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Nuovo affondo di Trump contro il Papa: “Qualcuno gli spieghi che l’Iran non può avere l’atomica”

Un nuovo affondo contro Papa Prevost arriva da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump: “Qualcuno dovrebbe spiegare al Papa che il sindaco di Chicago è inutile e che l’Iran non può avere un’arma nucleare”. Un messaggio scritto in occasione dell’incontro a Roma tra Papa Leone XIV e il sindaco di Chicago, il democratico Brandon Johnson.
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si scaglia ancora contro il primo papa americano della storia, segnando una distanza sempre più netta tra Casa Bianca e Santa Sede. Un nuovo attacco, di nuovo sulla piattaforma Truth Social arrivato in occasione dell'incontro in Vaticano del 28 maggio tra il pontefice Leone XIV e il sindaco di Chicago, Brandon Johnson, del Partito democratico, in questi giorni a Roma. Per il presidente Usa "qualcuno dovrebbe spiegare al Papa che il sindaco di Chicago è inutile e che l'Iran non può avere un'arma nucleare", ha scritto, postando le foto dell'incontro in Vaticano tra il pontefice e la delegazione della città dell'Illinois che ha dato i natali al Pontefice, nato appunto a Chicago nel 1955.

"È stato un onore condividere del tempo con un magnifico essere umano, Sua Santità Papa Leone XIV", ha scritto Johnson, postando anche le immagini della preghiera di Prevost durante un incontro multireligioso.

"Anche in questo tempo di tensioni e conflitti, la pace diventa possibile quando si vuole ascoltare il grido di chi ne e' privato: bambini innocenti, madri e padri angosciati, prigionieri maltrattati, profughi, persone sofferenti di ogni eta'. Tutti costoro hanno sulle labbra una sola parola: pace!", erano state le parole pronunciate proprio ieri da Papa Leone al termine della recita del Rosario per la pace, nella Grotta della Madonna di Lourdes.

L'affondo di Trump contro il Pontefice è solo l'ultimo di una lunga serie di attacchi che si sono susseguiti negli ultimi mesi. Lo scorso 5 maggio, per esempio, a due giorni dalla visita del segretario di Stato Marco Rubio inviato in Vaticano per provare stemperare la tensione e ricucire i rapporti mai così deteriorati tra Stati Uniti e Santa Sede, Trump ha accusato Prevost di mettere "in pericolo molti cattolici e molte persone". Leone XIV "preferisce parlare di come sia accettabile che l'Iran abbia un'arma nucleare, non penso sia una buona cosa".

E ancora, a metà aprile Trump ha definito il Papa "debole sul fronte della criminalità e pessimo in politica estera". E ancora: "Non sono un suo grande fan", "Preferisco di gran lunga suo fratello Louis che è totalmente Maga. Lui ha capito tutto", aveva scritto in un lungo post su Truth, rivendicando poi di aver contribuito all'elezione di Papa Leone XIV, al secolo Robert Francis Prevost: "Leone dovrebbe essermi grato perché, come tutti sanno, la sua nomina è stata una sorpresa sconcertante. Non figurava in nessuna lista dei papabili ed è stato scelto dalla Chiesa esclusivamente perché americano: si riteneva, infatti, che quello fosse il modo migliore per gestire il rapporto con il presidente Donald J. Trump. Se io non fossi alla Casa Bianca, Leone non sarebbe in Vaticano".

Poco prima Papa Leone aveva condannato il "delirio di onnipotenza" che alimenta il conflitto, chiedendo l'interruzione del conflitto in Iran, proprio mentre erano in corso in Pakistan i colloqui di pace tra gli inviati americani e iraniani. Prima ancora, aveva bollato come "inaccettabile" la minaccia di Trump di "cancellare" in una notte l'intera civiltà iraniana.

Il Pontefice ha risposto a distanza al presidente Usa, dicendo di non voler "aprire un dibattito" e sottolineando di non aver "paura dell'amministrazione Trump". "Io parlo del Vangelo. Non sono un politico. Non ho intenzione di fare un dibattito con lui", aveva detto parlando con i giornalisti. "Il messaggio è sempre lo stesso: la pace. E lo dico per tutti i leader del mondo. Cerchiamo di finire questa guerra. Non penso – ha aggiunto il Santo Padre – che il messaggio del Vangelo debba essere abusato come alcuni stanno facendo".

Gli appelli del Papa non si sono limitati in questi mesi all'Iran, ma hanno investiti vari fronti, dalla politica estera a quella migratoria fino alla gestione della sicurezza interna. Il presidente Usa lo aveva anche accusato di aver criticato l'intervento americano in Venezuela, culminato con il rapimento del presidente Nicolas Maduro, e lo aveva preso di mira per i suoi incontri con figure storiche della sinistra democratica americana, come David Axelrod, definito da Trump "un predente della sinistra".

"Non voglio un Papa che critica il presidente degli Stati Uniti perché fa quello per cui è stato eletto a valanga" ha messo nero su bianco lo scorso 13 aprile il capo della Casa Bianca, la cui posizione è nota: il Vaticano dovrebbe attenersi esclusivamente alle questioni morali, senza invasioni di campo, tralasciando tutto quello che riguarda la politica, questioni internazionali e il diritto internazionale.

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