
Guerra tra Iran, Usa e Israele: Iniziata l'operazione americana Project Freedom per ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Rubio: “Operazione Epic Fury conclusa, ora c’è Project Freedom". Spariamo solo se attaccati”. Trump attacca di nuovo il Papa: "pericolo per i cattolici", e poi afferma: "Iraniani stanno negoziando, sono dei malati e non permetteremo a dei pazzi di possedere un'arma nucleare". Dopodomani l'incontro tra Prevost e Rubio: "Spero in un buon dialogo per comprenderci bene". E ancora: "Chi mi critica, lo faccia dicendo la verità". Hegseth: "Ci aspettiamo che il mondo si impegni di più, il cessate il fuoco non è finito". Teheran: "Dura risposta a chi compromette la sicurezza nello Stretto di Hormuz"
Rubio sull'Italia: "La consulteremo sul Libano, può essere molto utile"
L'Italia ha addestrato le forze di polizia e di sicurezza del Libano: "La consulteremo certamente, può essere molto utile per quel Paese". Lo ha detto Marco Rubio in un briefing alla vigilia del suo viaggio in Italia.
Libano, Rubio: "Pace raggiungibile ma Hezbollah sabota accordo"
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio afferma che un accordo di pace tra Israele e Libano è "imminentemente raggiungibile", ma Hezbollah sta cercando di sabotarlo. "Nel complesso, credo che un accordo di pace tra Libano e Israele sia realizzabile a breve e che debba esserlo", ha dichiarato Rubio durante una conferenza stampa alla Casa Bianca. "Il problema tra Israele e Libano non è Israele o il Libano, ma Hezbollah". "Il motivo per cui il Libano viene attaccato da Israele è perché Hezbollah sta… lanciando razzi contro gli israeliani", sostiene. Hezbollah sostiene di agire per estromettere Israele dall'ampia zona cuscinetto che ha creato nel Libano meridionale, zona che Gerusalemme ritiene necessaria per proteggere le sue città di confine settentrionali dai bombardamenti di Hezbollah. Rubio afferma che gli Stati Uniti stanno mediando tra Gerusalemme e Beirut, con l'obiettivo di dare al governo libanese la possibilità di "iniziare a sfidare Hezbollah sul piano del disarmo". "Faremo tutto il possibile per garantire che entrambe le parti continuino a dialogare, in modo da poter compiere progressi verso una sorta di cessate il fuoco permanente che non venga costantemente ostacolato da Hezbollah", aggiunge Rubio.
L'Iran nega di aver attaccato gli Emirati Arabi Uniti
Le forze armate iraniane negano di aver condotto operazioni missilistiche o con droni contro gli Emirati Arabi Uniti negli ultimi giorni. Un portavoce del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya ha affermato che le forze armate iraniane non hanno condotto alcuna operazione missilistica o con droni contro gli Emirati Arabi Uniti negli ultimi giorni. Ebrahim Zolfaghari, il portavoce, ha dichiarato in un comunicato che gli Emirati Arabi Uniti non dovrebbero "diventare un nido per americani e sionisti, con le loro forze militari e i loro equipaggiamenti". Secondo il portavoce, l'Iran è stato oggetto di "attacchi mediatici ingiusti, accuse infondate e propaganda" da parte degli Emirati Arabi Uniti, e il Paese del Golfo è diventato "una delle principali basi per gli americani e i sionisti, considerati nemici del mondo islamico e la principale causa di insicurezza nella regione". "Avvertiamo che se dal territorio degli Emirati Arabi Uniti verrà intrapresa qualsiasi azione contro le isole, i porti e le coste iraniane del nostro Paese, daremo una risposta schiacciante e deplorevole", ha aggiunto Zolfaghari. Gli Emirati Arabi Uniti hanno dichiarato ieri di riservarsi il diritto di rispondere agli attacchi iraniani sul proprio territorio.
Rubio: "L'Iran non metta alla prova gli Usa, venga al tavolo dei negoziati"
Marco Rubio sostiene che l'Iran debba "fare una scelta sensata" e intraprendere la via diplomatica che potrebbe portare alla "ricostruzione, alla prosperità e alla stabilità, e a non rappresentare più una minaccia per il mondo". L'Iran, ha detto il segretario di Stato in un briefing con la stampa, deve "accettare la realtà della situazione" e sedersi al tavolo delle trattative, accettando condizioni che siano vantaggiose non solo per sé, ma anche per il mondo. "Non dovrebbero assolutamente mettere alla prova la volontà degli Stati Uniti", ha aggiunto. L'Iran ha "sempre" sostenuto di non volere un'arma nucleare, ma l'ha sempre voluta. Lo ha detto Marco Rubio in un briefing con la stampa. "Dice che non la vuole ma non lo pensa davvero", ha aggiunto il segretario di Stato.
Usa propongono risoluzione Onu per libertà navigazione a Hormuz
Gli Stati Uniti hanno presentato una bozza di risoluzione al Consiglio di Sicurezza dell'Onu per difendere la libertà di navigazione e garantire la sicurezza nello Stretto di Hormuz, accusando l'Iran di mettere a rischio il traffico marittimo internazionale. Secondo quanto reso noto dal Dipartimento di Stato, la proposta – sostenuta insieme a Bahrein e ad altri partner del Golfo, tra cui Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Qatar – chiede a Teheran di cessare attacchi, posa di mine e tentativi di imporre pedaggi alle navi in transito. Il testo sollecita inoltre l'Iran a rendere noto il numero e la posizione degli ordigni posizionati in mare e a collaborare alle operazioni di rimozione, oltre a sostenere la creazione di un corridoio umanitario.
Rubio: "Operazione Epic Fury conclusa, ora c'è Project Freedom"
"L'operazione Epic Fury è conclusa. Trump lo ha notificato al Congresso". Lo ha detto Marco Rubio senza fornire altri dettagli: "Adesso c'è l'operazione Project Freedom", ha aggiunto, aggiungendo che si tratta del "primo passo verso l'apertura dello Stretto di Hormuz, ha l'obiettivo di salvare quasi 23 mila civili provenienti da 87 Paesi, rimasti bloccati nel Golfo". "Queste navi stanno iniziando a esaurire cibo e acqua e si trovano alla mercé di questa forma di pirateria. Si tratta di civili innocenti presi in ostaggio, semplicemente perché l'Iran è in grado di farlo, proprio come avrebbe massacrato migliaia di manifestanti", ha aggiunto Rubio, secondo il quale "molti Paesi hanno chiesto agli Stati Uniti di intervenire e il presidente Donald Trump ha deciso di agire".
Papa: "Se qualcuno mi critica, lo faccia con verità"
"La missione della Chiesa è annunciare il Vangelo, predicare la pace. Se qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo, che lo faccia con la verità". Dopo il cardinale Pietro Parolin, è lo stesso papa Leone XIV a commentare le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump, tornato a criticare il Pontefice. Fuori da villa Barberini, sua residenza a Castel Gandolfo, Leone si ferma con il gruppo di giornalisti e risponde alle loro domande: "La Chiesa da anni ha parlato contro tutte le armi nucleari, quindi lì non c'è nessun dubbio", ha detto il Papa, replicando alle affermazioni di Trump, secondo il quale il Pontefice riterrebbe accettabile il fatto che l'Iran possegga l'arma nucleare, mettendo a rischio tutti i cattolici. "Spero semplicemente di essere ascoltato per il valore della parola di Dio", ha sottolineato Leone XIV, ribadendo di aver "già parlato dal primo momento che sono stato eletto".
USA, Rubio: "Incontro con Leone XIV pianificato prima dei commenti di Trump"
Il viaggio in Vaticano "era stato pianificato in precedenza e abbiamo molti temi da discutere". Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio parlando in un briefing con i giornalisti. "Un esempio è il recente viaggio in Africa, condividiamo preoccupazioni sulla libertà religiosa nel mondo. Vorremmo inoltre fornire più aiuti umanitari attraverso la Chiesa a Cuba: ci sono molti argomenti di cui parlare", ha spiegato Rubio.
Iran, presidente Pezeshkian: gli Usa offrono condizioni "impossibili" per negoziare
Il presidente dell'Iran, Masoud Pezeshkian, ha definito "impossibile" negoziare un'uscita dalla crisi alle condizioni "contraddittorie" poste dagli Stati Uniti. "Il nostro problema è che da una parte gli Usa perseguono una politica di massima pressione contro il nostro Paese e dall'altra si aspettano che l'Iran si sieda al tavolo negoziale e accetti le loro richieste unilaterali", ha detto Pezeshkian citato dall'agenzia di stato "Irna". "Una simile equazione e' impossibile", ha aggiunto.
Papa: "Con Rubio spero in un buon dialogo per comprenderci bene"
Con il segretario di Stato Usa Marco Rubio "spero in un buon dialogo, con fiducia e con apertura, per arrivare a comprenderci bene. Penso che i temi per i quali viene non sono quelli di oggi", ha detto il Papa alludendo alle parole di Donald Trump. "Vediamo", ha aggiunto.
Germania, monito a Israele: “Il Libano non diventi un campo di battaglia”
Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha invitato Israele a evitare un’escalation con Hezbollah che possa colpire la popolazione civile in Libano. Durante l’incontro in Germania con l’omologo israeliano Gideon Saar, ha sottolineato che il Libano “non deve diventare un teatro di guerra”.
Wadephul ha avvertito che non è accettabile che le nuove generazioni crescano “tra le rovine delle case dei propri genitori”, ribadendo però allo stesso tempo una condanna “con la massima fermezza” degli attacchi di Hezbollah contro Israele.
Per quanto riguarda Gaza, il ministro ha chiesto un rafforzamento immediato degli aiuti umanitari, evidenziando che “la stabilizzazione di Gaza serve anche alla sicurezza di Israele” e che la crisi nella Striscia non deve essere oscurata dalle tensioni con l’Iran.
Onu, bozza di risoluzione Usa-Golfo: ultimatum all’Iran sullo Stretto di Hormuz
Una proposta di risoluzione delle Nazioni Unite, presentata congiuntamente da Stati Uniti e Paesi del Golfo e visionata da Associated Press, prevede possibili sanzioni o altre misure contro l’Iran se non interromperà gli attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz.
Il testo chiede inoltre a Teheran di fermare l’imposizione di “pedaggi illegali” e di rendere note le posizioni delle mine presenti nell’area, per garantire la libertà di navigazione.
La bozza sollecita infine l’Iran a “partecipare immediatamente e facilitare” gli sforzi dell’Onu per creare un corridoio umanitario nello Stretto, necessario alla consegna di aiuti essenziali, fertilizzanti e altre merci.
Hegseth: “Project Freedom è un dono degli Stati Uniti al mondo per liberare lo Stretto"
La tregua tra Stati Uniti e Iran, almeno ufficialmente, resta in piedi. Né l’avvio di Project Freedom — la missione Usa per la sicurezza nello Stretto di Hormuz — né gli attacchi iraniani contro navi americane e gli Emirati sembrano averla fatta saltare.
Lo ha ribadito il segretario alla Difesa Pete Hegseth: “Project Freedom è un dono degli Stati Uniti al mondo per liberare lo Stretto. Non è parte dell’operazione Epic Fury”. Tuttavia, ha avvertito, basterebbe un ordine di Donald Trump per “riprendere i combattimenti”.
Il presidente, pur sostenendo il Pentagono, mantiene toni duri verso Teheran: “Gli iraniani non hanno alcuna speranza… non voglio ucciderli. Conosco tante brave persone”.
Israele, comandante Tishler: “Pronti a spostare l’aviazione verso est se necessario”
“Monitoriamo attentamente la situazione in Iran e siamo pronti a mobilitare l’intera aviazione militare verso est, se necessario”. Lo ha dichiarato Omer Tishler, nuovo comandante dell’Aeronautica militare israeliana, durante la cerimonia di avvicendamento.
Le parole arrivano in una fase di forte tensione regionale, con Israele che continua a considerare l’Iran una delle principali minacce strategiche.
Iran: "Risposta dura Pasdaran a chi viola rotta Hormuz"
L'Iran è tornato a mettere in guardia le navi che intendano passare da Hormuz. "L'unica rotta sicura per attraversare lo Stretto è il corridoio già annunciato dall'Iran", si legge in una nota diffusa dall'agenzia Fars. "Deviare da questa rotta è pericoloso e comporterà una risposta decisa della Marina del corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane", avverte Teheran.
Ministro Crosetto: "Nessuna unità della Marina partita o in partenza per Hormuz"
"È opportuno ribadire con fermezza che nessuna unità della Marina Militare è partita né è in procinto di partire verso l'area dello Stretto di Hormuz". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, in una nota con la quale intende "fornire un chiarimento puntuale" in merito alle "interpretazioni circolate nelle ultime ore su alcune dichiarazioni relative a un possibile impiego della Marina Militare nell'area dello Stretto di Hormuz".
Trump: “Presidente Xi è stato rispettoso sull’Iran, la Cina non ci sfida”
Parlando con i giornalisti nello Studio Ovale, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha commentato i rapporti con Pechino e la posizione cinese sul dossier iraniano, offrendo una lettura positiva del dialogo con il presidente Xi Jinping.
“Sull’Iran il presidente Xi è stato molto gentile con gli Stati Uniti, è stato molto rispettoso, la Cina non ci sfida”, ha affermato Trump, sottolineando come, a suo giudizio, non vi sia un atteggiamento di contrapposizione da parte di Pechino.
Il presidente americano ha poi esteso il giudizio al rapporto personale con il leader cinese: “Xi è una persona fantastica, abbiamo un ottimo rapporto e i nostri business stanno facendo un sacco di soldi con la Cina”, ha aggiunto, insistendo sulla solidità dei legami economici tra i due Paesi.
Ministro Tajani: "Attacchi al Papa non condivisibili, sostegno a ogni parola di Leone"
"Gli attacchi nei confronti del Santo Padre, capo e guida spirituale della Chiesa cattolica, non sono né condivisibili né utili alla causa della pace. Ribadisco il sostegno a ogni azione e parola di papa Leone, le sue sono testimonianze in favore del dialogo, del valore della vita umana e della libertà. Una visione che condivide anche il nostro governo, impegnato attraverso la diplomazia a garantire stabilità e pace in tutte le aree dove ci sono conflitti". Lo scrive su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo il nuovo attacco di Donald Trump a Leone XIV.
Cina-Iran, domani il vertice tra Wang Yi e Araghchi
È previsto per domani un incontro tra il capo della diplomazia cinese Wang Yi e il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in visita in Cina su invito di Pechino. La conferma è arrivata da un portavoce del ministero degli Esteri cinese, dopo le anticipazioni diffuse in mattinata da fonti iraniane.
Il colloquio si inserisce in una fase di intensi movimenti diplomatici nella regione e precede di pochi giorni la possibile visita del presidente americano Donald Trump in Cina, attesa per il 14 maggio ma non ancora ufficialmente confermata da Pechino.
Trump: “L’Iran sta fallendo, conoscono la gente. Non voglio ucciderla"
“Gli iraniani stanno fallendo. Non pagano i loro soldati. Non possono pagare i loro soldati. Il denaro non vale niente. Dovrebbero fare la cosa giusta”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, parlando alla Casa Bianca.
Trump ha poi aggiunto che Washington non vorrebbe arrivare a un’escalation militare: “Dovremmo fare questa cosa, perché non vogliamo andare lì e uccidere gente. Davvero, non voglio uccidere persone fantastiche”.
Il presidente ha quindi fatto riferimento anche a rapporti personali: “Conosco la gente, ho tanti amici iraniani di New York e di altri posti da anni, sono persone fantastiche. Non voglio ucciderli”.
Trump parla a una platea di bambini nello Studio Ovale: "L'Iran non avrà l'arma nucleare"
L'Iran "non avrà mai l'arma nucleare, non deve averla" e le elezioni americane del 2020 sono state truccate. Donald Trump ancora una volta ripete due dei suoi mantra, e poco importa se stavolta le sue parole sono rivolte a una platea di bambini riunita nello Studio Ovale. "L'Iran non ha più la marina, non ha più aeronautica, non ha più nulla", ha ribadito il tycoon attaccando come sempre i media "fake news" per i quali Teheran "sta facendo bene nella guerra". E sempre rivolto ai bimbi ha ripetuto anche un altro dei suoi leitmotiv sulle elezioni del 2020: "Avevo vinto". Lo stesso presidente si è poi chiesto se il suo discorso "non fosse un po' troppo" per i ragazzini.
Trump attacca l’Iran: “Non ha alcuna possibilità, e i media mentono”
“L’Iran non ha alcuna possibilità. Non l’ha mai avuta. Loro lo sanno. Me lo dicono quando parlo con loro, poi vanno in televisione e dicono quanto bene stanno andando”. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump parlando alla Casa Bianca.
Trump ha poi elencato quella che, secondo la sua versione, sarebbe la condizione militare del Paese: “Non hanno una marina, completamente distrutta. Non hanno un’aeronautica, completamente distrutta. Non hanno capacità antiaeree, completamente distrutte, nessun radar. Non hanno leader”.
Il presidente ha quindi criticato la copertura mediatica del conflitto: “Leggo i giornali e dicono quanto bene stanno andando. Non stanno andando bene, ecco perché non avete credibilità, nessuna credibilità. I media, le fake news non hanno credibilità”.
Trump: "Gli iraniani stanno negoziando"
"Gli iraniani stanno negoziando". Lo ha detto il presidente americano, Donald Trump, parlando alla Casa Bianca. "Si tratta di persone malate, e non permetteremo a dei pazzi di possedere un'arma nucleare", ha affermato.
Pakistan: “Negoziati in corso tra Stati Uniti e Iran per fermare la guerra”
I colloqui per arrivare a una reale fine delle ostilità tra Stati Uniti e Iran proseguono. A riferirlo è stato il ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, secondo quanto riportato dall’agenzia iraniana Isna e da Al Jazeera.
“Le consultazioni per porre fine alla guerra degli Stati Uniti contro l’Iran proseguono”, ha dichiarato Dar, aggiungendo: “Siamo fiduciosi di poter compiere progressi significativi nei negoziati”.
L’obiettivo, ha spiegato, è raggiungere un’intesa “vantaggiosa per entrambe le parti”, in un percorso diplomatico ancora in corso e in fase delicata.
Iran: “Il Consiglio di sicurezza Onu è ostaggio degli Stati Uniti”
Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite “è stato preso in ostaggio dagli Stati Uniti”. È la dura accusa arrivata dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, in una dichiarazione riportata dall’emittente “Press TV”.
Baghaei ha sostenuto che l’organismo internazionale “non interviene per affrontare atrocità come il genocidio a Gaza e l’aggressione israeliana contro il Libano”, accusandolo inoltre di non riconoscere “che l’Iran è una vittima dell’aggressione degli Stati Uniti e di Israele”.
Attivisti della Flotilla: “Violenza e detenzione illegittima, il governo si schieri”
“Nei prossimi giorni parleremo delle condizioni detentive e della violenza contro chi chiedeva solo acqua, cibo o assorbenti: sono delle bestie”.
E ancora: “L’essere messi in fila indiana per essere contati, come nei campi di concentramento, e l’assalto a bordo con cani al guinzaglio mi ha ricordato quelle immagini”.
Sono le parole di due attivisti dei Municipi Sociali, rientrati all’aeroporto Marconi di Bologna dopo la missione della Global Sumud Flotilla, bloccata nei giorni scorsi dalla Marina israeliana in acque internazionali.
Gli attivisti parlano di “rapimento in acque internazionali ed europee” e chiedono l’intervento del governo italiano: “Le imbarcazioni battevano bandiera italiana, è come se fossero stati rapiti in Italia”. Denunciano inoltre condizioni di detenzione difficili e “torture e violazioni fisiche e psicologiche”, chiedendo la liberazione dei compagni ancora trattenuti.
Critiche anche alle dichiarazioni istituzionali che hanno definito inutile la missione: “È propaganda che sposta l’attenzione dalle responsabilità di Israele”.
Emirati, difesa aerea sta rispondendo a attacchi dall'Iran
Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti afferma che i sistemi di difesa aerea stanno contrastando gli attacchi missilistici e dei droni provenienti dall'Iran.
Iran: "Dura risposta a chi compromette la sicurezza nello Stretto di Hormuz"
"Qualsiasi azione che comprometta la sicurezza nello Stretto di Hormuz incontrerà un forte ostacolo e una dura risposta da parte dei soldati della Repubblica Islamica dell'Iran". Lo ha dichiarato il capo della Magistratura iraniana, Gholamhossein Ejei, aggiungendo che "l'era dell'ordine imposto dall'estero nelle acque del Golfo Persico è giunta al termine". In un messaggio pubblicato sui suoi social media, Ejei ha aggiunto che la Magistratura non risparmierà alcun supporto legale per difendere la sovranità e il controllo dell'Iran sullo stretto, riferisce l'agenzia Mehr.
Parolin: "Il Papa va avanti per la sua strada al fine di predicare la pace"
"Il Papa va avanti per la sua strada, nel senso di predicare il Vangelo, di predicare la pace – come direbbe San Paolo – opportune et importune". È quanto ha affermato il cardinale segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, a margine delle celebrazioni per i 70 anni di Casa Sollievo della Sofferenza, l'ospedale di San Giovanni Rotondo. Il porporato ha risposto alle domande dei giornalisti che parlavano di "un altro attacco" da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, contro Leone XIV, a due giorni dall'udienza in Vaticano del segretario di Stato Usa, Marco Rubio. "Anche di fronte a questi nuovi attacchi io non so se il Papa avrà occasione di rispondere", ha detto il cardinale, "perché quell'occasione – ha aggiunto in riferimento alle risposte di Leone in aereo lo scorso 13 aprile, giorno della partenza verso l'Africa – c'era l'incontro coi giornalisti. Ma la linea rimane quella". "Il Papa ha già risposto, io non aggiungerei nulla", ha affermato ancora il segretario di Stato, sottolineando come la risposta di Leone XIV sia stata "una risposta molto, molto cristiana dicendo che lui sta facendo quello che il suo ruolo esige e cioè di predicare la pace. Che questo possa piacere o non possa piacere, è un discorso – ha sottolineato – capiamo che non tutti sono sulla stessa linea. Però quella è la risposta del Papa".
Emirati Arabi Uniti chiudono parzialmente il loro spazio aereo: avviso NOTAM fino all'11 maggio
Gli Emirati Arabi Uniti hanno chiuso parzialmente il proprio spazio aereo. La decisione è arrivata dopo che l'Iran ha lanciato missili e droni verso il Paese per la prima volta dall'inizio del cessate il fuoco, ai primi di aprile. Gli aerei nel sorvolare il paese potranno utilizzare solo determinate rotte, secondo il NOTAM, l'avviso aeronautico, le disposizioni resteranno in vigore fino all'11 maggio. Negli ultimi due mesi, gli Emirati Arabi Uniti hanno subito un numero di bombardamenti provenienti dall'Iran superiore a quello di qualsiasi altro Paese.