rimasto irritato dalla mancata risposta di Khamenei alla proposta precedente e, di conseguenza, ha inasprito le richieste statunitensi nei confronti dell'Iran", ha affermato una delle fonti citate dal quotidiano israeliano. Secondo alti funzionari israeliani, appare difficile immaginare che Teheran possa accettare l'ultima proposta avanzata dagli Stati Uniti.

A cura di Giulia Casula
20:21

Domani riunione di emergenza del Consiglio sicurezza Onu sul Libano

Il Consiglio di sicurezza dell'Onu terrà una riunione d'emergenza sul Libano lunedì. Lo hanno reso noto fonti diplomatiche dopo la richiesta della Francia.

A cura di Giulia Casula
19:31

Macron: "Francia pronta a fare la sua parte per la riapertura di Hormuz"

Una volta che Stati Uniti e Iran avranno raggiunto un accordo, "la Francia è pronta a fare la sua parte, contribuendo alla ripresa del traffico marittimo con la missione multinazionale indipendente istituita con il Regno Unito, sostenendo le discussioni sul nucleare con la sua esperienza e le sue capacità, e contribuendo alla necessaria creazione di un quadro di sicurezza regionale, con i partner di cui ha contribuito a garantire la protezione negli ultimi mesi", lo ha ribadito su X il presidente francese Emmanuel Macron, dopo i contatti delle ultime ore con i leader di Oman, Emirati, Arabia Saudita ed Egitto.

A cura di Giulia Casula
18:44

Quattro militari Usa feriti durante un raid su base Kuwait

Attacco missilistico balistico iraniano contro una base aerea kuwaitiana la scorsa settimana. Oggi si sa che quattro militari statunitensi e tre contractor sono rimasti feriti, ma non sono gravi. Lo ha riferito un funzionario statunitense alla CBS News aggiungendo anche che tutti e sette sono tornati in servizio entro 24 ore. Mercoledì scorso l'Iran ha lanciato un missile balistico verso il Kuwait. Attacchi con droni e missili erano stati registrati anche durante la mattinata successiva. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato giovedì di aver preso di mira una base americana in rappresaglia per gli attacchi statunitensi nella parte meridionale del Paese, senza tuttavia specificare l'ubicazione della base.

A cura di Giorgia Venturini
18:43

Teheran: "L'ombra della guerra incombe ma siamo pronti"

Secondo l'agenzia di stampa ufficiale iraniana IRNA, la portavoce del governo iraniano Fatemeh Mohajerani ha dichiarato che "l'ombra della guerra incombe ancora  ma le nostre forze armate sono ancora pronte a intervenire". Mohajerani ha affermato che il nuovo assetto marittimo dello Stretto di Hormuz e i negoziati in corso procedono di pari passo con la volontà del popolo, che ha definito "il carburante per i missili iraniani". Ha aggiunto che anche la ripresa economica dell'Iran è in corso. Ha definito il blocco navale statunitense "pirateria", avvertendo che potrebbe avere ripercussioni sul mercato. Il governo, ha affermato, sta facendo tutto il possibile per gestire il mercato, concentrandosi sul mantenimento della sostenibilità della domanda e dell'offerta.

A cura di Antonio Palma
18:29

Idf: "Drone di Hezbollah colpisce sito militare israeliano"

Un drone che si ritiene lanciato da Hezbollah ha colpito una postazione militare nella regione della Galilea, vicino al confine con il Libano. Lo riferiscono le Idf. Non si segnalano feriti e le Forze di Difesa Israeliane affermano che l'incidente è oggetto di ulteriori indagini. Inoltre, un razzo lanciato dal Libano verso l'area di Safed è stato intercettato, secondo quanto riferito dalle forze armate.

A cura di Antonio Palma
18:15

Egitto: "Piena solidarietà al Libano, Israele abbandoni il territorio"

Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha rinnovato al primo ministro libanese, Nawaf Salam, "la piena solidarietà dell'Egitto di fronte alle delicate sfide che il Paese sta affrontando". Il Cairo ha ribadito la richiesta di un "ritiro completo da parte di Israele da tutto il territorio libanese", ha detto Abdelatty nel corso di una telefonata secondo quanto riferito da un portavoce, sottolineando che "qualsiasi violazione della sovranità, dell'unità e dell'integrità territoriale del Libano costituisce una flagrante violazione del diritto internazionale e della Risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite". Ha inoltre ribadito la necessità di "garantire il controllo esclusivo degli armamenti da parte dello Stato libanese", considerandolo "il pilastro fondamentale della sicurezza e della stabilità del Libano".

A cura di Antonio Palma
17:58

Il bilancio delle vittime in Libano a causa degli attacchi israeliani sale a 3.412 morti

Il bilancio delle vittime in Libano a causa degli attacchi israeliani sale a 3.412 morti. Lo comunica ill Ministero della Salute libanese affermando che il bilancio delle vittime della campagna militare israeliana è salito a 3.412 persone, con altre 10.269 ferite dal 2 marzo scorso. Il bilancio complessivo del ministero comprende le vittime registrate tra il 2 marzo e il 31 maggio.

A cura di Antonio Palma
17:45

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane attaccano gruppi armati nel nord dell'Iraq

I media statali iraniani affermano che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha lanciato attacchi contro basi utilizzate da gruppi separatisti armati nel nord dell'Iraq. L'operazione è stata condotta dalle forze di terra delle Guardie Rivoluzionarie, ma i rapporti non specificavano quali gruppi fossero stati presi di mira né fornivano dettagli sui luoghi colpiti.

A cura di Antonio Palma
17:33

Le forze israeliane sono entrare in Siria e allestito posti di blocco

Le forze israeliane hanno effettuato nuove incursioni nel sud della Siria, entrando in alcune zone delle province di Quneitra e Deraa, allestendo posti di blocco temporanei e perquisendo civili e veicoli prima di ritirarsi. L'agenzia di stampa ufficiale siriana SANA ha riferito che unità militari israeliane si sono mosse lungo la strada che collega Saida al-Golan alla fattoria di al-Basali nella provincia di Quneitra, dove i soldati hanno fermato e perquisito i passanti per diverse ore. Le truppe israeliane hanno inoltre istituito un posto di blocco all'ingresso orientale di Maariya, nella zona del bacino di Yarmouk, nella parte occidentale di Deraa, per ispezionare veicoli privati, mezzi di trasporto pubblici e residenti che transitavano nell'area. Il sindaco di Maariya, Muwaffaq Mahmoud, ha dichiarato all'agenzia di stampa SANA che quattro veicoli militari israeliani con a bordo circa 150 soldati sono entrati in città e hanno allestito un posto di blocco vicino alla centrale telefonica locale. Le truppe hanno perquisito veicoli e civili prima di lasciare la zona senza effettuare arresti. Le autorità siriane hanno ripetutamente condannato le operazioni, definendole violazioni dell'accordo di disimpegno del 1974, e hanno accusato Israele di aver condotto incursioni, arresti, attacchi contro i civili, distruzione di terreni agricoli e raid aerei in tutta la regione.

A cura di Antonio Palma
17:15

Le sirene di allarme aereo hanno suonato in diverse zone del nord di Israele

L'esercito israeliano afferma che le sirene anti aeree sono scattate in diverse zone del nord di Israele dopo che un'infiltrazione aerea ostile ha fatto scattare il sistema di difesa. L'allarme dopo che in precedenza erano state attivate le sirene e "sono stati identificati diversi proiettili caduti in aree aperte nel Libano meridionale", si legge nel comunicato.

A cura di Antonio Palma
17:00

Cnn: "L'Iran riapre siti missilistici sotterranei colpiti dagli Usa"

L'Iran ha riaperto la maggior parte degli accessi a 18 siti missilistici sotterranei colpiti dai raid americani e israeliani. Lo riporta la Cnn citando immagini satellitari che mostrano come Teheran abbia recuperato 50 dei 69 ingressi dei tunnel presenti in 18 installazioni missilistiche sotterranee colpite dagli Stati Uniti e da Israele durante i loro attacchi. Secondo gli esperti interpellati dalla CNN, le immagini rivelano i limiti della campagna di bombardamenti israelo-americana, con l'Iran che utilizza bulldozer e autocarri per riaprire le postazioni missilistiche. L'Iran ora può "continuare a lanciare missili finchè dispone di lanciatori ed equipaggi, anche se la produzione è stata interrotta", ha dichiarato alla emittente Usa Sam Lair, ricercatore associato presso il James Martin Center for Nonproliferation Studies. "Non c'è nulla che impedisca di armare i lanciatori con l'ampio arsenale di missili che gli iraniani possiedono ancora", ha aggiunto.

A cura di Antonio Palma
16:39

Trump: "L'ambasciatore ad Ankara, Barrack, sarà anche mio inviato in Siria e Iraq"

Tom Barrack, l'imprenditore e uomo d'affari di origine libanese attuale ambasciatore degli Stati Uniti ad Ankara, sarà anche inviato del presidente in Siria e Iraq. Lo ha annunciato su Truth social Donald Trump, sottolineando "il lavoro eccezionale" che Barrack sta facendo. la sua nomina, precisa il presidente, farà avanzare "la nostra cooperazione strategica con i governi di Siria e Iraq, mentre il nostro rapporto con loro continua a crescere!". "Tom rimarrà ambasciatore in Turchia e opererà con il pieno sostegno del dipartimento di Stato degli Stati Uniti. Apprezziamo enormemente il lavoro svolto da Tom Barrack e la sua continua disponibilità a servire il nostro Paese", scrive ancora Trump.

A cura di Davide Falcioni
16:26

Iran, Cbs: "Usa in attesa di risposta dopo le modifiche significative volute da Trump"

I mediatori stanno continuando a lavorare al memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, dopo l'ultima serie di modifiche "significative" proposte dal presidente Donald Trump. Secondo quanto riferito a Cbs News da una fonte informata, la Casa Bianca sarebbe ora in attesa della risposta di Teheran alla controproposta americana. Si tratta della terza tornata di modifiche apportate da Trump alla bozza di accordo statunitense, già più volte trasmessa all'Iran attraverso i mediatori.

A cura di Davide Falcioni
15:58

Media: "Rubio annuncerà nuovo accordo con Israele martedì"

Il Segretario di Stato americano, che guida gli sforzi di stabilizzazione del cessate il fuoco in vigore tra Israele e Libano, dovrebbe annunciare un nuovo accordo tra le parti nella giornata di martedì 2 giugno. Lo riferisce l'emittente libanese Lebanon Broadcasting Corporation International.

A cura di Davide Falcioni
15:22

Netanyahu: "Conquista fortezza Beaufort segna svolta"

La conquista della fortezza di Beaufort, nel sud del Libano, rappresenta una "svolta" nella campagna israeliana contro Hezbollah. Così, in un videomessaggio, il premier israeliano Benjamin Netanyahu, commentando la presa dello strategico sito medievale da parte delle forze israeliane.
"Oggi siamo tornati a Beaufort in modo diverso. Siamo tornati uniti, determinati e piu' forti che mai – sottolinea -. La cattura di Beaufort e' un'immagine fortissima e un cambiamento radicale nella politica che stiamo conducendo. Abbiamo infranto la barriera della paura. Stiamo prendendo l'iniziativa, operiamo su tutti i fronti, in Siria, a Gaza, in Libano".

A cura di Davide Falcioni
14:49

Libano, Netanyahu: "Conquista Beaufort è svolta in offensiva"

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha salutato la conquista del castello di Beaufort, nel sud del Libano, come "una svolta" nella campagna contro Hezbollah. "Oggi siamo tornati a Beaufort in modo diverso. Siamo tornati uniti, determinati e più forti che mai", ha detto Netanyahu in un video messaggio. "La cattura di Beaufort è un'immagine fortissima e un cambiamento radicale nella politica che stiamo conducendo. Abbiamo infranto la barriera della paura. Stiamo prendendo l'iniziativa, operiamo su tutti i fronti, in Siria, a Gaza, in Libano", ha assicurato.

A cura di Davide Falcioni
14:29

Libano, ministero Salute Beirut: "Raid IDF vicino ospedale Tiro, 13 feriti"

Un attacco aereo israeliano vicino a un ospedale di Tiro, nel sud del Libano, ha ferito 13 membri del personale domenica. Lo ha annunciato il Ministero della Salute libanese invitando "la comunità internazionale a porre fine all'escalation e all'espansione degli attacchi israeliani".

A cura di Davide Falcioni
13:24

"Israele avanza troppo in Libano", Francia chiede riunione lampo Consiglio Onu

La Francia ha richiesto una riunione d'emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dopo che l'esercito israeliano ha occupato l'iconica fortezza medievale di Beaufort in Libano, dove ora sventola la sua bandiera. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot al canale televisivo Bfmtv.     "Questo è un grave errore per Israele perché questa avanzata in territorio libanese non è solo contraria agli impegni assunti da Israele, dato che abbiamo un cessate il fuoco in Libano dal 17 aprile, ma è anche contraria al diritto internazionale", ha aggiunto.

A cura di Davide Falcioni
12:55

Kallas domani in Pakistan, incontri con i vertici di Islamabad

Domani giugno l'Alta Rappresentante Ue Kaja Kallas si recherà a Islamabad, in Pakistan, per una visita bilaterale e per l'ottavo Dialogo strategico Ue-Pakistan. Kallas incontrerà il presidente Asif Ali Zardari, il primo ministro Mian Muhammad Shehbaz Sharif e il capo delle forze armate, il feldmaresciallo Asim Munir. L'ottavo dialogo strategico Ue-Pakistan sarà copresieduto da Kallas e dal vice primo ministro e ministro degli Affari esteri del Pakistan Mohammad Ishaq Dar. L'incontro avviene mentre sono in corso i negoziati tra Usa e Iran, con la mediazione di Islamabad.

A cura di Davide Falcioni
12:35

Iran, Ghalibaf: "Ok accordo solo con nostri diritti garantiti"

L'Iran non si fida delle promesse del nemico e dunque accetterà un accordo con gli Stati Uniti solo quando i suoi diritti saranno garantiti. A ribadirlo è stato il presidente del Parlamento, Mohammad Ghalibaf, nel suo discorso di apertura della nuova sessione del Majlis. "I ‘soldati' del fronte diplomatico non nutrono alcuna fiducia nelle parole e nelle promesse del nemico. Per noi contano solo i risultati concreti e tangibili. E solo allora agiremo per rispettare i nostri impegni. Fino a quando non saremo certi di aver ottenuto i diritti del popolo iraniano, non approveremo alcun accordo", ha detto Ghalibaf, che è anche capo dei negoziatori, a quanto riportato dai media iraniani. Finora, "ciò che ha determinato la ritirata del nemico, oltre alla potenza militare e alla prontezza difensiva dei combattenti della Repubblica Islamica dell'Iran, è stata la fermezza del popolo e la sua unità contro il formidabile nemico; questo segreto della vittoria deve essere preservato", ha esortato.

A cura di Davide Falcioni
11:51

L'Iran: "Non ci fidiamo delle promesse del nemico"

"Non ci fidiamo delle dichiarazioni e delle promesse del nemico". Lo ha affermato il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, sottolineando: "Il nostro criterio è rappresentato dai risultati concreti che dobbiamo ottenere (durante i colloqui con gli Stati Uniti) per adempiere ai nostri impegni. Non approveremo alcun accordo finché non saremo certi di aver garantito i nostri diritti".

A cura di Davide Falcioni
11:26

New York Times: "Inviata all'Iran la proposta di accordo inasprita da Trump"

Secondo tre funzionari, il presidente Trump ha inasprito i termini di un potenziale accordo quadro per porre fine alla guerra in Iran e ha rinviato le modifiche proposte al Paese per la sua valutazione. Lo scrive il New York Times. Un funzionario ha aggiunto che Trump era frustrato dalla lentezza con cui l'Iran ha risposto alle proposte Usa e ha inoltre affermato che le modifiche apportate da Trump – una nuova proposta più rigida – erano probabilmente volte ad accelerare il processo, esercitando pressione sull'Iran affinché accettasse il quadro quadro già inviato alla Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, per l'approvazione.

A cura di Davide Falcioni
10:48

Israele lancia nuova ondata di raid a Tiro e nel sud del Libano

L'Idf ha lanciato una nuova ondata di attacchi contro infrastrutture di Hezbollah a Tiro e in diverse altre aree del Libano meridionale. Lo comunica il portavoce dell'Idf.

A cura di Davide Falcioni
10:22

Katz: "Presa Beaufort è un messaggio, chi minaccia Israele perderà i suoi beni"

"44 anni dopo la battaglia eroica sul Beaufort, e nel Giorno della Memoria per i caduti della Guerra di Shalom HaGalil, tra loro i soldati del Golani caduti nella battaglia per il Beaufort, i combattenti dell'Idf e in testa la Brigata Golani, sono tornati sulla vetta del Beaufort e hanno issato nuovamente su di essa la bandiera di Israele e la bandiera del Golani". Lo scrive su X il ministro della Difesa Israel Katz.

"Su indicazione del primo ministro Netanyahu e su mia indicazione, l'Idf ha ampliato la manovra in Libano, ha attraversato il fiume Litani e ha conquistato la cresta del Beaufort, uno dei punti strategici più importanti per la difesa degli insediamenti della Galilea e per la salvaguardia della sicurezza delle nostre forze. Oggi è stato rimosso il velo di segretezza imposto sull'operazione per impedire che informazioni raggiungessero il nemico".

"Questo è un messaggio chiaro ai nostri nemici: chi minaccia i cittadini di Israele perderà i suoi beni strategici uno dopo l'altro. Rendo omaggio ai combattenti del Golani e a tutti i combattenti dell'Idf che hanno scritto un altro capitolo di eroismo israeliano nel luogo in cui i nostri eroi sono caduti per la patria. La campagna non è ancora finita. L'Idf è forte, e noi tutti siamo determinati a schiacciare la forza di Hezbollah e a completare la missione: garantire la sicurezza ai residenti del Nord".

A cura di Davide Falcioni
09:55

Nuovo affondo di Trump contro il Papa: "Qualcuno gli spieghi che l’Iran non può avere l’atomica"

Un nuovo affondo contro Papa Prevost arriva da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump: “Qualcuno dovrebbe spiegare al Papa che il sindaco di Chicago è inutile e che l’Iran non può avere un’arma nucleare”. Un messaggio scritto in occasione dell’incontro a Roma tra Papa Leone XIV e il sindaco di Chicago, il democratico Brandon Johnson.

A cura di Davide Falcioni
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